Passaggio a Nord-Est (7) – Prima ti ignorano, poi…

ti deridono,

poi ti combattono.

Poi vinci.

(Mahatma Gandhi)

E fai la secessione, si spera.

(Alessandro Storti)

Una cosa è certa. VenetoStato dà a dir poco molto fastidio, in quelle terre serenissime che la Lega Nord, dal punto di vista elettorale, e lo Stato italiano, da quello statuale, pensavano di aver fatto proprie ad aeternum. “Non si disturbino i manovratori”, come si dice (distürba minga el manegiòn, per dirla in lombardo occidentale maccheronico ma sufficientemente chiaro, crediamo…)

Peccato (per loro) che il manovratore, in questo caso, sia ormai diventato il lato oscuro -ma salutare- della forza del mercato globale. Quello che, settimana dopo settimana, decreta pubblicamente all’universo mondo lo stato di crisi delle finanze pubbliche italiane, divorate da una casta politico-partitica tanto ingorda quanto controproducente e da un vastissimo ceto di dipendenti pubblici, in larga prevalenza formato da cittadini meridionali, che costa tantissimo, produce ben poco e ostacola spesso e volentieri il sistema produttivo e che, proprio per questi motivi, andrebbe ridotto a dimensioni molto meno mostruose.

Che la forza sia con voi

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24 thoughts on “Passaggio a Nord-Est (7) – Prima ti ignorano, poi…

  1. Ma dai. E’ chiaro che il questore si sta riferendo agli ammiratori e ai seguaci della pnv.
    Cioè questa, polisia nasionale veneta:

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/6-novembre-2009/polisia-veneta-voleva-fare-imboscata-zaia-1601970195187.shtml

    Busato dovrebbe saperlo, dato che nel corso di quell’inchiesta gli hanno perquisito la sede di partito.
    Ma forse pensano sia tutta una macchinazione dei servizi segreti italiani, un po’ come pensava Bossi con i tipi del Campanile…

    • La tua osservazione potrebbe essere pertinente, però tieni conto che VenetoStato proprio nelle scorse settimane ha lanciato una campagna informativa e di presidi sulla tassa provinciale. E ovviamente VenetoStato, sia in termini quantitativi che qualitativi, è il fulcro dell’indipendentismo veneto, specialmente a Treviso. Insomma, 2+2…
      Quindi, tirando le somme, chi ha mandato la busta potrebbe appartenere all’ambito che hai segnalato, ma chi viene colpito del comunicato del questore è il partito indipendentista. E quindi il questore faceva bene a starsene zitto, invece di entrare a gamba tesa in un contesto articolato dove è facile equivocare da parte del cittadino meno informato. Mica tutti leggono OnTheNord eh 🙂

      • Non credo che il questore pensi a Pizzati che manda lettere minatorie con l’intestazione della Ca’Foscari.
        Ci sono molti movimenti indiepndentisti, quali la LIFE, MLNV, APV; Polisia Veneta, ecc., ecc.. Quanti militanti ha VenetoStato? Meno di un centinaio, di cui alcuni sicuramente hanno avuto contatti con queste organizzazioni o ne hanno fatto parte (son sempre gli stessi che girano).
        Il questore non sta lì a fare tante differenze.

  2. @ Pino

    Ho letto. Che la vicenda sia sconcertante siamo d’accordo. Mi permetto però di sollevare un dubbio, sicuramente fastidioso e un po’ imbarazzante, lo riconosco, però sarebbe opportuno scioglierlo. E lo dico proprio sulla base dei j’accuse come quelli del sito in questione, che hanno subito spostato la questione sull’aspetto territoriale e culturale (“Ecco, anche il Veneto è come il Sud”… ecc. ecc.)
    Il dubbio è questo: quanti dei dipendenti inquisiti sono “effettivamente” veneti e quanti, invece, sono cittadini del Sud vincitori di concorso e trasferiti a Rovigo per mere ragioni di lavoro?
    Sia chiaro, io ritengo Lombardo o Veneto anche l’ultimo Mohammed arrivato l’altro giorno, perchè per me vale il principio della cittadinanza regionale, ovvero della residenza anagrafica. Però, visto che alcuni ne fanno una questione di “tradizione culturale” uguale ovunque, allora sarebbe giusto capire se il vizio dell’assenteismo sia, diciamo così, effettivamente autoctono, o se sia d’importazione. Considerato anche il fatto che, come noto, nella P.A. del Nord la maggior parte dei dipendenti è comunque proveniente dal Sud…

    Ripeto, la questione è fastidiosa, ma nondimeno utile per capire. Se poi viene fuori che son tutti rodigini “doc”, sarò il primo a dirgli: vergogna!
    Cordialmente,
    Alex

    • E poi uno si domanda perché il questore di Treviso accusa gli indipendentisti dei proiettili a Muraro…
      Quello che scrive il tizio è completamnete condivisibile. Ma i commenti…

      • Il bello è che questo Serafini per avere avuto la testardaggine di rispondere in veneto al prof (essere stato poi sospeso) ha fatto la figura del chiuso mentalmente invece è tutt’altro che arroccato nel suo “castello”, i commenti danno l’idea del profilo culturale dei sostenitori.

