Alla Lega rimane solo il dio Po

Mentre gli amministratori della Lombardia e d’Italia protestavano, la Lega, il partito dell’autonomie, osservava proprio da Roma, vietando lo sciopero ai suoi iscritti.
Si tratta senza dubbio del punto più basso della parabola leghista, l’emblema dell’esaurimento del suo messaggio politico.

Infatti, la Lega è il partito nato per difendere gli enti locali e la loro autonomia, cresciuto con le battaglie degli anni 90 a favore dell'”indipendenza” tanto urlata e ostentata.

Oggi questo percorso si conclude con un ordine, che sa più di stalinismo che di autonomismo: un divieto ai “borgomastri”, coloro che sul Sacro Suolo di Pontida ogni anno giurano fedeltà ai cittadini del Nord.

Proprio Attilio Fontana quest’anno recitò il giuramento di Pontida. Fontana oggi invece recita l’atto di fedeltà agli ordini, illogici, insensati e paradossali, del suo partito, ormai a tutti gli effetti assorbito e intriso delle logiche “romane” combattendo le quali era nato.

“Obbedisco”, prununcia il Borgomastro della città simbolo del leghismo. Lo fa a denti stretti sapendo l’errore e l’assurdità del diktat. Ed è curioso che lo faccia con le parole, simbolo del Risorgimento italiano, che furono pronunciate da Giuseppe Garibaldi il 16 luglio 1866. Garibaldi, definito a più riprese dai leghisti come “negriero, mercenario e pedofilo”. E’ l’ennesimo paradosso di questa vicenda che ha dell’incredibile.

Certo, non so se i tempi saranno brevi ma il leghismo, almeno così come lo abbiamo sempre immaginato, è all’epilogo. Dilaniato dalle lotte intestine, autoritario e settario, legato al potere. Ora anche centralista, statalista e anti-autonomista.

E’ venuto meno l’oggetto sociale leghista per impossibilità di raggiungerlo: la ditta sembra ormai in scioglimento.

Ai militanti e elettori leghisti la grande amarezza di scoprire, dopo tanti anni, il bluff. Un inganno che si cela dietro il rito dell’ampolla (che fra qualche giorno verrà replicato), del Dio Po, di Pontida e delle quattro scrivanie di Monza. Caduta l’identitaria iconografia leghista, il nulla: sparito il federalismo fiscale (missing), sparita la valorizzazione degli enti locali, sparito il coraggio di scelte politiche forti.

Ora della Lega rimane solo una stantia e ripetitiva ritualità, un carnevale che dopo qualche anno stanca anche i bambini.

Andrea Civati anche per On The Nord

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Informazioni su andreacivati

Sono nato l’8 gennaio 1986. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Bocconi, lavoro in uno studio legale di Milano. Dal 2011 sono Consigliere Comunale di Varese, tra i più votati candidati del Partito Democratico. Mi occupo di urbanistica, consumo di suolo e trasporto locale. Faccio politica perchè mi piace e perchè detesto l'espressione "sono tutti uguali".

4 thoughts on “Alla Lega rimane solo il dio Po

  1. Bell’articolo. Anche un po’ malinconico, se possibile.
    Ma attenzione, la ditta non è in scioglimento, nonostante le apparenze.
    Quello che serve dunque è una sana concorrenza. Vera però, non finta per prendere i voti e portarli ancora una volta nei frigoriferi dei partiti nazionali custoditi nella grande ghiacciaia gattopardesca romana. Se non ora, quando?
    La parabola bossiana dimostra una cosa in modo inequivocabile: che il futuro della nostra Lombardia e del nostro Veneto non si cambiano da Roma. Si cambiano da qua. Chi va a Roma finisce per corrompersi, prima ancora che nel portafoglio, nell’anima, nelle intenzioni, nelle misure. E chi guarda continuamente a Roma, come fosse comunque l’approdo naturale per qualsiasi movimento o programma, per qualsiasi orizzonte, non riesce a guardare con gli stessi occhi di chi sta qua. Non riesce a “capire”.
    Alex

  2. Tutto ciò non ci sorprende; e non ci sorprende neppure che qualcuno lodi la scelta di Fontana. Sorprende piuttosto che non ci sia una disaffezione di massa dell’elettorato leghista, che invece si frammenta in puristi e corrotti. Il risveglio è sempre duro, e per qualcuno risulta più facile voltarsi sull’altro fianco per continuare tranquillamente a dormire. Il sonno è come una droga però: quando ci si deve svegliare per forza è sempre più dura. Ma attenzione: questo non vale solo per la Lega.

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