Quanto ci manca il Carroccio di una volta

A noi del Partito Democratico:

Se devo essere sincero, a me non piace neppure la geniale trovata dello spadone afflosciato.

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6 thoughts on “Quanto ci manca il Carroccio di una volta

      • Comunque potresti fare un passaggio su quell’altro, di Blogger, li, il tricolore, è un po’ più paludato.
        Commento poco qui, perché le vostre analisi sono molto avanti rispetto alla mia semplicità dovuta all’ignoranza. Però leggo ed imparo. Mi avrebbe fatto piacere un commento, non fosse che per rendermi conto ancor di più delle banalità che sento di dover scrivere.
        Anche tu, Alex, stammi bene. Mi piacerebbe avere, come sembri avere tu, le idee chiare sul fatto che sia meglio l’Italia unita o una federazione di Stati.

  1. Secondo me la trovata della spada ammosciata è un grande colpo di marketing, tanto bastardo quanto azzeccato. Del resto se metti un guerriero come tuo simbolo e poi mostri di non avere i maroni (absit iniuria verbis) devi anche essere pronto a subirne le conseguenze comunicative.
    Detto ciò, come mai tutta questa nostalgia? In altre parole, com’è che il PD (del Nord? al Nord?…) non fa lui, almeno un po’, la Lega?
    In fondo sarebbe semplice: un etto di diritti civili (LGBT, coppie di fatto, ecc.), mezzo etto di integrazione (immigrati regolari, diritto di voto, ius soli, ecc.), un bicchiere di socialdemocrazia economica (welfare nordico, sindacati nei cda, ecc.), una spruzzata abbondante di ecologismo (green economy, solare, ciclabilità, ecc.) e per amalgamare il tutto un uovo (di Colombo) indipendentista -o giù di lì…- (“la Lombardia è differente”, autogoverno normativo e fiscale sostitutivo e non aggiuntivo, “via il prefetto”, ecc.).
    “…eh ma c’abbiamo il tricolore… eh ma Garibaldi… eh ma l’articolo 5 della costituzione…”
    Eh ma andevetene un po’ affan… (con simpatia, Alex)

      • 🙂
        ho dimenticato però un piccolo ingrediente, ahimè decisivo… il coraggio di fare una scelta e di occupare una posizione drammaticamente scoperta. Senza di esso, nulla è possibile. Spero che i giovani amici del PD lombardo se ne facciano una ragione. Sono loro a poter essere decisivi, in questo momento storico. Devono capire che la formula giusta è una soltanto: meno Lega – meno Roma.
        Che poi significa riportare il tema dell’autogoverno (nelle sue varie accezioni) all’interno di una sana e normale dialettica democratica e pubblica. Se si continua a lasciare questo tema alla Lega, e per giunta la Lega continua ad accartocciarsi su stessa e sui suoi mali, ci aspettano solo tempi bui. Ma attenzione, non basta una gattopardesca mano di trucco autonomista sul proprio volto, ci vogliono passione e fiducia vera nelle possibilità dei lombardi e della Lombardia di essere più avanti di quanto non siano, istituzionalmente parlando. Più autogoverno lombardo, più benessere.

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