Fascisti

Nei giorni scorsi, su Facebook, è rimbalzata una foto che ritrae alcuni ragazzi del Popolo della Libertà, a Vicenza, mentre festeggiano il 25 aprile in maniera un po’ nostalgica.

L’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan (punto di riferimento per tutti quei ragazzi che nel Pdl gravitano nell’area della destra), giustifica così i “suoi ragazzi”:

E’ stata soltanto una provocazione futurista, una goliardata.

Quanto faccia ridere potete deciderlo voi:

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9 thoughts on “Fascisti

  1. http://www.posizione.org/index.php/politica/338-elena-donazzan-e-il-decalogo-dei-patrioti

    Nella vita ci sono donne particolari; donne che non si accontentano solo del proprio uomo; donne in grado di spingere il loro amore verso un qualcosa di più grande: la patria. Una di queste è certamente Elena Donazzan.

    Una donna capace di far conciliare la militanza politica con la vita privata. Per chi ancora non la conoscesse Elena Donazzan ricopre un ruolo di grande prestigio, quello di Assessore, con delega all’istruzione e alle politiche del lavoro, in Regione Veneto. E da buona patriota, oltre ad emozionarsi ogni qualvolta sente l’inno di Mameli, si definisce concreta, determinata, sensibile e coraggiosa, tanto da lasciare la Camera dei Deputati per rimanere tra la sua gente. Gente che invita venerdì 11 marzo alle ore 12,00 al Caffè Pedrocchi di Padova per la presentazione del Decalogo dei Patrioti. In attesa della fatidica data leggete l’intervista fattale.
    Assessore Donazzan lei proviene da una lunga militanza fondata sull’amor patrio, cosa rappresenta per lei questo decalogo?
    “Un impegno quotidiano, uno stile di vita, una adesione pratica e non solo ideale all’essere patrioti”.
    A proposito di patria, perchè uno si ricorda di esser italiano solo quando ci sono i mondiali di calcio?
    “Non vale per me…io ho avuto la fortuna di nascere ai piedi del Monte Grappa, Sacro alla Patria. Mi basta alzare gli occhi a vedere quel bastione imponente perché mi sia chiarissimo cosa è l’Italia. E’sangue e suolo, è sacrificio e dedizione, è orgoglio e voglia di riscatto. Poi mi basta guardare al mio territorio veneto per capire cosa è l’Italia oggi: made in Italy, scelte di ciascuno di noi per comprare italiano difendendo i nostri posti di lavoro, la nostra ricchezza non solo materiale ma di tradizione produttiva, di sovranità nazionale”.
    Oggi c’è voglia di patriottismo in Italia?
    “Il 75%dei Veneti, dipinti come leghisti e quindi antitaliani, invece, in un sondaggio di novembre 2010 ha risposto che la bandiera è il tricolore e l’inno è quello di Mameli. Certamente dal dopoguerra fino al sessantotto compreso, gli unici a sventolare orgogliosamente il tricolore erano i militari e gli appartenenti alla destra italiana e questo ha contribuito non poco alla disaffezione all’amor di Patria e ad uno stile che di fronte all’interesse nazionale facesse fare un passo indietro a tutte le partigianerie. Io credo che riprendere una certa ritualità intrisa di rispetto per i nostri simboli serva ad accrescere lo spirito patriottico. Mi secca dirlo ma su questo dobbiamo imparare da nazioni molto più recenti e prive della nostra straordinaria storia, come gli Stati Uniti d’America, che in quanto a patriottismo hanno saputo tenere insieme un popolo eterogeneo e privo di una cultura comune”.
    Di fronte a se ha un podio sul quale far salire i tre patrioti dell’anno, chi sceglierebbe?
    “Cesare Battisti, irredentista trentino che con Fabio Filzi venne catturato sul Monte Pasubio, portato a Trento e impiccato. Morì gridando “Viva l’Italia!”; il Caporal Maggiore Matteo Miotto caduto in Afghanistan nel capodanno di quest’anno che ha lasciato un messaggio fortissimo dignità e amore per la sua divisa, quella di alpino italiano; Anna Maria Fagarazzi, di Parenzo d’Istria, della quale ho la fortuna di avere l’amicizia: esule istriana, italianissima. Italiana 3 volte: per nascita, per scelta, per amore”.
    Secondo lei da cosa si capisce un patriota rispetto ad un non patriota?
    “E’orgoglioso e fiero di essere italiano, conosce la storia e la cultura del proprio popolo. Insomma mangia la pizza e non va da mc donald, beve amarone e non coca cola, compra italiano e non cinese, ma soprattutto si indigna se qualcuno parla male della sua Patria”.
    Il 2011 per l’Italia è l’anno delle cento e cinquanta candeline, che festa sarà? E quali le iniziative portate avanti da lei in Prima persona?
    “Deve essere un anno in cui in ogni occasione si faccia qualcosa per essere patrioti e dovrà durare il resto della vita di ciascuna persona, come delle istituzioni chiamate ad essere all’altezza di queste celebrazioni. Io da tempo e come impegno politico favorisco ogni iniziativa volta alla maggiore consapevolezza della grande storia e cultura che ha l’Italia. In particolare nella mia terra veneta, là dove si è fatta l’Italia. E’l’Italia del Piave, del Grappa, di Vittorio Veneto. E’ l’Italia del 4 novembre 1918, data che dovrebbe tornare ad essere l’unica festa nazionale superando 25 aprile, 1 maggio e tutte le troppe festività che ci stanno abituando ad essere un popolo di festaioli più che di lavoratori. Una data unica, una festa che unisce e non che divide”.
    Tutti, o quasi, si fermano al dire che le donne in Italia sono poco considerate, ma è vero? Non c’è, forse, da parte della sinistra, una ormai banale strumentalizzazione su questo tema?
    “Le donne spesso si rappresentano malamente e credo sia una nostra responsabilità. Il resto sono alibi, anche perché ritengo che non ci sia nulla che si possa comprare che non sia in vendita. Credo che la donna, per le caratteristiche, non solo fisiche che ha, debba trovarsi il proprio spazio e sono certa che quando una donna emerge è mediamente più preparata, perché più seria, più esigente, meno superficiale”.
    Che ruolo dovrà avere la donna nel terzo millennio?
    “Quello che ha sempre avuto nella storia e nella tradizione: portatrice di vita. In ogni senso”.
    E quello della donna innamorata della propria Patria?
    “Quella di mettere tutta la propria sensibilità al servizio della sua nazione, con la capacità di commuoversi e di indignarsi, ma mai di arretrare”.
    Come descriverebbe la sua azione politica usando solo quattro aggettivi?
    “Determinata, coraggiosa e patriottica”.
    Il federalismo sembra esser cosa fatta. Perchè allora tanti insulti, da parte dell’opposizione, a questa legge?
    “Perchè tra i problemi che la nostra nazione ha c’è quello di essere sempre refrattaria alle riforme ed al cambiamento. Siamo troppo conservatori e nel modo sbagliato. Abbiamo oggi bisogno di tenere insieme questa nostra nazione rispettando le specificità. L’Italia è un coro polifonico: o tutte le voci sono armonizzate, con i loro timbri diversi e seguono la stessa partitura oppure è un coro stonato, ma anche se mancassse una sola di queste l’effetto sarebbe minore”.
    Cosa prova ogni volta che sente l’Inno di Mameli?
    “Mi commuovo e provo una forza indefinita!”
    Un consiglio a chi si vuole impegnare in politica?
    “Militanza, sacrificio e serietà. L’Italia ha bisogno di giovani patrioti impegnati in politica”.

