Non tutto fa ridere (riepilogo per i non milanesi)

La lunga campagna per le elezioni a Milano è così interessante che sembra addirittura che ci sia una struttura narrativa. Tutto è cominciato con le irregolarità e il condono per la casa del figlio della Moratti, una casa esplicitamente ispirata a quella di Batman, con tanto di botole. La Moratti, che pochi mesi prima aveva dichiarato di girare spesso travestita per la città con il figlio, durante la notte, per scoprire i pericoli della città, diventa allora “la mamma di Batman” e Milano una Gotham City al contrario, dove Batman e la mamma approfittano della loro posizione dominante.
Sul fronte opposto il candidato Pisapia non solo vince le primarie ma riesce a compattare un fronte ampio e soprattutto a coinvolgere palesemente i giovani e vasti settori della città dando l’impressione che la città roccaforte del centrodestra non sia più imbattibile.
La mamma di Batman gioca la carta di Gotham City e dà del ladro di auto a Pisapia, dichiarando che il suo avversario è stato condannato per furto negli anni ’70. Al contrario, Pisapia è stato assolto per non aver commesso il fatto. I milanesi rimangono di stucco.
Sulla rete intanto si scopre che la leggerezza può avere un senso e che Mangoni “cantante confidenziale” in fondo è un cittadino, e in fondo siamo cittadini anche noi, e lo siamo di diritto. Intanto dalla piazza del Duomo si sfata un altro mito: Vecchioni conclude il concerto per Pisapia chiamando Napoli così, e con lui 50.000 milanesi.
Nel frattempo la battaglia, un po’ epica e un po’ surreale, si sposta sui social network. L’accusa di furto d’auto della Moratti a Pisapia tracima nel suo contrario. Nasce la pagina “è tutta colpa di Pisapia” dove la Moratti viene presa in giro nella forma dell’accusa a Pisapia: “Il buono, il brutto e il Pisapia”, “è colpa di Pisapia se gli Oro Saiwa si sbriciolano subito”, “Pisapia è il maggiordomo assassino”, “Pisapia suona al citofono e scappa” e migliaia di altre colpe.
Nel frattempo Red Ronnie, giornalista musicale e consulente della Moratti, prende il gioco sul serio e spiega “l’effetto Pisapia”. Dichiara che il concerto gratuito organizzato dallo stesso Red Ronnie il 21 maggio  per la città, e per conto del comune, verrà annullato per effetto della vittoria di Pisapia. Ma dimentica un particolare: il 21 il sindaco è ancora la Moratti. La pagina di facebook di Red Ronnie viene allegramente invasa da “effetti Pisapia“.
Intanto la mamma di Batman non molla. Abolisce le multe e l’ecopass, addirittura si promette di trasferire ministeri a Milano.
Ma succede un fatto inaudito: Pisapia sventa il furto di un’automobile. Il ladro viene arrestato e ora lo scontro è tra supereroi, la mamma di Batman e PisapiaMan. Da parte sua Letizia Moratti, nel frattempo fischiata a un incontro con i disabili, capendo che anche i social network hanno una certa importanza, scopre Twitter a batosta già presa e comincia nel modo più inaspettato, è un po’ mistico, da messaggio escatologico: “Vi ho sempre seguiti tutti. Solo non su Twitter“.
Insomma la trama c’è. Ma non bisogna dimenticare che la posta in gioco è molto seria e c’è in ballo Milano e il paese. E a ricordarcelo c’è un video di oggi, girato per caso in corso Buenos Aires, in cui una giovane milanese contesta la Moratti e viene stupidamente bloccata dalla polizia, un video che non è per nulla divertente e per nulla surreale.

Gianluca Briguglia – anche – per On the Nord

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5 thoughts on “Non tutto fa ridere (riepilogo per i non milanesi)

  1. Cioé, io capisco che questi tipi della DIGOS sono un po’ paranoici, perché devono proteggerci da terroristi, attentatori, anarcoidi rompitutto, ecc. ecc. ecc.
    Però, insomma, se c’è una che fischia e la Moratti e lei (o i suoi) ti dicono di farla smettere, cioé, un “Senti, vecchia carampana, io son pagato per identificare i terroristi, non la gente normale che fischia: ma va a dar via i ciap!” alla Moratti sarebbe d’obbligo.
    Insomma, un po’ di dignità, ogni tanto, ecco.
    Poi oggi è pure il giorno dedicato ai poliziotti morti in servizio.
    Ecco. Dignità. Un pochettino-ino-ino.

  2. Pingback: Mandiamoli a casa! « Briciole caotiche

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