Dove finiscono i nostri soldi

Open Spending – via Il Post – ha fatto i conti in tasca agli italiani, dal 1996 al 2008. Tutti i dati e la grafica navigabile sono disponibili qui.

In base ai diversi settori, la spesa pubblica italiana è stata così ripartita nel 2008:

In base alle diverse Regioni, invece, la spesa pubblica è stata così distribuita:

Messi giù così, però, i dati dicono poco. Per questo motivo li ho rielaborati tenendo conto della popolazione residente in ciascuna Regione.

In questa tabella ho considerato i quattro maggiori settori di spesa (previdenza e integrazione salariale, sanità, istruzione e amministrazione generale) – da notare il dato dell’istruzione in Lombardia (se non si legge bene, cliccateci sopra):

In verde le prime cinque regioni per ciascuna voce. In giallo le ultime cinque.

Il totale della spesa pubblica, invece, è distribuito così nelle diverse regioni:

Infine ho realizzato due rielaborazioni cronologiche dei dati:

Nella sostanza, niente cambia.

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21 thoughts on “Dove finiscono i nostri soldi

  1. Dalla tabella, si può notare che le regioni con il più basso tasso di spesa pro-capite per l’istruzione sono in molti casi anche quelle con il più alto tasso di spesa per la previdenza sociale…in quel dato è inclusa anche la spesa per le pensioni?

    Se fosse così, sarebbe interessante confrontare le tabelle demografiche con questa tabella delle spese: i dati potrebbero essere facilmente dovuti a una diversa composizione delle popolazioni regionali (es. una Campania molto più giovane della Lombardia).

    Mi ha stupito il dato sulla spesa amministrativa: si sarebbe potuto ipotizzare che, se il sud è più preda del clienteralismo, questa spesa sarebbe dovuta essere maggiore lì, non al Nord.

    A cosa è dovuta l’impennata nella spesa della Lombardia, decisamente più in crescita rispetto alle altre regioni?

    • I dati sulla previdenza sono pesantemente influenzati dai dati sulle pensioni di anzianità (quelle “normali”, per così dire) e non solo da quelli sulla composizione della popolazione per fasce d’età. Perché è ovvio che quelle regioni (il Nord in generale) che hanno avuto maggiori tassi di attività e maggiori tassi di occupazione assorbano anche la maggiore quota di assegni pensionisti (essendo la pensione – in particolare quella di anzianità – un “salario differito”, cioè quota parte del salario accantonata per essere corrisposta a termine ciclo lavorativo).

      daniele,milano

    • Come per tutti i dati, anche a quello per l’Amministrazione generale, vale la regola di “andarci a guardare dentro”.
      Il clientelismo normalmente si esprime in posti di lavoro o finte puensioni. nel primo caso rientra nelle spese di amministrazione. E allora puoi facilmente scoprire, smantettando un po’ su internet, che la Lombardia è di gran lunga la regione con il più basso costo del personale in Italia, mentre quella che spende di più è il Molise (ovviamente in termini pro capite). (cfr. http://www.regione.veneto.it/NR/rdonlyres/74AF01A5-9CED-4D25-A2EA-1DC3663E43ED/0/Leperformanceneisistemidifinanzapubblicaregionalizzataalcuneanalisidibenchmark.pdf)

      Idem se ti sposti sulle pensioni di invalidità, che però non sono computati nei costi per l’amministrazione generale, ma nelle spese sociosanitarie e assistenziali (cfr. http://www.democrazialegalita.it/documenti/invalidi_civili.pdf)

      daniele,milano

      • Grazie mille per le delucidazioni, erano dubbi che mi sono sorti scorrendo velocemente le tabelle.

        Tra l’altro, da quel che dici, si deduce che probabilmente un lombardo è assistito “pro-capite” da molte più persone nella PA rispetto ad un molisano. Al solito, come dici bene, bisogna andare dentro ai dati per capirci qualcosa, e anche questa è una cosa che dovrei controllare…

      • Non ho mai capito come facciano alla Regione Veneto ad avere certi dati quando ci sono Regioni che non sono neanche in grado di presnetare un bilancio degno di questo nome (e lasciamo perdere i Comuni!).
        Comunque non capisco mai perché le Regioni a Statuto speciale rimangono sempre fuori da queste analisi. Le si mettono dentro sempre, per confrotno.

  2. Scusa Valerio, tra le più alte. La prima è la Valle d’Aosta, che oltretutto è la meno popolosa. Che dici: facciamo allora che potrebbe essere tra le più efficienti?

  3. @pinoseltz:
    Ma sai leggere le tabelle? NON è affatto la più alta. Prima ci sono VdA, TAA, FVG, Lazio, Liguria, Umbria e Piemonte. Dunque la Lombardia è 8a in pro capite. Togli pure le RSS, comunque è 5a.

    I dati sono sempre utili. Sarebbe interessante incorciare queste tabelle sulle Uscite regionalizzate con quelle sulle Entrate regionalizzate (perché si avrebbe evidenza della misura tra quanto il songolo cittadino di ogni regione versa nelle casse pubbliche e quanto riceve in servizi, prestazioni e investimenti).

    Un altro dato interessante – più qualitativo – sarebbe quello sull’efficacia della spesa. Perché non è affatto detto che laddove si spenda meno ci siano i peggiori risultati. E, in merito, vale proprio l’esempio dell’istruzione.

    Qui trovate i risultati dei test PISA-OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico tra i 34 paesi più sviluppati del mondo).
    file:///C:/Documents%20and%20Settings/s027144/Impostazioni%20locali/Temporary%20Internet%20Files/Content.IE5/MX8FYT25/slide07122010%5B1%5D.ppt#266,1, OCSE-PISA 2009 Programme for International Student Assessment Risultati nazionali

    Ve li riassumo così.

