Come è distribuito il reddito in Italia

Milletrecento chilometri di strada, 40mila euro all’anno: la distanza tra il Comune più ricco (Basiglio, in provincia di Milano) e quello con i redditi più bassi (Mazzarrone, Catania).

Il Sole 24 Ore ha pubblicato oggi i dati riguardanti i redditi imponibili medi dei vari Comuni d’Italia. E detta così, da Milano a Catania, la questione sembra davvero troppo semplice.

Ho rielaborato i dati, individuando su una cartina i 50 comuni con maggiore reddito imponibile pro capite (azzurro) e i 50 con minore reddito imponibile pro capite (rosso) – la mappa navigabile è qui:

Risalendo le posizioni a partire da Mazzarrone, troviamo Falmenta (Verbano Cusio Ossola), Elva (Cuneo), Val Rezzo (Como) e Valsolda (Como). Si tratta dei cosiddetti “Comuni polvere”.

La concentrazione dei comuni azzurri è impressionante, ed è anche interessante notare come non ci sia nessun comune Veneto tra i primi 50.

Le Regioni rosse, del Centro Italia, sembrano luogo mediano: un solo comune (Lajatico, Pisa) rientra tra questi 100 comuni (nei 50 più ricchi).

Considerando i redditi imponibili dei primi e degli ultimi 50 comuni italiani sembra evidente non solo la frattura tra nord e sud, ma anche le difficoltà dei piccolissimi centri, la centralità del centro Italia, la concentrazione della Lombardia occidentale e un insolito Veneto.

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14 thoughts on “Come è distribuito il reddito in Italia

  1. Ottimo lavoro.
    Una nota di cautela per evitare fraintendimenti. Lo studio è fatto sui soli redditi imponibili IRPEF e a livello comunale. Sono due fattori che tendono a dare quell’immagine del Veneto. Perché se invece si guarda al PIL (ricchezza prodotta a ogni titolo e non solo sulle persone fisiche) e si guarda al livello regionale (che “non vede” le punte come il piccolo comune Basiglio, ma mette l’intero terrtitorio sullo stesso piano) il Veneto torna alla posizione che ha: regione ricca tra le regioni ricche insieme a Lombardia ed Emilia-Romagna.

    daniele,milano

  2. “La concentrazione dei comuni azzurri è impressionante, ed è anche interessante notare come non ci sia nessun comune Veneto tra i primi 50.”
    Sarà perché il Veneto è una Regione molto diffusa e distribuita.

    • Ah, per fortuna che qualcuno li legge!
      Infatti, se i dati “crudi” sono incrociati con altre evidenze, esce un quadro molto più compelsso. Quello segnalato da Luca su noisefromamerika è il risutato dell’adeguamento del reddito procapite a) al costo della vita (parità di potere d’acquisto e b) alla decortazione dei redditi dei territori ricchi (e speculare integrazione dei redditi in quelli poveri) prodotti dai trasferimenti. Il risultato è che i lombardi, primi nel produrre ricchezza, viengono saccheggiata a tal punto da finire in fondo alla classifica quando poi si tratta di spendere quella stessa ricchezza. Una roba inimmaginabile in un paese federale come la Germania, dove la solidarietà territoriale è garantita ma non deve alterare l’ordine dei Länder nella classifica prima del processo di perequazione.

      Approfitto per segnalare questo studio del Centro Studi Sintesi che, invece, ricalcola la ricchezza sulla base dei consumi effettivi. E scopre che – stranamente – al Sud c’è una maggiore discrepanza tra redditi dichiarati e consumi effettivi, mentre al Nord – curiosamente – tale discrepanza è nulla. Come dire, al Sud i redditi “ufficiali” oltre che essere integrati con i trasferimenti di risorse pubbliche prelevate al Nord e oltre a essere beneficiati di costi inferiori di beni e servizi, sono anche integrati con un tocco di evasione fiscale largamente più alto che non al Nord… incredibile, no?

