Fate il referendum, e facciamola finita

Non ci si capisce nulla.

Non ne possiamo più di case fantasma comprate da chissà chi a sua insaputa, non ne possiamo più di leggere le intercettazioni: non siamo andati a Roma per questo.

Dice Roberto Maroni. Peccato che l’altro Roberto, Calderoli, abbia appena dichiarato:

La maggioranza è quella del Parlamento, il nostro obiettivo è mantenere la coalizione fino alla fine.

Ed è lo stesso Calderoli a precisare che “il nostro è un governo politico, gli altri sono inciuci”, chiudendo così all’Udc. Peccato che Maroni abbia appena detto di non poterne più di case fantasma e intercettazioni imbarazzanti, facendo sembrare l’attuale governo un inciucio gigante.

Maroni ha inoltre sostenuto che

il governo non è un mezzo ma un fine per combattere la nostra battaglia sul federalismo e ci saremo fino a quando ce lo dirà Umberto Bossi.

Roberto, ti avvisiamo che l’Umberto, dieci minuti fa, ha detto che si fa la secessione, per via referendaria. E tutti urlavano “secessione, secessione!”. Il federalismo non è compatibile con la secessione, sono obiettivi completamente diversi che implicano strategie completamente diverse, e siamo sicuri che ne sei ben consapevole. Comunque, hai detto “federalismo” e tutti urlavano “presidente, presidente”, perché ti vogliono presidente del Consiglio, per fare il tanto atteso federalismo e “fin quando ce lo dirà Bossi” lotteremo, certo, lo stesso Bossi che dieci minuti fa  ha detto “secessione”.

E se Maroni è apparso conciliante, Calderoli aveva aperto con

Quando la gente va a votare mette la croce sullo spadone di Giussano, mica sullo spadino di quattro pirla.

Dei quattro pirla, l’assenza più pesante è stata quella di Flavio Tosi, sindaco di Verona, impegnato in prima linea contro il cerchio magico.

Infine, sulla battuta di Bossi che sostiene “non c’è democrazia, c’è il fascismo”, vorrei far notare che col fascismo una battuta del genere non sarebbe mai stata permessa, così come il fatto che diversi ministri della Repubblica invitino alla secessione una parte del Paese. La svolta “democratica” sulla via della secessione, però, dobbiamo ammetterlo, è segno di maturazione, se pensiamo che pochi mesi fa si parlava ancora di fucili. E allora fatelo ‘sto benedetto referendum, e facciamola finita. Al riguardo, vi do un dato: secondo Limes 2/2011 l’84,9% e l’83,8% dei residenti nel Nord-Ovest e nel Nord-Est considerano l’Unità d’Italia, avvenuta nel 1861, una cosa positiva o molto positiva.

Ah, “non c’è più democrazia” detto da chi ha governato questo Paese per anni e anni e lo governa tuttora è ridicolo. Punto.

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36 thoughts on “Fate il referendum, e facciamola finita

      • C’è bisogno di un alternativa vera!! io rimango un federalista, il fucile lo prenderei contro Bossi, non è possibile che ci siano esseri umani con diritto di voto che ancora gli danno credito.

        L’Italia federale in un Europa federale è il vero obbiettivo! se si fallisce in Italia (Stato) bisognerebbe prendere seriamente in considerazione movimenti come VenetoStato, ossia scardinare lo Stato italiano e ricostruire con altre basi un paese Italia (Stati Uniti d’Italia bel libro di Bobbio su Cattaneo) inserito in un contesto di un Europa federazione di popoli (e sopratutto individui). Potrà il Pd spingersi in queste direzioni?

  1. Più andiamo avanti e più si nota come il “dividi et impera” sia il modus operandi, benché sempre meno efficace; ma forse proprio per questo sempre più scoperto (o perché scoperto meno efficace?).

