Sgarbi: “A Bolzano gli italiani come gli ebrei ai tempi di Hitler”

Durnwalder dice no alle celebrazioni del 150/o dell’Italia e, intanto, gli italiani dell’Alto Adige sono come gli ebrei ai tempi di Hitler.

Vittorio Sgarbi, presentando a Bolzano il Comitato per l’Unità d’Italia, prende di petto la questione Durnwalder:

Con il suo rifiuto Durnwalder sostanzialmente nega sè stesso, perchè non è possibile che vi sia una parte d’Italia che è contraria all’Italia.

Se a Bolzano c’è chi si sente tedesco o austriaco, allora aderisca alla Germania o all’Austria, ma poi i soldi li chieda a queste nazioni.

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11 thoughts on “Sgarbi: “A Bolzano gli italiani come gli ebrei ai tempi di Hitler”

      • Non ti seguo Pino.
        Soprattutto perchè dall’articolo appare chiaro che la struttura è centralizzata, gerarchizzata e strettamente etnica. E infatti riproduce gli stessi schemi in Padania così come in Germani, Canada, Australia, ecc. Al massimo la differenza che rende il “mandamento Lombardia” più speciale degli altri è che qui siamo nel magnifico stato italiano, dove l’immigrazione meridionale di massa è stata favorita senza controlli (anzi, incentivata criminalmente con il confino) e dove la pubblica amministrazione è pressoché del tutto meridionalizzata, con ciò che ne consegue in termini di efficienza e corruzione.

        Pino, il problema non sono i furbetti del Nord. Quelli esistono ad ogni latitudine e accondiscendono ad ogni latitudine: infatti l’articolo citato dimostra che in Australia i bastardi mafiosi sono riusciti persino ad avere un sindaco (e immagino si tratti solo della punta dell’iceberg, pensando ad esempio a quanto succede sulla East Coast USA). Il problema vero è il cancro socio-economico europeo che si chiama Mezzogiorno, ovvero quella specie di terrasanta del crimine organizzato dove le mafie sono nate, si sono radicate e dal quale continuano indefessamente a comandare, anche a distanza di migliaia di miglia, con tanto di oceani nel mezzo.
        Naturalmente è sempre possibile girare la testa (o se si vive in località marittime ficcarla sotto la sabbia…)

        Cordialmente, Alessandro

  1. Ecco, adesso vorrei sentire saviano sparare cazzate tipo che l’australia è mafiosa, la germania è mafiosa, il canada è mafioso.

    quanto a sgarbi trovo davvero un insulto per gli ebrei equiparare la condizione degli italiani in alto adige a quella degli ebri nella germania nazista. qualche milione di morti nei campi di concentramento dovrebbero far muovere anche quelle 4 rotelle arrugginite che si trovano nella zucca sgangherata di sgarbi.

    daniele,milano

    • Mi hai tolto le parole di bocca.
      Parole sante.

      In questo periodo sto guardando “The Sopranos”, la celebre serie dedicata alla mafia nel New Jersey. Ebbene, i meccanismi adottati dai boss locali, ricostruiti sulla base delle evidenze emerse nei processi di mafia, sono gli stessi che ben conosciamo: infiltrazione nell’economia sana attraverso modalità malsane (attentati dinamitardi, strozzinaggio, racket, bypassaggio delle normative commerciali attraverso schermature, truffe, corruzione di pubblici ufficiali, occupazione di posti pubblici con funzioni di controllo e via dicendo). Stessa cosa vista l’estate scorsa nella serie “Underbelly”, prodotta interamente in Australia e dedicata a ricostruire le vicende della mala locale nei settanta: anche lì ruolo primario rivestito da calabresi, e non era nemmeno fiction, ma ricostruzione di puri fatti di cronaca con tanto di personaggi realmente esistiti.

      Lo vogliamo capire che, fra meno di dieci giorni, verrà festeggiato il meccanismo infernale che ha permesso e permette ogni giorno ai capi di questi banditi di mettere le mani su quantità pazzesche di denaro pubblico (cioè lombardo-veneto)? Lo vogliamo capire che il 17 marzo sarà l’anniversario di uno dei più grandi inganni della storia moderna?
      Basta soldi al Sud, basta soldi alle mafie.
      2011, non 1861: è ora di guardare Avanti.

      • Nuovo aggiornamento:
        http://affaritaliani.libero.it/ultimissime/flash.asp?ticker=090311102237

        da cui traggo, per i più restii ad ammettere l’amara verità:
        […] “In Lombardia”, chiariscono gli analisti, “la ‘ndrangheta si e’ diffusa non attraverso un modello di imitazione, nel quale gruppi delinquenziali autoctoni riproducono modelli di azione dei gruppi mafiosi, ma attraverso un vero e proprio fenomeno di ‘colonizzazione’, cioe’ di espansione su di un nuovo territorio, organizzandone il controllo e gestendone i traffici illeciti, conducendo alla formazione di uno stabile insediamento mafioso.[…]

        150 anni e siamo a questo punto. Altri 150 e tutti quanti baceremo le mani a Don Ciccio. No, io non voglio crederci, e non ci credo. La ‘ndrangheta in Lombardia resta fenomeno criminale e non governo del territorio, nonostante molte pericolose amicizie della classe politica. Come New York, non siamo una Regione mafiosa.
        Ma conviene continuare a rischiare di diventarlo sul serio, foraggiando quella Regione-canaglia che ha nome Calabria, in cui la ‘ndrangheta vive e si fortifica grazie al dominio paramilitare incontrastato e al controllo totale dei fondi pubblici (cioè di fatto lombardo-veneti) che la Calabria stessa riceve sotto le più svariate forme?

