“La mafia a Bergamo? Io non ho mai visto una coppola”

E dopo le poco incoraggianti notizie da Lombardia e Veneto, scendiamo più nel particolare: provincia di Bergamo.

Rocco Artifoni, rappresentante bergamasco dell’associazione Libera, ha commentato i dati diffusi da Draghi che indicano Bergamo come la seconda città più colpita dalla mafia dopo Milano. Per fare qualche esempio:

Altri episodi sono legati alla costruzione della quarta corsia dell’autostrada A4 Milano-Bergamo e i cantieri lombardi dell’Alta Velocità ferroviaria. “Bergamaschi e calabresi hanno collaborato nel truccare le carta per aggirare i controlli antimafia”. E ancora, una serie di omicidi che sanno di stampo mafioso-camorristico. “Nel 2007 un collaboratore di giustizia di Castelli Calepio, arrestato per droga, fu ucciso con tre proiettili all’addome mentre rientrava al carcere, secondo il regime di semilibertà. Pochi mesi dopo fu ammazzato anche l’uomo che lo accompagnava, testimone scomodo del delitto”. Nel novembre 2009 – aggiunge Artifoni – un imprenditore edile di origine campana, da una ventina di anni residente nella bergamasca, è stato ucciso con quattro colpi di pistola davanti allo stadio di San Siro a Milano in pieno giorno: era coinvolto e indagato in un’inchiesta della Direzione Investigativa Antimafia, che aveva consentito di smantellare un’organizzazione della ‘ndrangheta lombarda.

Pronta la risposta di Ettore Pirovano – già citato su queste pagine -, presidente leghista della provincia di Bergamo:

La mafia a Bergamo? Io in provincia non ho mai visto una coppola.

La criminalità organizzata, a Bergamo, non c’è. C’è solo qualcuno – Draghi, ad esempio – che fa della

pubblicità politica negativa che tende a distorcere la realtà. Ho l’impressione che questa storia della presenza mafiosa spesso venga utilizzata per altri motivi.

A Bergamo c’è una forte contrapposizione alle infiltrazioni mafiose e ritengo che funzioni molto bene.

Draghi si è inventato tutto, in definitiva. Possiamo stare tranquilli.

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11 thoughts on ““La mafia a Bergamo? Io non ho mai visto una coppola”

  1. Potremmo stipulare un gentlemen’s agreement?
    Per ogni volta in cui si afferma che “la mafia esiste”, si aggiunge anche che “la mafia è un fenomeno che proviene dal Sud e che viene pesantemente alimentato dai fondi pubblici controllati dai politici collusi del Mezzogiorno”.
    Altrimenti si ha la spiacevolissima sensazione che qui si voglia davvero infangare il Nord accusandolo di essere esso stesso mafioso (nel senso in cui Falcone intendeva questo aggettivo, ovvero caratterizzato da un tasso di mafiosità per così dire “culturale”, “antropologico”).

    Dire che la mafia esiste al Nord non è come dire che il Nord è mafioso. Sono cose ben diverse. Lo dimostrano proprio le inchieste, che spiegano sempre che gli ordini, i riti e, ovviamente, gli affiliati, vengono dal Sud. Poi possiamo anche dire che se un calabrese è nato qua o risiede qui da parecchio è per molti aspetti un lombardo. Io ad esempio la vedo così. Però lo capite bene che allora avrebbero ragione i leghisti della prima ora a dire che la mafia è colpa dei terroni. Lo capite vero?

    Allora, cari amici di OnTheNord, cercate di riequilibrare un po’ le vostre cronache del Nord. Altrimenti si ha anche la spiacevolissima sensazione che per voi il vero nemico non sia la mafia al Nord, bensì la Lega Nord. E forse il Nord stesso, che in qualche misura è peccatore, colluso, mafioso, sporco, sfruttatore, schiavista, approfittatore, e chi più ne ha più ne metta. L’importante è parlarne male, e che si tenga l’unità d’italia, che l’ha fatta e adesso ben gli sta.

    Saluti separatisti lombardi, as usual.

    • Caro Alessandro,
      il problema è che il leghista di turno in questo caso rappresenta un’istituzione, e il fatto che neghi l’esistenza di manovre mafiose nel territorio che rappresenta, quando i fatti dicono tutt’altro, a mio parere è una cosa grave. Sarà di sicuro la persona più onesta e pulita del mondo, il più lombardo di tutti i lombardi, ma le sue parole non aiutano, anzi.