  2. Mah, i sondaggi lasciano un po’ il tempo che trovano per me.
    La Lega è chiaramente allo sbando.

    Però ha seminato bene. Nel senso che il tema è posto (senza la Lega non ci sarebbe neppure ‘sto blog). Poi il consenso può pendolare di qua o di là. Certo che 7.771 euro in più all’anno (residuo fiscale pro capite della Lombardia secondo Unioncamenre Veneto) nelle tasche di ciascun cittadino lombardo -bebè inclusi- sono un argomento molto molto molto convincente, soprattutto ora con la crisi quando persino l’aumento di 50 cent del biglietto del tram sembra sia una tragedia. Senz’altro più convincente di ampolle, dialetti, presunti popoli veneti o padani per non dire di polverose menate sul risorgimento, tricoloretti sventolati e inni mameliani.

    daiele,milano

    • “senza la Lega non ci sarebbe neppure ‘sto blog”.
      Sì, e senza la “Casta” Stella e Rizzo non avrebbero scritto libri.
      Quanto ai 7.000 e passa euro in più: sicuri che non li pagheremmo anche con la fatidica “secessione”? Non dimentichiamo che chi governa adesso l’Italia è sempre la stessa gente che governerebbe la Lombardia.
      Però il problema che poni è drammaticamente reale, e come la storia insegna, le grandi rivoluzioni sono sempre partite da motivi fiscali/economici (vedi ad esempio la rivoluzione americana -tassa del té- o le 5 giornate di Milano -tassa del tabacco-)

      • Naturalmente, senza la cosiddetta “casta” non ci sarebbero i libri di Rizzo e Stella che hanno certamente posto un problema, benché – onestamente – è curioso che nella cosiddetta “casta” i due annoverino solamente i famigerati “politici” e non qualcuno di quelli che siede nel CdA del loro editore i cui privilegi sono infinitamente maggiori di quelli di un politico. Comunque è certo, la “asta” è un problema e Rizzo e Stella l’hanno posto inmaniera più efficace di altri.

        Allo stesso modo, il disequilibrio territoriale è un problema, un gigantesco problea al cospetto del quale quei 4 spiccioli che si mangiano i politici sono davvro nulla. Spremere i contribuenti dei territori produttivi ben oltre qualunque soglia riscontrabile altrove in Europa per destinare risorse a territori in cui a) non si paga neppure il poco dovuto (perché evasione e sommerso registrano livelli sconosciuti a qualunque contesto civile europeo) e la spesa pubblica finisce in sprechi dimensioni spaventose alimentanto la peggiore politica di clientele, il parassitismo e la criminalità organizzata è chiaramente un problema:

        1) ECONOMICO, perché sottrae troppe risorse ai territori produttivi deprimendone il potenziale di crescita e rischiano di ucciderli, come ben dimostrato dalla scarsa crescita del PIL di quelle stesse regioni che in parte senz’altro correlata all’incidenza del residuo fiscale: una volta uccisi quei territori, nota bene, non ci sarà più trippa per gatti, neppure per quelli delle regioni dissestate;

        2) DI EQUITA’: perché chiedere o addiritutta pretendere “solidarietà” quando neppure si paga quel poco che si dovrebbe e, una volta ottenute le risorse, le si butta nel cesso equivale al “chiagne e futte”: irricevibile.

        3) POLITICO e CIVLIE: a) perché l’alimentazione del parassitismo impedisce la nascita e la crescita di competenze per alimentare lo sviluppo economico delle aree depresse (competenze che, infatti, quando ci sono scappano); b) l’alimentazione della politica clientelare impedisce la nascita e la crescita di una classe dirigente politica capace di governare; c) perché l’alimentazione di circuiti della criminalità organizzata non solo finisce per consolidare e rendere inscalfibile il loro dominio su quei territori, ma porta a una loro espansione che sta oggetivamente minacciando anche i territori produttivi inquinandone il sistema economico, finanziario e politico.

        E’ vero che le forze politche che governano l’Italia oggi – ma se si fanno i conti, nella cosiddetta seconda repubblica il governo nazionale è stato in mano più o meno equamente al centrodestra quanto al centrosinistra – sono le stesse che governano in Lombardia (e in Veneto). Però è latrettanto vero – e non riconoscerlo sarebbe idiota – che il governo della Lombardia (e del Veneto e dell’Emilia, ecc.) dipone di livelli di efficienza ed efficacia infinitamente più alti di quelli del Mezzogiorno (dove governano o hanno governato non solo amministrazioni dic entrodestra ma anche di centrosinistra). Il colore di un governo locale, insomma, NON è affatto, oggettivamente, indicativo dei livelli di buona amministrazione.

