Umberto Bossi, il fine analista

L’Irlanda faceva le padelle e la Grecia non faceva un cazzo, il nostro sud non faceva un cazzo come la Grecia.

Umberto Bossi, ministro per le Riforme Istituzionali e fine analista, membro di quella classe dirigente che governa da venti anni questo Paese, e che dovrebbe tirarci fuori dal guaio in cui ci troviamo.

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3 thoughts on “Umberto Bossi, il fine analista

  1. Starei attento a non confondere la forma con la sostanza o, peggio, a ocuparsi silo della prima senza guardare alla seconda, rischiando di fare la fine dei critici di bon ton anziché fare cronaca politica ragionata. Peraltro sarebbe interessante leggere anche il contesto entro cui Bossi avrebbe pronunciato la frase, altrimenti è un po’ complicato coglierne il senso, ammesso che ci sia.

    Il linguaggio non è certo dei più raffinati, pazienza. Però in quelle 2 righe c’è uno dei nodi principali della crisi e anche uno dei nodi principali di questo disgraziato paese.

    Il nodo è la proliferazione ipertrofica della “economia di carta”, supportata da trucchetti più o meno artificiosi per gondiare la crescita (il taroccamento dei conti pubblici greci, l’esplosione a debito dell’immobiliare della Spagna, la disintegrazioen dello stato sociale in Irlanda), a fronte di un’economia reale inesistente o comunque debole, insomma il “main street versus wall street” come dicono alcuni, più raffinati ma noin necessariamente più profondi nell’analisi.

    Qualcuno si legga Zingales sul Sole di ieri. Dice una cosa semplicissima: “seppelliamo l’idea di moneta unica prima che la moneta unica seppellisca l’idea di Europa”. Una conclusione cui Zingales arriva analizzando i motivi per i quali è sostanzialmente impossibile (politicamente prima ancora che economicamente) salvare l’Italia dall’attacco della speculazione. Innazitutto perché l’Europa (cioè la Germania) non potrebbe mai acconsentire a un sostanziale trasferimento di enormi risorse dai lavoratori tedeschi all’Italia per salvare i ricchi italiani da una patrimoniale.
    Dunque, spacare l’euro, cone Germania e paesi del Nord Europa che si fanno un Nord-Euro e i periferici con una moneta molto piùà debole e svalutabile (in questo ricalcando la libertà della?UK di disporre del potere di stampare moneta).

    L’Italia in questo ragionamento – anche se Zingales non lo dice – è un caso a parte, perché è l’unico paese d’Europa che presenta al suo interno aree con differenziali di sviluppo così alti con un Nord sostanzialmente allineato alla Germania e un Mezzogliorno allineatoi a Grecia e Portogallo. Il problema del Mezzogiorno (e dunque dell’Intera Italia) è che dispone di un’economia fondamentalmente di assistenza: non produce niente o quasi (Bossi dice “non fa un cazzo”, e il senso è precisamente questo), esattamente come la Grecia. Infatti il reddito pro capite di quell’area è inferiore a quello greco. Il Nord, al contrario, può contare su un’economia reale (industriale) forte e in buona parte assimilabile a quella della Germania: qualcuno ha visto gli ultimi i dati sull’export italiano? + 17%! Considerando che oltre il 70% dell’export italiano è fatto dal Nord, quando si parla di export si parla di Nord Italia, non del resto.

    E allora, se mai la soluzione che Zingales propone da tempo dovesse prendere forma (e in Germania le spinte in quella direzione sono forti, a partire dalla posizone di autorevoli esponendi della BDI, la Confindustria tedesca), come possiamo spiegare al Nord Italia che deve uscire dall’euro finendo assimilate all Grecia, al Portogallo e alla Spagna, anziché restare saldamente ancorato alla Germania e alle aree forti dell’Europa, come meriterebbe per le caratteristiche dalla sua econima?

    Bossi di fatto ripropone su scala nazionale la stessa problematica che si sta producendo a livello europeo: se i tedeschi non sono disponibili ad andare oltre un certo limite nel fornire risorse per i salvataggi dei paesi periferici (e si tratta, come dice Zingales che non è certe un leghista, di “asssitenza”, non di “solidarietà”), perché i lomabrdi i veneti o gli emiliani dovrebbero continuare a essere saccheggiati (come dice Ricolfi, che è del PD, non della Lega) per salvare un Mezzogiorno che “non produce un cazzo”?.

    Questo mi sembra il punto, al di là delle dotte e borghesi disquisizioni salottiere sul linguaggio e le parolacce che lasciano un po’ il tempo che trovano.

    daniele,milano

    • Perfetto.
      Aggiungo: Dio stramaledica il provincialismo, la vigliaccheria, il servilismo e il selfhate lombardi. Senza di essi, saremmo già liberi dall’Entità Geografica e dal Lazio-Mezzogiorno parassiti. Noi che non abbiamo debiti sanitari, non abbiamo debiti pensionistici, abbiamo il residuo fiscale più alto d’Europa e via dicendo. Insomma, noi che manteniamo la baracca e in cambio ci prendiamo i calci in culo. E ci facciamo da soli la morale (“e non siamo egoisti, e bisogna aiutare questo e quell’altro, e che cattivi che siamo, e che inquinatori che siamo”… e vaffanculo, dico io, così mi allineo al post).
      Con estremo rammarico e crescente rancore, saluto cordialmente, Alex

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