Sono d’accordo: usciamo dall’Europa

Ma scusate, in Libia non si stanno usando le armi? No, allora, le armi o si possono usare o non si possono usare. Bisogna vedere se si usano bene o si usano male. Noi siamo invasi, c’è gente che viene in Italia senza permesso, violando tutte le regole, beh, a questo punto bisogna usare tutti i mezzi per respingerli. Eventualmente anche le armi.

Ripeto: l’Europa sta usando le armi nello stesso ambiente, in Libia. E non vedo allora perché le armi per uno scopo si possono usare per un altro no.

Poi un passaggino delirante su Hitler:

Ha sbagliato tutto: se fosse vissuto nei giorni nostri avrebbe mandato dei tedeschi coi barconi a invadere il mondo e nessuno avrebbe potuto fermarli perché “beh, ci sono le ragioni umanitarie”.

Ecco, che queste parole – sulla scia di quanto dichiarato ieri dal viceministro Castelli – si possano sentire pronunciate sul metrò o al bar è già cosa che crea ribrezzo. Che a pronunciarle sia un Europarlamentare, Francesco Speroni, proprio per rettificare il tiro del collega, è sufficiente per farci vergognare di chi rappresenta questo Paese.

Oltre al cattivismo, vorrei comunque sottolineare l’acuta analisi: le armi si possono usare o non si possono usare. Se si decide di usarle, allora si possono usare sempre. Poi, per piacere, spiegategli che tra i diversi fini della guerra in Libia (e chissà quanti ce ne saranno) è poco plausibile che ci sia lo sterminio di tutta la popolazione per impedire gli sbarchi a Lampedusa.

Usciamo dall’Europa, sono d’accordo, ché c’è da vergognarsi a mandare a Strasburgo gente così.

p.s. mi hanno ricordato che fino a tre settimane fa la Lega era pacifista.

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6 thoughts on “Sono d’accordo: usciamo dall’Europa

  1. Io penso che la critica -anche giusta- alla Lega sia orami una pratica del tutto inefficace. Perché l’altro lato della mediaglia di questo degrado assoluto del dibattito politico che segnalano le dichiarazioni di molti leghisti è la completa afonia di tutti ma proprio tutti gli altri.

    E’ facile, troppo facile, dire che la Lega fa schifo. E’ molto più difficle – e infatti nessuno lo fa – proprorre qualcosa di diverso ragionevolemente efficace per risolvere il problema che le dichiarazioni rozze della Lega segnalano.

    Sparare ai clandesitni è “brutto”? Certo che sì. ma c’è un qualcuno che abbia la capacità di mettere sul tavolo una proposta diversa FATTIBILE che risolva il problema di masse sterminate che premono alle porte dell’Impero? Non una filippiaca moralista para-papalina tipo “accoglienza”, “cura” e “solidarietà” che va bene quando si parla di 4 gatti e nel breve termine, ma non quando si parla di milioni di persone e di lungo termine.

    Io credo che sparare sulla Lega non sposti più un solo voto, perché di fronte al problema piuttosto che niente è meglio piuttosto (“sparare sugli immigrati”). Mentre una soluzione alternativa a quella della Lega forse sì. Non ce n’è traccia.

    daniele,milano

    P.S.: a margine farei notare che mentre le politiche del governo italiano non hanno prodotto un solo morto, l’intervento “umanitario” invce sì, e molti, anche tra i civili.

    • Come spesso accade, Daniele, sai dire quello che penso ma che non talvolta riesco ad esprimere serenamente.
      La Lega parla per rutti, probabilmente, ma quei rutti sottendono una digestione che avviene nella pancia della società del Nord (e non solo di quella, a volte). L’incapacità altrui di dar voce a quella digestione trasforma i soli rutti leghisti in sordo rancore, in paura e in strepiti.
      Ma morta la Lega, se mai la cosa accadrà, la digestione nella pancia della societò continuerà, e starà agli altri scegliere se ignorarla o accettare finalmente l’esistenza di problemi scomodi che non possono essere risolti con il silenzio, l’indifferenza o il moralismo.

