Dal genius loci all’idiota

Parla di genius loci il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti (Partito Democratico), per motivare la scelta di vietare l’apertura di esercizi commerciali che non siano strettamente legati alle tipicità della Versilia:

La nostra decisione serve unicamente e non stravolgere la Forte dei Marmi che tutti conoscono. Non è possibile consentire l’apertura di esercizi commerciali che nulla hanno a che vedere con la cultura del luogo. E il nostro provvedimento vale per chiunque: ristoranti cinesi ma pure fast food americani, birrerie tedesche o pub inglesi.

A me, ancora una volta, è tornato in mente L’idiota in politica, di Lynda De Matteo:

Idiota, in senso etimologico, significa “uomo del luogo” ed è un termine la cui radice greca vuol dire “particolare”. Per gli antichi greci idiota era colui che non aveva accesso alla dimensione universale, quello che viveva ancora nella caverna, o meglio, nella sua caverna. […] Idiota è dunque il soggetto votato alla più irriducibile autoctonia e al ripiego identitario. Quando un simile soggetto valica i confini del proprio universo culturale, si comporta spesso in modo improprio e grottesco. Preso singolarmente o all’interno della cerchia più o meno ampia dei familiari, nessuno è idiota; i problemi cominciano fuori.

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7 thoughts on “Dal genius loci all’idiota

  1. Sì però smettiamola di citare quella interpretazione idiota del termine idiota.

    Che così il genius loci di Buratti diventa addirittura più pertinente.

  2. Pingback: Cosa distingue un lucchese da un leghista? | Champ's Version

  3. Secondo me il discorso sta a monte: dipende sempre dall’uso che se ne fa; perché sta nella misura in cui si invade ogni angolo la stupro cittadino, il deturpamento dell’immagine del luogo; che siano birrerie stile bavarese, Kebabberie, pizze al taglio, o prodotti tipici della Versilia (che per inciso non ho idea di quali siano).

  4. Non ho capito se il provvedimento vieti completamente l’apertura di esercizi che vendano prodotti non “autoctoni” oppure se ne regoli la diffusione, come per esempio quello preso da Regione Lombardia.

    Nel primo caso, mi parrebbe assurdo, nel secondo più ragionevole.

    Al di là di questo, un fatto del genere corrobora in me la sensazione che quando alcuni fenomeni cominciano a diffondersi oltre i confini lombardi o comunque di territori da sempre abiturati all’immigrazione, al meticciato, all’integrazione e all’accoglieza, le reazioni sono destinate a essere molto ma molto più violente di quanto non lo siano state nei territori a presenza leghista e senza alcuna distinzione tra colore politico (dice l’articolo che il prvvedimento è passato all’unanimità, dunque anche – suppongo – col voto di vendoliani e comunisti).

    Il fatto è che a sinistra – naturalmetne fino al momento in cui il proprio elettorato non viene toccato da quei fenomeni – si ragiona astrattamente di principi e non concretamente di come governare i cambiamenti. Si tende a parlare di immigrazione in sé e non della sua qualità e della sua consistenza, perdendo di vista il fatto che passare dal nulla a quasi il 20% di cittadini extracomunitari in una città come Milano in meno di 20 anni, comporta inevitabilmente disequilibri e frizioni che hanno bisogno di essere governati o prevenuti o regolati. paradossalmente la presenza della Lega ha in qualche modo portato a dei tentativi in tale direzione laddove la Lega c’è e governa. Dove invece non esiste il risultato è uno scavalcamento a destra delle posizioni leghiste da parte anche della sinistra oppure disastri come gli spari e ammazzamenti di Rosarno, le stragi di Castel Volturno o i roghi di campi Roma a Ponticelli (Napoli).

    daniele,milano

    • Premesso che anche il provvedimento della Regione Lombardia non è un esempio illuminante, non vedo cosa c’entri il paragone tra lavoro nero ed esercizi commerciali con licenza, o un voto di giunta con un’azione deliquenziale della camorra. Ma tant’è…
      La spiegazione cmq è molto più semplicistica di tutti i ragionamenti cervellotici che uno sta lì a farsi: le elezioni a Forte dei Marmi sono prossime, e il sindaco cerca di arruffianarsi i cittadini scegliendo la via più comoda e facile del parlare alla loro pancia. E l’idiozia sta nel fatto delle “specialità della Versilia” e “cultura del luogo”: se apre un bar che vende sigarette Marlboro e lattine Coca-Cola va chiuso o lasciato aperto?

      • Esatto. Ma se il Sindaco – PD – per raccattare qualche voto se ne esce con questi gioielli significa che reputa che facciano presa sui suoi elettori. E questo rischia di far giustizia sulle cretinate relative alla presunta barbarie e ignoranza dei lombardi o dei veneti i quali votano pure in larga misura Lega, ma hanno spauto accogliere e integrare una quantità di immigrati che la Versilia manco si sogna e, ciononostante, già parte con provvedimenti idioti. Sempre meglio, naturalmente, che sparare alla schiena ai “negri” come avviene in Calabria, dove gli immigrati sono sì e no il 2% della popolazione contro quasi il 20% di Milano.

        daniele,milano

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