Napolitano: “Il popolo padano non esiste”

Non esiste un popolo padano, parlare di Stato lombardo-veneto è grottesco, non si può cambiare il corso della storia.

Forte presa di posizione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante un intervento all’Università di Napoli.

E’ chiaro, il popolo padano non esiste. Si discute di federalismo fiscale, si chiede un livello più alto di partecipazione delle Regioni: tutto questo è lecito, ma ove dalle chiacchiere si passasse ad atti preparatori di qualcosa che va verso la secessione, tutto cambierebbe.

La cosa molto chiara è che Napolitano interviene giustamente in questa direzione essendo il garante della Costituzione e, quindi, dell’unità nazionale. E’ il suo ruolo, che diamine. Una cosa, però, non ho capito: quale sarebbe il corso della storia e chi lo decide? E in che senso non si può cambiare? E il sentirsi cittadino del mondo, europeo, italiano, padano o solbiatese (l’ultimo è il mio caso) non è forse una questione anche personale, intima, di sentimento, che va oltre la concezione giuridica del termine? In base a cosa stabiliamo se un popolo esiste o no?

A pensarci bene, c’è un’altra cosa che non ho capito: come possano esserci ministri della Repubblica, che hanno giurato sulla Costituzione e che in linea teorica dovrebbero rispettarla, che nello stesso tempo si servono delle Istituzioni della Repubblica per lavorare – stando a quanto dicono -, per promuovere la secessione. Questi ministri, non sono di per loro incostituzionali? Non dovrebbe scagliarsi apertamente contro di essi il Presidente della Repubblica, invece di parlare di popoli?

Mi date una mano voi, vero, cari lettori?

p.s. Daniele mi ha preceduto: ha già detto la sua.

p.s./1 A parlare di popolo padano e di storia da cambiare – e dell’argomento retorico citato da Daniele, per cui dicendo “la padania non esiste” si tende a far entrare la padania nell’immaginario comune – mi è venuto in mente questo manifesto:

Direi che diversi leghisti, paradossalmente, saranno contenti delle dichiarazioni di Napolitano.

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79 thoughts on “Napolitano: “Il popolo padano non esiste”

    • Pizzati sembra un gigante in questi confronti. E questo rivela il livello miserrimo degli interlocutori politici italiani.

      Però bisogna essere chiari e onesti: in Italia è LEGALE parlare di secessione e partecipare in partiti politici che la perseguono, MA la secessione in sé, in Italia, è ILLEGALE perché è una violazione delle leggi dell’Italia (dove ora si trova il Veneto). Nessuna Regione italiana potrà mai legalmente dichiarare l’indipendenza, nè tantomeno organizzare un referendum sull’indipendenza.

      A livello internazionale invece è legale dichiararsi unilateralmente indipendenti (a prescindere dalla volontà dello stato predecessore), ma gli altri Stati non sono tenuti a riconoscere l’indipendenza (e questo è il grosso problema).

      (non mi piace il patchwork: non si capiscono i dialoghi)

      • Hai ragione….legalmente non è possibile.
        Questo è il grosso problema di formazioni come VS, un referendum (plebiscito) non avrebbe alcun valore legale.
        Ci vorrebbe di più….. degli individui consapevoli.

  1. La parola Italia è una espressione geografica, una qualificazione che riguarda la lingua, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle

    Diceva il cancelliere dell’Impero Austriaco un anno prima del 1848. (l’anno delle famose Cinque giornate di Milano e del meno famoso Anno e mezzo di Venezia).

    Ahia…

  2. Sono d’accordo con te Stefano. Ma penso che Napolitano non voglia esporsi troppo contro la lega visto che sono gli unici al momento che potrann fargli il favore di mandare in pensione quell’antipatico vicino (per lui) di casa del presidente del consiglio.
    Sulla questione dei ministri ti ricordo che già alcuni esponenti della lega hanno avuto problemi con l’unità dello stato: “Quarantacinque membri del partito, tra cui il segretario federale Umberto Bossi, sono stati iscritti nel registro degli indagati per attentato all’unità dello Stato; il reato era punibile con l’ergastolo secondo quanto prescriveva una norma del vigente Codice Penale; il processo era stato sospeso nel 1996. Tuttavia nel frattempo è stato approvato un provvedimento che cancella il reato se non accompagnato da violenze” (fonte wikipedia).

    Il provvedimento in questione è la legge 85/2006 (Silvio III) che di fatto libera gli alleati leghisti di berlusconi dal problema penale. Un altro porcellum fatto ad hoc.

    La lega perderà il controllo sul discorso secessione, come sta già facendo sul terreno della legalità. Soffia sul fuoco al nord e butta acqua a Roma. Restano dei politicanti ma alle prossime elezioni, da soli o in compagnia la base leghista li massacrerà e risolveremo anche il problema della costituzione.

    Ultima considerazione sui popoli: al momento di crisi dell’Unione Europea, quando dovremmo stringerci gli uni agli altri si rilanciano i canti di indipendenza delle realtà locali: corsica, padania, paesi baschi … ec.. ecc… indipendenza da cosa? Già non abbiamo più barriere, mi sembra come fare la guerra per la pace, un inutile controsenso. Una volta indipendenti saremo tutti parte della stessa Unione, dello stesso cammino.

    • A mio modestissimo parere il porcellum era la legge che prevedeva l’ergastolo per un reato d’opinione. Ennesimo esempio di quanto in Italia ci si preoccupa tanto di quello che uno dice, e non di quello che uno fa.

      Il tuo concetto di Europa unita mi fa un po’ paura. Io sono per la sussidiarietà europea, non per l’accentramento.

      Poi bisogna sempre tener conto dellla scala dei valori.

      Attualmente, per quel che riguarda il settore pubblico (che in Italia è il 50% dell’attività economica), bisogna considerare che le risorse sono gestite al 12% (6% del totale dell’attività economica) dai Comuni, al 2% dalle Province (1%), al 23% (12%) dalle Regioni, al 59% (30%) dallo Stato, al 2% (1%) dall’Unione Europea, resta un 50% al settore privato.

      (In Svizzera, per fare un paragone, il settore pubblico è il 31%, di cui il 38% (12%) in capo alla Confederazione, il 34% (11%) in capo ai Cantoni e il 28% (9%) ai Comuni. In Svizzera la Confederazione in popolazione ha meno abitanti della Lombardia, i Cantoni sono in media popolati quanto la Provincia di Lecco, i Comuni hanno in media 3000 abitanti contro i 7000 italiani).

      Semplicemente c’è gente che vorrebbe avere i propri soldi più sottomano. Spostare quel 30% più vicino.

      • Beh i membri del partito Lega ne hanno beneficiato, è sotto gli occhi di tutti e su questo penso siamo tutti d’accordo altrimenti il movimento sarebbe stato lagamente ridimensionato.
        Sull’Europa : il mio è pensiero ideologico, tu, giustamente, solleviquelle che credo le vere ragioni della “secessione” leghista: una migliore gestione dei soldi prodotti dalla padania.
        Questo è legittimo ma non è indipendenza, è federalismo fiscale (e populismo di basso livello). Che comunque le tasse dei “potenziali” padani, pagate al quel magnifico organismo che è l’unione europea, finiranno come aiuti umanitari e aiuti allo sviluppo, all’integrazione europea, all’unione del mediterraneo … tutti progetti ai quali la lega è storicamente ideologicamente contraria salvo sciaquarsi la bocca quando necessario.
        Se invece ritieni la secessione sia fatta su base ideologica, pure legalmente basandosi sull’autodeterminazione dei popoli … beh ti ricordo che in svizzera gli italiani transfrontalieri (quelli del nord che piangono in italia e vanno a cercare stipendi doppi oltre confine) vengono rappresentati come topi. In germania siamo spesso paragonati ai turchi e ai curdi. Insomma penso nessuno voglia riconoscere questo neonato stato “Padania” su base ideologica. In bocca al lupo … o per come dirla come nel video “L’ultimo dei padani” … in bocca al pugliese !!!

      • Come ho detto dal punto di vista finanziario l’Unione Europea conta quanto l’ente provinciale: un quindicesimo dello Stato centrale. I soldi eventualmente dati dalla “Padania” all’Unione Europea sarebbero per l’appunto meno di un quindicesimo di quello che ora dà allo Stato Italiano (in realtà non darebbe niente in più: già adesso dà quello che deve all’Europa).

        Certo, l’Unione Europea è molto di più che la PAC: c’è l’Euro, c’è la normativa comunitaria, che comunque rimarrebbe in vigore in una “Padania” indipendente. Pure in Svizzera si applica quasi tutta la normativa europea, e adesso, a causa della crisi dell’Euro, sono stati costretti a diventare pure più spendaccioni per rimanere in pari.

        Anche l’Italia è molto più che il residuo fiscale: è un sistema burocratico e normativo. Che pretende di regolare con le stesse norme territori che socio-economicamente differiscono tra loro tanto quanto la Germania dalla Grecia (anzi in realtà anche un po’ di più).

        Azzardo il paragone: l’azienda grossa non è sempre la più efficente, nè per il mercato (i cittadini), nè per i lavoratori (i contribuenti), ma lo è quasi sempre per gli amministratori (che si decidono gli stipendi). Questo è anche il problema ideologico che vedo in testa a molte persone di sinistra quando si parla di Europa: i problemi non si risolvono sempre accentrando, a volte.

