Quel pacifismo leghista che ti aspetti

La foto che vedete qui di fianco ritrae la vetrina della sede della Lega Nord di Malnate, Varese.

Forse è meglio ricordare i motivi per cui è stata esposta. Precisamente:

Penso che con i bombardamenti che stannno facendo verranno qui milioni di immigrati. Scappano tutti e vengono da noi.

Così facendo perderemo il petrolio, il gas. Io sarei stato più cauto.

Beh. Che schifo.

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17 thoughts on “Quel pacifismo leghista che ti aspetti

  1. Non per fare il difensore d’ufficio della Lega e delle sue maldestre acrobazie retoriche, però veniamo da alcune settimane di sbandieramento tricolore, principalmente inscenato dai novelli patrioti piddini & C., che contrasta giusto quel tantino con la precedente e consolidata tradizione internazionalista e, di fatto, parecchio antitaliana, della gauche. Per capire cosa voglio dire, un simpatico ripasso:

    (a margine, interessante osservare il tono di molti dei commenti presenti in calce al video, che dimostrano il pericoloso livello di becero nazionalismo italiano, decisamente oltre il limiti del fascismo, tuttora presente nella popolazione)

    Saluti separatisti lombardi,
    Alessandro Storti

    • post scriptum:
      al di là degli eccessi numerici delle previsioni bossiane, sarebbe comunque il caso di chiedersi cosa bisognerebbe fare poi con le molte e molte migliaia di persone che arrivano qui dal NordAfrica, in un momento storico in cui abbondano i disoccupati autoctoni e lo stato sociale è in difficoltà.
      Rappresentare e difendere il presunto “interesse nazionale” vuol dire anche questo: farsi domande scomode e dare risposte ancora più scomode (non verso la popolazione costretta ad accogliere, ma verso le popolazioni che non sanno cambiare e crescere davvero, soprattutto culturalmente e socialmente). Non sventolare bandiere e cantare inni CONTRO una precisa parte politica e, soprattutto, CONTRO le istanze separatiste di cui la Lega non è nemmeno affidabile interprete.

  2. A me l’hanno raccontato, ché avevo 3 anni.

    Ho capito che se Bossi dice “bombardiamo i clandestini”, “ci stanno invadendo”, “arriveranno 5 milioni di clandestini”, allora è solo retorica, perché in realtà si sta ponendo importanti domande sul futuro dell’Italia, disinteressate rispetto ai voti. Se Bersani sventola il Tricolore è fascista. Forte. E il Tricolore ha gravi conseguenze sociali, nemmeno paragonabili al messaggio “uccidete i clandestini, ci servono solo per il petrolio”.

    • Guarda Stefano che l’unità tedesca post guerra fredda ha avuto e ha costi nemmeno paragonabili alla nostra, quella post seconda guerra mondiale.
      In proposito mi permetto di segnalarti questo bellissimo articolo di Gabrio Casati, che a mio parere meriterebbe un post a se stante: http://www.linkiesta.it/lombardia-emilia-e-veneto-pagano-tutti

      Io non dico che Bersani è un fascista. Dico che è un furbo. Per certi aspetti, consentimi il paradosso, è peggio, soprattutto se ci si atteggia a persone serie e disinteressate. Quanto a Bossi, ne parlo già abbastanza male abbastanza spesso, quindi per questo turno passo.

      Da ultimo, una provocazione (fino ad un certo punto): io capisco che voi giovani del PD riteniate socialmente pericolose le sparate leghiste sull’immigrazione, in quanto nocive nei confronti di un serio dibattito pubblico; capisco anche che voi riteniate pericoloso il diffondersi di un sentimento di paura irrazionale verso “lo straniero”. Per molti aspetti condivido questa visione, anche se spesso eccedete in una rappresentazione omissiva e buonista del fenomeno migratorio, peraltro sottovalutando le reali capacità quantitative e qualitative dell’integrazione in salsa padana. Ma tant’è.

      Adesso la provocazione: sei sicuro che tutta la retorica sull’unità italiana, sulla solidarietà fra territori, sull’indivisibilità, non abbia conseguenze sociali incentivanti nei confronti della mafia e del malaffare meridionale?
      Mi pare che i fenomeni in questione qualche legame ce l’abbiano, o sbaglio?

      • Sulla prima parte, non mi riferivo all’unità tedesca, ma al crollo del muro. Io sono nato in un mondo diverso da quello di don Camillo e Peppone, non ho mai votato comunista e non ho mai votato la DC. Per me essere di centrosinistra ed essere fieramente italiano non è un problema. Dell’internazionalismo sovietico fatto di politica di potenza, sinceramente, posso fare a meno.
        Quindi, per capire, se Bersani dice “viva l’Italia (tutta intera)”, o se lo dice Napolitano, stanno facendo i furbi?