        Non so come Lodovico Pizzati possa stare in mezzo a individui simili…..e il bello è che dovevano essere l’alternativa alla lega!

        Altro che indipendenza, w il FEDERALISMO! unire le diversità senza uniformarle artificiosamente! c’è qualcuno che politicamente può raccogliere tutto ciò? ….mah.

      • Molto testardo, ma non chiuso. Ma la testardaggine è veneta.
        Tra i commenti c’è molta marmaglia. Tanti Borghezi frustrati.
        Ai tempi del PNV ce n’era molta di meno.

    • Ahi, ahi, ahi.
      La lettera è stata tolta dal sito di venetostato
      gli indipendentisti “parché lo stato italian descrimina i Veneti, la Venetia no descriminarà nisun” hanno perso contro gli indipendetisti “parché lo stato italian descrimina i Veneti, la Venetia ciaparà el so posto”.
      il pnv ha fatto un brutto affare ad associarsi ai rifiuti della lega…

  3. @ Luca

    Sei una persona intelligente, non cadermi nell’imbroglio retorico del dire “altro che indipendenza” solo perchè hai letto i commenti fuori luogo di alcuni internauti venetisti.
    L’indipendenza è un progetto politico, valutabile di per sè a prescindere da chi se ne faccia interprete, altrimenti l’unità italiana andrebbe automaticamente buttata nel cestino viste le facce (e le storie…) di chi se ne fa alfiere in parlamento. Dài, su, un po’ più di lucidità.
    Con amicizia,
    Alex

    • Con “altro che indipendenza” intendo : questi individui non hanno minimamente alcuna motivazione “degna” per reclamare l’indipendenza.
      Secondo me in VenetoStato dovrebbero avere un piano comune dato che mi sembra che ci sia chi vuole uno stato etico dove la pura razza veneta possa vivere liberamente e chi invece sogna un Veneto cosmopolita e aperto, uno stato organizzato, un laboratorio politico “di livello” e qualche” baucotto” che sogna la Serenissima (ah ah ah).
      Tante anime….
      e poi in veneti di oggi non sono all’altezza….basta guardare la classe politica che votano.

      • Capisco quello che vuoi dire, ma credo che in VenetoStato, pur con tutte le contraddizioni e le difficoltà del caso, stiano dimostrando di saper dibattere a viso aperto su tematiche ostiche. E ti dico che io sono per le differenze anche all’interno dei partiti, perchè sono il sale della democrazia e perchè stimolano a confrontarsi sui problemi concreti. L’immigrazione è la sfida più grande per la nostra società occidentale da molti decenni (secoli?) a questa parte (a confronto la prima guerra mondiale è stata quasi una piccola cosa, se mi consenti la provocazione). E si tratta di una sfida sia che la si veda negativamente sia che la si veda positivamente, perchè tutti siamo chiamati a confrontarci con milioni di persone da noi “diverse” per usi, costumi, mentalità, cultura, fede, lingua (a confronto la vecchia questione del colore della pelle è una minchiata…).
        Con questo voglio dire che, a fronte di alcune limitate posizioni nettamente negative, ve ne sono molte, critiche o problematiche, che meritano rispetto. Io la vedo più come Serafini, per certi aspetti, ma non possiamo non riconoscere piena “cittadinanza di pensiero” a chi, ad esempio, è molto critico verso l’Islam. Io guardo con simpatia (cioè con empatia) quelli che chiamo “nuovi lombardi” o, provocatoriamente, “lombardi non italiani”, ma sono molto preoccupato per il ruolo delle comunità di credenti islamici nelle nostre società.
        Sono sfide, lo ripeto, e penso che si debba riconoscere dignità al dibattito che si sta svolgendo in VenetoStato su questi temi. Magari sarà condotto in modo improvvisato, tipico di una realtà partitica di piccole dimensione e abituata ai tempi rapidi e un po’ sincopati della piazza virtuale internettiana. Però io ci vedo più lati positivi che negativi. Può essere che io sia un sognatore, sia chiaro.

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