  2. “Se a Bolzano c’è chi si sente tedesco o austriaco, allora aderisca alla Germania o all’Austria, ma poi i soldi li chieda a queste nazioni.”

    Torno in tema per dire: basta, basta basta con questa storia!!!!
    Che è falsa e strafalsa! La provincia autonoma di Bolzano trattiene circa il 90% delle imposte MA NON ottinene favori fiscali dall’ITALIA! Anzi, la provincia ha un residuo fiscale NEGATIVO: il che vuol dire che, seppur in minima parte, FINANZIA il resto d’Italia. E ciò ha dell’incredibile se si considera i maggiori costi dovuti al bilinguismo e al territorio montano! “Sembra” che non sia così perché le Regioni confinanti (Lombardia e Veneto) hanno resiudi fiscali negativi giganteschi, per cui “sembra” che Bolzano goda di finanziamenti aggiutnivi!

    Ma in fin dei conti il sindaco part-time di un comune siciliano cosa vuoi che ne capisca?
    La Sicilia si tiene il 100% della tasse, non solo, ottiene enormi trasferimenti dello Stato e non solo, i loro politici si lamentano pure perché non è attuato lo Statuto di autonomia che grarantirebbe in media ad ogni siciliano le stesse risorse garantite agli altri italiani anche se la Sicilia non producesse nulla e non pagasse nulla di tasse!
    Basta! Avete rotto….
    Indipendenza subito (della Sicilia!)

  3. E poi, non ho mai capito: perché quando si parla di federalismo di parla solo delle Regioni a statuto ordinario? E c’è anche gente che ha il coraggio di dire che lo si fa perché la specialità di alcune regioni è difesa dalla Costituzione. Ma la popolazione nelle Regioni a statuto speciale sono il 15 % della popolazione italiana: bastano i due terzi dei parlamentari (o solo la maggioranza dei votanti) per cambiare la Costituzione, perché nessuno, dico nessuno, lo propone?
    Come cambiarla? E’ molto semplice, io penso che tutti gli italiani sono uguali, per cui basta concedere ad ogni Regione la stessa autonomia di cui gode la Regione siciliana, non sono forse tutti uguali gli Italiani? O qualcuno nonb riesce ad ammettere che ora vi sono degli Italiani più italiani degli altri?
    L’abolizione della specialità della Regione Siciliana, con contestualmente l’aumento dell’autonomia delle altre Regioni potrebbe anche essere conveniente per alcune regioni del Sud (ad. esempio la Puglia ma addirittura la Campania), perché non lo si propone, dato che avrebbe larghissimo supporto popolare?

  4. la storia ci ha detto che l,alto adige é sempre stato occupato o da austriaci e da italiani…allora dico io,diamo a questa terra la possibilita di scegliere definitivamente dove vogliono collocarsi con un referendum ,solo cosi metteremo pace sincera e giusta a questa gente a a quei morti della 1 guerra mondiale mandati a morire per contendersi questa terra col sangue…meglio deciderlo supremamente con una matita …poi volevo aggiungere una cosa…non confondiamo le folcloristiche dispute che sanno di leghismo politico poltronaio tra un sud e un nord che oramai sono intrisi ,siamo mischiati e quindi inseparabili….che si occupino del referendum dell,altoadige…o hanno paura che HAIDI e le sue caprette ci scappi in austria!! la lega é la vergogna dei seccessionisti,non ha mai avuto le palle di parlare della questione alto atesina e neppure di fare lo statuto speciale al veneto..e addirittura fece come pilato con gli otto serenissimi lavandosene le mani…con gente come quella i padrini faranno sempre affaroni

    • D’accordo sul referendum di autodeterminazione per il Sud Tirolo.
      Disaccordo sulle considerazioni in merito al secessionismo fra Nord e Sud (italia). Il fatto che siamo “misti”, come dici tu, non impedisce certo di mettere fine alla condivisione del medesimo stato che attualmente ci unisce da un punto di vista giuridico-amministrativo. Statunitensi e Canadesi per molti aspetti sono indistinguibili, così come Valloni e Francesi, Austriaci e Tedeschi, gran parte dei sudamericani: ciò non toglie che tutte queste comunità politiche abbiano stati diversi fra loro.

      Sul ruolo della Lega: certamente è un partito equivoco, ambiguo, molto poco affidabile, furbetto, poltronaro e via dicendo. Ma al momento è anche un simbolo: pare che sfortunatamente più ampio è il peso della Lega, maggiore è l’idea che l’unità italiana possa essere messa in discussione. Per questo motivo spesso (non sempre però, eh) e nonostante tutto continuo a votarla. Un po’ come accade ai Verdi, che hanno fatto più disastri che altro, ma quando vuoi dare l’idea che bisogna mettere l’ambiente al primo posto li voti. Inutile fingere che le dinamiche elettorali funzionino diversamente, almeno dove conta il voto d’opinione (appunto), cioè nel libero Centro-Nord. Dove il voto è clientela, nel feudale Sud, il brand politico non conta un tubo. Contano solo le cordate e le amicizie. Ma è un altro mondo.

      Comunque nulla esclude che entro l’anno ci sia un partito lombardo dichiaratamente indipendentista e non ossessionato dall’immigrazione e dalle cadreghe romane. Un partito per tutti i lombardi, senza distinzioni di alcun tipo, desiderosi di portare la nostra Regione ad essere una Repubblica indipendente nell’ambito dell’Unione Europea. E per fortuna in Veneto una cosa simile c’è già: http://www.venetostato.com

      Cordialmente,
      Alessandro Storti

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