Le mitiche due velocità

Credit Suisse delinea un’ipotesi di cui abbiamo già accennato su questo blog: un Euro a due velocità:

La seconda soluzione è la creazione di un euro «a due velocità». Da un lato Germania, Austria, Olanda e Lussemburgo. Dall’altro troveremmo la Francia a guidare Italia, Belgio, Spagna e tutti gli altri. Del resto, ricorda Credit Suisse c’è un precedente storico. Fra il 1865 e il 1927 si era formata l’Unione monetaria latina, un tentativo di armonizzazione delle valute di tra Francia, Belgio, Italia e Svizzera. Nel caso di un spaccatura in due, tuttavia, ci sarebbe un vero e proprio blocco, come spiega Credit Suisse: congelamento dei depositi, guerra commerciale, enorme contrazione del mercato dei prestiti bancari. In pratica, qualcosa di molto simile a periodo dopo il fallimento di Lehman Brothers.

Sottolineamo nuovamente che un Euro a due velocità, con l’Italia sulla corsia più lenta, potrebbe alimentare ulteriormente le tensioni tra nord e sud del paese.

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2 thoughts on “Le mitiche due velocità

  1. Queste analisi non mi convincono per dure ragioni.

    La prima.
    Qui si dice: se il rating della Francia veien abbassato, allora si faccia un euro tra le Nazioni che rimangono virtuose e la Francia si faccia una moneta con tutte le altre.
    Non mi convince: se il rating della Francia viene abbassato, non è a causa della Francia. E’ a causa dell’intero sistema euro che va giù e quindi tira giù anche le Nazioni virtuose. La Francia, essendo la meno vistuosa tra i virtuosi è la prima che cade. Ma col tempo cadrebbero anche le altre. Basta escludere dall’euro qualche paese non virtuoso e il rating della Francia ritornerebbe virtuoso.
    Che paesi uscirebbero dall’euro? Sicuramente la grecia e l’irlanda. Gli altri paesi a rischio sarebbero portogallo, e poi italia e spagna, e poi, anche per motivi geografici, cipro e malta.
    E’ chiaro che per stabilizzare la zona dell’euro del nord, uno dei paesi grossi deve pure uscire.
    La spagna ha tutto l’interesse a salvare il portogallo. L’italia ha messo uno dei suoi a capo della bce.

    La seconda.
    Se qualche paese venisse escluso dall’euro, non si formerebbe un euro dei poveri: ogni paese tornerebbe ad una propria valuta nazionale. è impensabile che l’italia accetti di accollarsi da sola il debito greco, o la spagna quello portoghese. Ancora più assurdo è pensare che la francia si accolli quello di tutti gli altri messi insieme (anzi, se la francia uscisse dall’euro, manderebbe a quel paese un po’ tutta l’europa).

  2. Scusate, io sono profano, ma, in una discussione sul mio blog, qualcuno ha detto che entrare nell’Euro è stato un errore per il fatto che si sarebbe dovuto, prima, aver raggiunto un’unità politica, cito: «Credo si dovesse fare prima una vera unità politica e poi economica, in modo che fosse la politica (quella alta, ovvio) a dettare le regole all’economia e non il contrario.» Questo il link al commento. È un’analisi corretta?
    Ora siamo messi da ridere, ma è sbagliato pensare che lo siamo a causa di scelte non dettate dal buon senso, ma dalla fretta di realizzare profitti o, comunque, obbiettivi che sono tutt’altro che il bene comune?

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