        Quanto all’ipotesi che 7.771 euro di residuo pro capite lombardo andrebbero pagati anche nell’ipotesi estrema in cui la Lombardia (con o senza altre regioni del Nord) fosse indipendente, non si capisce su cosa sia fondata: andrebbero pagati a chi? Non alla Lombardia stessa, evidentemente, perché è un assurdo logico; non al Veneto, all’Emilia o al Piemonte che sono regioni con residuo fiscale positivo, benché in misura inferiore a quello lombardo, dunque non richiedono risorse aggiuntive ai loro bilanci, anzi, ci guadagnerebbero anche loro; non a Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Liguria e Friuli che hanno invece residui fiscali negativi ma hanno al contempo dimensioni demografiche piuttosto trascurabili e potrebbero addirittura ricevere ancor più di quanto non ricevano oggi in “solidarietà” vista l’enorme massa di risorse che si libererebbero. Dunque a chi?

        daniele,milano

      • perfettamente d’accordo sull’inizio delle rivolte. mi sembra però un pò coraggioso paragonare implicitamente bossi a george washington anche se l’umberto mi sembra un tipo uscito dall’800 e dai suoi fucili.

  3. L’unico sondaggio effettivo su uno specifico tema giuridico-politico, in una democrazia, si chiama referendum.
    Prima o poi quello sul distacco dallo stato italiano del Veneto (e spero anche della Lombardia) si farà. E sappiamo tutti come finirà. E’ proprio per questo che la stessa idea che un siffatto referendum separatista possa essere convocato fa rabbrividire le istituzioni italiane.

    La secessione non serve per trasformare le persone in uomini nuovi, nè per avere il paradiso in terra. Serve per pagare meno tasse (non zero, ma significativamente meno) e avere servizi migliori (non perfetti, ma significativamente migliori). In poche parole, per stare meglio.
    MEGLIO STARE MEGLIO, MEGLIO L’INDIPENDENZA.

    Quanto alle modalità con cui viene intesa l’amministrazione al Sud, che poi è come dire dove finiscono in nostri 7.000 euro annui a testa di “solidarietà nazionale” (sì, ciao), ecco un luminoso esempio:
    http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_19/imarisio-rifiuti-napoli_d4af992e-e280-11e0-9b5b-a429ddb6a554.shtml

    Saluti secessionisti (veri),
    Alex

  4. leggere il resoconto di venezia mi ha fatto venire in mente che all’uscita di busto arsizio della superstrada della malpensa una volta si arrivava ad una rotonda con un’indicazione a destra per busto arsizio ed un’indicazione a sinistra sempre per busto arsizio.
    ecco mi sembra che gli amministratori (o potenziali amministratori) lombardi in 20 anni non siano riusciti a fare passi avanti in quanto a logica e buonsenso.
    in più mi sembra che se prima ci fosse unità d’intenti almeno nell’obiettivo ora mi sembra che ognuno ambisca a risultati diversi. il mio sincero augurio è che il movimento leghista vada a spiantarsi al più presto perchè, diciamocelo francamente, mi sembra giunta l’ora.

    • Uè battutona Pino…
      Diciamo la verità, buona parte del PD del Nord teme l’ipotesi di un tracollo leghista. Perchè se la Lega scomparisse per davvero, bisognerebbe dare risposte serie al problema serio dello sfruttamento fiscale del Lombardo-Veneto. Certo, c’è sempre la possibilità che i gonzi nostrani (extracomunitari inclusi ovviamente) continuino a farsi spennare fino alla morte…
      Mi viene in mente uno slogan che dedico volentieri ai miei concittadini lombardi, di qualunque credo e provenienza: POTRESTI ESSERE SVIZZERO E VUOI CONTINUARE AD ESSERE ITALIANO?! E ALLORA SEI UN PIRLA!
      Cordialmente,
      Alex

      • Stai tranquillo Ale, che il PD del Nord non teme affatto il tracollo della Lega, anzi… Se non altro perché, se non avessero a cuore le sorti dei Lombardi, ci sarebbero poltrone vuote da occupare. Ma battute a parte, il problema del peso fiscale, come ho già detto a Daniele, esiste ed è serio.

