Il federalismo che non cambia niente

Se non in peggio.

Lo va ripetendo da mesi, a gran voce, il senatore veneto Marco Stradiotto (Pd): i conti del federalismo leghista non tornano. La cosa, ora, è riconosciuta anche dal senatore Paolo Franco (Lega Nord), che insieme a Stradiotto siede nella Commissione bicamerale per il federalismo.

E infatti, ai nastri di partenza, la situazione è questa:

Risorse in più per 218 Comuni, conti in pari per 4.657 sindaci e perdita lievissima, mai oltre lo 0,28% delle spettanze, per gli altri 1.835, tutti superiori ai 5mila abitanti. È il risultato del debutto della compartecipazione Iva e del fondo sperimentale di riequilibrio che deve accompagnare i Comuni da qui al 2013, nei primi tre anni di attuazione del nuovo fisco municipale.

La questione centrale riguarda il fondo di riequilibrio:

La prima urgenza del fondo sperimentale, che vale 8.376 milioni di euro e interessa 6.700 Comuni delle Regioni a Statuto ordinario, è stata quella di cambiare le regole senza mettere in difficoltà i bilanci. Per questa ragione, oltre alla quota del 30% (2.513 milioni) che in virtù del decreto legislativo 23/2011 deve essere assegnata in proporzione agli abitanti, la fetta di risorse che segue il peso di ogni Comune nei tributi immobiliari devoluti è limitata per quest’anno al 10%, vale a dire 837,6 milioni. Il resto serve per compensare la perdita di risorse che il nuovo sistema, fondato sulla somma di compartecipazione Iva e fisco del mattone, produrrebbe negli enti più poveri dal punto di vista della capacità fiscale. A questo scopo sono destinati 5.062 milioni, cioè il 60% del fondo, con una quota da 1.195 milioni riservata agli enti fino a 5mila abitanti. Nel caso dei piccoli Comuni, infatti, la perequazione è assoluta, e garantisce che nessuno perda un euro rispetto alla distribuzione che sarebbe scaturita dal vecchio sistema, mentre per gli altri è sostanziale, e fissa allo 0,28% dell’assegno totale il «sacrificio» massimo.

Un’immagine rielaborata da Il Giornale di Vicenza rende bene l’idea:

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5 thoughts on “Il federalismo che non cambia niente

  1. Be dai l’importante è averlo fatto capire a un leghista, adesso bisognerà farlo capire anche agli altri.
    Chissà che la smettano di chiamarlo federalismo.

  2. Però Stefano, vi prego non chiamate questa roba federalismo. Perchè dobbiamo incominciare dalle parole, ci hanno rubato le parole in questi anni come ci ha detto Gianrico Carofiglio e dobbiamo riprendercele. Questa roba non è il federalismo che è una cosa nobile e che abbiamo fatto noi nel 2001. Questa roba chiamatela Pippo o Pluto, ma non federalismo.

  3. Giusto.
    Però non diciamo che la riforma del 2001 è federalista, al massimo un pochino autonomista (per quanto riguarda le poche competenze esclusive delle regioni).
    Federalismo è altra cosa.

      • Ok, però in questi mesi qualche esponente Pd ha chiaramente detto che l’unica riforma federalista l’avrebbero fatta loro (Pds, Ulivo ) nel 2001.
        Niente in confronto allo schifo della propaganda leghista degli ultimi anni.

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