Comprare Bologna

Volevano partire alla conquista del mercato immobiliare bolognese e anche di diverse attività economiche. E in larga parte c’erano già riusciti. Ma la vita di novelli imprenditori “puliti”, i prestanome, non era una passeggiata per gli uomini legati a due vertici della ‘ndrangheta trapiantata nel bolognese, Francesco Ventrici eVincenzo Barbieri, affiliati al clan calabrese dei Mancuso.

Nell’operazione di riciclaggio, una fruttuosa partnership territoriale:

E il tutto era coadiuvato da un pool di consulenti emiliani, soprattutto commercialisti, avvocati e geometri, che – hanno accertato gli inquirenti – erano perfettamente consapevoli di chi fossero i loro committenti.

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One thought on “Comprare Bologna

  1. C’è anche questo, ad esempio: http://www.trasportoeuropa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5112:ndrangheta-infiltrata-in-tnt-a-milano&catid=9:autotrasporto&Itemid=71

    Comunque il discorso non cambia. Pur con tutte le possibili complicità locali (peraltro sempre limitate in termini numerici, dato che molto maggiore è il numero degli attori del mercato vittime rispetto a quello dei complici), il fenomeno nasce e si alimenta culturalmente nel Mezzogiorno. E non si può pensare che codici di condotta, indagini (che durano anni e arrivano alle conclusioni quando ormai i danni sono stati fatti) e prevenzioni procedurali varie possano essere la sola risposta.

    Qui abbiamo a che fare con intere tribù familiari e parentali, migliaia di persone affiliate fra loro capaci di trasmettere nei secoli codici di condotta malavitosa degni del peggior fondamentalismo religioso. Qui abbiamo a che fare con legami di sangue e tradizioni familistiche inscalfibili (gente che è abituata a condurre faide di decenni per questioni d’onore, fino ad ammazzamenti multipli tendenti, in ultima analisi, alla sottomissione completa del clan rivale o alla sua eliminazione, fisica!, altrettanto completa).

    Il Sud va staccato dallo Stato italiano e posto sotto un protettorato militare europeo.
    Finché continuiamo a lasciargli in mano le chiavi politiche di uno dei paesi più produttivi e ricchi del mondo, non possiamo poi stupirci se la colonizzazione mafiosa non molla. Per togliere spazio alle mafie meridionali, le più pericolose al mondo, bisogna togliere peso elettorale ai loro bacini territoriali. Non è possibile che il Sud, dominato dalle mafie, possa influenzare con la propria lobby parlamentare tutta la Penisola. E’ ora di dire basta.

    Altro che campagne del PDL(ombardo) contro la Lega Nord. Invece di sparare sulla croce rossa di Alberto da Giussano, che si fa male da sè, scegliamo l’obiettivo giusto: l’unità d’italia, fonte prima dell’espansione mafiosa.

    Cordialmente,
    Alessandro Storti

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