Giovedì è il grande giorno, preparatevi!

Credo che vi sia poco altro da aggiungere su quanto la Lega abbia esaurito tutti i possibili argomenti e su quanto i suoi leader continuino a cercare di prendere in giro il proprio elettorato (che, intanto, ha iniziato a reagire). Però, ogniqualvolta mi capita di leggere un titolo del genere (Padania di stamattina), muoio dalla voglia di ritagliarlo:

Sono parole di Bossi.
Ora io dico: sono passati 20 anni e della secessione, grazie a Dio, non c’è traccia.
Il federalismo avrebbe dovuto essere il primo passo in quella direzione, ma ogni volta sostieni di non averlo afferrato per questione di centimetri.La_prossima_volta_però_lo_porteremo_a_casa, dici.
E ti ostini a continuare in questa direzione, Umberto, poiché sostieni che la Padania sarà l’approdo naturale all’imminente svolta storica che porterà il sistema in crisi, ma poi aggiungi che tutto ciò non avverrà domani, ma dopodomani sì.
Preparo lo champagne per giovedì, allora.
Cercheranno tutti di stare su di giri apprendendo da te, che in questo sei davvero maestro.

Pietro Raffa anche per On The Nord

Annunci

10 thoughts on “Giovedì è il grande giorno, preparatevi!

  1. A parte l’inspiegabile “grazie a dio”, il punto è che il federalismo è esattamente il contrario della secessione: il primo infatti è un processo che tende a costruire coesione tra territori, la seconda a dividerli.

    Ho sempre ritenuto allucinante che la Lega abbia potuto sostenere la prima e subito dopo il secondo (perché il punto sembra essere la cadrega e non i contenuti politici) e pure che gli avversari della Lega – specularmente identici alla Lega stessa – opporsi alla prima e subito dopo al secondo (perché iul punto è opporsi alla Lega e non ai contenuti della Lega sempre per ragioni di cadrega, evidentemente).

    Continuo a pensare che non abbia alcun senso unire questo paese, nonostante 150 anni di tentativi. E che i fatti si occuperanno di dimostrarlo o con un declino complessivo (peraltro già avviato) o con una secessione più o meno cruenta. Evitare il declino, così come evitare le immani sofferenze di un processo di secessione cruenta sarebbe compito della Politica e sarebbe perfettamente coerente con un programma realmente di sinistra, capace di rappresentare gli interessi dei produttori e non dei parassiti. Ma mi pare che a sinistra si siano scelti come referenti sociali ormai da tempo i secondi. Peccato.

    daniele,milano

      • Bassolino, Loiero, Lombardo li rubrichiamo alla voce “nemici delle mafie” forse?
        E perchè Bersani adesso DICE che la Chiesa deve pagare l’ICI ma non l’ha FATTO quando architettava le manovre fiscali ammazza-autonomi nel 2007? Vogliamo dire poi una parolina sul regime fiscale di favore per le cooperative? quelle grandi che partecipano agli appalti pubblici Sesto-Style o che fanno i Centri commerciali in regime di monopolio nelle Repubbliche Rosse, così come quelle piccole che sfruttano i lavoratori e i meccanismi di terziarizzazione del pubblico impiego nei comuni virtuosi del Nord -al Sud assumono direttamente spazzini finti-? Facile non evadere quando paghi tasse da ridere.
        Sulle cricche, la scelta sarebbe ampia, a cominciare dai sindacati.
        Il nodo è gordiano, la soluzione alessandrina ( http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7d/Watchmen_Smiley.svg )

