Padani, föra da i ball!

Nord che vai, Lega che trovi. E la Lega dei Ticinesi, omologo svizzero del Carroccio, non ammette sconti per i padani, “cugini” ma anche un po’ “terroni”.
Che vuoi farci, c’è sempre qualcuno che sta più a nord di te…

P.S. anche per On The Nord

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14 thoughts on “Padani, föra da i ball!

    • No. E’ l’indipendenza, baby.
      Gli Svizzeri sono meno numerosi dei Lombardi, però si autogovernano (persino fuori dall’UE!) e ovviamente si gestiscono le proprie tasse. Noi no. E giustamente ai loro occhi siamo, ad andare bene, dei coglioni, ad andare male degli stronzi. Perchè grazie a quel fatidico 17 marzo abbiamo contribuito a trasformare la mafia in fenomeno di caratura mondiale, e pure in Svizzera ne sanno qualcosa.

      Considerazioni scomode (nuova puntata):
      Prima dell’unità d’italia la mafia meridionale esisteva solo al Sud -taluni sostengono che nemmeno lì vi fosse mafia in senso proprio, ma forse questo è un eccessivo sottilizzare-.
      Dopo l’unità d’italia -…grazie all’unità d’italia?…- la mafia si è velocemente radicata in mezzo mondo, ovviamente pure al Nord.

      • Prima la mafia non aveva i mezzi per diffondersi, quindi forse qualcuno l’ha aiutata a svilupparsi ed a farla circolare

      • infatti…trasferimenti pubblici e in particolare la ndrangheta calabrese con i sequestri degli anni 70/80 ha accumulato capitale investito succesivamente in Colombia per la polvere bianca e da lì in poi diciamo che si è internazzionalizzata, lo stato magari non doveva mandare degli individui in soggiorno obbligato, anche se si sarebbe diffusa comunque nel nord, in USA, in Spagna, Germania, Australia ecc..

  1. Faccio solo osservare che quando la Regione Lombardia diventerà una Repubblica Lombarda indipendente nell’Unione Europea, saranno in moltissimi, dalla Svizzera, a venire qui. Magari esportando il loro mestiere di finanzieri, nel tentativo di riprendersi quei tanti clienti che non gli scudi tremontiani, bensì l’indipendenza fiscale avrà fatto “rimpatriare” qui. Nella “patria” lombarda, se mi consentite il termine.

    Nell’attesa di quel giorno benedetto, noi continuiamo pure a farci del male (e a farci prendere per il culo).

    Saluti separatisti lombardi,
    Alessandro Storti

  2. @ Pino

    Ma scusa Pino, fammi dire una cosa.
    Io nel 1988 ho sostenuto l’esame di licenza media e siccome ero privatista (eh già…) ho dovuto portare una tesina. Sai cosa ho scelto come argomento? Garibaldi e la battaglia del Volturno. Proprio quel Garibaldi che campeggia sul tuo sito, in una bella versione solarizzata -sembra quasi un Che Guevara bonaccione e sereno, senza tormenti interiori come l’ambiguo Comandante-.
    Però, ed ecco che ti dico la cosa che mi sta a cuore, Garibaldi avrebbe dovuto averne sì, di tormenti, e anche tanti.
    Perchè se c’è uno che ha contribuito a dare ampio spazio a mafiosi e camorristi è stato proprio “Garubbaldo”, come è ormai storiograficamente noto. Del resto bastava leggersi il Gattopardo, o guardarsi il bellissimo film tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa, per fare 2+2.

    E forse sarebbe il caso che qualche tormento se lo ponesse anche la tua sinistra che in questi anni, e in particolare negli ultimi mesi, ha chiaramente strumentalizzato l’infausto anniversario in chiave antileghista, ma per certi aspetti soprattutto in chiave antinordista, come a voler riaffermare il tabù unitarista, invece di affrontare l’unità con un approccio problematico.
    La storia della sinistra italiana è da sempre una storia di critiche aspre all’unità e ai suoi guasti; è una storia in cui c’è sempre stato poco spazio per la retorica del patriottismo e del tricolore. Una storia che spiega perfettamente perchè io, ragazzino allora ancora immune da sentimenti antitaliani, divenni nel giro di poche stagioni dapprima convinto assertore delle istanze federaliste e, quindi, nel 1992, sostenitore delle posizioni separatiste.