        Dal “punto di vista ideologico” non capisco cosa tu stia dicendo. Innanzi tutto i frontalieri “topi” sono invenzioni della Lega ticinese del Bignasca, non della Svizzera.
        In Germania siamo paragonati ai curdi e ai turchi, e dei kosovari cosa pensano i Tedeschi? Perché allora i presunti razzisti svizzeri e tedeschi hanno prontamente riconosciuto l’indipendenza del muslmano-albanese-pelle-olivastra Kosovo, inimicandosi la ben più importante economicamente, religiosamente e razzisticamente Serbia? Come la mettiamo?

        Il motivo principale per non riconoscere uno stato padano da parte dei paesi dell’Unione Europea è principalmente quello di voler evitare l’effetto spezzatino: se salta l’Italia, domani se ne va la Scozia, dopodomani i Paesi Baschi, la Catalogna con l’Aragona, poi le Fiandre e la Corsica… L’Unione, così com’è, diverrebbe ancora più ingestibile.
        Un aumento delle competenze dell’Unione Europea e un rafforzamento delle sue istituzioni (passaggio da confederazione a federazione) a scapito dei governi nazionali, paradossalmente renderebbe più semplice la secessione di queste Regioni.

      • @Andrea, non capisco quando parli di ideologia in relazione alla formazione di questo fantomatico Stato (Padania o che cavolo ne so….)….potresti spiegarti ?

  3. Come possano esserci ministri della Repubblica, che hanno giurato sulla Costituzione e che in linea teorica (pratica non teorica, ndv) dovrebbero rispettarla, che nello stesso tempo si servono delle Istituzioni della Repubblica per lavorare – stando a quanto dicono -, per promuovere la secessione.

    Si chiama Italia, o Ipocrisia, che è lo stesso.

    • No, si chiama – anche per rispondere a Stefano che dice di non capire – dell’unica forma possibile che escluda il ricorso alla violenza. Nessuno può impedirmi di esprimere la mia opinione circa il fatto che l’indipendenza sia una via migliore allo sviluppo del mio territorio. Nessuno può impedirmi di costituire un partito e di presentarmi alle elezioni sostenendo questa idea. Se alle elezioni prendo abbastanza voti da disporre dei voti parlamentari per costituire una maggioranza e andare al governo, il Presidente della Repubblica può al limite rifiutarsi di nominare ministro me e i miei colleghi di partito indicati dal presidente del consiglio in pectore. Se il Presidente della Repubblica accetta me e i miei colleghi di partito a quel punto sono obbligato a giurare fedeltà alla Repubblica, dando vita a un evidente cortocircuito istituzionale e di senso. Se però si rifiuta di accettare me e i miei colleghi di partito, deve assumersi la responsabilità delle conseguenze politiche che un atto del genere produrrebbe: negare la rappresentanza al governo di milioni di elettori che mi hanno votato.

      Dunque, Stefano, nel momento in cui Napolitano non se l’è sentita di rifiutare Bossi, Maroni e Calderoli come ministri indicati da Berlusconi come presidente designato (peraltro designato proprio da Napolitato dopo le elezioni), sapeva benissimo che la conseguenza sarebbe stata quella di un controsenso. Siccome quella scelta del Presidente della Repubblica è presa , dato il suo ruolo, nel nome di tutti gli italiani, nessuno se ne lamenti.

      daniele,milano

      • Ritengo che sia una cosa diversa l’essere rappresentati nel potere Legislativo o nel potere Esecutivo.
        Nel Legislativo, che fa le leggi, il popolo deve essere rappresentato, anche chi non è d’accordo con le leggi attuali (altrimenti a che serve?), in modo tale che le nuove leggi vengano fatte sulla base, per quanto possibile, della volontà popolare.
        Il potere Esecutivo è diverso: l’Esecutivo deve rendere esecutive le leggi approvate da altri, prima di tutte la Costituzione. Un ministro che da una parte giura di far rispettare (agli altri) le leggi della Repubblica e dall’altra lavora per sovvertirle non dovrebbe stare lì.
        Poi se vuoi dare la colpa pure a Napolitano fai pure (sono d’accordo), ma sono prima di tutto i leghisti ad essere ipocriti: se scegli, perché è una scelta, di far rispettare le leggi della Repubblica italiana, devi essere il primo a rispettarle. E’ onestà pre-politica.

      • Boh… onestà, colpe, dovrebbe o non dovrebbe. Non mi interessano (e non ho mai capito) i ragionamenti pre-politici.

        Il punto è uno: c’è un partito che si chiama Lega Nord per l’Indipendenza della Padania che prende 3 milioni di voti e che appartiene alla coalizione che vince le elezioni e conta sulla maggioranza in Parlamento. Il Presidente non può che dare l’incarico di formare il Governo al leader di quello schieramento il quale gli propone una rosa di ministri che ne comprende 3 di quel partito, il Presidente accetta, i ministri firmano e giurano. Punto. C’è un contraddizione: sì. Ma ce ne sarebbero in ogni caso e di ben peggiori.

        L’alternativa 1 sarebbe che il il partito Lega Nord per l’Indipendenza della Padania venisse escluso dal governo che sostiene in Parlamento, il che sicuramente configurerebbe una contraddizione peggiore perché significherebbe che un partito che ha vinto le elezioni non governa.

        L’alternativa 2 sarebbe che il partito Lega Nord per l’Indipendenza della Padania non si presentasse alle elezioni politiche (perché tanto se vince non può governare) e si limitasse a governare in quei territori dove è presente in forze. Qui la contraddizione tra una forte rappresentanza locale che esprime governo e assenza di rappresentanza nazionale configurerebbe una contraddizione che facilmente sfocerebbe in conflitti intraistituzionali paralizzanti. E’ un’opzione ma con un grado di pericolosità ben più accentuato che non il controsenso di cui sopra.

        L’alternativa 3 sarebbe che il partito Lega Nord per l’Indipendenza della Padania non si presentasse ad alcuna elezione e facesse politica per vie extraistituzionali. Qui la contraddizione tra la forza di quel partito nella società e la sua totale assenza nelle istituzioni sarebbe una contraddizione democratica così forte da poter facilmente sfociare in violenza.

        Dire che la sciocca contraddizione che viviamo attualmente sia decisamente la migliore alternativa. Il resto sono robe pre-politiche.

        daniele,milano

      • Sì, ma la domanda posta da Stefano è un’altra: i signori indicati come ministri hanno giurato sulla Costituzione e di rispettarla. Dal momento che non lo fanno, l’incarico è ancora valido? E’ qui che sta il controsenso, non nel fatto che Napolitano li rifiuti o meno: sono loro che hanno giurato, oppure la loro parola non vale niente?

      • @ pino

        La domanda di Stefano è: (A) “Questi ministri, non sono di per loro incostituzionali?” (B) Non dovrebbe scagliarsi apertamente contro di essi il Presidente della Repubblica, invece di parlare di popoli?”.
        La mia risposta è:

        A. No, questi ministri evidentemente non sono incostituzionali, e se pure lo fossero la tolleranza della loro incostituzionalità è il male minore rispetto alle contraddizioni che si aprirebbero se la lettera della Costituzione fosse fatta applicare con rigore, come spiegato con le 3 alternative qui sopra.

        B. Il Presidente della Repubblica parla di popoli perché se parlasse della (presunta) incostituzionalità di quei 3 ministri dovrebbe parlare anche della incostituzionalità della loro nomina fatta da egli stesso. Ma se non li avesse nominati, avrebbe dovuto spiegare a 3 milioni di cittadini elettori, com’è che sia possibile fondare un partito e presentarsi alle elezioni senza poi poter avere i propri rappresentanti al governo. E se non fosse stato permesso alla Lega di presentarsi alle elezioni o di costituirsi come partito, avrebbe dovuto spiegare come mai in una democrazia una forza che conta un consenso così largo non possa essere rappresentata da un partito e presentarsi alle elezioni.

        Come vedi le questioni che si aprirebbero rischierebbero di avere effetti ben peggiori che non quelli della placida presenza dei tre ministri al governo.
        In ogni caso, come mi pare di aver ripetutamente scritto, guardare al discorso del Presidente vendendoci solo la Lega mi sembra già molto molto riduttivo, guardare al discorso pensando poi alla presunta incostituzionalità dei ministri leghisti mi pare poi del tutto fuorviante.

        daniele,milano

  4. allora partiamo dall’ideologia, perchè le idee e le persone per me valgono più dei danari.
    I topi sono delle invezioni della Lega Svizzera e non della svizzera? Normale, non mi stupisce, visto che anche solo Lage italiana crede che chi esponga il tricolore sia un somaro. Che poi i vostri “omologhi” a 50km di distanza vi trattino da topi è come l’oliva nel martini. Fate pena e manco ve ne accorgete.
    Sull’indipendenza del kosovo sai benissimo come stanno le cose, come funzionano in queste situazioni (vuoi anche implicitamente dirmi che i leghisti sanno dov’è il kosovo?, non capita per tutti i paesi del mondo …) si può estendere al sud sudan, alla palestina ad un sacco di altre situazioni simili, è un gioco diplomatico. Che tu ti azzardi poi a classificare dei paesi “razzisticamente” e “religiosamente” è un segno evidente del vero problema. Queste barriere sono cadute e l’Europa ha portato un contributo decisivo. Durante la guerra in Iraq la Germania ha “assorbito” circa 450.000 rifugiati senza battere ciglio, solo applicando correttamente e con rigore le normative in tema. Sarai mica uno anche tu che ha boicottato la costruzione della moschea di sucate? che non vedete al di là del lumicino?
    Il problema del leghista medio è l’infimo livello culturale che lo mantiene in un conservatorismo estremo. tanto da non accorgersi di cosa voglia dire “stato di diritto”. Ora, con questa combine prolungata col PDL vi siete gasati che potete far valere le idee della Lega al posto del diritto.
    Io fossi un diplomatico dell’Unione Europea capirei benissimo la situazione. Se ogni giorno mi venissero a rompere i coglioni con un nuovo territorio che chiede l’indipendenza … beh mi stupirei che siano principalmente le regioni del sud a non essere capaci di gestire il tutto. Effetto domino? No dai … I baschi, I corsi, gli scozzesi .. hanno tutti km di ragioni IDEOLOGICHE in più dei leghisti per ritenersi indipendenti. Un’indipendenza economica, beh, non ha senso finchè non esistono problemi seri di cittadinanza e protezione.

