Ma dove vai Padania in bicicletta…

Il “Giro della Padania” (o giro del Trota), la corsa ciclistica della Lega partita ieri, viene altamente enfatizzato sul sito dell’evento: “Il primo premio del Giro di Padania raffigura l’uomo-ciclista inserito in un territorio che è quello della Padania. Il sole, forza pura, incombe su di lui, mentre sullo sfondo si innalza il Cervino, vetta naturale simbolo del territorio ma anche obiettivo d’eccellenza per l’uomo-ciclista. Tutt’intorno il grano e l’abbraccio dei Golem, simbolo della comunità che accoglie questo uomo eccezionale“.
Sarà, ma al momento non è il sole, ma sono le nubi nere della crisi a incombere sul Paese, e l’unico “grano” che ci sta intorno è quello dei grandi patrimoni che ancora una volta sfuggono ad essere tassati. Quanto “all’abbraccio dei Golem simbolo della comunità che accoglie“: leggendo le cronache della prima e della seconda tappa non ci pare che la corsa sia stata accolta bene (e diciamolo: si è anche esagerato!).
In ogni caso, dato il momento di crisi, forse era il caso di evitare trovate propagandistiche, i cui costi e disagi magari finiscono per ricadere sui cittadini (servizio d’ordine, strade e traffico bloccati ecc.). Anche se è giusto segnalare che tra gli sponsor della corsa ci sono anche cooperative rosse.
E così mentre la Lega si sollazza in bicicletta, la gente del Nord deve pedalare ancora più duramente, colpita dalle tasse e toccata sulle pensioni (che la Lega tra l’altro aveva promesso di salvaguardare).

P.S. anche per On the Nord

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12 thoughts on “Ma dove vai Padania in bicicletta…

  1. Due osservazioni:
    Prima (quella importante): “i grandi patrimoni che ancora una volta sfuggono dall’essere tassati”; forse è appena il caso di ricordare che lo stato italiano intermedia (e, per ampie percentuali, spreca, magari regalando direttamente alle mafie meridionali) la metà del PIL. I grandi patrimoni, così come quelli piccoli e medi, del resto, sono già tassati, e tanto. La sinistra vuole a tutti i costi aumentare il prelievo fiscale? Basta dirlo, però chiaramente. PD = Partito delle tasse. Io non volevo più tornare a votare, ma se proprio si vuole che tutti gli elettori di centrodestra disgustati dall’incapacità berlusconiana di abbassarle per davvero, le tasse, abbiano un motivo per andare di nuovo a mettere quella cazzo di croce su quel cazzo di simbolo e associati, va bene, basta dirlo.
    Tagliare il numero mostruoso di dipendenti pubblici assunti al Sud per pure clientele? Ma quando mai… Tagliare per davvero i flussi assistenziali prelevati in LoVe (LombardoVeneto, per chi abbia seguito le chiacchiere piddinordiste degli ultimi anni) per tenere in piedi gli enti pubblici dissestati del Sud? Ma quando mai…
    Tasse tasse tasse, patrimoniali e ancora tasse. E vabeh, avanti così verso il disastro.
    Seconda (e secondaria) osservazione: dunque, la Lega non avrebbe dovuto fare il suo “giro”, invece tutta la retorica patriottarda e nazionalfascista sui 150 anni, a spese dei contribuenti, quella sì, naturalmente. Qualunque cosa faccia la Lega (partito di cui mi sono più volte augurato la pronta scomparsa, peraltro) è merda; e ovviamente tutti i mali del mondo dipendono dalla Lega. Mi chiedo cosa sarebbe successo se il segretario di una sezione comunale della Lega avesse avuto l’ardire di interrompere, che so, una manifestazione pubblica pro-immigrati.
    Se la capacità di giudizio che va diffondendosi a sinistra è questa, si va verso imprevedibili break-out.

    • Alex, i 150 anni d’Italia riguardano una nazione, la sua storia e tutti gli italiani; la Padania è una cosa che non esiste né è mai esistita e riguarda i capricci di un gruppuscolo di esaltati

      • http://archiviostorico.corriere.it/1996/settembre/12/Fanti_Padania_inventammo_noi_anni_co_8_9609123541.shtml
        Aggiungo che qualsiasi libreria emiliana strabocca di volumi di argomento geografico (e dintorni) che fanno riferimento alla Padania, che non è un copyright di Via Bellerio.
        Aggiungo che nel 1992, ben prima che il “gruppuscolo di esaltati” (bah…) ne facesse un uso prettamente politico-programmatico, uscì in edicola per parecchi mesi un periodico denominato, guarda un po’, “Padania”.
        Potrei continuare a lungo, molto a lungo, ma mi astengo per carità di patria (padana, e pure italiana, visto che la negazione della Padania è il peggior servizio che si possa fare alla permanenza in vita dell’Entità Geografica aka Italia).

        Sono anni e anni che non festeggio il 15 settembre. Considerazioni come le tue mi tentano. Ma continuerò ad astenermi.
        Comunque, per parafrasare un motto tanto in voga quando le guerre erano brutte e cattive perchè le faceva Bush e non sant’Obama… 150 anni? Not in my name.

