Vita breve per il sindaco-sceriffo

I Sindaci non fanno le leggi. E solo le leggi possono imporre determinate restrizioni alla libertà dei cittadini. E’ così che la Corte Costituzionale ha bocciato parzialmente il cosiddetto pacchetto sicurezza, approvato nel 2008 dal Governo Berlusconi, poiché alcune restrizioni incidono

sulla sfera generale di libertà dei singoli e delle comunità amministrate ponendo prescrizioni di comportamento, divieti, obblighi di fare e di non fare, che, pur indirizzati alla tutela di beni pubblici importanti, impongono comunque, in maggiore o minore misura, restrizioni ai soggetti considerati.

A rischio, quindi, tutte le ordinanze emesse in questi anni, dai divieti di accattonaggio, alle norme antilucciole,  dai divieti di sostare nei parchi a divieti di fare flanella. E si potrebbe andare avanti all’infinito.

Differenti le reazioni. A Milano, il vicesindaco De Corato ritiene che la conseguenza della sentenza sarà di

riempire le strade di irregolari inespellibili, di prostitute e di accattoni molesti.

Pisapia, candidato sindaco del centrosinistra, risponde:

non servono coprifuoco, né le “grida manzoniane” che hanno caratterizzato una politica della sicurezza fatta solo di chiacchiere. È viceversa fondamentale assumere nuovi vigili e organizzare il loro lavoro in un rapporto solidale con la cittadinanza.

Il sindaco di Varese, Attilio Fontana, la butta in federalismo:

Che ciascun sindaco decida di affrontare un’illiceità in un modo piuttosto che in un altro è un’architrave del federalismo, parola che è stata inserita in Costituzione con la riforma del titolo V. A Varese, faccio un esempio, dove non ci sono prostitute per le strade, non avrebbe senso un’ordinanza anti-lucciole.

Chiudiamo con Sergio Chiamparino, sindaco (uscente) di Torino, che richiama la posizione assunta dall’Anci al momento dell’approvazione del pacchetto:

l’Anci evidenziò la necessità che l’ampliamento degli strumenti e dei poteri per fronteggiare la crescente domanda di sicurezza che viene dai cittadini fosse disciplinato dalla legge in un quadro organico riguardante la materia della sicurezza urbana.

p.s. c’è stata un’altra bocciatura, quella delle strisce pedonali padane.

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11 thoughts on “Vita breve per il sindaco-sceriffo

  1. A dire la verità, la bocciatura delle strisce pedonali riguarda anche le colorazioni blu e rosse: solo bianche e gialle in effetti sono consentite, anche perché sono i colori che creano maggior contrasto con il fondo stradale e quindi più utili come segnalazione.
    P.S.: la dichiarazione di Chiamparino l’ho dovuta rileggere 2-3 volte per interpretarla. Cazzarola…

    • Infatti. Una legge stupida.
      Se vuoi pitturare la strada lo puoi fare solo con i colori bianco o giallo. Altrimenti, se vuoi un altro colore, basta mescolare il colore con l’asfalto (ovviamente ad un costo ben maggiore). Milioni di euro se ne andranno inutilmente per ricolorare le strisce pedonali per l’ennesima legge stupida.
      C’è poco da gioire.

      • Il fatto è che poi mescolando il colore con l’asfalto, quando piove rendi il fondo sdrucciolevole e quindi pericoloso per moto e bici

  2. @pinoseltz
    L’effetto che dici tu c’è quando pitturi l’asfalto, perché la pittura livella le asperità dell’asfalto che aumentano l’attrito e la tenuta di strada. Se mescoli il colore con l’asfalto, invece, le asperità rimangono e con esse la tenuta di strada.
    Purtroppo tantissime amministrazioni hanno pitturato le strisce con vari colori, invece di mescolare il colore con l’asfalto, in assoluta buona fede (e per risparmiare), dato che la pittura blu, rossa o verde dà gli stessi problemi di tenuta della pittura gialla o bianca.

    • Quindi pitturando l’asfalto, la vernice dura anche meno, giusto? Ho visto qui in provincia di Varese strade di comuni che hanno utilizzato il verde, con il colore che è durato meno di un anno

      • Si vede che per la foga di pitturare hanno usato vernice scadente. O forse sapevano che era illegale, così adesso non devono spendere per togliere il colore.
        Penso che però, per qualche anno, solo i comuni più ideologizzati coloreranno le strisce con l’asfalto verde. Non ci sono più soldi.
        Il guaio è togliere le strisce già colorate.

  3. Per quel che riguarda i sindaci sceriffi.
    Trovo anch’io che certi sindaci abusino del proprio potere con la loro voglia (a volte patologica) di imporre insulse regole e regolamentare ogni aspetto della vita altrui.
    D’altra parte non è possibile che ci sia un governo che attribuisce un tale potere ai sindaci per poi scoprire, dopo tre anni, che la legge è inscostituzionale. Un sindaco dovrebbe potersi fidare delle leggi dello Stato.
    Invece ora che risultato avremo?
    Le giunte comunali perderanno tempo a ritirare ordinanze già approvate, dovendo discernere tra ordinanze illegali e quelle legali.
    I tribunali amministrativi si riempiranno di ricorsi dei cittadini vogliosi di annullare multe pregresse.
    Infine le Tesorerie comunali dovranno rifondere tutti i soldi delle multe incassate (in un momento in cui il Governo taglia il 5-10% dei trasferimenti ai Comuni).
    E’ un disatro imputabile quasi esclusivamente al Governo italiano e al Parlamento che, pur dotato di centiaia di avvocati NON E’ IN GRADO di approvare una legge che sia costituzionale. Eppure, i media, dicono che la sentenza è contro i Sindaci sceriffi.

    • Sotto però c’è vernice rossa: erano più previdenti gli amministratori di prima, e non mi stupisco…
      E il verde è un colore inutile, perché si vede molto meno del rosso o dell’azzurro…

      • Esatto: la cosa curiosa è che venendo via il colore verde, e spuntando da sotto il vecchio colore rosso, insieme al bianco delle strisce, si è ottenuto un effetto tricolore…

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