    Per finire, sull’amministrazione: su questo sono d’accordo, non sempre l’azienda grande è la migliore. Il problema è IDEOLOGICO: credere gli uni negli altri, lavorare per un progetto comune, rendersi conto che le barriere sono crollate, che siamo destinati a mischiarci, a vivere in promiscuità, a dividere pian piano tutto, ad accettare, rispettare gli uni gli altri. Questo è il bello di vivere sotto il cappello dell’Unione Europea, far parte di una grade famiglia chiamata EUROPA. Se i visigoti leghisti non sono capaci di trarne beneficio (se non di piazzare qualche parlamentare europeo qua e là) beh sono fatti loro, peccato che ci vadano di mezzo i cittadini e soprattutto i giovani che in questo progetto EUROPA devono crescere se non vogliono rimanere indietro.

    • Quali sarebbero i km di ragioni ideologiche della Catalogna o della Scozia?
      Indipendenza economica non ha senso? perchè? meno tasse, meno burocrazia, servizi pubblici migliori (ecc) non sono cose concrete per gli individui?

      • Rispondi al resto….quali sono le ragioni (km) di Scozia, Catalogna…

        Autodeterminazione? chiamala come vuoi (chiedo umilmente scusa per non averlo fatto correttamente) ma più “schei” in “saccoccia” non è un male per un individuo ( o famiglia che sia).

      • Beh a me sembra che ci siano evidenti ragioni storiche e culturali. L’italia è andata bene per 120 anni e da un pò a questa parte improvvisamente la cultura dei celti è riemersa in padania.
        In questa regioni l’indipendentismo culturale ha la stessa importanza che quello amministrativo ed economico. Nel caso della padania non mi sembra … anzi … mi vedo già la pizza al sole delle alpi. Un piatto tipico “Padano” … ahahah … la pizza padana, fatta dall’immigrato egiziano …davvero tipica!!!

      • Comunque al Nord non siamo mica tutti leghisti! possiamo pensare liberamente e valutare i pro e i contro di un ipotetica indipendenza.

    • 🙂 se già i “centristi” pensano cos’, non oso immaginare quelli più estremisti!!

      Per continuare il discorso europeo, il futuro pare andare verso la creazione di macro-regioni. La padania si dovrebbe trovare accorpata con la svizzera, l’austria, magari la slovenia … altro che integrazione … se già vi trattano come topi. Ma non lo capite che fate ridere? Ahahah … Borghezio come Don Chisciotte !!!

      • Anche se ci sono accordi su alcune cosucce(mercato, libera circolazione persone)…… la Svizzera non fa parte della Ue.
        Ci trattano come topi…..in Italia invece …….tutti fratelli!

    • Si dcie che Mettenrich disse a Cavour, che gli parlava dell’italia: “l’Italia come la Francia, l’Inghilterra, l’Austri-Ungheria? Ma dai, per favore…”
      S’è visto. Fai discorsi molto provinciali.

      • @luca: si lo so che la svizzera non fa parte della UE (ci ho pure lavorato), non so come si comporrà la macroregione dove ci saranno lombardia, piemonte e veneto. Magari il piemonte con la savoia, il veneto con slovenia,austria e friuli. La lombardia boh. Sono solo supposizioni ma è la strada che sta avanzando in sede europea. Pensa che il meridione unirà il mediterraneo (costa crociere ci aveva pensato tempo fa 🙂 ).
        Chissà se questo passerà all’attuazione formale come si tratterà con la svizzera.
        @ valerio noi facciamo discorsi provinciali? A me sembra di pensare e parlare globale. Forse il topo si è morso la coda. Mettenrich chi era? Il cugino zoppo di Metternich?
        Aveva ragione. Noi italiani, a differenza di austriaci e inglesi e parzialmente anche dei francesi, sappiamo ridere e vivere !!! Qualità che però ultimamente a Milano si sono perse di vista …

      • mah… la scuola milanese di comici mi sembra ancora messa piuttosto bene. E a Milano ha vinto il Pisapia col suo allegro arancione e sbaragliando una Moratti incarognita che procedeva a colpi tanto bassi quanto del tutto controproducenti per il consenso.

        Ciò detto, forse passa anche un po’ la voglia di ridere, in effetti. Quando negli Usa il presidente parla di default, in Germania la Cancelliera parla di rischio rottura dell’euro e dell’Europa, in Grecia lo Stato licenzia in tronco 30.000 dipendenti pubblici e qui ci sono regioni come la Sicilia che assumono 5.000 nuovi dipendenti perché tanto poi ci sono 10 milioni di baluba lombardi che cacciano 7.771 euro a testa (bebé compresi) per pagargli lo stipendio, forse ti passa un po’ la voglia di ridere, nonostante lo Zelig, i Bisio, i Paolo Rossi e i Fo.

        daniele,milano

      • @andrea
        ti attacchi ad un refuso? che piccolo che sei.
        proprio provinciale, sì, lo ripeto.
        ti stupisce la grandezza del mondo e non ti accorgi dei disequlibri che hai sotto il naso.

  5. Oggi il Presidente ha detto: ” O l’Italia cresce tutta o non cresce”…..tradotto : o si fA QUALCOSA
    oppure tutti cadranno nel BARATRO…. che bello! W la Democrazia, W la LIbertà!
    L’Italia odierna non poteva immaginarla così nemmeno la più contorta delle menti diaboliche…..

  6. Stefano, visto che mi hai citato, preciso un paio di cose.

    Hai omesso dal tuo report del discorso di Napolitano un passaggio per me fondamentale, quello cioè in cui il PdR fa riferimento agli arresti dei secessionisti siciliani del ’43-’44.
    E’ un passaggio fondamentale perché se consideri che le parole del Quirinale sono normalmente iper-soppesate, il fatto che Napolitano accosti quell’espisodio storico al suo discorso sul “Popolo Padano” suona di sinistra minaccia, neppure troppo velata (e u po’ mafiosa nello stile, a dirla tutta). A questo punto la domanda è: perché il Quirinale, normalmente così prudente nel linguaggio, parla con toni elegantemente borgheziani (nel senso di minatori e violenti?). La mia risposta – considerando Napolitano una persona intelligente e il suo staff tutt’altro che cialtrone e improvvisato – è che al Quirinale devono avere informazioni, segnali o scenari che che gli fanno ritenere l’eventualità di un rafforzamento del separatismo meno improbabile di quanto non possa apparire a chi non dispone di quelle informazioni. Cioè, se il PdR come dici tu è garante della Costituzione e dunque dell’Unità d’Italia, non ci sarebbe alcuna ragione di intervenire con toni così duri sull’Unità d’Italia se non si percepisse una minaccia reale. Dunque la minaccia è reale. per quanto mi riguarda ho messo in relazione questa ipotesi con a) i rischi concreti di rottura dell’euro e dell’Unione Europea, b) con l’incapacità conclamata della Lega di rappresentare ancora l’autonomismo del Nord lasciando dunque campo libero a eventuali movimenti separatisti, c) l’oggettivo spolpamento cui cittadini, contribuenti, lavoratori e imprese del Nord sono oggi sottoposti (più di ieri) per via delle ripercussioni sulle finanze pubbliche italiane della crisi globale.

    Il resto è di contorno:
    – trovo risibile l’affermazione di Napolitano secono cui il Lombardo-veneto indipendente non sarebbe competitivo con la Cina e le altre grandi potenze: il Lombardo-veneneto non sta su Plutone, sta in Europa – caro Presidente – e in Europa potrebbe tranquillamente competere con la Cina e le altre grandi potenze esattamente come lo fanno stati simili per dimensioni demografiche ed economiche al Lombardo-Veneto quale l’Olanda, o anche assai più piccoli, quali la Svizzera, l’Austria, il belgio, la Danimarca, la Sevizia, la Finalndia, la Norvegia. Dunque, non diciamo cazzate, please.

    – trovo stupidissimo il discorso sul non andare contro la storia. La Storia non c’è, la Storia si fa. Che cacchio sei stato comunista a fare, compagno Giorgio?

    – Il Popolo Padano non esiste? Può darsi, ma anche i popoli si inventano e non sono un dato di natura. Peraltro in Italia esistono, perché legalmente riconosciuti negli statuti delle rispettive regioni, il Popolo Veneto o il Popolo Sardo… la Lega parla di “popoli pandai” (al plurale) basta una semplice variazione negli statuti di Lombardia e Piemonte ed ecco che esisterebbero anche legalmente, con buona pace del Presidente.

