Un disastro ecologico

Il riferimento è all’aeroporto di Malpensa, ed a definirlo così è una nota del ministero dell’Ambiente del 7 ottobre 2010 trasmessa a tutti gli enti con competenze aeroportuali: Regione Lombardia, ente Parco del Ticino, ministeri di Trasporti e Agricoltura.
Eppure questa notizia non è stato diffusa. E c’è chi ipotizza che forse il dossier è rimasto nel cassetto per non danneggiare l’imminente collocamento del titolo Sea, che dovrebbe portare al Comune di Milano un dividendo da 160 milioni, già scritto a bilancio dalla giunta Moratti.
Oltre alla relazione del Ministero ce n’è anche un’altra del Corpo Forestale dello Stato, comando di Varese, che attesta la moria degli uccelli e la desertificazione dei boschi. Inoltre, un’indagine epidemiologica della Asl della Provincia di Varese condotta nei comuni intorno allo scalo varesino, ha analizzato i dati clinici di 12 anni (1997-2009) e ha registrato un aumento della mortalità per malattie respiratorie del 54,1% e un balzo nei ricoveri ospedalieri pari al 23,8%, contro medie per tutta la provincia del 14 e del 7,8%.
Il disastro ecologico potrebbe anche diventare economico, perché si teme una raffica di cause civili e richieste di danni che potrebbe frenare la partecipazione di nuovi investitori. Tenuto conto che un precedente già c’è stato.
Tutto questo dovrebbe fare supporre a un ripensamento dell’allargamento dell’aeroporto con la terza pista, a cui non si oppongono solo ambientalisti, comuni limitrofi e PD provinciale di Varese, ma vi è anche stato il parere negativo da parte di Assaereo, l’Associazione nazionale dei vettori e degli operatori del trasporto aereo di Confindustria, che non ritiene necessaria l’operazione e vede in essa solamente un pericolo di aumento delle tariffe aeroportuali.
Ma Sea e Regione Lombardia a quanto pare vogliono tirare dritto verso il potenziamento aeroportuale, scatenando le reazioni delle amministrazioni locali, anche di centrodestra, come il sindaco di Lonate Pozzolo, Piergiulio Gelosa (Pdl): “Sono pronto a far causa a Sea pur di difendere i miei cittadini, perché Malpensa non ha portato ricchezza e benessere come sostengono esponenti del mio partito ma danni ambientali e problemi per residenti e imprese costretti a fuggire altrove”.

P.S. anche per On the Nord

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5 thoughts on “Un disastro ecologico

  1. Veramente la lettera del ministero che si può vedere sul link (basta leggere) non definisce “disatro ecologico” Malpensa. L’espressione è usata in “oggetto” con riferimento al titolo dell’esposto del Sig. Quintavalle. E’ dunque Quintavalle che definisce “disastro ecologico Malpensa”, il ministero si limita a inoltrare le sue osservazioni in merito a una serie di enti locali.
    Se poi uno si guarda anche l’indagine epidemiologica della ASL (sempre con link), può leggersi sia le premesse, sia gli altri dati, che danno un quadro un po’ diverso dalla sola estrapolazione dei due numeri riportati nell’articolo.
    Il “precedente” acennato in articolo è oggetto di ricorso in Appello. Meglio aspettare di vedere come finisce il porvvedimento prima di tirare conclusioni.
    Le compagnie sono controparte rispetto agli aeroporti e peraltro Assaereo ne rappresenta poche. Il loro pèarere va preso come quello di un’associazione poco rappresentativa di clienti che si lamentano per un aumento di prezzi. Tanto più che le tariffe in Italia sono ferme dal 2001 e sono tra le più basse d’Europa.
    Quello de Il Fatto, in questo caso, non è buon giornalismo.

    • Gli stessi dati sull’aumento di mortalità per malattie respiratorie li ha dati anche a febbraio scorso (quando è stato pubblicato lo studio dell’Asl) anche VareseNews (vedi link nel post), non solo il Fatto. Lo stesso articolo evidenzia però che l’Asl di Varese non è in grado di dire se c’è il nesso con il traffico aereo: servirebbero analisi più approfondite. Mi domando perché non fare queste analisi, allora, visto che c’è in ballo la salute della gente

  2. VareseNews non è una fonte ulteriore, dà quei dati perché li dava appunto l’ASL. Ed è esattamente la precisazione che – più onestamente e professionalmente – compie VareseNews (e che tu hai citato nella replica al mio commento) a rendere poco credibile l’articolo de Il Fatto, peraltro pieno zeppo di imprecisioni, sati parziali o completamente inventati.
    Per esempio, dice che allegata al “documento” (che poi è una lettera) del Ministero ci sarebbe una relazione Corpo Forestale che suggerisce la costituzione di parte civile del Ministero nella causa Quintavalle. A parte il fatto che la costituzione in parte civile riguarda solo il penale, mentre nel caso specifico si tratta di civile (il che già destiutisce la “notizia” di ogni fondamento), il bello è che mette anche il link da cui puoi scaricare quella relazione e se te la leggi non c’è proprio alcuna traccia del “suggerimento”.
    E’ un pezzo pieno di balle.

    daniele,milano

    • Per quanto riguarda l’indicazione del Corpo Forestale sulla costituzione di parte civile da parte del Ministero dell’Ambiente, credo che il giornalista de Il Fatto si riferisca all’ultimo paragrafo a pag. 7 del documento da scaricare al link “una nota del Ministero” all’inizio del post. In ogni caso, il sopralluogo effettuato dal Corpo Forestale ha evidenziato degli effettivi danni ambientali. Anche in questo caso però, chi ha scritto il rapporto chiede uno studio approfondito (da affidare a una Facoltà di Scienze o dei professionisti) per stabilire la portata e il rapporto di causa del deperimento. Notare cmq che il dott. Quintavalle la causa per inquinamento contro Sea l’ha vinta.

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