      • A me pare che siano stati molto di più i governi di centrosinistra a) a regalare patrimonio pubblico ai soliti 4 grandi capitalisti parassitari (da Autostrade a Telecom, per intenderci); b) a introdure la precarietà del lavoro (ai tempi di Treu si usava dire “flessibilità”, in piena coerenza con Confindustria); c) a smantellare l’equo canone senza creare alcun meccanismo alternativo che non escludesse dal diritto alla casa soprattutto i giovani; d) a riformare per primi le pensioni (Dini) introducendo il contributivo senza pensare che chi come un co.co.co. che per definizione non ha continuità di lavoro non può cumulare versamenti sufficienti a garantirsi una pensione dignitosa; e) a massacrare gli autonomi e le pmi (Visco) con provvedimenti oggettivamente vessatori e talvolta costruiti solo epr favorire le banche (p.es. obbligo del doppio cc) f) a governare enti locali di esemplare sperpero di risorse pubbliche dalla Calabria (Loiero) dei forestali alla Napoli (Bassolino) dei rifiuti, dal Lazio del mostruoso debito sanitario alla Roma (Rutlli e Veltroni) dell’altrettanto mostruoso debito, dalla Puglia (Vendola) dell’acquedotto che perde il 50,3% dell’acqua che trasporta (contro meno del 10% di quello di Millano), fino a trovare persino il modo di appoggiare (parte del PD) Lombardo in Sicilia.

        Che poi anche la destra abbia preso provvedimenti a favore dei ricchi e dei padroni è naturalmente vero. Si dà però il caso che questo sia storicamente el sö mestè, dunque – per quanto possa farmi schifo – non ci vedo nulla di scandaloso.

        daniele,milano

  2. @Alessandro: sull’Ici veramente Bersani dice che la Chiesa deve pagarla sulle strutture commerciali e non di culto, cioè quello che la legge già adesso prescrive. Il punto è che, come ha detto lui, bisogna fare i controlli per verificare dove effettivamente una struttura è commerciale e poco adibita al culto.

    • Sì, ma Alessandro mi sembra ponga un’altra questione: perché queste trovate geniali non sono state adottate dal PD quando il PD governava, anziché essere tenute in saccoccia per blaterarle dai banchi dell’oppozione?

      Adesso tutti nel PD parlano dello “scandalo” della precarietà del lavoro, ma dov’erano questi filantropi quando Treu, mica Berlsuconi, varava il suo pacchetto con la nascita dei co.co.co. ai quali spettava di versare un contributo previdenziale del 10% (4% a carico del datore e 6% a carico del alvoratore) che è come condannarli a non avere pensione? Perché ai tempi c’era qualcuno che ne parlava: erano i centri sociali e la FIOM, ma venivano tacciati dall’allora “sinistra” (mica solo da Berlusconi) di essere dei vetero comunisti, mentre la “sinistra di governo” aveva capito tutto, era “moderna”, “liberale” e anche “liberista”, a favore delle “liberalizzazioni”, delle “privatizzazioni”, del “mercato” e, appunto, della “flessibilità”. Una trafila di stronzate che posizionava quei governi virtualmente di sinistra più a destra dei neo-conservatori americani, con l’aggravenate che almeno negli Usa la competizione è reale e feroce, mentre qui il corporativismo non ha mai smesso di esser in auge e la competizione la si fa valere solo fra gli straccioni nella guerra tra poveri.

      Altro esempio: ora si tassano le rendite finanziarie al 20% e lo fa persino il governo Berlusconi. Bene, il centrosinistra è stato al governo nei due momenti di massimo dei corsi di Borsa degli ultimi 20 anni (fine anni ’90 nascita della bolla della new-economy) e 2006 (massimod ella bolla immobiliare e dei derivati). Ma perché non l’hanno portata loro al 20% la tasa sulle rendite finanziarie in quel momento anziché arrivare a oggi, momento nel quale, tra l’altro, tassare quelle rendite può avere effetti devastanti sulla già precarie condizioni della Borsa? Forse quei governi avevano un qualche suggeritore nelle stanze di Glodman Sachs (Draghi, epr non fare nomi), oltre che in quelle di viale dell’Astronomia? E ‘sta gente viene oggi a fare la morale? Mah…

      daniele,milano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...