    – la secessione non è costituzionale? E allora? Anche qui: le leggi chi cacchio le detta, Dio? No, le leggi, si fanno: basta cambiare la Costituzione (come si è fatto svariate volte, anche da parte del centrosinistra di Napolitano con il Titolo V nel 2001) recependo peraltro un assunto fondamentale del diritto internazionale sancito dall’ONU (mica da Borghezio) sull’autodeterminazione dei popoli ed ecco che anche in Italia la secessione potrebbe passare per via referendaria, esattamente come avviene in paesi civilissimi quali il Regno Unito o il Canada, mica in Uganda e Congo.

    I miei omaggi a o’ presidente.

    daniele,milano

    • La via referendaria in Italia è impossibile, perché lo Stato può legalmente impedirlo.
      La Costituzione è immodificabile nella parte in cui prevede l’indivisibilità della Repubblica.
      E poi non siamo in Canada, dove le singole Province non possono secedere, ma possono, con i propri soldi, organizzare tutti i referendum che vogliono. In Italia le Regioni non hanno nemmeno propri soldi.

      • Il fatto che lo Stato possa legalmente impedirlo non significa che debba necessariamente impedirlo.

        E il fatto che sia un pezzo di carta vecchio di 63 anni a determinare il fatto che un legittima decisione di un popolo possa essere attuata solo con i carriarmati non mi sembra un argomento sufficiente a chiudere la partita a suon di fucilate anziché sedersi a un tavolo. La carta e carta e basta.

        daniele,milano

      • Hai ragione Daniele ma ci vorrebbe un ampio consenso per modificare quel” vecchio pezzo di carta”.

        Ci vorrebbero individui consapevoli, tipo: milioni di persone che non pagano più tasse e che non votano più per il parlamento italiano…..CREARE UN ALTERNATIVA CREDIBILE, insomma il contrario di ciò che ha fatto la Lega Nord.

      • Ampio consenso. Esatto, Luca. Io stavo dicendo che l’ampio consenso non si costruisce né con il dito medio di Bossi, né con le mezze minacce un po’ mafiosette di Napolitano.

        daniele,milano

    • Caro Daniele, sono d’accordo su tanto ma non su tutto.
      I popoli non si inventano, ancora meno oggi. Se cercate la purezza nella vostra linea evolutiva arrivate tardi. Non abbiam fatto gli italiani, vosa vuoi fare dei popoli veneti che tra verona e venezia ci son due dialetti diversi?
      Fatevi la vostra secessione per via referendaria, non vedo l’ora. E aspettate il riconoscimento da parte di tutti, mi raccomando, c’è già la coda. E comunque la secessione è avvenuta per via referendaria anche in Sud Sudan (anche se prima giustamente se le son date di santa ragione).

      • Guarda Andrea, a me della purezza evolutiva, delle presunte radici comuni, degli antichi valori, non me ne frega assolutamente un tubo. Ho sempre classificato il mondo in classi, non certo in nazioni in cui – sarà per antico retaggio comunista – trovo sempre un lontano saporaccio un po’ fascista.

        Il cittadino lombardo, per quanto mi riguarda, è quello che lavora e paga le tasse in Lombardia, che sia nato a Treviglio, Canicattì, Mombasa, Vladivostok o su Saturno, a me non interessa.

        A me interessa solo una cosa. Giustizia sociale: chi non lavora non mangia. Siccome qualunque dato tu voglia prendere in Italia chi produce la ricchezza necessaria a tenere in piedi la baracca è fondamentalmente concetrato in tre regioni (Lombardia e, a distanza, Veneto ed Emilia Romagna):
        a) questo ruolo va intanto riconosciuto
        b) fatto salvo naturalmente un certo grado di redistribuzione operata dallo Stato (non mi sogno neppure per un minuto di mettere in dubbio che i più ricchi debbano pagare più tasse), o gli altri si metto nell’ordine di idee di produrre qualcosa e pagare le tasse in proporzione almeno simile a quella in cui si paga in queste tre regioni, oppure non possono pensare di poter contare su prestazioni, servizi e investimenti pubblici con livelli sideralmente lontani da quelli che si potrebbero permettere se non ci fosse qualcuno che glieli paga. Punto.

        E’ una questione di equità e di uguaglianza, di rispetto del lavoro e di riconoscenza per chi si fa il culo. Tutto il resto, dalle ampolline di Bossi ai tricolorini di Napolitano, sono balle di cui non me ne fotte niente.

        daniele,milano

  7. Sapete secondo me come si sistema il paradosso? dicendo le cose come stanno: la secessione è federalismo fiscale, le modifiche alle leggi sarebbero molto più leggere, altri partiti sarebbero magari interessati e si spingerebbe forse per partecipare.
    Ma soprattutto si potrebbe realizzare con la coerenza (quella che manca alla lega da un pò a questa parte, come sulla legalità) e qua sono d’accordo con luca, la lega non è credibile.

    E’ questo che fa ridere oltre che preoccupare, perchè come dice giustamente daniele ha messo in moto un movimento che rischia di degenerare.

    Anche in Belgio, per vere ragioni culturali ed economiche stanno in panne da più di un anno … eppure non mi sembra ci sia tutta questa tensione, anzi secondo la gente lo stato funziona meglio senza governo che prima !!!

  8. “dicendo le cose come stanno: la secessione è federalismo fiscale, le modifiche alle leggi sarebbero molto più leggere, altri partiti sarebbero magari interessati e si spingerebbe forse per partecipare.” Non ho capito cosa vuoi dire. Mi spieghi?

  9. sul primo articolo sono d’accordissimo in tutto e per tutto solo che ti propongo questa alternativa: perchè invece di staccare il nord non si sistema SERIAMENTE il sud?
    Giustizia sociale per me è lavorare alla base, non alzare la punta. Lavoriamo meno, lavoriamo tutti, il giusto, godiamo il giusto, paghiamo il giusto e magari salviamo il pianeta.
    Che gusto c’è a lavorare per pagare più tasse e non godere dei frutti del lavoro? Vuole essere una provocazione sia chiaro … vediamo se qualcuno la coglie, partendo dal fatto che resto d’accordo sul tuo punto.
    Sul secondo articolo: se bossi invede del dito fosse più presentabile, avesse un programma serio di federalismo magari l’idea del federalismo sarebbe appoggiata da più movimenti, visto che tanti, sotto sotto (pure io che sto parecchio a sinistra) sono stanchi dello spreco da roma in giù (non che a milano non ci siano sprechi e mafie, però vabbè, sistemiamo il formicaio prima). L’hai detto, non si crea consenso ampio andando a spruzzare spray sui treni, parlando di fucili e somari, perchè, vorrei ricordarglielo, che il suo stipendio è pagato dallo stato italiano, da parecchio e pure quelllo di quell’imbranato di suo figlio.

    • “perchè invece di staccare il nord non si sistema SERIAMENTE il sud?”. Bellissima idea, in astratto. Concretamente ci abbiamo provato per 150 anni. Io – che come te sto parecchio a sinistra – non ci credo più. Anzi, a me pare che stiamo meridionalizzando il Nord, è una prospettiva che mi terrorizza e non solo per l’ormai dilagante forza della criminalità organizzata (che non è roba nostra!).

      Il federalismo può essere una bella idea in astratto, anche quella. In concreto nessuno avrà mai i numeri per fare un federalismo vero in Parlamento per il semplicissimo fatto che chi paga il prezzo del disequilibrio attuale è strutturalmente in minoranza (oltre ad esserci pure chi lo paga e continua a votare chi glielo fa pagare, il massimo della pirlaggine!). Dunque, l’indipendenza a me pare l’unica via percorribile, benché sia una via parecchio accidentata e senz’altro meno pacifica di quanto si possa fare in contesti un po’ più civili e meno squilibrati economicamente come il Regno Unito, la Spagna, il Belgio.

      daniele,milano

  10. @Andrea Il problema è sistemare il sud….

    potranno mai queste 3 regioni contare politicamente più di quelle che vivono grazie ai sostanziosi
    trasferimenti?
    Ripeto la lega è ridicola ma il patrimonio federalistico e indipendentista non è loro monopolio…qualunque cosa hanno toccato negli anni si è trasformata in…..cacca!

    • Luca, sei ossessionato dalla Lega.

      Qui si sta parlando di ipotesi separatista e delle simpatiche esternazioni del nostro Presidentissimo della Repubblica. Cosa c’entrano Gentilini e le epurazioni all’interno della Lega (peraltro molto simili a quelle che si facevano nel PCI e ancora nel PDS quando ero iscritto io negli anni Novanta)?

      daniele,milano

  11. Il thread di commenti seguiti al post di Stefano mi sembra già ricchissimo di contenuti e spunti, per cui mi astengo dall’aggiungere carne al fuoco. Solo una piccola nota polemica per Andrea, i cui toni un po’ saccentelli e spregiativi nei confronti della mia Regione e dei miei concittadini mi fanno un po’ girare le palle.
    Tu, Andrea, hai scritto: “L’italia è andata bene per 120 anni e da un pò a questa parte improvvisamente la cultura dei celti è riemersa in padania.”
    Mi preme farti sapere che già nel lontano 1896 (non 1996, bada bene) si formò a Milano e nel cuore della Lombardia produttiva un movimento politico, interpartitico e fortemente condizionato, in senso ideologico, dai socialisti di Turati, CONTARIO all’unità d’italia e FAVOREVOLE alla secessione e alla costruzione del cosiddetto Stato di Milano.
    Negli anni Venti del secolo scorso (non di questo secolo, bada bene), il Veneto a me tanto caro veniva chiamato “l’Irlanda peninsulare”, ti lascio immaginare perchè…
    Nell’immediato dopoguerra, al congresso comunista di rifondazione post dittatura (non al congresso di rifondazione comunista durante la dittatura arcoriana, bada bene) venne presentata una mozione per il mantenimento della divisione dell’italia.
    Il sentimento unitarista non è mai stato un fatto pienamente e serenamente acquisito, in ampie parti della Padania, e in svariate fasi della “storia patria”. Forse non ti farà piacere sapere che la legge sull’esposizione obbligatoria del tricolore dagli edifici pubblici risale, non a caso, all’infame Ventennio.

