Ronde a Varese: un miglioramento epocale

Il Sindaco Fontana si dice contento del servizio fornito dalle ronde varesine:

«La sicurezza nella nostra città è molto migliorata grazie ai patti della sicurezza e grazie ai volontari voluti dal ministro Maroni che pattugliano le strade di Varese»

Di cosa si parla? Venti persone (forse) che presidiano poche strade della città un pomeriggio e una sera (non sempre) alla settimana.
Un cambio epocale, in effetti. Sono grandi soddisfazioni.

Il Sindaco precisa che “meglio poco che nulla, giusto?”. Un concetto logicamente ineccepibile, amministrativamente fallimentare in prospettiva.

Vorrei capire, infatti, quale sia il progetto di sicurezza in cui il Comune si muove.
Per mesi interi pagine e pagine di giornali locali e nazionali sono state monopolizzate dal ruolo “salvifico” che questa iniziativa avrebbe avuto per il Paese e per la nostra città.
La realtà mostra invece che questa battaglia leghista rimane nel piano della propaganda e i risultati lo dimostrano. A Varese i risultati sono miseri, altrove sono nulli.

L’unico messaggio che passa è che la sicurezza è un settore dove il cittadino può “fare da solo”. Un principio evidentemente pericoloso. L’ennesimo caso in cui la Lega afferma un’identità (culturale) piuttosto che una soluzione ai problemi delle persone.

Da tempo dico che la sicurezza, invece, è materia che va trattata in un’ottica di lungo periodo, con progetti ragionati in cui le istituzioni si muovono insieme.
Parlo, ad esempio, di forme di coinvolgimento dei cittadini, di gestione delle dinamiche dei quartieri, di iniziative di integrazione e compartecipazione, di controllo del degrado architettonico ed urbanistico.
Per questo credo che la progettazione urbanistica assuma un ruolo fondamentale nella pianificazione della sicurezza.

La sola filosofia della “repressione e controllo” non possono bastare per rendere una città veramente “sicura”. Buonista? Per niente: realista piuttosto.

Andrea Civati – anche – per On the Nord.

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Informazioni su andreacivati

Sono nato l’8 gennaio 1986. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Bocconi, lavoro in uno studio legale di Milano. Dal 2011 sono Consigliere Comunale di Varese, tra i più votati candidati del Partito Democratico. Mi occupo di urbanistica, consumo di suolo e trasporto locale. Faccio politica perchè mi piace e perchè detesto l'espressione "sono tutti uguali".

9 thoughts on “Ronde a Varese: un miglioramento epocale

  1. OT.
    Capisco che sia avvincente discettare di ronde e scrivanie monzesi. Segnalo però mestamente che in giro si sta parlando di possibile default USA, un tema certo meno cruciale per l’elevatissimo dibattito che anima il Nord Italia, ma forse non così irrilevante per la realtà-reale del Nord Italia (e non solo).

    daniele,milano

    • Han messo lo stesso commento su Ciwati… 🙂
      In effetti anche il “libretto arancione” mi sembra dia troppo spazio alla politica politicienne, e troppo poco all’analisi delle problematiche concrete. Ma può essere che sia solo un primo passo. Comunque Ciwati oggi rivendicava in un suo post proprio l’importanza di continuare a dibattere sulle forme della politica. Credo che si continuerà a parlare troppo di ronde e scrivanie monzesi e troppo poco dei problemi che stanno a monte.

      • uff.
        di civati potete andare a parlare nel blog di civati.
        questo blog riguarda il nord italia, e finché sono notizie dal nord italia, vanno bene.
        ci sono appunto tanti altri blog che parlano del default (che poi non è default) USA.

  2. @ Valerio
    Civati fa parte integrante del Nord Italia, fino a prova contraria. E non in un ruolo marginale, al contrario. Altrimenti in questo blog non bisognerebbe parlare nemmeno di Borghezio (almeno quando parla di Norvegia e di scontro di civiltà, tematiche un po’ più generali rispetto allo specifico del Nord Italia).
    Quanto al default USA (che giustamente non è default) è argomento di finanza, vero, ma cosa non è finanza oggi?
    Dài Valerio, non fare il polemico a tutti i costi…

    • Dai, ve lo dico a voi.
      Cioé sti pori ragazzi fanno un blog, pubblicano notizie. E invece di commentare subito parte l’off topic con cui si risponde con un altro off topic, senza alcun collegamento.con l’articolo proposto.
      Se vi sembrano tanto importanti i vostri argomenti, invece di commentare OT, scrivete un post, che tanto ve lo pubblicano.

      • Qui invece non condivido, perchè l’OT di Dan è stato puramente episodico (commentiamo sempre In Topic) e riguarda una questione importante.

  3. @Ale: sono d’accordo con te. La motivazione di Daniele è importante. Così importante che se fossi al governo mi occuperei essenzialmente di questo, anziché stare a spostare scrivanie per l’Italia. Purtroppo però, io (come altri che scrivono qui) sono un semplice blogger che, come dice Valerio, si limita a pubblicare notizie.

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