Una via per Almirante

Succede a Marnate, provincia di Varese:

Sembra uno scherzo ed invece è tutto vero. Da una proposta dell’on. Marco Airaghi è nato un protocollo d’intesa che ha permesso alla giunta comunale di deliberare quanto sopracitato per celebrare degnamente questo “grande statista”.

via Democity.

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21 thoughts on “Una via per Almirante

  1. Una via per Almirante: diciamo qualcosa di lui.

    Giorgio Almirante: figlio d’arte, figlio del regista di Eleonora Duse.
    Nato a Salsomaggiore nel 1914, a Torino conseguì la licenza liceale e alla Sapienza di Roma il dottorato in Lettere Classiche. Fu giornalista e redattore capo del quotidiano romano “Il Tevere”. Partecipò alla seconda guerra mondiale sul fronte nord africano come tenente di fanteria e fu decorato con la croce di guerra al valor militare. Dopo l’8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana e fu segretario personale di Fernando Mezzasoma. Ingiustamente accusato di razzismo per un articolo scritto sul “Tevere”, salvò dai nazisti intere famiglie di ebrei nascondendole dove poteva e proprio a Salò: al contrario di gente come Bocca ed Eugenio Scalfari che scrissero di razzismo per viscido ossequio al Fascismo. Dall’aprile del 1945 al settembre del 1946 fu latitante per sfuggire alle persecuzioni dei CLN e per vivere fece anche il venditore ambulante. Con alcuni reduci fondò nel 1946 il Movimento Sociale Italiano e ne fu il primo segretario nazionale. Fu eletto deputato nel 1948 e da allora lasciò al Partito il suo guadagno come lasciò quel che ereditava anche personalmente. Quel giovane che rifiutò la droga badogliana, che rifiutò la droga partigiana, quel ragazzo coraggiosamente volontario a Salò dove, con il nemico di fronte e il traditore alle spalle, poteva solo morire per onore e fedeltà a un’dea, a una grande idea (non consegnare mai la Patria Italiana al capitalismo plutocratico d’oltreoceano e alla barbarie comunista, a quel materialismo bruto o capitalismo oligarchico di Stato ancor più feroce) seguì una concezione spirituale della vita e la socializzazione delle imprese in economia (cogestione e partecipazione degli operai agli utili).

  2. Caro Luigi, o Enzo, o chicchesia….
    andare in giro per i blog a fare copia/incolla dei tuoi interventi (provare per credere) non renderà automaticamente veritiere le tue tesi.

  3. Tante vie dedicate a Togliatti Palmiro che era sempre a Mosca (informatevi) a prendere ordini e denaro.

    Mentre Almirante era un sanguinario dei campi di concentramento nazisti: tanto è vero che lo votava anche Borsellino (informatevi) e chissà perché.

  4. Ivan,
    cosa vuol dire “valà”?
    Donde proviene codesto neologismo?
    A scuola serale: così si scrive?
    Forse c’è confusione tra TEVERE e LA DIFESA della RAZZA: chissà se contesti questo, ma non credo giacché di sera si insegna l’alfabeto e non altro.
    Comunque: studia la storia del tuo comunismo che siede sopra una montagna di ossa umane (95 milioni di vittime torturate e massacrate).
    Inoltre, studentello diplomato e forse laureato con il 18 politico, spiegami:
    COMUNISMO significa COMUNANZA DELLE RICCHEZZE distribuite tra i burocrati dello Stato sovietico (capitalismo oligarchico di Stato) o tra il popolo?
    Voglio capire dove arriva la tua cultura.

  5. Ivan,
    cosa vuol dire “valà”?
    Donde proviene codesto neologismo?

    Forse c’è confusione tra TEVERE e LA DIFESA della RAZZA: chissà se contesti questo, ma non credo.
    Comunque: studia la storia del tuo comunismo che siede sopra una montagna di ossa umane (95 milioni di vittime torturate e massacrate).
    Inoltre, spiegami:
    COMUNISMO significa COMUNANZA DELLE RICCHEZZE distribuite tra i burocrati dello Stato sovietico (capitalismo oligarchico di Stato) o tra il popolo?
    Voglio capire le cose da uno storico.
    Grazie.

