Passaggio a Nord-Est (6) – Amare verità

Ne parla il Prof. Luca Ricolfi, autore del celeberrimo volume “Il sacco del Nord”, in un’intervista rilasciata a Paolo Stefanini de Linkiesta.

Ecco in sintesi l’agghiacciante e disarmante punto cruciale del ragionamento di Ricolfi, che dimostra perchè nessun ulteriore aumento della tassazione può essere sostenibile per le Regioni padane:

[…] se si controlla quale parte d’Italia cresce e quale no, si scopre una cosa  imprevista. Il Nord, il beato Nord, in cui tutto funziona bene, dove il tasso  d’occupazione è alto, ecco… cresce meno del Sud! […] Se si prendono le statistiche degli ultimi 15 anni e si calcola la dinamica del  Pil pro capite, questo dato risulta evidente.

[…] Noi abbiamo sempre detto: «Ci sono 15 ambiti su cui siamo indietro, e dobbiamo  intervenire su tutti e 15». Ma se i fattori che vengono sempre citati sono  quelli, dovremmo osservare che il Sud va molto peggio del Nord, perché la  Giustizia funziona molto meno bene, i servizi sociali sono in uno stato pietoso,  la dotazione infrastrutturale è molto inferiore a quella del Nord.

Stefanini: Ma allora come è possibile che il Sud cresca più del Nord, in termini di  velocità di crescita del Pil pro capite?

[…] Io butto lì un’ipotesi. Non è un’ipotesi comprovata, ma penso di avere qualche  indizio empirico che la corrobori. Secondo me, la diagnosi fatta da me e altri  critici del sistema Italia in questi 15 anni è profondamente distorta. Abbiamo  dato un’enorme importanza a una quindicina di fattori di crescita e non abbiamo  dato sufficiente importanza alle uniche due cose che contano veramente: gli  adempimenti e la pressione fiscale. […] se questa ipotesi fosse giusta, potremmo cominciare a capire perché il Sud  cresce di più. Il Sud cresce di più per la semplice ragione che, grazie  all’autoriduzione delle tasse (evasione fiscale), la sua pressione fiscale di  fatto è molto minore di quella del Nord. E questa resta, comunque sia, la  ragione di fondo che giustificherebbe il federalismo fiscale. Uno strumento che  diventa davvero utile solo se ci permette di ridurre drasticamente la pressione  fiscale sui produttori. Di sicuro non ridarà al Nord nemmeno la metà dei 50  miliardi di credito, ma almeno può permettere a chi lavora e produce di avere  una pressione fiscale più ragionevole.

Più chiaro di così.

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