Malpensa non vedrà Singapore

La notizia è di qualche giorno fa: il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, risponde picche sulla tratta Malpensa-New York da affidare a Singapore Airlines. Uno smacco per la Lega, che tramite il suo capogruppo (il genero dell’europarlamentare Speroni) aveva inoltrato un’interrogazione al Ministro. E così dopo l’abbandono (in autunno) di Lufthansa, sembra che Singapore Airlines debba ridimensionare il suo impegno a Malpensa. In aiuto di Malpensa (e della Lega) arrivano però i… cinesi!

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22 thoughts on “Malpensa non vedrà Singapore

  1. E cmq, Christian Rocca (alias Camillo) disse:
    ““il candidato perfetto per una serie televisiva”, “elitario, intellettuale, troppo di sinistra e incapace di connettersi con il paese”, una “bolla che potrebbe sgonfiarsi rapidamente” visto che “da mesi viene rifiutato stato dopo stato, primaria dopo primaria, dalla working class del suo stesso partito, dai poveri, dagli ispanici, dai cattolici, dagli anziani, dalle donne, dagli ebrei e da qualsiasi categoria sociale e razziale a cui non appartengano afroamericani, studenti, intellettuali, miliardari, divi di Hollywood e fighetti”. E queste – si badi bene – “non sono opinioni”.
    Parlava di Barack Obama, che si era appena candidato.
    Della Palin invece disse:
    “La Palin è un Obama al quadrato”, donna dall’”appeal a tratti profetico e messianico”, un incrocio fra “Bob Dylan e Erin Brockovich”, come pure il suo presunto gemello Barak, insomma “pare lei la candidata presidente e Mc Cain il suo vice”.

    Già: un vero intenditore…

    http://www.tuttotrading.it/granditemi/elezioni/081106oberlasiadeguaquellichelavevanodetto.php

    • Pino, devo allora elencarti tutti i commenti della stampa americana (spesso e volentieri liberal, cioè di sinistra) in cui Obama viene definito prosecutore delle politiche di Bush?
      Se Rocca ha preso qualche abbaglio, quanti ne avete presi voi, che lo osannavate e adesso fate finta di non vedere che con lui ci sono molte più guerre in corso di quante ne aveva Bush? Dove sono le bandiere della pace alle finestre?
      Sto ancora aspettando una sinistra che la pianti di crocifiggere moralisticamente gli avversari e accetti di discutere di problemi e soluzioni scomode (comunque OnTheNord è già un inizio, questo lo riconosco).

      • A parte il fatto che alcune guerre in corso Obama le ha ereditate da Bush, però qui stiamo discutendo di uno che ha espresso un giudizio su un discorso d’apertura del sindaco di Milano, in cui tra l’altro definisce pochezza “ascoltare i cittadini”.
        Poi, non me ne frega niente di cosa hanno detto gli altri ecc. ecc.
        Questa storia che siccome quello ha detto così e quindi io posso dire anche di peggio, mi ha un po’ stancato.
        Tu hai tirato in ballo Rocca, e io mi sono limitato a segnalare l’inaffidabilità del personaggio.
        Tra l’altro, di che dobbiamo discutere? Di un discorso di apertura? E’ questa la situazione scomoda? Questo è uno dei problemi che affliggono Milano? Dai su…
        P.S.: mai esposto bandiere della pace.

    • Era un gioco di parole Pino, e volevo proprio dire “pauperistas”…
      Approfitto di questa replica per scusarmi con la redazione se faccio uso di termini scurrili con una certa frequenza in questi giorni, ma sarà che comincio a vedere pessimisticamente le sorti della Lombardia… non parlo di cataclismi socio-economici, sia chiaro, non sono un catastrofista, è solo che mi sembra davvero che ci stiamo mettendo sul cammino della marginalità, e tutto perchè non abbiamo il coraggio di riprenderci in mano il nostro presente e, con esso, il nostro futuro. Nostro di noi lombardi, bianchi e neri, polentoni e terroni, credenti e atei. L’Italia è solo un artificio concepito per sfruttarci, i Piemontesi -e i lazial-meridionali dopo di loro- lo avevano capito benissimo tanti tanti anni fa… 150, mi pare…

  2. Pare quasi godiate del fatto che Singapore non abbia autorizzazione alla prosecuzione verso NY: E infatti l’intepratazione è “uno smacco per la Lega”. No, è uno smacco per questo territorio, per le sue imprese e per i suoi cittadini. Quando lo capirete?

    daniele,milano

    • D’accordo con te. Ritengo infatti una enorme sciocchezza non dare l’autorizzazione per quel volo. Così come lo è non dare la liberalizzazione per i voli da Milano a Roma: Lufthansa sarebbe rimasta. Però purtroppo dobbiamo pagare pegno ad Airfrance e Alitalia. C’è da dire che cmq Malpensa è partita male e spero non finisca peggio.
      Smacco per la Lega cmq l’ha scritto il Corriere, da cui ho ripreso la notizia.