    • Aggiungo piccola chicca storica. Benché vi sia ancora qualche controversia, sembra ormai appurato che Il termine “Padania” fu coniato dal PCI dell’Emilia Romagna alla fine degli anni Settanta. Erano anni in cui il tema era discusso con meno pregiudizi, tanto che negli Ottanta la Fondazione Agnelli dedico un “mitico” studio al tema: “Padania, una regione italiana in Europa”. Il danno prodotto dalla Lega (e la stupidità dei suoi oppositori) è che da 20 anni invece non se ne può più parlare laicamente senza che qualche ciula non venga a darti del leghista, razzista, ecc. (un po’ come è successo a causa di Bersluconi e della stupidità dei suoi oppositori quando si parla di giustizia: chacchio, abbiamo sempre criticato da sinistra la magistratura e adesso se provi a dire mezza parola ti falciano!).
      Ma forse ‘sto periodo sta finendo. Un po’ perché Berlsuconi e Bossi si stanno scavando da soli la fossa, ma soprattutto perché sotto il peso della crisi gli “alti ideali risorgimentali” c’è la possibilità che “gli alti ideali rinascimentali” vengano riposti nel cassetto con solerzia.

      daniele,milano

  12. beh il sud ha belle spiagge, bella gente, buon cibo ed in posizione centrale nel mediterraneo.
    non farebbe piacere al nord poter controllare il mediterraneo attraverso il sud?
    perchè ci deve sempre essere qualcuno che conta più degli altri? Questa non è giustizia sociale, giustizia sociale per me è livellare, non aumentare le differenze.
    Beh si vede che questo è uno che la vede lunga, e soprattutto sa fare bene il suo lavoro. Una correttezza da ammirare, sicuramente saprò raccogliere i problemi dei cittadini e proporre soluzioni coerenti nel limite del suo mandato, cosa che i capi del suo partito finora hanno faticato a fare…

    • sì, però poi scopri che il Veneto che non ha spiagge così belle fa 60 milioni di pernottamentei/anno, il Trentino Alto Adige che di spiagge non ne ha proprio ne fa 42 e la Sicilia 12.

      Che cosa c’entrano le spiagge e i cannoli siciliani con ‘sto discorso? Non capisco.

      Quanto al controllo del Mediterraneo – ammesso che abbia un senso strategico perseguirlo nel momento in cui casomai c’è da controllare Malacca o il pacifico – Venezia e Genova lo hanno fatto egregiamente anche senza il Sud. Ma ancora, cosa c’entra?

      Giustizia sociale non è “livellare” (che sembra una pialla), tanto meno verso il basso come si sta facendo ora. Giustizia sociale è che se lavori mangi, altrimenti no. E allora se sei uno dei 50 forestali friulani è molto probabile che lavori, se sei uno degli 11.000 calabresi è probabilissimo che non fai un tubo, se va bene, si fa il secondo lavoro se va così e così e se va male sei uno di quelli che appicca incendi ai boschi anziché curarli: ‘sta roba deve finire.

      Il resto non l’ho capito: chi conta più degli altri? chi la vede lunga? non ho capito.

      daniele,milano

      • Il veneto ha delle bellissime città e sanno promuovere piuttosto bene il loro turismo.
        Il problema non è il veneto che sa fare bene il suo lavoro ma la sicilia che non sa farlo.
        Possibile che a Milano e Roma non si capisce che se il sud sta meglio si sta meglio anche al nord?
        Avete forse paura che sviluppare il sud porti via reddito alle regioni del nord? O scappi la manodopera terrona o immigrata che fa lavori che i padani non vogliono più fare?
        Un’Italia a mezzo servizio è entrata nel G7, cosa si potrebbe fare tutti insieme legalmente? Io non vorrei napoli abbandonata a se stessa, io vorrei vedere un’amministrazione tedesca a napoli per 4 generazioni. Poi vedi che il problema si risolve.

        E la giustizia sociale non è chi lavora mangia, quello è un adattamento padano. Giustizia sociale vuol dire TUTTI UGUALI, uguali diritti e uguali doveri. Rubi? Vai in galera. Frodi? Vai in galera. Perchè voi credete che se da 4 generazioni i governi avessero lavorato seriamente per lo sviluppo del sud si sarebbe arrivati a questo?

      • “Chi non lavora non mangia” non è affatto un adattamento padano di giustizia sociale. E’ un motto comunista sovietico dell’epoca del mito di Stakanov, ampiamente mutuato dal PCI e dal movimento comunista italiano nel suo complesso (vatti a sentire la canzone delle mondine: “E noi faremo come la Russia, chi non lavora non mangerà”). Giusto per precisare.

        Comunque, venendo al punto.

        “Possibile che a Milano e Roma non si capisce che se il sud sta meglio si sta meglio anche al nord?”. Ma certo che si capisce e l’hanno capito prima di tutti a Torino: ma NON HA FUNZIONATO in 150 anni, compresi periodi di crescita economica folgorante, per quale cavolo di motivo improvvisamente oggi dovrebbe funzionare, per di più in crisi economica globale e strutturale, me lo spieghi?

        “Io non vorrei napoli abbandonata a se stessa, io vorrei vedere un’amministrazione tedesca a napoli per 4 generazioni. Poi vedi che il problema si risolve.” Sono d’accordo con te. Ma è tutta teoria. La realtà è che se non ci diamo una mossa sarà più facile vedere un’amministrazione napoletana a Dusseldorf (e prima ancora a Milano) che non il contrario: ma non vedi quanto potere stanno prendendo le famiglie calabresi, siciliane, pugliesi e napoletane qui?!!!

        Tu hai delle bellissime idee, delle meravigliose visioni, degli ottimi progetti: sono quelli che hanno pervaso l’intera politica italiana da decenni e come puoi ben vedere i risultati non solo non ci sono stati, ma sono il contrario di quel che ci si aspettava. In base a che cosa secondo te da domani dovrebbero invece funzionare? Sarei curioso di capire.

        daniele,milano

  13. @alessandro, grazie per le tue precisazioni, non ero a conoscenza di tutto questo e non fa altro che confermare che non si è mai provato, per un motivo o per un altro, ad affrontare seriamente il problema del sud che è il motivo scatenante dei movimenti indipendensti del nord.
    Qualche cosa il ventennio fascista l’ha lasciata e qualcosa è stata provata, ovviamente uno stato fascista non poteva esistere così forte in uno stato dimezzato.
    Anche io mi incazzo quando vedo i problemi dei rifiuti a napoli, delle speculazioni (chiamamole cos’) edilizie e tutto il resto. Sono un mix: nato in provincia di varese (quindi lombardia) da padre veneto (treviso provincia) e madre calabrese (RC provincia), entrambi emigrati nel mio paese in giovane età in cerca di fortuna. Le mie sono tutte provocazioni per cercare di farvi affrontare un pò più obiettivamente il problema. Si parla di federalismo fiscale? Sono d’accordo anche io ma non venitemi a parlare di superiorità padana. E’ questo che dispregio. E’ ridicolo. Volete fare la secessione? Fate come in belgio … un’altra unione andata male.
    E dispregio il capitalismo spinto che vige al nord che è il contrario della giustizia sociale globale.
    La mafia, la corruzione, il paraculismo che vigono al sud fanno incazzare pure me, sono delle ingiustizie enormi. Sono comunque pratiche che si stanno diffondendo in altre forme al nord, con altri sistemi e non sono pratica univoca dei terroni. E’ questa cecità e spocchia che io lotto e dispregio.

    • Ma scusa Andrea, cosa c’entra che hai parenti calabresi? Ma dico facciamo questioni di DNA in stile nazista? Nessuno qui dentro mi pare che abbia mai posto il tema in termini “etnici”, perché inizi tu a farlo, da sinistra per di più?

      “Affrontare obiettivamente” il problema innanzitutto fare i conti. E su questo non c’è partita, mi spiace. Leggiti Ricolfi che pure è uno vicino al PD.

      In secondo luogo è non mischiare le carte: il modello di capitalismo del Nord è tutt’altra cosa dal capitalismo di mercato iperliberista dei contesti anglosassoni. Per certiv ersi è più simile alla sozialmarktschaft renana, per altri è il retaggio del corporativismo millenario di queste terre. Nel primo caso contiene una dose di giustizia sociale senza dubbi più alta che non le varie forme di capitalismo che imperversano nella quasi totalità del mondo (dagli Usa alla Cina, passando per l’America Latina o la Russia), nel secondo invece perpetua una serie di privilegi e ingiustizie. Ma tutto questo non c’entra niente con il discorso su un’ipotesi separatista, ma proprio niente eh!