  6. Caro Democity,
    la sinistra dal 1945 vi ha talmente imbambolato di chiacchiere che centomila “copia e incolla” non bastano a cancellare le menzogne a voi dettate e da voi (a bocca aperta) acchiappate.

    • NAZZA, ho letto il sito indicatomi: fa ridere.
      Ora: fai una cosa tu.
      Leggiti IL LIBRO NERO DEL COMUNISMO che siede sopra una montagna di ossa umane (crimini, massacri, esecuzioni senza processo, gulag, foibe, torture ecc.).
      Si arrivare a un “totale” stimato di 100 milioni di “vittime del comunismo”.
      Nel 1973 è stato pubblicato un volume molto simile al Libro nero del comunismo. Tale libro prende in considerazione l’Unione Sovietica, la Cina e il Vietnam (esclude i regimi in Cambogia e in Corea del Nord, che hanno provocato vittime dopo il 1973) e stima il totale dei morti in circa 100 milioni, affermando che il comunismo è peggiore del nazismo per questa ed altre ragioni.
      URSS: venti milioni, Cina: sessantacinque milioni, Vietnam: un milione, Corea del Nord: due milioni, Cambogia: due milioni, Europa dell’est: un milione, America latina: centocinquantamila, Africa: un milione e settecentomila, Afghanistan: un milione e cinquecentomila, movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere: diecimila.
      Successivamente indica le principali fasi della repressione che in Unione Sovietica sono: fucilazione di decine di migliaia di persone imprigionate senza essere state sottoposte a giudizio e massacro di centinaia di migliaia di operai e di contadini insorti fra il 1918 e il 1922; deportazione ed eliminazione dei cosacchi del Don nel 1920; carestia russa del 1921-1923, che ha provocato la morte di 5 milioni di persone; assassinio di decine di migliaia di persone nei campi di concentramento fra il 1918 e il 1930; deportazione di 2 milioni di kulaki (o presunti tali) nel 1930-1932; sterminio di 6 milioni di ucraini nel 1932-1933 per carestia indotta e non soccorsa (Holodomor); eliminazione di quasi 690 mila persone durante la grandi purghe del 1937-1938; deportazione di centinaia di migliaia di polacchi, ucraini, baltici, moldavi, bessarabi, tedeschi, tatari, ceceni e ingusci negli anni fra il 1939 e il 1945.

  7. “E’ per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana…
    perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più.
    Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano”.
    Firmato: Palmiro Togliatti, “un uomo” al quale sono dedicate strade e piazze in Italia.

  8. Ecco cosa dice l’apostolo della resistenza e della dittatura comunista che prendeva ordini e denaro dalla Russia:

    “E’ per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana…perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano”.

    Firmato: Palmiro Togliatti, “un uomo” al quale sono dedicate strade e piazze in Italia.

  9. Si discute per una via a Giorgio Almirante: alcune riflessioni. Si dice che sia il nemico della democrazia. Tutto dipende dai punti di vista: ad esempio si dice che Aldo Moro fu il paladino della democrazia, ma intanto risulta fascista fino all’8 settembre e scrivendo qualcosa sulla razza (come altri fascisti che nel Ventennio erano egualmente scrivani razzisti: Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca). E fascisti furono Pietro Ingrao, Giovanni Spadolini, Nilde Iotti, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti eccetera. Si dice che Togliatti e Berlinguer lottarono per la democrazia: intanto erano del PCI (partito che prendeva ordini e denaro da Mosca e non credo che il comunismo sia un modello di democrazia con 95 milioni di vittime torturate e massacrate). Almirante da volontario ha combattuto sul fronte africano e poi, per “fedeltà” a un idea (giusta o sbagliata che fosse), aderì (volontario) alla Repubblica Sociale per combattere una guerra già persa e quindi rischiando la morte e poi (latitante) perché i partigiani lo braccavano per fucilarlo. E perché aderì alla Repubblica di Salò? Perché, come tanti ragazzini anche di 15 e 16 anni, non volle consegnare la Patria al capitalismo plutocratico americano e al capitalismo di Stato (sovietico) ancora più feroce. Fu accusato per un bando di amnistia (durante la guerra non in tempo di pace) per alcuni partigiani: dovevano presentarsi, “altrimenti” (ripeto: “altrimenti”) sarebbero passati per le armi. La notizia del bando esce quasi 30 anni dopo (nel 1971 dopo un clamoroso successo elettorale del MSI). Almirante non si nasconde, adisce le vie legali, il bando non lo poteva firmare, la firma risulta stampata e non autografa, tre sentenze del tribunale di Reggio Emilia gli sono favorevoli e il Tribunale di Roma lo assolve per firma e documento falso. L’Unità, dopo l’assoluzione, smentisce quello che aveva precedentemente detto. Poi: non risulta che i partigiani fossero verginelli quanto a torture, fucilaziioni con processi sommari. E se tutto dipente dai punti di vista: dov’è la verità? Chi ha combattuto per la causa giusta? Chi è stato un uomo di fede, onore e coraggio?