    COMPETENZE DI LETTURA – Media Ocse: 493, Italia: 486, Nord-Ovest: 511, Sud Isole: 456
    Lombardia 522 (4a dopo Corea, Finlandia, Canada e davanti a Nuova Zelanda, Giappone e Australia).
    Calabria: 448 (penultima, dietro a Turchia e Cile e davanti a Messico)

    COMPETENZE IN MATEMATICA – Media Ocse: 496, Italia: 483, Nord-Ovest: 516, Sud Isole: 451
    Lombardia: 516 (12a dopo Corea, Finlandia, Svizzera, Giappone, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Belgio, Australia, Germania ed Esrtonia e davanti a Islanda e Danimarca).
    Calabria: 448 (terzultima, dietro a Turchia e davanti a Cile e Messico).

    COMPETENZE IN SCIENZE -Media Ocse: 501, Italia: 489, Nord-Ovest: 516, Sud Isole: 454
    Lombardia: 526 (9a dopo Finalndia, Giappone, Corea, Nuova Zelanda, Canada, Estonia, Australia e Paesi Bassi e davanti a Germania e Svizzera).
    Calabria: 448 (penultima, dietro a Turchia e Cile e davanti a Messico).

    Come vedete la Regione italiana con la più bassa spesa pro capite in istruzione risulta non solo la migliore Regione italiana, ma ha un livello più alto della media OCSE in tutte le aree di test (mentre l’Italia nel suo complesso è sotto la media) e addirittura si colloca ai vertici mondiali per competenze in lettura (4a su 34), molto in alto per competenze in scienze (9a) e comunque bene per competenze in matematica (12a).

    Anche in questo campo, come in 100 altri, “italia” è davvero un’espressione senza alcun significato, tenendo insieme qualcosa che sta dalle parti della Finalndia (Lombardia) e qualcosa che invece sta nei paraggi del Messico (Clabria). Qualcuno parlava di “Espressione geografica”… appunto.

    daniele,milano

    • Scusa, ma mi ero corretto già prima: infatti poi ho scritto “tra le più alte”. E in effetti, quinta su 20 è tra le più alte. Mi era posto anche il dubbio sull’efficacia (o efficienza). Un dato di fatto è che però in Lombardia negli ultimi anni c’è stata una bella impennata, come ha sottolineato Luca

      • No è 8a su 20 se si considerano tutte, oppure 5a tra 15 se si considerano solo le RSO.

        Sull’efficienza o efficacia (non è la stessa cosa), rimenendo all’istruzione, negli ultimi anni non so se la spesa sia aumentata, ma so che il posizionamento della Lombardia è senz’altro migliorato, scavalcando Veneto e TAA che nelle PISA-OSCE degli anni precedenti erano più avanti. Dunque, nel caso la spesa sia aumentata, è aumentata anche l’efficacia, a spesa costante o magari in calo, invece sarebbe aumentata l’efficienza.

        daniele,milano

  4. sul grafico cronologico però a me salta all’occhio il divario nord-sud o almeno lombardia – resto del mondo.
    Più spesa pubblica significa avere più soldi da spendere?

    Al capitolo istruzione rientrato anche soldi che potrebbero finire alle scuole private?

    • Scusa, ma non c’è tutto ‘sto divario. Devi guardare il pro capite (dove, come detto, è 8a). E’ chiaro che in termini assoluti la Lombardia – qualunque dato tu prenda in considerazione – è sempre la prima regione, perché è di gran lunga la prima regione in popolazione: 9.909.348 abitanti (ultimo istat disponibile a novembre 2010), cioè il 60% in più della seconda regione italiana, la Campania (5.833.131).

      Se poi consideri che la Lombardia è sia (ovviamente) in termini assoluti, sia in termini relativi (in rapporto alla popolazione) la Regione che contribuisce largamente di più alle casse pubbliche (sia perché ha un reddito pro capite più alto, sia perché ha di gran lunga l’evasione fiscale più bassa), il divario esiste, ma a suo svantaggio.

      daniele,milano

  5. Bisogna riocrdare che questa è la spesa pubblica globale (stato+regioni+comuni).
    Sarebbe interessante avere la spesa pubblica disaggregata.

  6. Sarà, ma io ho l’impressione che all’aumento esponenziale (molto esponenziale) della spesa pubblica, i risultati siano inferiori rispetto a quanto investito. Il fatto che la Lombardia abbia superato Veneto e TAA non significa per forza che sia migliorata la nostra regione, ma siano piuttosto peggiorate le altre. Non ho dati per affermare questo: è una sensazione che traggo da quel che vedo.

    • Sensazioni, un po’ come l’insicurezza, la paura degli immigrati…
      Ma non era colpa della Lega che crea queste “senzazioni”?
      Vedi Pino, non si possono usare due pesi e due misure: o valgono le sensazioni di tutti, o valgono i dati per tutti.

      Come diceva la canzone?… ah sì, ecco: “Tu chiamale, se vuoi, sensazioniiii….”
      O forse no, forse erano altre le parole, chissà, ho come la sensazione…

      Saludos antiunitaristas,
      Alejandro Storti
      (mi adatto al nuovo corso decentralizzatore della revolucion cubana)

    • Vai sul sito INVALSI, leggiti le tonnellate di dati nei risultati dell’ultima ricerca e di quelle precedenti e avrai modo di confermare o confutare le tue “impressioni”, pòer prendere una posizione ragionata anziché “a naso”.

      daniele,milano

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