      Comunque, nel post c’è scritto “Bergamaschi e calabresi hanno collaborato nel truccare le carta per aggirare i controlli antimafia. […] un imprenditore edile di origine campana, da una ventina di anni residente nella bergamasca”. Non ho censurato e non ho scritto “terroni”, ho ripreso le dichiarazioni del rappresentante di Libera.

      • Però mi pare che sia stata la Lega a essere decisiva per mandare a casa la giunta di Desio. O no?
        Dunque starei un po’ più attento. C’è la propaganda e c’è l’azione (regola base della politica: non si razzola mai come si predica).
        C’è sicuramente infiltrazione in Lombardia, esattamente come c’è in qualsiasi territorio ricco con l’aggravante, rispetto ad altri paesi di una comunanza di lingua e un’immigrazione massiccia dalle regioni mafiose.
        C’è anche – però – la tendenza, soprattutto da sinistra (p.es. Saviano) ad accomunare la Lombardia alle regioni mafiose. E questo è francamente un’idiozia, perché qui la mafia è un fenomeno d’importanzione che corrompe il tessuto socio-economico esistente. Questo territorio è contaminato o contagiato dalla mafia, ma non la produce autonomamente: è una differenza abissale. Da un lato perché rende il fenomeno teoricamente più contrastabile, dall’altro – contemporaneamente – perché questa società non ha gli “anticorpi” che in qualche modo un’autostrada con sopra un giudice che ti salta per aria sotto il naso magari aiutano a sviluppare.
        daniele,milano

      • 130-150 MILIARDI di euro di “fatturato” vengono accolti a braccia aperte ovunque nel mondo. Se poi puoi contare su una buona base di di conterranei insediata da tempo, ancora di più.

      • si insomma l’importante e’ rendersi conto che la mafia non e’ qualcosa di estraneo ma ben inserito e presente nella società settentrionale che ne ha tratto i suoi porci vantaggi

        La consapevolezza di questo e’ il primo passo per cominciare a combatterla.

        PS Il riferimento alle “coppole”, a parte il vago sentore razzista, sta a significare che il signore in questione non ha capito (o non vuole capire) un piffero di quello che e’ oggi la mafia, ed e’ fermo alla vulgata folkloristica di 30/40 anni fa.

  2. Che io sappia, a Desio la Lega è stata decisiva dopo che da oltre un anno il Pd denunciava la situazione. Comunque, sì, è stata decisiva.
    Non sono così convinto che sia conveniente separare nettamente propaganda e azione politica. Per esempio, quando B dice che non pagare le tasse è “moralmente accettabile” fa propaganda, ma le ripercussioni sono reali.

    C’è anche la tendenza, soprattutto al nord, ad accomunare Saviano e la sinistra -permettimi la battuta 🙂 Ad ogni modo, sono d’accordo sul fatto che non sia un fenomeno che ha qui le sue origini.

  3. Pingback: Camorra? What’s Camorra? | RaffoBlog 2.0

  4. No Metapapero, la società settentrionale non ha tratto alcun vantaggio dalla presenza della mafia. Al contrario ne è danneggiata. Altrimenti dovremmo auspicarne un’ulteriore infiltrazione. I due boss calabresi rivali intercettati che si dicono “non litighiamo, prendiamoci i soldio del Nord” dovrebbe essere piuttosto chiara. Che qualcuno ne abbia tratto vantaggio è tutt’altro paio di maniche. La mafia sta contamindando, inquinando, distruggendo la società del Nord: è di questo che dovremmo prendere consapevolezza. Non si capisce davvero che guisto perverso ci sia ad autoflagerrarsi dicendo che “noi” (come società) saremmo corresponsabili. Ma perché non si può dire che siamo sotto attacco di un fenomeno esogeno ed estraneo a questa società (nella sua generalità)?

    daniele,milano

    • bisogna intendersi su cosa e’ la società. Quelli che fanno affari al Nord con i mafiosi mi sembrano perfetti esempi della società settentrionale.
      Quanto al resto sara’ pure esogena la mafia (qualunque cosa questo voglia dire in un mondo assolutamente globalizzato come il nostro) ma mi pare che agli indigeni locali non dispiaccia affatto.

      Io almeno non vedo rivolte contro la mafia o il racket, vedo gente che ci fa affari o che nega che la mafia esista.

      Da questo punto di vista’ c’e’ più coscienza e resistenza al fenomeno mafioso al Sud che al Nord

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