Passaggio a Nord-Est (2) – Men In Black

Chi ha paura dell’indipendentismo veneto?

Update (17 giugno 2011): risposta trovata

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17 thoughts on “Passaggio a Nord-Est (2) – Men In Black

  1. Non credo proprio che sia paura, né discriminazione. E’ che in occasione di eventi ufficiali istituzionali non si possono esporre bandiere e simboli di partito. E Veneto Stato è un partito.

  2. “la Questura di Verona ha avvertito la coordinatrice di Veneto Stato, Patrizia Badii, che non sarà permessa in piazza nessuna bandiera a parte il tricolore italiano”
    Caro Pino, in ossequio al principio per cui nessuno è al di sopra della legge, mi sapresti dare il riferimento legislativo che impedirebbe “l’esposizione di bandiere e simboli di partito in occasione di eventi ufficiali istituzionali” (cito le tue parole)? E che, nello specifico, vieterebbe la presenza di qualsiasi altra bandiera al di fuori del tricolore italiano (parole della Questura)?
    A margine, ti faccio osservare che la dizione “eventi ufficiali istituzionali” è talmente vasta da far venire i brividi. Sempre a margine, ti faccio osservare che la libera manifestazione del pensiero, se pacifica, comprende anche l’esposizione di bandiere e simboli di partito. Vietarla per non disturbare George W., pardòn, Giorgio Napolitano, ha solo un nome: fascismo.
    Eh, non è che la contestazione vale solo se la fa la sinistra e la subisce Berlusconi, checcazzo. Quando è troppo è troppo, dài. Si fa prima a dire “sì è una stronzata”. E la chiudiamo lì.

    • Sicuramente la questura avrà dato lo stesso avviso anche agli altri partiti nazionali (dalla Lega a Sel). Non so se c’è un riferimento legislativo ufficiale a riguardo, però so che in determinate occasioni ritenute appunto istituzionali (proprio come la visita del Presidente della Repubblica o la parata del 2 giugno, per fare un paio di esempi) può sventolare solo la bandiera italiana. Così come non possono essere esposti simboli o bandiere di partito in uffici istituzionali (esempio: Comuni). Ad ogni modo, scusami, ma fa specie vedere un immotivato vittimismo proprio da parte di chi poi lo rinfaccia ai piagnoni meridionali

      • L’impossibilità stessa di contestare il presidente della repubblica pone questa figura al di sopra della libera manifestazione del pensiero (ripeto: pacifica). Cioè al di sopra di un sacrosanto diritto individuale. E’ un retaggio del fascismo, il cui guano ideologico incrosta irrimediabilmente le coscienze e i riti della “nazione”.
        In ogni caso, ti ripeto, se non c’è una specifica legge che vieti qualcosa, il divieto è un abuso. Tertium non datur.
        Quanto al piagnonismo e al supposto “immotivato vittimismo”, sono quasi vent’anni che parlate di Berlusconi come di un dittatore, lui che brilla per inconcludenza normativa e che nutre nelle sue stesse reti tv le punte di diamante giovanilistiche dell’antagonismo, da Zelig alle Iene, lui che ha perduto valanghe di elezioni ad ogni livello, lui che è al centro di ogni critica e di ogni sberleffo pubblico, tanto che elogiarlo in ambiente intellettuale è quasi un gesto chic, un vezzo, perchè tanto il trend è solo negativo, e mi parli di vittimismo?
        A margine: le bandiere della pace nelle scuole, le università occupate, e via dicendo, mi paiono utilizzi di spazi pubblici non conformi alla legge. Ma il problema, naturalmente, è il Leone di San Marco in PIazza a Verona per la prima della stagione scaligera.
        Il problema, in effetti, non è il fascismo: è non riconoscerlo.

  3. In teoria la bandiera della pace non dovrebbe essere di un partito, in pratica però spesso è stata fatta togliere quando posta in edifici pubblici (http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=75180).
    Le università occupate: beh, lo dice la parola stessa, sono occupate (quindi non proprio conformi alle regole).
    Su Berlusconi dittatore concordo con te.
    Cmq, ribadisco il concetto: il divieto non vale SOLO per il Leone di San Marco e Veneto Stato, ma anche per le bandiere e i simboli di TUTTI gli altri partiti. Per questo parlo di vittimismo. Se Napolitano fosse andato a Venezia e oltre al tricolore ci fosse stato il gonfalone del Comune (che se non erro riporta il Leone di San Marco) non ci sarebbe stato niente da dire.

  4. Tutta questione di bandiere, vessilli, colori …… e che 2 palle! io penso che bisognerebbe mettere anche una bandiera dell’Hellas!

  5. Boh, non penso che sia una discriminazione contro veneto stato (che lagnoni, però!).
    Le bandiere politiche sono vietate in queste occasioni per motivi di ordine pubblico.
    E’ vero che è una disposizione liberticida, però in italia ci vuol poco a venire alle mani per dissidi di opinione; ed anche a Verona non c’è gente poi così civile, rispettosa delle opinioni altrui, come se fossimo in Merica.
    E certamente la questura non vuole casini dati i possibili pericoli in cui potrebbe incorrere un’alta carica quale è il Napoletano, che sarà pure antipatico, ma merita tutta la sicurezza che spetta ad ogni capo di stato estero in visita!.

    • Oltretutto se fossimo in uno stato fascista come dice Alessandro, Veneto Stato non avrebbe nemmeno potuto costituirsi e partecipare alle elezioni. Insomma, è come quelli che affermano che viviamo in un regime e Berlusconi è un dittatore

      • No Pino, io non ho detto che si viviamo in uno stato fascista. Ho detto che questo atto è fascismo. C’è una bella differenza. La forza dell’antifascismo sta nell’individuare i sintomi del fascismo stesso.

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