    Sono passati vent’anni. Mi spieghi cosa sarebbe cambiato (in meglio) per rafforzare il sentimento unitario?

    • Non credo proprio che sia stato Garibaldi a dare spazio a mafia e camorristi. Anzi, ho l’impressione che sia stato messo da parte proprio da loro e da chi al Nord ha contribuito (come lo fa oggi) all’espansione di mafia & co.
      D’altra parte, per me la mafia è solo il braccio: la testa sono altri. Infatti, basta leggere proprio il Gattopardo per capirlo.
      La sinistra al limite avrà criticato i guasti, ma non l’unità: direi che c’è una bella differenza.
      Cosa è cambiato? Qualcosina, ma non abbastanza, te ne do atto. Ma questo non significa buttare via il bambino con l’acqua sporca.

  3. Personalmente credo che frasi come:
    “Non credo proprio che sia stato Garibaldi a dare spazio a mafia e camorristi. Anzi, ho l’impressione che sia stato messo da parte proprio da loro e da chi al Nord ha contribuito (come lo fa oggi) all’espansione di mafia & co.” siano quantomeno da rivedere poichè si basano su un opinione non suffragata da alcun fatto.
    E’ certo che Garibaldi ebbe l’aiuto dei “picciotti”in Sicilia, per non parlare dei camorristi a Napoli (Liborio Romano uomo di Cavour) .
    Cito il testo (vecchio) di Mario Costa Cardol, “Venga a Napoli signor conte” pp. 401-402 :” il Generale Fanti scrisse: “Distinguere i veri volontari, che non furono più di 20.000, dalla massa degli accorsi al bottino, non minori di 40.000 che non avevano del garibaldino che la camicia rossa. Non confondere queste cavallette divoratrici del denaro altrui coi valorosi volontari che pagarono di persona. Ai turbolenti s’aggiunsero i forzati e i prigionieri tutti liberati, che si diedero un colore politico per poter briganteggiare….E’ da lamentarsi che i generali di Garibaldi non abbiano fatto una tale separazione..Impossibile conservare tal qual l’armata meridionale con 7 mila ufficiali e 20.000 soldati pareggiandola all’esercito…Inutile parlare dello sperpero del denaro, delle pensioni date a destra e a sinistra, degli impiegati raddoppiati, delle armi distruibuite perchè servissero alla guardia nazionale”
    e invece furono prese dai malviventi…” a pag 402 sempre :”Scialoja si lamentava che i meridionali suoi conterranei intendessero per Italia unificata un grosso campo dove si vanno a mietere gli impieghi. Per pagare gli impiegati in soprannumero si era già fatto più volte ricorso all’emissione di di titoli pubblici.. Per allettare i risparmiatori si erano alzati gli interessi; cosicchè le vecchie rendite, a interesse più basso erano crollate in un mese del 30%. Scialoja dovette subito lanciare una altro prestito per placare la fame di posti nell’amministrazione pubblica “p.s Scialoja era ministro delle finanze del governo provvisorio di Garibaldi a Napoli.
    Sembra l’italia di oggi no?
    “questo non significa buttare via il bambino con l’acqua sporca” cosa significa?

