Niente moschea, “c’è il rischio di una rivolta popolare”

Loro lo chiamano centro di cultura islamica ma poi quasi sempre si trasforma in una moschea dove si incontrano a migliaia per pregare.

Per questi motivi Sergio Acqua, il sindaco di Grantorto, nei pressi di Padova, si dice

pronto a incatenarmi perché questo non accada.

Il sindaco descrive così i suoi dubbi:

la mia paura con riguardo a questo centro culturale è che poi diventi il catalizzatore per il culto di tutti gli islamici della zona, che con un piazzale enorme davanti sarebbero favoriti per i loro raduni. Ho sempre accolto i cittadini di religione musulmana, concedendo anche ultimamente il campo sportivo a conclusione del Ramadan. Però oramai siamo saturi, per noi è una presenza massiccia: rappresentano il 15% degli abitanti.

C’è, infine, un ultimo motivo, che può apparire piuttosto inquietante:

Temo una rivolta popolare perché qui a Grantorto, oltre a 720 residenti extracomunitari di cui 258 marocchini, ci sono anche 1000 persone che votano Lega.

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