Cose che succedono a Milano

E che possono non succedere più. Le raccontano Gianni Barbacetto e Davide Milosa.

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15 thoughts on “Cose che succedono a Milano

  1. Purtroppo è un quadro desolante.
    Però mi permetto di porvi un piccolo quesito, provocatorio forse, e tuttavia serio: la vostra parte politica tende a considerare il campo berlusconiano (con l’anomala eccezione della Lega), come oggettivamente mafioso, in quanto infiltrato e colluso. I fatti sembrano darvi sostanzialmente ragione. Ne prendo atto.
    Però, se usassimo lo stesso metro di giudizio oggettivamente generalizzante, dovremmo trarra la conclusione che è meglio non avere a che fare con cittadini calabresi, con imprese calabresi, con politici di origine calabrese, ecc.

    In tutto questo vi chiedo: l’anomalia maggiore è il PDL o la Calabria? E’ il berlusconismo o il Mezzogiorno? Fino a prova contraria la mafia è nata prima di Berlusconi e prima del suo centrodestra. Forse sarebbe il caso che ci si interrogasse seriamente non solo su come battere il “re di Arcore”, ma anche e soprattutto su come anestetizzare e mettere in quarantena giuridica quelle terre che da 150 anni generano ed esportano mafia. Prima che sia troppo tardi. Perchè prima o poi Berlusconi passa, e con lui la marmaglia che si porta dietro, ma i mafiosi restano, e infettano, e tramano, e colonizzano, e minacciano, e sporcano, e occupano, e comprano, e investono, e violentano, e brutalizzano, e abusano, e sprecano, e si appropriano, …

    I discorsi sulla legalità lasciano il tempo che trovano, perchè la presenza di questi personaggi all’interno del PDL dimostra che i delinquenti, per definizione, non si ritirano per il solo fatto che esistono le norme penali.
    A questo punto, comincio a pensare che l’invito al colpo di stato di Asor Rosa vada rivalutato, con la sola variante che non verso il Parlamento e il Governo vada indirizzato, bensì contro il Mezzogiorno e contro l’unità d’Italia.

    • Nando Dalla Chiesa fa un altro ragionamento: mafia e ‘ndrangheta stanno con chi vince, e spesso li scelgono per farli vincere. Non credo che sia solo il Pdl coinvolto, ma un po’ tutta la politica. E la domanda da porsi è: tra i 2, qual è la causa e quale l’effetto

  2. (non mi è riuscito l’inserimento dello smile, 🙂 ).
    Su quello che dici, sono quasi completamente d’accordo con te, tranne che nella parte finale: non credo che la seccessione sia un fatto positivo. Un fatto positivo sarebbe che ci fosse la volontà, omogenea in tutta la classe politica, di fare pulizia al suo interno, per ripartire con una seria lotta alle mafie. Lo so che sembra scontato, ma io sono molto ingenuo e sognatore. Non lo dico per scusarmi, ma perché oggettivamente è così.

      • Mi spiace, non ho la risposta.
        Ma posso abbozzarla: se ciò non fosse possibile andremo avanti così come abbiamo fatto fino ad ora, finché ci sarà una rottura dello stato sociale che determinerà un disordine interno, i cui effetti non saranno mitigati dalla secessione che nel frattempo sarà maturata, e che, a seconda della gravità – il disordine interno – potrà determinare un default economico con possibilità di sfociare in qualcosa di molto grave, per il quale sarà auspicabile una fuga all’estero. Diverremmo, rispetto alle altre nazioni, come i profughi che ora tanto non vogliamo. Il tutto perché l’opinione pubblica è divisa, perché non c’è un sentimento civile che ci accomuna: non ci sentiamo indispensabili l’uno per l’altro nell’affermare lo stato sociale; siamo utili, tutti, a consolidare lo status di potenti alla nostra classe politica.

  3. La secessione non servirebbe a nulla, lo penso anche io, ma se si arrivasse ad un punto per cui 2 (o più) stati diversi garantirebbero più opportunità per i cittadini in termini di risorse, sgravi fiscali, maggiori risorse per sanità, scuola, giustizia, competitività ecc
    che si fa? …… non ne ho idea .

  4. Vorrei far notare che la dissoluzione della Jugoslavia (e soprattutto della Russia) alla fine ha portato allo strapotere proprio delle mafie

      • Diciamo che perlomeno la situazione era più sotto controllo… D’altra parte, in una dittatura può stare al comando solo un regime

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