        Sull’ultimo punto, la differenza è che, alla fine, io riconosco i napoletani, i siciliani e i pugliesi come miei compatrioti, e vorrei che dal malaffare ne uscissero. Forse perché i 3/4 del mio sangue è “terrone” (e comunque, puoi stare tranquillo, non partecipo ai reality di Mtv).
        Irrealizzabile, dal punto di vista pratico? Può essere. Più irrealizzabile dell’indipendenza di ciascuna regione del nord Italia? Non lo so.

  3. @ Pino s.

    immagino che al MinWelfare siano seduti tecnici che hanno previsto anche le “rivoluzioni” in NordAfrica e magari chissà, persino il terremoto-maremoto giapponese…
    Le previsioni economiche dei ministeri sono quanto di meno affidabile possa esserci. Non a caso non hanno previsto, tanto per cominciare, alcuna crisi sistemica della finanza globale. E penso di poter dire che non l’hanno fatto in alcun paese, States inclusi. Meglio la Caritas, e di gran lunga. Almeno è gente che sa cosa vuol dire condividere un pezzo di pane e sa come farlo sul territorio, non negli uffici nascosti fra i Colli più corrotti del mondo.

  4. @ Stefano (replico qui)

    Secondo me Bersani, Napolitano e gli altri della vecchia classe dirigente PCI stanno esattamente facendo i furbi. Sostengono strumentalmente le ragioni dell’unitarismo perchè in esso vedono il mezzo per mantenere in piedi il sistema clientelare (pubblico impiego e relativo sindacato ipertrofici, masse meridionali assistite come arma di ricatto elettorale, ecc.). Se così non fosse la sinistra in Lombardia e Veneto sarebbe già da tempo autonomista ai limiti del separatismo, forse anche oltre questi limiti.
    Forse il problema è che voi pensate di essere di sinistra, ma non fate ciò che una sinistra coerente con se stessa dovrebbe fare: denunciare ogni santo giorno i guasti dell’unità e gli squilibri assurdi nei meccanismi redistributivi, che, lungi dal favorire la coesione, frenano e azzoppano il Nord e al contempo drogano il Sud (e in particolare soprattutto il suo pervasivo tessuto malavitoso).

    Senza offese,
    Alex, 1/4 terun, 3/4 celtico: miscela perfetta per ottenere un separatista lombardo al 100% 🙂 ma confido di riuscire a portare dalla mia parte anche i brianzoli con proporzioni invertite come te 😀
    Battute a parte, non mi interessa molto pensare se i meridionali sono miei “compatrioti” (peraltro è una categoria che non apprezzo e alla quale preferisco di gran lunga quella di “concittadini”). Mi interessa solo rimarcare il fatto che non voglio condividere con loro lo stesso Stato. Abbiamo a disposizione già un’unione continentale, mi sembra sia più che sufficiente. E tu sai meglio di me che se la secessione lombarda, al momento, è non-probabile, lo è ancora di meno l'”uscita” del Mezzogiorno dalla propria condizione di arretratezza civile (leggasi: mafia endemica) e socio-economica (conseguenza della precedente e non causa, si badi bene) . Da lombardo a lombardo: cosa facciamo Stefano, continuiamo a lasciarci colonizzare dai mafiosi e pure a pagamento?

  5. @ Stefano

    guarda che l’articolo di Casati è fondamentale, in quanto mette in evidenza le enormi differenze numeriche, esistenti in ambito europeo, fra differenti “solidarietà” intrastatuali.
    Inoltre, anche se si trattasse di “nulla di nuovo” come scrivi (e ti ripeto che non è così), allora, seguendo lo stesso criterio, potresti togliere da OnTheNord molti dei post che ripropongono di continuo la pirlaggine leghista. Nulla di nuovo, no?

    Cordialmente,
    Alex

    • Hai ragione, il confronto europeo sul residuo fiscale è l’unica parte innovativa. Il resto sono cose già lette.

      La pirlaggine leghista ha degli abissi infiniti, e si rinnova sempre. Ieri volevano bombardare i migranti, ora sono pacifisti, pensa un po’.

      • Pensa se diventasse un partito serio, riducendo la questione migratoria a problema/sfida derubricandola da ossessione, pensa se diventasse intransigente sull’autogoverno senza perdersi nella ricerca di fasulle bandierine normative da sventolare propagandisticamente, pensa se…

        Il problema, caro Stefano, è che la pirlaggine leghista è ormai diventata un alibi per coprire il vuoto pneumatico piddino. Un tempo si sarebbe detta “la foglia di fico”, oggi è “la foglia del Sole delle Alpi”.

        Saluti simpaticamente caustici,
        Alessandro

  6. Farei un analogo articolo sui pacifisti “senza se e senza ma” che adesso appoggiano un intervento compoletamente folle come quello autorizzato dall’ONU sulla Libia o che hanno partecipato a bombardamenti all’uranio impoverito su popolazioni civili serbe.

    (ah, tanto per non equivocare, e’ dal 1984 – manifestazioni contro gli euromissili a Comiso – che partecipo a cortei pacifisti).

    daniele,milano

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