“L’inno dell’oppressione”

Così definisce l’inno nazionale italiano in un commento su Facebook l’assessore di Varese Fabio Binelli.

La maggioranza del Consiglio comunale si è pronunciata per suonare l’inno italiano ad ogni consiglio comunale del 2011.
Binelli risponde: “Se suonano l’inno dell’oppressione, io sto fuori dall’aula”. Capirei questi termini dal un guerrigliero, ma non da un Pubblico Ufficiale qual è Binelli.

Cosa farà, quando il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano visiterà Varese. Non parteciperà alle celebrazioni? Cosa ne pensa Fontana che nei giorni scorsi si era mostrato come un fervido patriota.

Pochi mesi fa, l’assessore leghista di Malnate Mingardi era stata costretta a dimettersi perchè su Facebook aveva accomunato il tricolore alla carta igienica.
Credo che le dimissioni sarebbero una soluzione appropriata anche per il povero Binelli: lo libereremmo dall’oppressione.

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Informazioni su andreacivati

Sono nato l’8 gennaio 1986. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Bocconi, lavoro in uno studio legale di Milano. Dal 2011 sono Consigliere Comunale di Varese, tra i più votati candidati del Partito Democratico. Mi occupo di urbanistica, consumo di suolo e trasporto locale. Faccio politica perchè mi piace e perchè detesto l'espressione "sono tutti uguali".

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