      • Scusa, comunque – al di là di Singapore – un’altra precisazione. Lufthansa non se ne va affatto! Chiude l’esperimento di Lufthansa Italia, che è cosa ben diversa. Il Gruppo Lufthansa rimane, con Lufthansa, Swiss, Brussels, Austrian, BMI, Air Dolomitimì, ecc.
        daniele,milano

    • Concordo sulla questione dello “smacco per chi”. E trovo la situazione disperante. Ma va detto che, se di fronte abbiamo degli stronzi (i romani), dalla nostra parte abbiamo degli imbecilli (i milanesi e i lombardi). Le nostre classi dirigenti (?) sono di un’inconsistenza rara, provinciali all’ennesima potenza.

  3. Quando si dice che Lufthansa è andata via, si intende il fatto che avrebbe fatto di Malpensa un proprio hub. Invece: niente hub, spostati altrove gli aerei che dovevano stare a Malpensa, e cancellati così circa un centinaio di voli alla settimana. In pratica per Lufthansa Malpensa ora è solo un aeroporto di passaggio intermedio e non più una base di partenza come era nelle intenzioni principali. Per Malpensa non è stato di certo un buon affare.

    • Esatto, ma “l’addio di Lufthansa” lascia invece intendere che la compagnia tedesca non voli più a Malpensa, il che è del tutto falso. Il Gruppo Lufthansa e l’insieme dei vettori Star Alliance sono, al contrario, presentissimi.

      E’ fallito invece il progetto “Lufthnsa Italia”. I motivi sono molti e chi ha seguito da vicono la vicenda sa che nessuno è imputabile a Malpensa e la suo gestore che sono l’unica cosa salvata dagli stessi tedeschi al momento dell’annuncio della dismissione delle attività di LHI.

      daniele,milano

  4. Non saprei darti ora il numero di destinazioni, frequenze, passeggeri e merci. L’alleanza Star è comunque di gan lunga la più presente su Malpensa. Tieni conto che della trentina di destinazioni offerte dalle sole compagnie del Gruppo, Lufthansa Italia ne garantisce 17 e che alla dismissione del brand, alcune saranno rilevate (o potenziate in termini di frequenze) da altre compagnie del Gruppo stesso (p.es. Londra da BMI) o comunque dell’alleanza Star (p.es. Varsavia da LOT o Lisbona per TAP). Non solo, ma tutte le destinazioni Lufthansa Italia sono già coperte anche da altre compagnie presenti a Malpensa anche estranee al Gruppo o all’alleanza, le quali vedranno aumentare il riempimento dei propri aerei. Insomma, alla scomparsa di una compagnia i passeggeri non scompaiono, semplicemnte volano con altre compagnie. All’atto pratico, per il passeggero e anche per l’aeroporto, non cambia sonstanzialmente nulla.

    Quello che invece cambia, in mancanza di novità (che non sono da eslcudersi), è che il progetto Lufthansa Italia (unico nel suo genere ed estremamente pionieristico) rappresentava il primo passo di una strategia pluriennale del Gruppo tedesco per costruire un sistema hub-and-spoke su Milano e che ora quella prospettiva per Malpensa è senza “inteprate”, dando corpo alla seconda opzione di crescita che è invece rappresentata da un modello point-to-point di aeroporto intercontinentale.

    daniele,milano

    • circa 100 voli in meno alla settimana… Non so se per i passeggeri e l’aeroporto non cambia niente, di certo alcuni miei amici che lavorano lì un po’ più preoccupati lo sono

  5. Ti ripeto, non è che se togli un volo la gente non vola più, soprattutto se ci sono altre compagnie a coprire la medesima tratta che possono: a) aumentare il coefficiente di riempimento nel caso in cui ci siano mediamente un numero di posti liberi sufficienti a soddisfare la domanda; b) inserire nuove frequenze sulla medesima destinazione per “catturare” i passeggeri non più serviti da Lufthansa Italia (che poi era l’obiettivo competitivo principale di AirOne, oltre che di easyJet).

    Quello su cui invece può influire la decisione è il modello di crescita futura dell’aeroporto, perché cade – salvo novità – una delle due opzioni del piano di sviluppo presentato dopo il de-hubbing Alitalia).

    In questo senso, per l’intercontinentale, diventa più pressante l’esigenza di rinegoziazione degli accordi bilaterali per consentire voli (destinazioni, frequenze, vettori) attualmente esclusi da Malpensa.

    daniele,milano

  6. Pingback: Malpensa business to business | Cronache dal nord Italia

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