  10. Mai ad Almirante: dedichiamo una via a coloro che stuprarono e uccisero Giuseppina Ghersi.

    Giuseppina Ghersi: stuprata e massacrata dai partigiani comunisti

    Basta questo nome per dire chi fossero gli “eroi” della cosiddetta “resistenza”.
    Il 27 aprile 1945, tre criminali (partigiani comunisti) rapiscono, stuprano e poi uccidono
    una bimba di 13 anni, solo perché ha scritto un tema su Benito Mussolini…non scontarono un giorno di galera.

    • Caro amico, potresti, per piacere, utilizzare sempre la stessa mail fasulla? Anche se fasulla, usa sempre la stessa, per piacere, perché altrimenti tutte le volte mi tocca approvare i tuoi commenti.
      Sono sicuro che da buon camerata capirai.
      Saluti partigiani.

  11. Mai ad Almirante: dedichiamo una via alla mafia e agli alleati, ALLA SANTA ALLEANZA (americani, russi, cattolici, democristiani, comunisti, verginelli partigiani ecc.)

    “L’unico tentativo serio di lotta alla mafia fu quello del prefetto Mori, durante il Fascismo, mentre dopo, lo Stato ha sminuito, sottovalutato o semplicemente colluso… Sfidiamo gli antifascisti a negare che la mafia ritornò trionfante in Sicilia e in …Italia al seguito degli alleati e degli antifascisti in ricompensa dell’aiuto concreto che essa fornì per lo sbarco e la conquista dell’isola”.

    (Giovanni Falcone, pag. 103 del suo libro “Cose di cosa nostra”)

  12. Io non dedicherei Vie ad Almirante.
    Penso però che il periodo della Guerra Civile 1943-45 meriterebbe molti approfondimenti, da parte di tutti coloro che vi rintracciano le ragioni ideali del proprio fare politica, in un senso o nell’altro. Anche perchè il periodo, lunghissimo, che va dalla fine della Prima Guerra mondiale alle elezioni del 1948, straripa di contraddizioni, di corsi e ricorsi, di contatti fra ali estreme, di sangue negato.
    Il rischio di banalizzare è forte, esattamente come è accaduto con il “Risorgimento”.
    Ed è un peccato, per chi ama la storia (e per quanto difficile da definire e rintracciare, la “verità storica”). Ma lo è anche e soprattutto per chi, a differenza del sottoscritto, sostiene l’idea stessa di Italia. Un’idea controversa che non trova pace proprio perchè le sue radici sono terribilmente insanguinate e controverse; del resto, se oggi esiste un elementare sentimento nazionale piuttosto diffuso e un’architettura social-istituzionale forte, lo si deve al fascismo e agli anni immediatamente successivi al suo crollo, anni in cui gli assetti dello stato non furono mutati, eccezion fatta, ovviamente, per il riassetto dei meccanismi democratici. Questo vorrà pur dire qualcosa, secondo me qualcosa di non buono.
    Con amicizia e senza polemiche invito tutti a riflettere su questo punto.

    • Un post scriptum (quando clicco “invia” regolarmente mi viene in mente qualcosa da aggiungere, e vabeh…)

      Negare il ruolo fondamentale del fascismo nella costruzione dell’identità italiana (e delle strutture giuridico-amministrative portanti dello Stato italiano) equivarrebbe a negare il ruolo determinante del Nord nel processo di unificazione peninsulare.

  13. Ma chi è Luca?
    Mi risulta che NON ESISTE.
    “Se mi sbaglio: mi corriggerete”: disse il Papa polacco (colui che spazzò il MARCIUME dal COSMO).

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