    Per una panoramica completa di tale Elena Donazzan leggete qui:

    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2695

    per il resto mi consola che le facce della foto siano di ragazzini ….
    o forse dovrei preoccuparmi? mah

      • Saremo fortunati noi veneti eh….

        P.s se avete voglia guardate il video di Matteo Quero relativamente all’opuscolo “1989/2009. 20 anni dalla caduta del muro” fatto scrivere dalla Donazzan a spese della regione…

        Quero è uno dei pochi del Pd veneto che stimo.

  2. PPs Dimenticavo :

    CD “europeista”, finanziato dalla regione Veneto e curato dall’associazione Strade d’Europa, la stessa che ha realizzato il libretto sul Muro.

    • L’apologia di fascismo mi pare sia un reato. Commesso da funzionari statali dovrebbe essere piuttosto grave, anche se, per me, anche una squadra di ragazzotti che fa il saluto romano è alquanto inquietante, e necessita di chiare prese di posizione e di azioni che facciano ben comprenderne la gravità a chi fa certe cose.

      • ma no la Donazzan ha detto che «è stata soltanto una provocazione futurista, una goliardata ».

  3. In effetti la Donazzan è forse il principale alfiere dell’unitarismo italiano in Veneto. Il che dovrebbe far sorgere qualche dubbio sulla bontà di tale posizione, tenuto conto che la Donazzan ha alle spalle una tradizione ormai secolare di “italianesimo” che ci ha regalato, nell’ordine, la prima guerra mondiale, il fascismo, l’imperialismo, la seconda guerra mondiale (con annessa alleanza al nazismo), le leggi razziali. Eh beh…

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