Passaggio a Nord-Est (3) – Magnona Grecia

Berlusconi, as usual, decide di rifinanziare a spese nostre (lombardo-veneto-emiliane, per capirci) l’ennesimo buco di quell’efficientissima città che è Palermo. Questa volta si tratta di una società controllata dal municipio, per la precisione la Gesip, “impegnata” nella pulizia dei beni immobili comunali e nella manutenzione del verde. Scorrendo l’articolo linkato de  il Sole-24 Ore, apprendiamo che:

La Gesip rappresenta sì un’emergenza ma a livello sociale, per via dei suoi 1.900 lavoratori, di cui un terzo con precedenti penali, pronti a tutto pur di difendere il posto.

E fin qui, il bonaccione (leggasi: fesso) cittadino padano potrebbe anche dirsi: “E cosa ci volete fare, si tratta di fare una sorta di beneficienza territorial-sociale, un modo per reinserire ex-delinquenti nel meccanismo pulito del mercato, seppure pubblico e quindi, per definizione, non assoggettato alle dure regole della domanda e dell’offerta, e insomma…

Poi, però, leggiamo anche che:

Siamo peraltro di fronte a una delle aziende comunali a più alto tasso di assenteismo. Il Sole-24 Ore ha documentato (in un articolo dell’ottobre 2009)  che tra gennaio e ottobre di quell’anno erano state recapitate al personale Gesip 270 contestazioni, tra cui 79 ammonizioni scritte, 39 multe e 27
sospensioni, mentre 66 casi risultavano sotto osservazione e 56 archiviati.

E allora tutto appare sotto un’altra luce, una luce che mette in mostra un sistema di redistribuzione territoriale forzata delle nostre tasse che non ha niente di pulito. Perchè a questo punto è chiaro che qui non si parla di pulizie, ma di ri-pulizie: utilizzare strumenti societari pubblici formalmente ineccepibili, e ovviamente in perenne stato di crisi, per dare posti di lavoro, per giunta spesso in sovrannumero rispetto alle esigenze reali, e quindi soldi, tanti soldi, agli amici degli amici.

Urge una cura greca per la Magna Grecia, non i regali del venditore di fumo di Arcore. Altrimenti ci sono solo due strade: fallire tutti insieme, masochisticamente, o salvarci noi. E con questo costringere il Sud a guardarsi seriamente allo specchio, senza inutili fatalismi e insopportabili vittimismi.

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9 thoughts on “Passaggio a Nord-Est (3) – Magnona Grecia

    • Chissà che la facciano e che facciano la secessione….. ma dai tanto scherzano!
      Tanto i beoti Lombardi-Veneti-Emiliano-Romagnoli pagano …..

      • Ma che mettere alle corde Berlusconi….. ma chi ci crede a questa storia della lega che tiene per i c……. berlusca?? la lega è di Berlusconi !! Bossi è il suo cagnolino il cui unico fine è guadagnarci qualcosa ….

        Persino Oneto lo dice in faccia a Boni nel salotto radical chic di Lerner !

        La lega è un bluff…. la cosa triste è che c’è gente che non lo ha ancora capito.

        Altro che Padania…

  1. A margine, ma sempre in tema di Mezzogiorno alla frutta e di “pulizie”… vedo che Napoli sta annegando nei propri rifiuti. Quasi vent’anni di “emergenza”, miliardi e miliardi spesi inutilmente, giunte e commissari di ogni colore politico e di ogni livello istituzionale succedutisi senza visibili risultati, anzi, tutt’altro. A questo punto una sola certezza: è evidente che il problema sono i napoletani e segnatamente il loro modo di concepire la cosa pubblica e pure quella privata. Magari su questo un po’ di sentita, radicale, collettiva, intergenerazionale, multietnica, animata, ferma, risolutiva indignazione lombardo-veneta sarebbe opportuna. Magari soprattutto se si giungesse a qualche definitiva conclusione in merito all’opportunità di continuare a condividere la stessa entità statuale.

    • Eppure a qualche km di distanza, Salerno è una delle città d’Italia con una delle migliori raccolte differenziate. Io non sono così convinto che il problema siano i napoletani, ma chi li ha governati in tutti questi anni: d’altra parte, penso che a nessuno piacerebbe vivere in mezzo alla monnezza.
      Ho come l’impressione che ci vorrebbe qualcuno tipo Cesare Mori per sistemare la faccenda, anche perché non credo sia solo una questione di civismo: con la camorra di mezzo, è come essere in guerra.

      http://pdvedano.blogspot.com/2010/11/la-blob-monnezza-di-napoli.html

      • Le classi digerenti (pardòn, dirigenti) napoletane sono elette dai cittadini napoletani. Da Napoli e dalla Campania, se non erro, proviene la maggioranza relativa dei dipendenti pubblici statali (fra cui possiamo persino inserire, per certi aspetti, il presidente, senza contare tutti gli appartenenti ai corpi di polizia vari).
        E di soldi (nostri) a Napoli ne arrivano di ogni genere.
        Ripeto, il problema sono proprio i napoletani, cioè la loro cultura. E napoletani sono tutti, chi vota, chi si candida, chi viene eletto. Non ci sono i marziani a governare Napoli e la Campania (che a parte alcune eccezioni, versa per la maggior parte in gravi condizioni socio-economiche e ambientali).
        Quanto a Mori e allo stato di guerra civile “fredda”, sono perfettamente d’accordo. Ma siccome noi del Nord non siamo pronti a farci carico di questa responsabilità, meglio la secessione. E la contestuale richiesta di fare del Mezzogiorno un’area speciale continentale soggetta ad un protettorato comunitario. E Roma? Città-Stato, la sua naturale vocazione, che le permetterebbe di restare più o meno com’è, senza però continuare a voler comandare in casa d’altri, cosa che ha ampiamente dimostrato di non saper fare.

  2. Pingback: onthenord - Politica in Rete Forum

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