    • Storicamente è accertato che Cavour fosse ostile a Garibaldi.
      Cosa significa non buttare via ecc. ecc.? Che per me se l’Italia non funziona, o funziona male, non credo che dipenda dal fatto che è unita, ma perché non è stata, ne è governata bene.
      Se citi Scajola, ovvio che mi ricordi l’Italia di oggi: la casta è proprio longeva…

      • Certo che dopo 150 anni con quattro guerre civili di fatto (“brigantaggio” e repressione piemontese; biennio rosso e ascesa del fascismo; Repubblica Sociale e Resistenza; terrorismo e stragi di Stato), due guerre mondiali gestite come sappiamo, una fase monarchica a dir poco modesta e una dittatura disastrosa; un colonialismo imperialista straccione, cresciuto malissimo e finito forse persino peggio; una prima repubblica senza alternanza politica; un gap socio-economico Nord-Sud pazzesco che non ha pari in Europa (ormai lo rilevano tutte le fonti autorevoli, interne e non); quattro Regioni governate in ampie parti da mafie autoctone; un’emigrazione di massa in mezzo mondo….

        …cosa cazzo deve succedere ancora, caro Pino, prima che l’unità non sia da considerarsi, quantomeno, concausa di tutte queste vergogne, e non, incredibilmente, evento salvifico che ci ha riparato da guasti peggiori? Chissà, forse senza l’unità il sole non sarebbe più sorto sulla penisola, i morti sarebbero usciti dalle tombe, chissà…

        Comunque, oggi alla Coop di Vignate sfogliavo l’ultimo libro di Ermanno Rea, napoletano che nel 1990 scrisse “Il Po si racconta. Uomini, donne, paesi di una Padania sconosciuta” (sì, hai letto bene, “Padania”, che ovviamente esiste a prescindere dalla Lega e dal PD). Si chiama “La fabbrica dell’obbedienza” e ha due capitoletti in cui, pur con tutto l’astio antinordista possibile, il buon Rea dice, sostanzialmente, che sarebbe meglio dividere l’Italia.

        Punto.
        Per ulteriori dettagli sul degrado della propaganda unitarista, ecco un curioso link: http://www.corriere.it/spettacoli/11_aprile_07/volpe-baudo-volpe_ef78d014-615b-11e0-9e67-aae4bf36a1a3.shtml

        Saluti separatisti lombardi,
        Alessandro Storti

  4. Io ho detto Scialoja, economista meridionale, e non Scajola.
    Io non ho nulla contro l’Italia unita, ma l’Italia non è unita è semplicistico il discorso che fai Pino(secondo me).
    Io “sogno” (forse mi illudo) un Italia diversa, un ripensamento del concetto di Italia, della sua Storia, dei suoi popoli(perchè saremmo tutti cittadini italiani ma abbiamo storie e tradizioni diverse e non per questo dovremmo essere meno italiani).
    Ma deve esserci un profondo rinnovamento, l’unico problema grave è uno : il Sud, che è Italia per modo di dire.
    L’Italia l’hanno fatta al centro-nord (uomini, bandiere, inno) il sud non lo conosceva nessuno (Cavour non è mai andato sotto Firenze), il sud nel 1860 ha (come avviene da secoli)solo cambiato”padroni” e ha cercato di campare.
    La Padania secondo Sergio Salvi (toscano non leghista)nel libro “L’Italia non
    esiste”(consigliatissimo) afferma che questa fantomatica Padania non sarebbe altro che l’Italia “inconsapevole”cioè quell’Italia che poteva essere e che non è stata.
    Insomma tutto sta a “noi”sapremo cogliere al volo tutte queste occasioni, problemi e cercare di risolverli, si spera almeno.

    • Orcolà, Scialoja-Scajola: lapsus freudiano, evidentemente (oltre a stanchezza ed età che avanza, nonché un pizzico di ignoranza).
      Cmq, l’Italia l’hanno fatta al centro-nord: e Pisacane? E Crispi? (così, per citarne i primi 2 che mi vengono in testa)

  5. Appunto Pisacane, Crispi, il grnadissimo Pepe e pochi altri.
    Io non intendo sminuire quei meridionali che vollero l’Italia, volevo far presente che al sud (rispetto al centro nord) l’Italia non sapevano nemmeno cosa fosse…tutto qui.
    Consiglio il film di Francesco Rosi tratto dal libro Cristo si è fermato a Eboli discponibile gratuitamente su Youtube…

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