      Nessuno ha neppure mai detto che il Nord sia scevro da “ingiustizie enormi”, ma ancora, cosa c’entra? Quanto alle mafie hai ragione, si stanno diffondendo anche qui: questo sì che è un problema che può avere a che fare con l’unità del paese o la sua divisione! Il progetto unitario, da questo punto di vista (cioè la “civilizzazione” di territori che erano alieni da forme “moderne” di organizzazione e governo della società) sta palesemente fallendo e, anzi, tramutandosi nel suo contrario nel momento in cui organizzazioni criminali tipiche di quei territori si stanno diffondendo su questi.

      daniele,milano

    • Caro Andrea,
      probabilmente tu pensi di essere di sinistra, ma non dai prova di ragionare in termini marxisti, bensì in termini moralisti. Cioè ti sei beccato quella micidiale malattia che nel ’68 la Chiesa infuse nella sinistra giovanile e che sfociò nel pauperismo, nel terzomondismo e via dicendo (queste cose le conosco molto bene avendo un padre che fu tra i protagonisti della contestazione studentesca nella mia cittadina, e che visse proprio quel passaggio storico-ideologico). Io, che non sono comunista, marxisticamente ti dico che ciò contro cui tu te la prendi è pura sovrastruttura (“superiorità padana”, “dai celti ai topi”, “stare insieme”, ecc.). La struttura, cioè l’economia e i rapporti di forza fra capitale e lavoro, ci dice che lo stato italiano è una delle più perfezionate macchine di sfruttamento collettivo ai danni dei produttori di reddito padani e a favore dei ceti parassitari del Lazio-Mezzogiorno.
      Dato che la massa elettorale del Sud mostra da decenni di non saper eleggere altro che politici-cannibali, non vedo come si possa pensare di far cambiare mentalità al Sud stesso, arrivando ad una trasformazione del suo sistema socio-economico, da parassitario e clientelar-mafioso a produttivo e concorrenziale. Forse, seguendo il filo logico del tuo ragionamento, servirebbe un nuovo fascismo, oppure una nuova colonizzazione piemontese.
      Andrea, capisco le ragioni del sangue di mammà e capisco la nausea generata dai cazzari di Via Bellerio, ma dammi retta: anche se tu perseguissi l’obiettivo del socialismo reale, avresti più probabilità di vederlo realizzato in una Repubblica Lombarda indipendente piuttosto che nello stato Soprano italiano. Restare a far parte di Mafialand nuoce gravemente alla salute di noi lombardi, tutti, polentoni, terroni, bianchi, neri, gialli, liberali e socialisti.
      Parola di nipote di un napoletano.
      Un cordiale saluto separatista lombardo,
      Alex

      • “probabilmente tu pensi di essere di sinistra, ma non dai prova di ragionare in termini marxisti, bensì in termini moralisti. Cioè ti sei beccato quella micidiale malattia che nel ’68 la Chiesa infuse nella sinistra giovanile”
        Io me la sono presa tutta quella malattia, e non ci vedo niente di morale in gente che lavora per mantenere gente che ci vive sopra.
        C’è un mio amico, leghista, che parte alla mattina alle 7.30 fa un’ora e mezza di strada per andare a lavorare, torna a casa alle 7.30, per milleduecentoeuro al mese (netti, di cui 90 euro di abbonamenti mensili treno+autobus). è molto intelligente, c’ha la morosa indiana, al sabato pomeriggio fa volontariato, la domenica mattina va a messa. Perché vota Lega nord? Chiedi agli ausiliari del traffico di Comitini. “Ma la Lega parla tanto ma non fa niente”, dico io. “Almeno pone il problema” risponde lui.

      • Non penso che il terzomondismo venga dall’equazione marxismo+chiesa.
        Per me e’ matematica, la stessa che si vuole applicare al sud ora, sulla basse del loro parassivismo. E sono d’accordissimo che lo stato italiano è una macchina da sfruttamento i cui benefici vanno da Roma in giù.
        Però a me non va giù:
        – la linea “ideologica” se vogliamo dire di basso livello della lega che sventola una secessione su ragioni culturali, mentre il problema è puramente economico
        – la propaganda populista ed a volte razzista che la sostiene
        – la contraddizione politico-istituzionale di cui si parlava prima legata ai ministri della lega.
        – la leggerezza con cui si affronta il problema sud (e il problema dell’unità d’italia) e il problema immigrazione.

        Il socialismo vorrei vederlo realizzato a livello mondiale, non in un ipotetico regno lombardo-veneto 2.0.
        Credo nei principi di umanitarismo, fratellanza e vorrei sinceramente vedere più impegno, costi quel che costi (anche una nuova colonizzazione piemontese !!) per risolvere la situazione al sud, perchè il potenziale e le opportunità esistono.
        Sono convinto che il primo passo debba esser fatto da loro, quindi staccargli il canale che li alimenta potrebbe forse provocare una reazione nella parte di popolazione che il sistema lo subisce.
        Mi aspettavo maggiore maturità (ed anche intelligenza) politica e democratica soprattutto al nord dove i livelli di educazioni sono tra i più alti in Europa. Invece si sbandierano il dito medio ed i fucili ed a roma ci si caga in mano ( oppure si ingrassa, mettetela come volete). Bravi, la lega, peggio della sinistra (il che è tutto dire).

        Capisco infine che ci sia un idea “federalista” parallela, legittima, come voi alessandro e daniele mi sembra aver capito sosteniate. Spero almeno che seguiate altre vie ed adottiate altri metodi per perseguire i vostri obiettivi.

      • @andrea

        Il socialismo a livello mondiale? mio Dio speriamo di no….(ma ancora si pensa che è possibile?).

        ti ripeto (ti richiedo) mi dai per favore una tua “ricetta personale ” per il sud?

    • Un veneto-calabrese in Lombardia….cazzarola anche io sono veneto-calabrese in Veneto!

      comunq
      ue buttarla sul DNA mmmm non è il massimo….ha ragion Daniele, il quale se si candidasse” da qualche parte” avrebbe il mio voto (e penso tanti altri). : )

      P.s Daniele, non è che la lega mi ossessiona, è che non sopporto che ogni cosa ragionevole da essa citata e banalizzata si trasformi in cacca…infatti come hai detto tu ogni qualvolta in giro si toccano “certi argomenti ” si viene considerati leghisti razzisti ignoranti!

      • perchè speriamo di no in un socialismo mondiale?
        non sarebbe magnifico che il giovane rifugiato somalo in kenya abbia le stesse opportunità del giovane che nasce in brianza o nel triveneto?

        La ricetta per il sud? Mettere un governo serio a roma non colluso con mafia,camorra. Educare, seriamente, alla legalità. Sistemare il sistema giudiziario (vedi ad esempio articolo sul fatto quotidiano di oggi). C’è chi va fare sviluppo nel terzo mondo. Dal nord si potrebbe andare massivamente in sicilia. Naturalmente con un corretto uso della forza.
        In Brasile stanno “bonificando” le favelas, non senza problemi ma i risultati sembrano decisamente incoraggianti. Non si potrebbe provare?

      • Sul socialismo guarda forse intendiamo due cose diverse….sarebbe bello quello che scrivi ma forse non siamo d’accordo sul “come” ottenerlo.

        Sul sud: tante belle iniziative (sacrosante) ma solo nel mondo delle “idee” la realtà è ben diversa.
        Mettere un governo serio’ come si mette un governo serio? il sistema giudiziario? chi ha i numeri per fare una riforma giudiziara seria (che non vuole nessuno nemmeno i tanto ossannati magistrati)?
        Caro Andrea (sei come me. un terrone-polentone) lo sappiamo bene come sono certe cose al sud , non è così facile.
        Puoi avere tutte le migliori intenzioni ma ti dovresti scontrare con la realtà effettuale…anni fa la pensavo come te.

        Zero razzismo contro i nostri concittadini del sud ma i primi a volere tutte queste bellissime cose devono essere loro, invece il più delle volte ad una qualsiasi “critica” la risposta è: “ma tutto il mondo è paese” e li….lascio perdere la discussione (che siano parenti o amici ).

      • caro luca lo so putroppo bene come stanno le cose al sud, e sono perfettamente d’accordo che i primi a volerlo devono essere loro.
        si poteva, tanto tempo fa, farlo seriamente. invece.

        d’altra parte che guevara ha mollato il congo dopo soli 3 mesi dicendo: non ce la si può fare e ti confermo che dopo 50 anni .. aveva ragione!

      • Quindi questa fantomatica Padania è una reazione del Nord a questo stato di cose….
        Sotto l’aspetto storico ci sono un paio di cose da dire:

        L’Italia che si sarebbe dovuta fare (per Cavour e i moderati ) era quella del Nord (Piemonte -Lombardia- Venezie- Emilia-Romagna), il sud, che non conosceva nessuno, fu un “occasione” e con molta superficialità si conquistò (perchè questo si fece).
        L’Italia sarebbe dovuta essere solo un bene (meno barriere commerciali e politiche), invece nacque con un gravi vizi : gli italiani non c’erano,c’era la Chiesa Cattolica, e poi il Sud.
        Premesso che non bisognerebbe mai ragionare di politica odierna sulla base di esperienze storiche passate trovo le argomentazioni di Daniele e di Alessandro ineccepibili.
        Stato – entità politica che rende dei servizi ai cittadini in cambio di tasse….gli sporchi schei sono quelli che ci servono per vivere, per comprare un buon libro, per permettersi un viaggio, un intervento…..e uno Stato “decente” è importante per tutti le persone che hanno oggettivamente” bisogno “(portatori di handicap, anziani ecc) di servizi sociali eccellenti….possibile che nel Nord si paghino tasse svedesi e si abbiano servizi da Congo (con tutto il rispetto).
        E poi le aziende in Italia non investono per via del fisco, della giustizia allo sfascio, criminalità e corruzione diffusa….insomma è difficile difendere quest’Italia.
        Facciamone un altra? Ok ma come, come si risolve il problema di base nord sud?
        Se io riduco i trasferimenti al sud perdo le elezioni, se invece al nord dico: “non posso diminuire e razionalizzare la spesa pubblica perchè a sennò ci sono problemi a sud” perdo le elezioni…a questo punto meglio impegnarsi per fare un Europa delle regioni.