      • Ah, dimenticavo…
        La Padania non esisterà (sì, ciao), ma la grana padana (non il Grana Padano) va sempre molto di moda in quel di Roma e dintorni.
        Chiamiamo pure la Lombardia -esiste, almeno lei, o ci siamo tutti fatti un trippone della madonna?- “Lazio subalpino”. Sempre la secessione ci vuole.
        Per la secessione del Lazio Subalpino dallo stato italiano, per la costruzione di una Repubblica Lazialsubalpina indipendente nell’ambito dell’Unione Europea.
        Va bene così?

      • Ma chissenefrega se la Padania esiste o non esiste.
        La corsa è disegnata bene, ma è una corsa di propaganda ad un partito che è finanziata e riconosciuta dalle istituzioni pubbliche.
        Questo non va bene in Italia, in Padania e in qualsiasi altro stato democratico.

  2. Io penso che la Lega sia nata per venire in contro allo scontento di una massiccia parte della popolazione lombardo/veneta, ma anche del nord in generale diciamo, e all’inizio aveva trovato la sua ragion d’essere per fondati motivi; ma anche a causa dei fanatismi che ne seguirono, oltre che alla proverbiale pochezza che accomuna tutti o comunque gran parte dei dirigenti politici, si è trasformata nella tragica barzelletta che tutti conosciamo e che viene presa sul serio solo da chi quel fanatismo non lo ha ancora abbandonato. Se Bossi non si fosse rivelato per quello che è, ma avesse continuato su un sentiero di coerenza con i motivi che portarono alla nascita della Lega, scalzando i fanatici anche a costo di un minor consenso elettorale, non escludo che anche io avrei potuto averne una certa stima. Purtroppo la storia è andata altrimenti.

    • Potrei anche seguirti nel tuo ragionamento, il problema è che basta leggere questo articolo ( http://www.corriere.it/politica/11_settembre_07/padania-giro-basso-aggredito_6c1dfdfc-d956-11e0-91da-5052c8bbe100.shtml ) per rendersi conto che i fanatici stanno da un’altra parte.
      Ormai è di tutta evidenza che l’emergenza democratica è data da chi usa la violenza per imporre il proprio pensiero. Ferrero dovrebbe vergognarsi, e con lui tutti i suoi sodali. Provo schifo per queste gesta barbariche che non hanno nulla a che vedere con il libero diritto di manifestare il proprio pensiero.
      Io lo ripeto, e spero che non venga il giorno in cui bisognerà dire “l’avevo detto”: questi sono prodromi di una guerra civile.
      Sono disgustato.

      • Su questo sono d’accordo con te, e l’ho anche scritto nel post. Oltretutto è organizzata dalla Federazione ciclistica italiana e sponsorizzata da cooperative rosse: se Ferrero fosse coerente potrebbe pensare anche ad un loro boicottaggio

  3. @Alex: un conto è parlare di fare un’associazione di regioni o di una zona geografica (della pianura Padana non nego l’esistenza), un conto è inventare concetti di storia e patria come ne fa la Lega. E cmq, proprio l’articolo che mi hai segnalato conclude:
    “La nostra non era una concezione secessionista . ha rilevato Fanti . ma al contrario un potenziamento delle autonomie regionali”.
    Più chiaro di così…

    • Per quanto riguarda le intenzioni di Fanti, ognuno ha le proprie. Anche in relazione al Tibet ci sono secessionisti e autonomisti, nondimeno il Tibet esiste.
      Quanto alla patria, non è forse proprio la tanto invocata storia italica a ricordare le difficoltà patite da coloro che in altri tempi volevano essere italiani mentre altri li volevano sudditi austriaci o spagnoli o francesi?
      Ti invito a leggere “Nazione cos’è”, di Ernest Renan, poi ridiscutiamo sul concetto di “patria”. E ti rispondo con le parole di Sergio Salvi: “L’Italia non esiste”.
      Quanto infine alla storia, la Lega ha solo riletto la storia, non inventato nulla. Semmai ad inventare è stato il fascismo, che ancora costituisce il pilastro dell’educazione nazionale, trasfigurando il ruolo di Roma secondo i canoni del nazionalismo ottocentesco (e pure razzista).

      Comunque noto con dispiacere che ti fa paura il termine Padania. Non è sintomo di una visione laica della realtà, se permetti.

      • No guarda, il termine Padania non mi fa paura. In bocca alla Lega mi fa semmai sorridere. Poi l’ho già detto in questo blog: un giorno il corso della storia deciderà altrimenti e il popolo del Nord deciderà autonomamente e in maggioranza assoluta una sua indipendenza? Non credo che accadrà mai, ma dovesse succedere me ne farò una ragione e mi adeguerò. E se non dovesse proprio andarmi bene, mi rassegnerò o toglierò le tende. Ma ripeto: non penso proprio si arriverà mai a questo

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