Soffia caldo il vento del Nord

Sarà colpa dell’eccitazione del momento, o delle emozioni di questo pomeriggio, ma adesso che il sole sta calando la giornata di oggi sembra già un pezzo di storia della seconda Repubblica. E se Milano è la città dei grandi cambiamenti – nel ‘900 è sufficiente citare nascita e morte del Fascismo, la Milano da bere e Tangentopoli, il berlusconismo -, oggi ci ha regalato il segnale più forte. Ed è lì l’epicentro. Le scosse, invece, sono state rilevate a svariati chilometri di distanza.

A cominciare da Gallarate, dove, alla fine, ha vinto Edoardo Guenzani, il candidato del centrosinistra, con il 55% dei voti. Sconfitto Bossi, non il Senatùr, ma Massimo, sindaco uscente, sostenuto solamente dal PdL. La Lega era uscita sconfitta dal ballottaggio, ma qualcuno, si dice, abbia brindato comunque. E di ritorno da Gallarate, le dichiarazioni milanesi di Matteo Salvini, secondo il quale il centrodestra a Milano ha perso, ma le colpe ricadono sul PdL. Si aprono voragini, da quelle parti, e già c’è chi abbandona la nave.

Varese no, invece. Per lei un altro giro a destra. A Varese, le destre guidate da Attilio Fontana amministreranno ancora. Ma al ballottaggio – e già questo è un dato storico – Luisa Oprandi, candidata del centrosinistra, ha portato la coalizione al 46%. E scusate se è poco.

C’era un altro ballottaggio, in provincia di Varese. Malnate. E qui il centrosinistra guidato da Samuele Astuti ha fatto il pieno: 64%. Le briciole alla candidata leghista.

Scosse rilevate anche a Novara, fortino del presidente della Regione Cota. Il Centrosinistra vince con il 53% dei voti contro Lega, PdL e una lista civica. Il candidato? Mauro Franzinelli, scelto da Cota l’abusivo in persona.

E poi c’è Arcore, Rho e il resto del Piemonte, praticamente. E Trieste.

Sapete quel vento profondo, di cui parlavo l’altra volta? E’ caldo, nonostante arrivi da Nord.

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5 thoughts on “Soffia caldo il vento del Nord

  1. È un caldo che ho avvertito anche io all’uscita dal lavoro, questa sera alle 21, quaggiù, nel basso ferrarese, e mi sono sentito contento ed orgoglioso, ben sapendo però che ora comincia il vero lavoro: la necessità di non adagiarsi sugli allori è più pressante che mai. La sinistra deve dimostrare di saper amministrare in tutela delle fasce più deboli ed in piena giustizia e legalità. Spero lo faccia al meglio.

    • Eh sì. Le spranghe sono un problema serio.
      I lombardi:
      http://www.leggo.it/articolo.php?id=120494&sez=ITALIA
      e i piddini:
      http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Sicilia/Aggredito-sindaco-Isola-delle-Femmine-picchiato-selvaggiamente-a-sprangate_312011081027.html
      lo sanno bene. Non credi?

      P.s. sai che questi tuoi commenti sono veramente odiosi?
      Sembra quasi che tu creda che dato che i piddini difendono gli extracomunitari dal razzismo leghista, allora godano a sapere che degli stranieri pestino a sangue un italiano. Che è lo schifo della Lega, che invece di separare gli onesti dai delinquenti, separa i padani dai terroni/stranieri (dipende se sta all’opposizione/al governo).

      • Come al solito, quando il sangue ti dà alla testa, non capisci un menga. Allora, spiegazione per i veneti (mi tengo sul generico, altrimenti dovrei dire “spiegazione per Valerio”, ma dopo sembrerebbe un po’ insultante):

        fra i giovani latinos (me lo concedi questo termine oppure è razzismo) è diffusissima, dovunque essi si trovino nel mondo, in modo preoccupante, la tendenza a formare gang, con il preciso scopo di perpetuare un habitus mentale improntato a machismo, sessismo e violenza paratribale; tale tendenza in particolare consiste nell’affiliarsi, anche a distanza, ad alcune gang su scala mondiale, le pandillas (qui un link interessante: http://milano.blogosfere.it/2010/03/guerra-fra-gang-sudamericane-non-solo-latinos-ma-anche-italiani-nelle-pandillas-1.html ; dalla stessa pagina, attraverso le parole linkabili, si accede ad una serie di ulteriori pagine, anche su wikipedia, piuttosto significative ed istruttive).

        Tutto questo per dire che tale fenomeno ormai si sta manifestando anche da noi, a causa/grazie (scegli tu) all’immigrazione -diciamo che probabilmente è una sfida non eludibile, lo dico da amico/cordiale conoscente di una decina fra ecuadoregni e peruviani-. Quindi, visto che sembra che a Milano sia scoppiato l’amore universale da lunedì, mi sono permesso di far notare che ci sono problemi molto seri, che affondano le loro radici innanzitutto in questioni culturali, e che non si potrà nascondere la testa sotto la sabbia quando bisognerà gestirli. Nè basteranno sociologismi da quattro soldi, nè si potrà pensare di tacitare il tutto comprando le comunità straniere pagandole con fondi pubblici a perdere, affinché se ne stiano buone. Non serviranno a niente i buoni sentimenti e l’anticapitalismo del cacchio, nè le prediche di Don Giorgio. Ci vorranno anche metodi fastidiosi ma necessari (si chiama legalità, no?)

        Tutte le altre considerazioni che hai messo tu a proposito del mio link non c’entrano un beato cazzo, te lo dico bonariamente in nome della controversa amicizia virtuale che ci lega, nonostante a volte probabilmente ci prenderemmo a botte (rugbysticamente, sia chiaro, poi c’è sempre un sano terzo tempo).

        Su questo sito, così come in altri luoghi virtuali, mi sono dato l’obiettivo di rimarcare che il controllo del territorio è un diritto della comunità istituzionalmente organizzata, non di capibastone, signorotti parafeudali o stronzissime gang autoproclamatesi sovrane. Vale per le camicie verdi, vale tanto più per chi pensa di aver diritto di taglieggiare il parrucchiere o il fruttivendolo giù all’angolo in nome di una maldigerita comunanza etnica. Tony Soprano must die. Sono stato chiaro amico serenissimo?

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