      • E non fare il terrone: “servizi da Congo”.
        Sono servizi decenti, da paese europeo medio, come la Spagna. E’ che costano almeno il 30% in più che in Spagna, causa maggiore tassazione. E l’outlook è: costi in aumento.

      • @ Luca

        naturalmente quando dicevo che delle radici, della storia ecc. “me ne fotto” stavo un po’ enfatizzando. La Storia conta, eccome.

        E qui – a supporto di quanto dici – riporto un passo di una lettera del Carlo Farini a Cavour mentre si trovava a “unificare” il Sud nel 1860: “Ma, amico mio, che paesi son mai questi, il Molise e la Terra di Lavoro! Che barbarie! Altro che Italia! Questa è Africa: i beduini a riscontro di questi cafoni, sono fior di virtù civile”.

        Comunque il vero punto dolente che hai toccato e che vorrei sottolineare è proprio quello del consenso. Questo Paese è sostanzialmente irriformabile, perché pervaso di tali e tante corporazioni e interessi organizzati che chiunque venga toccato da una qualunque riforma è nelle condizioni di poterla edulcorare, bloccare o di far cadere qualsiasi governo (lo vediamo oggi con Berlusconi, ma l’abbiamo visto benissimo nel 2006-2008 con Prodi).

        Paradossalmente i migliori risultati per il Nord si sono ottenuti quando il centrosinistra governava a Roma (1995-1996 Dini e poi 1996-2001 Prodi 1, D’alema 1, D’Alema 2 e Amato 2). E non perché il centrosinistra sia meglio o peggio, ma perché la minaccia che provenica al governo da un’opposizione di territorio costringeva il governo stesso a cedere. E l’opposizione si esprimeva non solo e non tanto nelle elezioni per gli enti locali, quanto con fenomeni che – seri o ridicoli – davano il segno dell’incazzatura viscerale di quei territori: dagli scioperi fiscali della LIFE all’occupazione del campanile di San Marco dei Serenissimi.

        Una seconda ragione per la quale non credo nella possibilità di riformare il Paese per via Parlamentare e tenerlo quindi unito è – lo dico con molta franchezza e forse crudezza – che ogni volta che sento qualche notizia provenire dal Sud, mi cascano le braccia per il livello infimo di civismo che quelle terre ormai sono in grado di esprimere:

        – sono atterrito quando vedo che in 17 anni di emergenza rifiuti a Napoli (a suon di 1 miliardo/anno di “aiuti) non ci sia mai stata una sola manifestazione a favore degli inceneritori e del fatto che il Comune facesse il suo mestiere, e se ne siano viste centinaia contro gli inceneritori e a favore di niente. E quando – dopo 17 anni!!! – l’evasione della TARSU è ancora al 90%!!! E quando i camion dei rifiuti (magari regalati da volontari bresciani) vengono assaliti a pistolettate e bruciati, nonostante siano sistematicamente scortati da pantere della Polizia (il che già è allucinante).

        – sono incredulo quando leggo che la Questura di Napoli distribuisce cartine ai turisti e ai giornali in cui si indicano le strade da cui non passare per non rischiare di essere colpiti da proiettili vaganti, manco fossimo nel Far West!

        – trovo mostruoso che un turista derubato che insegue il ladro venga assalito e menato dagli abitanti di un quartiere per far fuggire il ladro stesso.

        – è pazzesco che la Polizia quando deve eseguire l’arresto di un mafioso venga contestata e talvolta colpita dagli abitanti, che le pantere vengano ribaltate in strada, che un mafioso sia applaudito da una folla quando viene scarcerato che una festa di quartiere sia organizzata da clan e migliaia di persone vi partecipino entusiaste rispettando il minuto di silenzio “per i nostri morti”, il parroco benedica, ecc.

        – fa schifo pensare che l’acquedotto pugliese abbia perdite pari al 53% e questo dato venga utilizzato propagandisticamente per privatizzare il servizio idrico in tutta Italia, compresa Milano dove l’acquedotto ha perdite fisiologiche sotto al 10% e dispone dell’acqua meno cara d’Europa, gestita benissimo dal pubblico.

        – è barbaro che in una regione che conta sì e no il 2% di popolazione immigrata come la Calabria, gli immigrati vengano sfruttati nei campi a 5 euro al giorno, mentre i braccianti agricoli che li sfruttano prendono finti assegni di disoccupazione, salvo poi rompersi le balle e sparargli dietro a fucilate, quando in aree dove gli immigrati sono il 20% come nel bresciano nessuno gli abbia mai torto un capello e ci sia pure il luogo comune per cui sarebbero i lombardi a essere razzisti!

        – è incredibile che, 11 settembre a parte, non s’è mai visto in tutto il pianeta saltare per aria 500 metri di autostrada con sopra giudici e scorte, neppure nella Medellin di Pablo Escobar o a Falluja.

        – è agghiacciante apprendere da un procuratore generale calabrese che dei 3 attentati medi alla settimana (!!!) ai cantieri della Salerno- Reggio Calabria in costruzione da 30 anni (!!!), circa metà non sono dovuti a operazioni dei clan di ‘ndrangheta ma da vandalismo puro dei giovani della zona.

        – è triste vedere che nelle indagini PISA-OCSE sull’apprendimento scolastico, mentre gli studenti lombardi o veneti si collochino in ogni materia sopra la media e spesso ai vertici, quelli calabresi si contendano la penultima posizione con i loro compagni turchi o messicani, nonostante un numero di insegnanti molto più alto che nelle scuole di Lombardia e Veneto.

        – è sconfortante pensare al futuro di un territorio che, mentre un tempo perdeva popolazione perché contadini analfabeti si inurbavano al Nord per andare a lavorare in fabbrica, oggi perde popolazione perché i migliori laureati vanno al Nord o in altri paesi sviluppati: cosa resta laggiù?

        Questi – e la lista potrebbe continuare pressoché all’infinito – non sono fatti che riguardino “solo” il livello dei politici o degli amministratori (che del resto sono eletti dai cittadini, mica inviati dal Signore), né “solo” la presenza della criminalità organizzata (che del resto non è poivuta da Marte, ma è un’espressione della storia e delle tradizioni di quei territori) ma riguarda invece il livello dell’intera società “civile” che di civile sembra non avere più niente, nonostante quegli isolatissimi casi di poveretti (ed eroi) come Gratteri o Lo Bello.

        Io, davvero, con tutta la buona volontà, non solo sinceramente mi sembra di non avere proprio niente da spartire con una società e una cultura di quel genere, ma anche pensando alla “unità nella diversità” (per così dire) non riesco a pensare a una sola cosa che possa darmi la speranza di recuperare territori ridotti a quella maniera.
        Al di là di ogni discorso sui flussi di risorse, sulla necessità e soprattutto la giustezza di riequilibrarli o, meglio di interromperli del tutto, qui la secessione è questione di aver perso qualunque speranza (oltre che interesse, appunto) all’unità… l’Italia, prima ancora che ingiusta e sconveniente, non ha senso.

        daniele,milano

  14. daniele, il populismo alimentato dalla lega è alimentato su base etnica (questi famosi celti …) e culturale. E cementato dai problemi delle tasse.

    Come ti ho detto io sono un meticcio tra nord e sud, ho vissuto pregi e difetti degli uni e degli altri e insisto per dimostrare che i metodi e le propagande leghiste sono un controsenso e fuorviano dal problema che è giustamente quello dei conti come dici. E’ però una soluzione differente che bisogna trovare.

    Il capitalismo è capitalismo, certo non siamo ai livelli anglosassoni (qualche battaglia i nostri vecchi l’hanno combattuta, e non solo per l’unità) ma vallo a chiedere agli agricoltori di parmalat ad esempio … o le vittime di portomarghera e via dicendo. Era una risposta al tuo “Giustizia sociale è chi lavora mangia”. Mettere il lavoro prima dell’uomo, stà là il problema. E questo al sud non lo accettano. Non è che forse si potrebbe lavorare su questo? Perchè la media dei meridionali che è emigrata dall’Italia è comunque riuscita a creare sviluppo e benessere (e giustamente una piccola parte ha anche esportato la malavita)?

    • Sulla Lega hai in parte ragione (anche se al 90% dell’elettorato leghista dei celti non gliene frega niente, delle tasse moltissimo), però qui io – e mi sembra tutti – stavamo parlando del discorso del presidente e di separatismo. E – come avviene in tutta Europa – si può essere tranquillamente separatisti e di sinistra. Qui sembra che se parli di indipendenza della Lombardia sei un leghista, per di più razzista e paranazista. Non è così, ed è per questo che non c’è bisogno affatto di specificare le ascendenze manco fossimo a certificare la purezza ariana durante le leggi razziali… oè, ma scherziamo?!

      Dunque a me quello che interesserebbe discutere non è la propaganda leghista né la Lega, ma l’ipotesi separatista per il Nord Italia o per alcune sue regioni.