      Insomma, la “solidarietà nazionale” si fa così. Io evado le tasse e dico al fisco che sono povero, il fisco va a prenere i soldi dai ricchi e me li dà. Col mio piccolo malloppetto mi permetto consumi non molto dissimili da quelli dei ricchi perché, oltretutto, pago beni e servizi meno di loro. Georeferenziando la cosa, si ha una bella mappa della traduzuione sul piano territoriale di questo simpatico furto, che, al di là di ogni valutazione di carattere morale, sta disintegrando la capacità di crescita dei territori ricchi.

      http://www.centrostudisintesi.com/?p=570

      daniele,milano

      • Certo che se io guadagno 1.000 euro al mese e ne dichiaro 500 e poi spendo 700, e se un altro ne guadagna 10.000 e ne dichiara 9.000, spendendone 8.000, ovvio che la discrepanza va a mio sfavore. Anche se è l’altro che evade di più…

  3. Oltre ai dati dell’imponibile IRPEF dei comuni potrebbero anche pubblicare i dati dell’imponibile IRPEF delle IRPersone Fisiche…

  4. @ pino s.

    il rapporto non è certo 1 a 10! Al massimo 1:2 (tra la regione più ricca, la Lombardia, e quella più povera, la Clalabria… nei redditi “dichiarati”, s’intende).

    Ciò detto se anche fosse per assurdo 1:10:
    a) nessun rapporto ti legittima a evadere;
    b) se guardi i dati (anche mi pare sul link di noisefromamerika) i consumi nelle regioni del Nord non si discostano di molto da quelli nelle regioni del Sud (dunque c’è quasi partià di consumi e grande disparità nella fedeltà fiscale)
    c) nessun rapporto ti legittima a buttare nel cesso miliardi che hai ricevuto in “solidarietà” un un servizio sanitario che fa schifo, in un servizio di raccolta rifiuti che non esiste, in eserciti di dipendenti della pubblica amministrazione che non fanno un cazzo tutto il giorno, in finte pensioni di invalidità a gente che gironzola tranquillamente in macchina, in infrastrutture costruite con cemento armato “impoverito” che crolla ancor prima dell’inaugurazione, in baracche per i terremotati di messina del 1908 che dopo 103 anni sono ancora insieme alla voce della Finanziaria che le sussidia, in fantomatici “hub” calabresi in una regione in cui i tre aeroporti esistenti sono tutti già in passivo, in una pletora di operai forestali che quando si minaccia di ridurre appiaccano incendi, in fabbriche che si fermano quando c’è una partita di calcio e producono una frazione di quello che producono altre fabbriche ad altre latitudini, in linee ad alta velocità tra Bari e Napoli quando è in npassivo anche quella tra Napoli e Roma, eccetera, eccetera, eccetera… perché è così che finisce buona parte di quei 7.771 euro/anno che ogni cittadino (cittadino, mica contribuente!) lombardov ersa in “solidarietà nazionale”. Tanto che in 50 anni – come dice Svimez, mica la Lega – il divario Nord-Sud si è ridotto dello 0,1 (ZEROVIRGOLAUNO) in termini di PIL pro capite.

    daniele,milano

    • Ed hai dimenticato il ponte di Messina…
      Cmq ho seri dubbi sul divario economico tra nord e sud: secondo me è molto più ampio. Magari non 1:10, ma 1:3 o 1:5 ci può stare. Il che però, come dici giustamente tu, non ti legittima ad evadere.

      • Va che non è che me lo sono sognato stantotte! E’ da anni che seguo abbastanza attentamente tutte le statistiche inmerito, non è che sia una mia “opinione”, non “lo dico io”, lo dicono tutti, sia che si tratti di fonti che abbiano compiuto rilevamenti diretti, sia che si tratti di fonti che hanno elaborato indici costruiti: Istat, Svimez, Eurostats, Censis, ecc.

        I dati sono dati, non è che sono dei “secondo me”.

        daniele,milano

  5. Bè lo Svimez insomma…. ogni tanto la “spara” (grossa) dicendo che se il nord diventasse indipendente avrebbe un danno in quanto perderebbe il mercato meridionale ….tipo un danno di 100 milioni di euro : ).

  6. Certo che la statistica è un elemento da usare con le pinze: leggo di Galliate Lombardo, seconda in classifica. Azz, è a due passi da casa mia, e che ci sarà a Galliate Lombardo, che ha, se non sbaglio, poco più di 900 abitanti.
    Ronaldinho, ci sta, Ronaldinho.
    Appena se ne va, Galliate perde il rosso….

    • Infatti andrebbe indicata la mediana oltre, se non al posto, della media.
      Oppure mediando su aree con almeno 20.000 contribuenti.
      Se avessero fornito l’excel, avrei già calcolato le medie provinciali e magari fatto una mappa colorata….

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