“Il mio babbo mi ha dato la vita, Bossi le ha dato un senso”

Come scrive Davide Lombardi, quest’intervista ha qualcosa di leggendario:

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10 thoughts on ““Il mio babbo mi ha dato la vita, Bossi le ha dato un senso”

  1. Rimango sempre colpito dalla superficialità, dai risolini di sufficienza (per non dire di peggio), con cui le persone reagiscono alle parole di Jessica. Senza capire che raccontano le ragioni della tenuta della Lega da vent’anni a questa parte, che spiegano perché anche oggi una base profondamente scontenta e in fermento sia poi nei fatti incapace anche di una minima contestazione al Capo. Piaccia o no, a molte persone, la Lega e Bossi (una sorta di Padre della Patria – seppur inesistente – per molti leghisti) sono stati in grado di offrire proprio ciò di cui queste avevano bisogno: un senso. Esattamente come è accaduto per anni e anni, ad esempio, ai militanti del PCI per moltissimi dei quali si sarebbe potuto tranquillamente riprendere la frase di Jessica: “Mio padre mi ha dato la vita, il Partito, mi ha dato un senso”. E ancora: crediamo forse che appartenere a un partito – il PCI, ma anche la DC – non fosse “uno stile di vita, uno stare insieme”, un’etica e una visione del mondo condivisa? Beh, lo era. In questo senso la Lega – di nuovo: piaccia o no – affonda profondamente le proprie radici nei movimenti di massa del 900, quando cioè l’ideologia era primaria rispetto alla semplice “rappresentazione di un certo gruppo di interesse” e al relativo tentativo di conquista del potere attraverso l’occupazione dei gangli grandi e piccoli della società. Qualcuno oggi potrebbe credibilmente pensare che ad esempio il PD offra un “senso” così radicale ai propri militanti? Beh, sì, forse giusto qualcuno. Jessica sembra una groupie (cioè quelle fan scatenate a cui i Jagger o i Morrison di turno offrivano un “senso”) e per questo suscita ilarità perchè “innamorata” di Bossi, quando è evidente che la ragazza è rapita da ciò che il Capo ha rappresentato (e ancora – seppur faticosamente – rappresenta) per un leghista doc: Mosé che ti conduce attraverso il deserto verso la terra promessa. Lo so, a un non leghista scappa da ridere considerato quel che poi la Lega è veramente. Ma mentre agli inizi molti ridevano bollando la Lega come uno scalcagnato gruppo di pochi deficienti senza arte né parte, fuori dal tempo e dalla storia, e tutto il peggio di ciò che si può dire e immaginare del Carroccio, quelli hanno occupato il Veneto, la Lombardia, sono alla guida del Piemonte, si sono insediati in una regione che fino a pochissimo anni fa sembrava costituire per loro una invalicabile linea gotica: l’Emilia-Romagna. Oggi la Lega è in crisi profonda, lo sappiamo bene. Ma con i chiari di luna che ci sono in questo Paese, col caos che c’è da cui nessuno sa come usciremo, starei molto attento a liquidarli di nuovo con una risata.

    • Sono perfettamente d’accordo con te: ma i sottovalutare la situazione e mai sottovalutare il potere della disperazione; resta lo sgomento nel vedere una giovane, anzi molti giovani, con un vuoto culturale ampio come la padania, ovviamente tramandato dai loro vecchi, ma anche dal vuoto politico lasciato dalla sinistra che, di certo, ha acuito la politica fallimentare di tutta la classe politica italiana.

    • Le tue considerazioni sono apprezzabili, varrebbero del resto anche per gli ultras del calcio, i fedeli di qualunque chiesa, ecc. Cioè sono descrittive della realtà e della sua “complessità” (ovvero del conflitto che esiste anche fra ragione e sentimento).
      Insomma, tutto giusto.
      Però permettimi di avanzare una domanda, da uno come me che è stato in Lega per anni, ne è uscito da tempo, l’ha votata a volte sì e a volte no, a seconda della convinzione e/o della disperazione, uno che non è mai stato bossiano (cioè, “Bossi ha sempre ragione anche quando ha torto”), uno che certamente è l’eccezione e non rappresenta la massa degli elettori, e via dicendo…
      Ecco: se togliamo la Lega, la drammatica dimensione del flusso di fondi “perequativi” che da Lombardia-Veneto-EmiliaRomagna si perde nel Lazio-Mezzogiorno rimane questione capitale o no? In altri termini, la Lega è la “malattia” o è stata, sin qui, la medicina sbagliata (nel senso soprattutto di palesemente inadeguata) per una malattia o problema ben più grande che si chiama, dal mio punto di vista, Unità d’Italia, oppure Questione Meridionale, oppure Mafia?
      Immaginerai la mia risposta. Attendo con sincera curiosità la tua.
      Nel frattempo, un cordiale saluto,
      Alex

    • “Esattamente come è accaduto per anni e anni, ad esempio, ai militanti del PCI per moltissimi dei quali si sarebbe potuto tranquillamente riprendere la frase di Jessica: “Mio padre mi ha dato la vita, il Partito, mi ha dato un senso”.”
      L’hai detto, fratello.
      Non erano tanto svegli manco quelli.

      • Ah, sì: con la differenza che a questa abbiamo pagato l’istruzione.
        Non è andata a lavorare a 15 anni, 10 ore al giorno in fabbrica a fare maglioni sottocosto per i Benetton. Mitici anni ’60- ’70: l’emancipazione femminile a Nord-Est.

  2. Personalmente sono molto aperto ad alcune “suggestioni”, se così le possiamo chiamare, della Lega. In Italia ragioniamo solo per recinti ideologici nonostante da tempo si blateri sulla fine delle ideologia, perciò, per noi sinistri, una proposta che viene dalla Lega è automaticamente da scartare perché implicitamente o esplicitamente intrisa di razzismo, xenofobia, particolarismo, ecc. ecc. Ovviamente non sono d’accordo e questo atteggiamento è una delle ragioni – anche se non certamente la sola – che ci ha portato dove siamo ora. Quindi per rispondere ad Alessandro, sì: la Lega è stata la medicina sbagliata, anzi sbagliatissima visto quello che è quel partito. Ma non dimentico che all’inizio, quando la Lega era l’unica a parlare di federalismo, tutti le davano addosso. Oggi è diventato un punto fisso di qualsiasi formazione politica. Una cosa “naturale”, come fosse sempre stata. Mentre invece non è così. Ma questo gran parlare di federalismo, al solito in Italia, ha prodotto un fico secco. Il nulla. Quello in salsa leghista è patetico poi (se si può chiamare “federalismo”). Siam messi così. Speriamo solo in un ricambio vero della classe dirigente di questo Paese. A sinistra, dove qualche speranza si intravede, ma anche a destra che con Alfano capofila mi sembrano messi malissimo….

    • Grazie della risposta, pienamente condivisibile.
      Se posso permettermi un invito, spero che anche tu, come altri nella sinistra del Nord, voglia seguire i movimenti che si stanno affermando nella galassia indipendentista (al momento galassia è un parolone, lo ammetto). Per quel che mi riguarda, lavoro attivamente perchè si affermino un indipendentismo lombardo e veneto scevri dalle brutture che hanno contraddistinto la Lega Nord. Non sarà tutto perfetto, ma migliore sì però, ne sono certo.
      Stammi bene,
      Alex

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