      • Ahahahahaha.

        Voglio raccontare una barzelletta. Mi venuta in mente leggendo questo sfogo alessandrino.

        Fa così: in Europa c’è la crisi finanziaria e ci stanno l’Italia e la Svizzera.

        In Italia tutti sono impazziti. è panico. non si sa cosa fare. si litiga. chi deve pagare miliardi di euro per contrastare la crisi? patrimoniali? aumentiamo l’IVA? tagliamo le pensioni? licenziamo i dipendenti pubblici?

        Anche n Svizzera tutti sono impazziti. è panico. non si sa cosa fare. si litiga. come buttare via 870 milioni di franchi per contrastare la crisi? li diamo ai disoccupati? tagliamo l’IVA? li diamo alle imprese? finanziamo la ricerca?

        http://www.swissinfo.ch/ita/specials/franco_forte/Franco_forte:_il_parlamento_approva_il_pacchetto_di_aiuti.html?cid=31194816

    • Mi pare un po’ esagerato dire che la Lega “emula” Veneto Stato. L’Italia va a fondo e quindi tira fuori la sotria della secessione. Se fosse sbarcato sabato un barcone con 200 africani avrebbe parlato dell'”invasione dei negri”. Come le mosche, sente la puzza…

      “Non a caso Veneto Stato è decuplicato in un solo anno di intensa attività nel territorio, grazie ad una crescita dovuta in parte ad un massiccio travaso della militanza leghista.”

      Imbarcando tonnellate di intolleranti xenofobi, omofobi e razzisti. Contento lui….

      • No Valerio, ti sbagli.
        Che la Lega senta di rischiare di “perdere” il Veneto è un dato di fatto. E’ altrettanto evidente che in questo momento VenetoStato dimostra di avere una propria ben definita agenda, fondata sull’indipendentismo, e che grazie ad essa stia acquisendo visibilità e consensi. Quindi VenetoStato è un concorrente potenzialmente serissimo per il partito di Bossi.
        La crescita di VenetoStato, peraltro, non si basa su slogan xenofobi, omofobi e tantomeno razzisti. Non solo: le vivacissime discussioni interne, praticamente pubbliche, sono la prova che è un partito molto aperto, incline alla discussione e al confronto anche duro.
        Se poi si pretende che al suo interno non vi siano persone che provano diffidenza verso gli stranieri, beh, dài, non scherziamo.
        L’amministrazione Obama ha fissato una black list di paesi i cui viaggiatori vengono sottoposti a maggiori e più dettagliati controlli in ambito di traffico aereo, rispetto a quelli provenienti dal resto del mondo. Allora Obama è razzista?

      • No, non sbaglio.
        La lega, a parte qualche militante, non sa neanche cosa sia VenetoStato. E ai quadri non gliene frega niente.
        E sì, hanno imbarcato tutta una serie di persone che mi vergogno a stare sulla stesso emisfero terrestre. Non ci sono persone che hanno “diffidenza” verso gli stranieri. Ci sono degli xenofobi razzisti omofobi ecc. ecc. ben convinti. Questo tuo giustificazionismo è assolutamente mal riposto..

  5. @ Stefano
    Da questa discussione, su numeri non di per sè provabili, si può arrivare molto più lontano di quanto non appaia a prima vista.
    Ad esempio, ci si potrebbe chiedere: sono favorevole a che si faccia un referendum separatista per la Lombardia o per il Veneto?
    Oppure ancora, più a monte: considero un diritto perseguire, con mezzi pacifici e democratici, la separazione di una Regione dallo stato italiano?
    Ti dico sinceramente che a me, per essere soddisfatto, basterebbe avere un SI’ su quest’ultimo quesito, almeno per cominciare, da chi non è favorevole a che la secessione avvenga effettivamente. Perchè già questo vorrebbe dire molto.
    Mi piacerebbe sapere che non tutti la pensano come Belisario dell’IDV, ad esempio. E mi piacerebbe capire quanto a lungo ancora verrà utilizzato l’art.5 della Costituzione a mo’ di alibi, con l’agghiacciante riferimento alla dottrina prevalente che vorrebbe quell’articolo illiberale fra quelli immodificabili.
    In poche parole, se la secessione cessa di essere tabù e diventa opzione, il confronto è molto più laico e sereno. In quest’ottica l’ala più avanti del PD del Nord potrebbe svolgere un importante ruolo di indirizzamento 🙂