      E mi associo anch’io nel rilevare che inglesi, francesi, americani (e pure spagnoli, un po’ più ad Ovest) sparano e ammazzano. Per davvero. In questa incapacità italiana di essere spietati ritrovo un briciolo di stima per il senso dell’essere italiani. Altro che palle sul razzismo del Nord.

      Alessandro Storti

      • A leggere i vostri aberranti commenti mi sto convincendo anch’io che l’unica soluzione è la secessione della Lombardia.
        Almeno non sarei più un vostro connazionale.
        Ma li rileggete i vostri commenti?

  2. @ Valerio

    …eh?
    Ma che cacchio dici?
    Ho scritto che ci sono problemi e che questi problemi necessitano di risposte, se non si vuole che le uniche proposte siano i rutti della Lega: dove sarebbe l’aberrazione?
    Ho scritto che uno dei pochi motivi per cui sento ancora un briciolo di fierezza nell’essere parte della “nazione italiana” è dato dal fatto che noi non stiamo sparando (mentre gli altri sì): dove sarebbe l’aberrazione?

    Valerio, ma vafanculo (immaginatelo detto con lo stesso accento italoamericano di Tony Soprano, così magari ti suona meglio)

  3. @ Valerio

    boh… non capisco. Ho detto 5 cose, mi dici quale sarebbe “aberrante” per favore?

    1) C’è una questione gigantesca – almeno quanto quella ambientale, per intenderci – che riguarda la mostruosa sperequazione nella distribuzione della ricchezza nel mondo che produce inevitabilemtne spinte allo spostamento di milioni di persone dalle terre più povere – che rappresentano più o meno il 90% della popolazione mondiale, generalmente molto più giovane e con tassi di crescita molto maggiori del restante 10% – verso quelle più ricche. L’Italia, un paese tradizionalmente di emigranti (tecnicamente lo era ancora fino a un paio d’anni fa) ha visto crescere la quota di immigrati sulla popolazione in un tempo che dal punto di vista storico è meno d’un batter di ciglia (diuciamo da metà anni ’90 a oggi). E siccome “Italia” non significa niente quando il Calabria hai una quota di immigrati del 2% e a Milano del 20%, risulta piuttosto difficile pensare che la capacità di assorbimento e integrazione di milioni di persone possa andare avanti indefinitiamente nel tempo, soprattutto con tassi di crescita dell’economia dell’1 virgola qualcosa.

    2) La Lega centra la questione e offre una risposta: “föra di ball”. E’ una risposta idiota tanto quanto la risposta di chi di fronte all’insostenibilità ambientale del modello di produzione e consumo attuale propone il ritorno alla candela. Ma è una risposta.

    3) Quella risposta ha un suo “grip” e un suo consenso non perché gli italiani siano necessariamente tutti delle bestie, ma perché anche chi non lo è affatto non trova alucuna altra risposta a un problema che è evidente anche a un bambino.

    4) le altre forze politiche, infatti, o sono completamente mute, o balterano di accoglienza sempre comunque e per tutti (parlando come la Chiesa ma facendo un altro mestiere che non permetterebbe di limitarsi ai principi ma presupporrebbe risposte operative) o si limitano a dire – come fa il post qui – che la Lega è cattiva. Tutto legittimo, tutto persino giusto e vero, ma nessuno di questi orientamenti è una risposta al problema. Ed è per questo che i richiami moralistici -secondo me- non sopostano un voto.

    5) nel “p.s.” ho fatto notare – cosa che peraltro è stata patrimonio della sinistra, compresa quella che ora accusa di timidezza il governo sull’intervento in Libia – che gli “interventi umanitari” sono balle raccontate ai ciula per giustificare operazioni tese a promuovere e difendere (anche legittimamente) interessi economici e geopolitici e che normalmente si risolvono con un numero di morti civili per nulla trascurabile.

    Puoi condividere o meno (e ci mancherebbe altro!). Ma mi dici cosa c’è di “aberrante”?

    daniele,milano

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