“La ‘ndrangheta ha colonizzato la Lombardia”

La ‘ndrangheta ha “molteplici proiezioni, oltre il territorio calabrese, di cui la più importante è la Lombardia, secondo il modello della ‘colonizzazione'”. E’ l’allarme lanciato dalla Relazione annuale della Direzione nazionale Antimafia, 1.110 pagine di dati e analisi sulla criminalità organizzata made in Italy.

“In Lombardia”, chiariscono gli analisti, “la ‘ndrangheta si e’ diffusa non attraverso un modello di imitazione, nel quale gruppi delinquenziali autoctoni riproducono modelli di azione dei gruppi mafiosi, ma attraverso un vero e proprio fenomeno di ‘colonizzazione’, cioe’ di espansione su di un nuovo territorio, organizzandone il controllo e gestendone i traffici illeciti, conducendo alla formazione di uno stabile insediamento mafioso. Qui la ‘ndrangheta ha ‘messo radici’, divenendo col tempo un’associazione dotata di un certo grado di indipendenza dalla ‘casa madre’, con la quale però comunque continua ad intrattenere rapporti molto stretti e dalla quale dipende per le più’ rilevanti scelte strategiche”.

Fonte: Bergamo News

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4 thoughts on ““La ‘ndrangheta ha colonizzato la Lombardia”

    • Fuori dallo stato italiano, naturalmente.
      E spero con la collaborazione di tutti i lombardi, senza distinzioni di sesso, provenienza, convinzioni ideologiche, censo, lingua, fede religiosa e calcistica, orientamento sessuale e alimentare…

      Staranno meglio anche i “calabresi” di qua (quelli onesti).
      E pure quelli di là (sempre quelli onesti): senza il “petrolio” dei fondi pubblici (cioè prevalentemente lombardo-veneti) controllati dalle loro élites mafiose, prima o poi troveranno la loro piazza Tahrir. E la Calabria diventerà un posto migliore.

      150 anni di finanziamento pubblico alle mafie: io non festeggio!

    • Quando qualcuno mi chiede quale sarebbe l’alternativa alla secessione, rispondo che, essendo il Mezzogiorno l’origine dei problemi, servirebbe una ricetta molto dura e difficile da digerire: omicidi mirati di boss e capitani mafiosi, campi di detenzione per gli affiliati di livello più basso (e, ahimè, relative famiglie, con affido esterno dei minori non coinvolti in reati, in quanto è risaputo il ruolo giocato dal parentado anche in assenza del pater familias), sospensione massiccia e diffusa dei diritti civili e, in particolare, elettorali in Sicilia, Campania e Calabria.
      Come si vede, un programmino da mettere i brividi, di fatto un’occupazione militare del territorio sullo stile di certe situazioni mediorientali o sudamericane.
      Siccome la cosa appare a me per primo difficilmente realizzabile e non facilmenete destinata ad avere successo, e siccome rebus sic stantibus le mafie ci colonizzano, meglio secedere. Senza se e senza ma.

      Allora uno grida: buuuhh, cattivone razzista! siamo tutti fratelli d’italia! buuhhh! pace e amore! No secessione, no militarizzazione, solo solidarietà al meridione!
      E allora io rispondo (da nipote di un napoletano che trovò l’America a Milano e che giustamente non volle più aver niente a che fare con le terre d’origine):
      http://www.iltempo.it/politica/2011/03/05/1241493-napoli_meglio_votare.shtml

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