Il prezzo della libertà (si fa per dire)

L’Espresso ha dedicato, in questi giorni, un discreto spazio alla cosiddetta riforma federalista, che i nostri rappresentanti stanno studiando. I risultati non soddisfano di certo le aspettative.

In primo luogo, la possibilità di introdurre addizionali regionali e comunali – le casse degli enti locali, del nord e del sud, si trovano in una situazione di estremo bisogno – prefigura, supponendo che l’addizionale sia sfruttata fino in fondo, scenari di questo genere (dati Cgia di Mestre) :

Certo, chi vorrà applicare le addizionali se ne assumerà le responsabilità davanti agli elettori, ma con quali conseguenze sul voto, nell’eterno derby politico che viviamo in Italia? E certo, diminuirà, grazie alla riforma, il prelievo centrale. Basta crederci. E fidarsi.

In secondo luogo – e qui si sfiora davvero il paradosso -, la Ragioneria dello Stato, su richiesta della Commissione tecnica per l’attuazione del federalismo, ha provato ad applicare la riforma della Sanità proposta da Calderoli. Ecco il risultato:

Pare che i Governatori delle regioni del Nord si siano opposti, e che quindi i tecnici si siano rimessi al lavoro.

Annunci

5 thoughts on “Il prezzo della libertà (si fa per dire)

  1. Bei filmati.
    Il problema è che tradurre in riforme concretamente federaliste le giuste idee di Bonacchi, Pagliarini ecc. si è dimostrato impossibile. Nei fatti, nell’esperienza concreta maturata in due decenni di fallimenti. Dovuti all’incapacità della Lega, ma anche e soprattutto all’opposizione costante e sostanziale, spesso sottotraccia e non apertamente dichiarata, di tutti gli altri partiti, che alla diffidenza ideologica di partenza uniscono il ricatto costante delle proprie rappresentanze elette nel Lazio-Mezzogiorno, che fanno lobby da sempre.

    La soluzione non è più il federalismo, che è impossibile da raggiungere nell’ambito di un ordinamento parlamentocentrico quale quello italiano. La soluzione è asimmetrica, e si chiama indipendenza regionale (o macroregionale). Naturalmente è possibile che un percorso di questo tipo porti dapprima a stadi di progressiva autonomizzazione, sul modello sudtirolese o basco-catalano. Di certo, comunque, vi è all’orizzonte la decostruzione radicale dell’entità italiana, che deve scomparire come stato unitario. Poi la nazione (italiana), posto che esista, posto che abbia ancora qualche utilità parlarne all’inizio del terzo millennio, può benissimo rimanere. Ma senza uno stato italiano unitario, per cortesia. Altrimenti per tutti noi cittadini settentrionali della penisola la prospettiva è una costante meridionalizzazione socio-economica del nostro contesto, che significa connivenza endemica fra politica e mafie, burocrazia asfissiante, lontananza logistica dall’Europa, arretratezza dei sistemi educativi e welfaristici e un sacco di altre cose brutte che già vediamo ogni giorno nel Sud.

    Saluti separatisti lombardi, ovviamente,
    Alessandro Storti

    • Alessandro e che si fa? indipedenza? ma se la gente non capisce un mazza di federalismo…figuriamoci di indipendenza…non è la lega il problema bensì i “padani ” che l’hanno e continuano a votarla…quelli: “federalismo, padania libera”…e gli altri:”Siii padania libera” e il voto è assicurato…il meridione poi non ne parliamo….basta criticare e allora sei un razzista del nord….io propio non ci vedo vie d’uscita a medio-lungo termine….

      • Il punto, Luca, non è in senso stretto la “praticabilità” di una opzione politica. Se guardiamo agli ultimi vent’anni sono accaduti eventi impensabili (crollo del Muro di Berlino, 11 settembre, guerre USA in Iraq, Afghanistan, persino in Libia, caduta repentina di regimi nordafricani in sella da decenni, introduzione Euro, ecc.). Non parliamo poi dei cambiamenti epocali nella vita quotidiana, a seguito di invenzioni e scoperte che sanno a volte cambiare il mondo. Quindi tutto può accadere.

        Il punto è cosa proporre che possa essere semplice, chiaro, netto e, comunque, non del tutto fuori dalla realtà: se invocassimo il ritorno al MedioEvo (lungi da me!) saremmo dei perdigiorno, ma nel momento in cui invochiamo la secessione di Regioni più popolose di metà degli stati membri UE e che sono peraltro motori economici, beh, stiamo scegliendo di proporre un’opzione possibile. E comprensibile per chiunque, credimi.

        La vera domanda quindi è: continuiamo a perdere tempo proponendo ciò che in vent’anni nessuno è riuscito a realizzare, ciò che è manipolabile, strumentalizzabile, “violentabile” nei contenuti effettivi ecc.?
        Oppure scegliamo di investire le poche energie disponibili in un progetto veramente comprensibile e, permettimi, anche molto più vantaggioso?

        Con tutto il rispetto per chi, comunque, resta un “federalista” autentico, e senza polemica naturalmente,
        A.S.

  2. Resto federalista, ma io sono aperto a tutto.
    Ripeto io mi auguro che ci possano essere cambiamenti importanti ma (magari mi sbaglio) le possibilità in Italia è minima, insomma da “elettroencefalogramma piatto”…
    e se l’ambiente federalista “vero” (e indipendentista) è “screditato” un enorme ringraziamento andrebbe fatto alla lega.
    L’Italia mi ricorda un po’ la Repubblica di Venezia degli ultimi anni…. bloccata, costantemente sull’orlo del baratro, fragile in attesa della sua fine…io spero che in Italia si possa evitare.
    Il problema più spinoso rispetto all’unità politica è il sud sia dal punto di vista economico e sociale, la lega ha incarnato(e incarna) il “cosiddetto “cambiamento ma ha sfruttato tutti gli argomenti in chiave “reazionaria”.
    Se si potesse ripartire da zero e arrivare ad una risoluzione nord e sud sarebbe fruttuoso…si potrebbe decidere il futuro in modo chiaro e senza sviare il discorso verso i sentimenti di patria, ossia tirare la storia “per la giacchetta” e sfruttarla a propio vantaggio.
    Se vi sarà convenienza per entrambi i membri(nord e sud) nella separazione si può anche fare…ma prima bisognerebbe provare seriamente la via federalista.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...