Elezioni on the Nord

Oltre al risultato eccezionale di Milano – e quello, per certi versi sorprendente, di Torino e Bologna -, vi segnalo alcuni dati interessanti dal nord Italia.

A Gallarate, che abbiamo seguito particolarmente da vicino, la sfida per il ballottaggio si è prolungata fino all’ultimo voto – anche a causa di alcuni problemi in una sezione, come raccontato qui sotto -, e alla fine l’hanno spuntata PdL e Centrosinistra. La Lega fallisce la sua corsa solitaria. Dopo le accuse (nemmeno troppo velate) rivolte al PdL, la candidata del Carroccio, Giovanna Bianchi, dichiara:

Al ballottaggio non appoggeremo nessuno, lasciamo libertà intellettuale ai gallaratesi. L’elettorato ha compreso le nostre ragioni.

E noi ce l’auguriamo che si sia capito. Che non siano mafie buttate al vento, insomma.

Un secondo dato arriva da Varese, dove il sindaco uscente Attilio Fontana, uno degli amministratori leghisti che, per definizione, è tra i più amati d’Italia, sta faticando molto per superare la soglia del 50%. A sei sezioni dalla fine, il dato è 49,2%.

Per chiudere, con i conteggi ancora in corsa, vi segnalo che la Lega Nord a Milano si aggira attorno al 9,6%, mentre a Bologna è al 10,7%.

p.s. Dimenticavo, per i lettori affezionati di On the Nord. In provincia di Treviso, Veneto Stato ha ottenuto l’1,55% dei voti. La Lega Nord si conferma primo partito con il 29,5% dei voti, mentre Razza Piave (lista alleata a Lega e PdL) ha ottenuto l’11,2% dei voti.

p.s./1 Nel frattempo, sulla rete, il popolo leghista sta dando fuori di matto.

p.s./2 Ad Arcore, capitale dell’impero in declino, ci sarà il ballottaggio. Con il centrosinistra favorito.

p.s./3 A Varese è ufficiale il ballottaggio. E Andrea Civati, che spesso ha scritto per On the Nord, è consigliere comunale.

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5 thoughts on “Elezioni on the Nord

  1. A parte le differenti vedute con Pinoseltz, penso che una vittoria di Pisapia a Milano sia nell’ordine delle cose possibili e, ormai, probabili. E forse è giusto così. Il centrodestra ha dimostrato di non meritare più la fiducia dei milanesi, per tutta una serie di ragioni che è inutile stare adesso a spiegare qui, quindi è bene che vada al governo della città chi finora è stato all’opposizione. Si chiama alternanza mica per niente. A Pisapia auguro, sinceramente, una cosa: capire che Milano non va rieducata, ma va rappresentata; e i milanesi non vanno tosati, ma vanno difesi; battersi per trasformare Milano e Provincia in una sorta di città-stato federata sul modello tedesco sarebbe un ottimo programma politico di ampio respiro.

    A margine, un appunto su VenetoStato. In una fase di progressivo distacco dalla politica (e dal voto), questa giovane formazione indipendentista, nata nel settembre 2010, ha saputo mobilitare nuove forze impegnandole in una campagna all’insegna dell’entusiasmo e del puro volontariato. Lo score ottenuto, pur risultando a prima vista modesto, in termini assoluti dimostra che il radicamento va avanti (quasi il 50% in più come voti assoluti). Personalmente auguro i migliori successi agli alfieri veneti del nuovo indipendentismo, serio e inclusivo, e apprezzo il fatto che OnTheNord vi dia rilievo.

  2. Dopo una lunga ed attenta analisi ho concluso che il csx in Provincia di Treviso è fermo (si consideri che nel 2006 c’era Giorgio Panto). Il Pd forse guadagna qualcosa, ma dagli alleati.
    Il Pdl sprofonda dal 18% di Forza Itaia al 13% del Pdl, questo lo scossone principale.
    La Lega passa dal 18%+14% del 2006, al 30+11% del 2011, mangiando anch’essa dai suoi alleati (Razza Piave è la seconda lista della Lega Nord, col PdL non c’entra niente). Nel complesso però Muraro passa da 224.000 a 227.000 voti, un aumento che può sembrare modesto (consideraado che il compianto Giorgio non cè più), ma se si considera che nel 2006 aveva l’appoggio dell’udc e di quelli che ora sono fli, si tratta invece di un risultato decente.
    In definitiva, niente si è mosso tra il 2006 e il 2011 in Provincia di Treviso tra cdx e csx: la lotta per la Provincia è interna tra PdL e LN. E la Lega è tornata ai livello del 2002, quando, con Zaia, vinse da sola.

    P.s. Invito pino a non passare più quellochesalui alla Segretaria del PDVeneto, grazie
    http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=2243

  3. Pingback: Su Pisapia, il centrosinistra e Milano « Briciole caotiche

  4. Interessante il dato di Rovigo.
    Nel 2006 il centrosinistra vinse al ballottaggio per 15 voti, quest’anno va così:
    PdL+LN+Destrevarie+Liste locali 43%, PD-PSI-API+Varie 27%, M5S 7%, SeL+IdV 6%, Verdi+Comunistivari 5%. Udc, Fli non pervenuti sotto il 3%.
    Curioso che a Rovigo le primarie già annunciate non siano state fatte per dar spazio “ad un laboratorio nazionale” con il centro, a “colpi di maggioranza interna”.

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