      Io non lo so cosa accettino o cosa non accettino al Sud e francamente non mi interessa. Nel momento in cui questo territorio mette sul tavolo le risorse affinché al Sud possano campare, il discorso non è alla pari.
      Io che caccio diverse migliaia di euro all’anno per Napoli (dove tra l’altro la questione del pattume non si risolve da 17 anni!!!) non sono qui ad ascoltare, né a dialogare, sono qui a dire. E dico: carissimi, o da domani mattina pagate la TARSU esattamente come la pago io, usate lo stesso numero di netturbini che si usano a Milano e le strade di Napoli diventano pulite almeno quanto quelle di Milano – e in quel caso trovo giusto dare un contributo al vostro sviluppo – oppure arrivederci e grazie perché non ho più nessunissima intenzioni di sentire le solite litanie che ripetete da decenni sullo Stato che non c’è, il lavoro che manca, la mafia eccetera eccetera… non ne ho intenzione perché a) non è giusto il furto a cui sono sottoposto, b) non è servito a niente in decenni, c) c’è una crisi mondiale che sta mettendo in ginocchio anche la mia di economia e dunque ho questioni un po’ più urgenti da affrontare che non risolvere il problema di raccogliere 4 sacchetti della spazzatura che è una roba che sono capaci di fare anche in Uganda. Non è possibile che in 17 anni di emergenza rifiuti (a Milano è durata 45 giorni!) si siano viste centinaia di manifestazioni contro gli inceneritori e non una che chiedesse invece di farli come si fanno qui e in tutto il mondo civile. Delle analisi storiche, dei perché e dei per come, delle scuse e delle lagne, ne ho piene le balle.

      E’ chiaro messo giù così, con ‘sto esempio? Non c’è niente di razzista, non c’è niente di egoista: c’è la rivendicazione di un ruolo, la rivendicazione di un diritto, una presa d’atto e una richiesta o in alternativa un saluto. Semplice e lineare.

      daniele,milano

  15. “non farebbe piacere al nord poter controllare il mediterraneo attraverso il sud?
    perchè ci deve sempre essere qualcuno che conta più degli altri?”
    “Possibile che a Milano e Roma non si capisce che se il sud sta meglio si sta meglio anche al nord? Avete forse paura che sviluppare il sud porti via reddito alle regioni del nord?”
    “Io non vorrei napoli abbandonata a se stessa, io vorrei vedere un’amministrazione tedesca a napoli per 4 generazioni. Poi vedi che il problema si risolve.”
    “Mettere il lavoro prima dell’uomo, stà là il problema. E questo al sud non lo accettano.”

    Tu non hai la più pallida idea di come si forma la ricchezza e quindi il benessere. Non è che c’è un fantomatico governo onnipotente e dice: tu ti sviluppi, tu resti indietro. O meglio, ci hanno provato a mettere su dei governi che hanno provato a fare proprio così e il risultato lo puoi vedere nell’est europa: sviluppo rapido a costo di enorme distruzione di vite umane. Quando si sono stufati di far ammazzare di lavoro le persone: stagnazione economica. Poi si sono stufati pure della stagnazione.
    Se si vuole sviluppo e ricchezza le persone che compongono una società devono mettersi a lavorare: con le mani e con la testa, organizzando, innovando, investendo.

  16. Sono d’accordo, vorrei che si usasse un pò più la testa però e non solo le mani.
    In troppi posti al nord si vive per lavorare e non si lavora per vivere.
    Ricchezza vuol forse dire benessere ma non certo sviluppo umano.

    • “In troppi posti al nord si vive per lavorare e non si lavora per vivere.”

      Ma che frase è??? scusa ti è mai venuto in mente che per alcuni il lavoro è vita in quanto si sentono realizzati nel farlo? vita può essere lavoro, da non confondersi con sopravvivenza…

      • Lavorare – per me – E’ VIVERE! Sono uno che dopo 2 minuti di spiaggia “cunt i man in man” si rompe le balle. 🙂

        daniele,milano

    • @ pinoselz

      sulla stessa onda ti potrei rispondere: quindi si possono nomianre ministri di un partito che si chiama “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” pensando che con perseguano l’obiettivo che è la loro ragione sociale? Ripeto: non vuoi lo spergiuro? Benissmo, non li nomini ministri, è nelle facoltà del Presidente della Repubblica farlo (lo fece con Miglio). Però ti prendi anche la responsabilità di dire a 3 milioni di elettori che il loro voto non conta un cazzo. Tra le due cose, Napolitano ha scelto, saggiamente, di chiudere un occhio sull’incongruenza tra obiettivi della Lega e obblighi del giuramento.

      daniele,milano

      • Scusa Daniele, ma sei tu che giuri: adesso è colpa mia se poi ti rimangi la parola? Una volta che tu hai giurato, hai accettato le condizioni. Non è che si può fare il processo alle intenzioni. E cmq, tutti tranquilli: nemmeno la Lega vuole l’indipendenza

      • Quei tre ministri sono massimi esponenti di un partito politico che si chiama “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”, non si rimangiano alcuna parola, casomai sono coerentissimi. E’ ovvio che se giurano, giurano il falso. Napolitano lo sa benissmo, ma ha valutato che fosse meglio uno spergiuro che aprire una crepa pericolossisima nel principio di rappresentanza (potenzialmente lasciando che l’autonomismo al Nord prendesse una piega basca), perché la seconda cosa che dovrebbe fare dopo il rifuto sarebbe dichiarare incostituzionale la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Se così non fosse stato, avrebbe potuto rifiutarsi e chiedere a Berlsuconi di presentare altri candidati alla carica, esattamente come fece Scalfaro con Berlsuconi nel ’94 quando propose Miglio. Preferisci tolelrare un cortocircuito su un principio formale o creare condizioni potenziali di movimenti politici clandestini? La politica è fatta di scelte concrete e pragmatiche, non di principi astratti.

        In secondo luogo, se Napolitano ritenesse illegittimi quei tre ministri (a parte il dover spiegare perché li ha nominati), avrebbe dovuto rifiutarsi di appore la sua firma su tutti gli atti prodotti dai rispettivi ministeri. Non l’ha fatto, perché quegli atti sono costituzionali. E questo – dal punto di vista del presidente della Repubblica – è quello che conta.

        Detto questo, con tutto quello che succede ti sembra che si debba perdere tempo a dire che bossi, calderoli e maroni hanno detto le bugie come fossimo all’asilo? E’ un livello politico pari a quello di berlsuconi che accusa la sinistra di essere comunista. Una fandonia. E, a propostito di comunisti, ti farei notare che il PCI aveva sì accettato di itnraprendere la via democratica al socialismo (come la Lega all’indipendenza), ma il socialismo (come l’indipendenza) era e resta incostituzionale secondo i dettami della Carta. Non solo, ma il PCI prendeva anche soldi direttamente dall’URSS che era IL nemico dell’Italia e dell’Occidente dotato di minaccia nucleare. Inoltre il PCI disponeva di livelli clandestini, vietati dalla legge. Se tutti questi fatti non hanno impedito al PCI di governare mezza Italia e di esprimere diversi Presidenti della Camera (tra cui lo stesso Napolitano… anche se forse era già PDS), perché mai stare qui a questionare sulla Lega che – tra l’altro – esprime ministri dal 1994 senza che nessuno fiatasse, men che meno i vari Presidenti della Repubblica tutti riconducibili al centtrosinistra (Salfaro, Ciampi e, appunto, Napolitano)? Ce ne accorgiamo con 17 anni di ritardo? Complimenti! Ma che polemica inutile è?

        daniele,milano

      • Sì, è proprio una polemica che non ha senso, infatti la costituzione è emendabile e quindi, teoricamente, qualsiasi formazione politica con qualsiasi programma potrebbe al tempo stesso partecipare alla gestione dello stato e, al contempo, lottare per cambiarne modi e forme. Insomma, è il senso della politica. Del resto non capisco una cosa: chi dà dei bugiardi, cadregari ecc. ai leghisti “de Roma” (tutte cose giustissime) avrebbe forse preferito che fossero duri e puri alla Michael Collins?
        Eccheccazzo, dài, se la Lega alza il tiro, dagli al separatista, se la Lega accetta di governare da Roma, dagli al cadregaro. ‘Sta polemica sui ministri leghisti è solo strumentalizzazione elettorale.

  17. Ho letto tutti i commenti e mi trovo sostanzialmente d’accordo con Daniele Milano e Alessandro Storti. Essere indipendentista in Lombardia ( o Veneto) non significa necessariamente strizzare l’occhio al razzismo o all’egoismo e non significa nemmeno avere simpatie per le “destre”.
    Tanto più che in molte regione d’Europa gli indipendentisti più accesi si collocano “a sinistra” (vedi Catalogna, Paesi Baschi, Scozia……).
    Se è possibile un indipendentismo democratico e scevro dai pregiudizi altrove non vedo perché non sarebbe accettabile qui da noi nel Lombardo-Veneto, il disagio per lo stato unitario è diffuso e non servono la retorica patriottarda o lo sventolio di tricolori per neutralizzarlo. Napolitano quando afferma che non esiste una via democratica alla secessione non fa altro che enfatizzare il “peso” ormai insopportabile dello stato italiano, un apparato parassitario autoreferente e distante anni luce dai cittadini.
    E’ ora di dare forza all’indipendentismo anche “da sinistra”, non esistono più (se mai sono esistite) chances di riformare questo paese infestato dalle mafie e dalla corruzione.

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