La società multiculturale che già c’è

Che la società multiculturale faccia o non faccia schifo, giusto per rimanere sul pezzo, poco importa. Quel che importa è che la società multiculturale è un dato di fatto, e come tale va trattato. Veneto Lavoro ha presentato alcune cifre che lo dimostrano:

Nel 2010 infatti un quinto dei bambini nati negli ospedali veneti è figlio di immigrati e, se si contano anche quelli che hanno ottenuto la cittadinanza sposando un italiano, la quota dei neonati con almeno un genitore straniero sale a un terzo del totale dei circa 45 mila veneti venuti alla luce l’anno scorso.

Bruno Anastasia, di Veneto Lavoro, ha spiegato che si tratta di un fenomeno che si consolida sempre di più e che risulta essere perfettamente in linea con il resto dei paesi europei.

Da poco meno di 30 mila all’inizio degli anni Novanta, gli stranieri regolari sono arrivati a 600 mila e potranno superare la cifra di due milioni – tra quelli di origine straniera ormai naturalizzati e i nuovi arrivi – prima del 2030. E se tra meno di vent’anni i veneti potrebbero dunque essere per un terzo uomini e donne di origine non italiana – capaci comunque di parlare dialetto – oggi i lavoratori stranieri sono 230 mila, poco più dell’10 per cento della popolazione attiva totale.

E’ interessante, infine, il cambio di vedute dell’assessore ai flussi migratori della regione Veneto, Daniele Stival, che è passato dall’idea di usare il mitra per fermare nuovi sbarchi a dichiarare che la regione deve attivarsi per dare sostegno alle famiglie extracomunitarie che mandano i propri figli a scuola.

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3 thoughts on “La società multiculturale che già c’è

  1. I dati che riporti sono significativi, molto più della propaganda xenofoba dei leghisti. Io penso però ci sia una differenza fra società multirazziale e società multiculturale: è importante garantire libertà di culto ma contemporaneamente assicurare che certe forme culturali non ledano i principi liberaldemocratici, spesso frutto di dure lotte. Penso ad esempio alla tutela della donna di fronte a pratiche come l’infibulazione. O a questa notizia di una ragazza pakistana istigata al suicidio perchè rifiutava un matrimonio combinato: http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2011/23-luglio-2011/ragazza-pakistana-tenta-suicidio-non-subire-nozze-combinate-1901154140569.shtml

    • L’ho trovata interessante, anche se penso che l’autore abbia pure lui i suoi bei pregiudizi (sbagliati; ce ne sono anche di “giusti”, gnoseologicamente parlando). Ad esempio quando ritiene che si possa parlare con tutti tranne che con i leghisti. Ma chi l’ha detto? Sono stato in Lega dal 1990 al 2003 circa e ho sempre coltivato idee di fatto libertarians, anche prima di conoscere questa corrente di pensiero americana. E come me ho trovato tantissimi militanti, alcuni che oggi sono persone molto molto importanti in ambito culturale, con idee dello stesso tipo. Sì, è vero, oggi queste persone non sono più in Lega e come loro tante altre, ma ciò non significa che la Lega sia fatta di nazisti. E poi l’errore in cui cadono molte persone ancora (parlo per esperienza personale frequentando il blog di Civati, mi riferisco però non a lui quanto a parecchi lettori) è quello di fare di tutta l’erba un fascio. O un Fascio, fate voi…
      Parli di certe tematiche e sei subito un leghista pricopatico ignorante rozzo e chi più ne ha più ne metta.

      Comunque, scusate lo sfogo, la discussione in corso è molto interessante 🙂

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