Prima del Tricolore c’è la burocrazia

A Castelfrano si festeggia l’Unità d’Italia, solo grazie all’iniziativa di un comitato locale, che ha organizzato, per la sera del 17 marzo, «L’Italia s’è desta – storie e canti sul Risorgimento dei castellani». Il luogo prescelto è è l’auditorium “Graziotto”.

La polemica nasce nel momento in cui il comitato chiede al comune l’autorizzazione per «esporre, nella parete esterna dell’auditorium un telo tricolore in pvc, delle dimensioni di centimentri 190×155».

Un tricolore da esporre dal 17 marzo al 31 dicembre, il tutto a spese del comitato stesso. «Nella parte inferiore del telo verrà stampata la dicitura 1861-2011, 150º anniversario Unità d’Italia».

Al Comune non viene chiesto un euro, se non l’autorizzazione all’installazione del tricolore, se necessario sotto il controllo dell’ufficio lavori pubblici.

La richiesta, firmata dal presidente del comitato Roberto Bernardi, è stata inoltrata lo scorso 31 gennaio. La risposta negativa, firmata dal segretario generale Agostino Battaglia, è del 18 febbraio.

Stando alle normative vigenti, l’esposizione del tricolore è prevista solo negli edifici «sede centrale degli organismi di diritto pubblico». L’auditorium non rientra in questa categoria.

Il sindaco di Castelfranco è Luciano Dussin, che oltre a essere sindaco è anche Deputato della Lega Nord. Oltre il burocratese, il gesto è politico.

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