Export per Regioni

Riportiamo alcuni dati Istat sulle esportazioni italiane. Come fa notare Alessandro – che ha segnalato il documento – si può facilmente constatare come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le tre Regioni che esportano di più, coprano il 50% delle esportazioni italiane.

Rispetto ai dati 2009 possiamo riscontrare un lievissimo arretramento, rispetto al totale nazionale e in termini relativi, dell’Italia nord occidentale (dal 40,5% al 39,9%) “trainata” dalla Lombardia (dal 28,2% al 27,8%). Questa piccola quota percentuale sembra sia finita in Sicilia e Sardegna (dal 3,3% al 4,3%).

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7 thoughts on “Export per Regioni

  1. Sì, il Nord nel suo complesso fa più del 70% dell’export nazionale.
    La sola Lombardia (16 0 17% della popolazione) esporta più di tutto il centro Italia e del Mezzogiorno messi insieme.

    Questo significa un paio di cose:
    1) le nostre regioni sono piene zeppe di imprese capaci di stare su mercati competitivi, quelli internazionali, cioè privi delle “protezioni” più facilmente riscontrabili su mercati locali. E questo nonostante le previsioni nefaste dei “declinisti” che avevano visto nella fine della grande fabbrica e nell’ingresso nell’euro (fine delle svalutazioni competivie) la fine dell’Italia

    2) La cosiddetta Italia, dal punto di vista del PIL produttivo (quello cioè che non è fatto dalla Pubblica Amminsitrazione, che è PIL “derivato”) si restringe a un manipolo di regioni, tutte del Nord. L’ha già detto Ricolfi, de resto. Ma vale la pena di sottolinearlo, perché questi dati sono quelli che stanno alla base del fatto che il Nord Italia abbia valori di esportazione e di reddito pro capite più alti della media di una potenza come la Germania.

    3) Il “made in Italy”, ben lungi dall’immagine stereotipata che usualmetne ne danno i media, non pizza-sole-mozzarella, ma meccanica, chimica, tessile, industria alimentare, ecc. Insomma, il manifatturiero – nonostante anni di cretinate sugli “operai che non ci sono più” – resta il settore che tiene in piedi questo sgangherato paese. E quando si dice manifatturiero si dicono le regioni di cui sopra.

    4) la crisi globale – anche qui, diversamente da quanto spesso si sente dire – ha colpito e colpisce molto di più, ovviamente, queste regioni, esposte alla concorrenza internazionale e agli andamenti del mercato di quelle che hanno economie fortemente dipendenti dalla Pubblica Amministrazione.

    5) Il disastro giapponese e quello nordafricano e mediorientale che si intravede – data la condotta demenziale dell’intervento – mettono a repentaglio una quota non marginale dei potenziali di crescita e di ripresa.

    6) questi dati – come tanti altri, a partire da quelli correlati sull’occupazione – dicono in maniera limpida e inequivocabile che in molti, moltissimi casi parlare di “Italia” è obiettivamente una forzatura senza alcun riscontro concreto nella realtà delle cose. Le medie statistiche, in questo Paese sono medie di Trilussa infinitamente di più che in ogni altro Paese: non dicono niente.

    Ergo (“conclusioni politiche”): c’è qualcuno in grado di prendere atto di questa situazione e indicare ricette leggermente più efficaci che non una festicciola volante il 17 marzo, sbandieramenti tricolori, sproloqui retorici siu roba di un secolo e mezzo fa?

    daniele,milano

  2. Ah, un’altra cosa. Visto che siamo in clima di rimandi a dati e statistiche, un consiglio.

    Non è proprio freschissimo, ma lo studio qui sotto linkato contiene molte cose interessanti tra cui questo dato:
    il residuo fiscale della Lombardia (cioè la somma tra quanto a vario titolo raccolto dallo Stato e quanto speso dallo Stato in prestazioni, servizi e investimenti su un determinato territorio) della Lombardia vrebbe raggiunto nel 2007 – ultimo dato disponibile – la ragguardevole cifra di 7.771 euro pro capite, quasi il doppio di quello che pagava solo 4 anni prima!!! Giusto per dire, significa che una famiglia lombarda di 3 persone paga, in “solidarietà nazionale”:
    – 23.300 euro all’anno, 1943 euro al mese, 64 euro al giorno.
    Se continuiamo con questo ritmo di crescita quanto pagheremo tra 4 anni?
    E poi, curioso che se si proprone di aumentare di 20 centesimi il biglietto del tram ci siano sollevazioni popolari, metre di fronte a questa mostruosità non si agiti nessuno, compresi i leghisti.

    Ricerca qui: http://www.osservatoriofederalismo.eu/febe/pubblicazioni/file/6/ita/QdR11_web.pdf

    daniele,milano

  3. A proposito di esportazioni di modelli culturali che non ci rappresentano (noi del Nord):
    http://www.corriere.it/spettacoli/11_marzo_23/Italo-americani-da-reality-Volgarita-e-successi-record_2d8bf6f2-5517-11e0-a0df-9d4cc30fa8b1.shtml

    Tra l’altro faccio osservare che, a differenza di quanto sostiene l’articolista, la Weltanschauung (concedetemi il termine) dei personaggi da reality di cui sopra è strettamente connessa a certi fenomeni che sono al tempo stesso culturali e criminali e che hanno un legame inscindibile con il Mezzogiorno.

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