  6. @ Valerio

    Non male la battuta Svizzera/UE 🙂
    Quanto a VenetoStato, in ogni partito c’è gente che non si vorrebbe avere al proprio fianco, non parliamo poi di coalizioni (il PD è pronto ad imbarcare amici dei mafiosi per ottenere la prossima vittoria alle politiche nei territori del Mezzogiorno?)
    Nella Lega/Liga li conoscono bene, solo che fanno finta che non esistano (politica miope dello struzzo e terrore di dare ulteriore visibilità, messe insieme).

    Se poi vogliamo andare sulle provocazioni, preferisco un razzista ad un mafioso. Infatti il primo è innocuo, il secondo dannatamente pervasivo e pericoloso. La dimostrazione è data dal fatto che, con una maggioranza parlamentare con alcuni stupidi razzistelli e parecchi “amici degli amici”, lo stato italiano ha ormai percentuali migratorie al pari degli altri grandi stati UE, soprattutto nei territori da dove vengono proprio i politici “razzistelli”, e al contempo, nonostante tutti gli arresti e i procedimenti giudiziari, la mafia continua ad infiltrarsi e ad espandersi (almeno così si dice…)
    Quindi il razzistello, anche se va al governo, risulta pressoché ininfluente, mentre il mafioso continua a fare benissimo i suoi affari. E proprio grazie al governo. Qualsiasi governo. Pensateci.

    • La rivalutazione del franco sull’euro può mettere in crisi sia l’industria d’esportazione che il turismo, con importanti conseguenze negative sull’occupazione, e soprattutto improvvise. La disoccupazione ha raggiunto i massimi degli ultimi 20 anni al 5% all’inizio dell’anno scorso… Non so se l’economia svizzera sia in grado di reggere un altro colpo del genere…
      L’unico modo per evitarlo è deprezzare il franco rispetto all’euro, che si traduce nel dover iniziare ad essere un po’ più spreconi. Per ora la BNS dice che 870 milioni di franchi di spreco pubblico possono bastare.
      Ma comprendi il dramma di un paese che solo l’anno scorso per mettere a posto i conti è stato costretto a tagliare i sussidi di disoccupazione con un referendum? Non sono abituati a buttare i soldi nel cesso. E’ difficile. E’ contro la loro natura.
      Leggere gli Svizzeri che si lamentano del franco forte (come fosse una disgrazia) e che litigano, accusando che le soluzioni proposte dagli altri partiti sono troppo poco sprecone… è… curioso…

    • Ah, sì. Mi pare di avere già litigato su questo blog sul tema “meglio i razzisti o i mafiosi”. Mi astengo.
      Per quel che mi riguarda io voto nella circoscrizione Veneto 2, io di mafiosi non ne ho mai votati, e non ne ho mai eletto. Invece conosco chi nells stessa circoscrizione ha votato dei razzisti che poi sono stati eletti.
      Non capisco perché dovrei scegliere tra un mafioso e un razzista. Di non mafiosi non razzisti ce ne sono in giro. Molti.

      • Caro Valerio, lungi da me l’idea di voler “litigare” con te sul tema proposto.
        Però, visto che il discorso partiva dalla mia presunta mal riposta fiducia in VenetoStato, ti faccio notare che tu puoi votare quanta gente perbene vuoi in Veneto -posto che l’essere perbene significhi anche avere le idee giuste, ma questa è un’altra storia…-, ma se poi quella stessa gente perbene è incapace di mandare Bassolino a casa a calci in culo, anzi magari se lo tiene pure stretto, beh allora il tuo voto onesto e pulito finisce nel frigorifero della mafia. Indirettamente, certo, ma non è che prenderlo in quel posto di sponda faccia meno male che con un bel colpo diretto.
        Piaciuta la metafora biliardesca?
        Stammi bene, amico serenissimo,
        Alex

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