Le parole di Durnwalder

A me, sembrano un po’ traballanti:

Gli italiani possono festeggiare la ricorrenza e sono felice per loro, ma non si può chiedere a me di farlo, perché non sento questo anniversario e la mia partecipazione sarebbe animata da falsi sentimenti.

Partecipo ogni anno, con convinzione, ad altre ricorrenze, dal 25 aprile che è l’anniversario della Liberazione dal fascismo al 2 giugno che è la festa della Repubblica italiana, nei cui valori credo fermamente.

Tra i valori su cui si fonda la Repubblica italiana non rientra anche l’unità e l’indivisibilità della Repubblica?

Mi sembra anche fantasiosa l’idea per cui gli assessori italiani

parteciperanno come rappresentanti istituzionali del proprio gruppo linguistico, ma non a nome dell’intera Provincia.

Ad ogni modo, Durnwalder ha invitato Napolitano in Alto Adige, così da poter “parlare di persona e chiarire la vicenda”.

Grazie a Raffaele per la segnalazione.

Annunci

12 thoughts on “Le parole di Durnwalder

  1. Sembrano un po’ traballati perché hai una visione statica della storia.
    Durnwalder è antifascista e quindi celebra la Festa di Liberazione, che ricorda il passaggio da un regime dittatoriale ad uno (più o meno) democratico. Fin qua, penso non ci siano problemi. Anche perché questa festa la potrebbe rispettare anche al di fuori dell’Italia.
    Durnwalder, che ritiene di essere (e lo é) il rappredentante della minoranza tirolese in Italia, festeggia la Festa della Repubblica. Perché? Perché grazie alla Repubblica i tirolesi hano ottenuto alcuni diritti in più rispetto a prima: parlare nella propria lingua, avere proprie scuole, gestire il proprio territorio, ecc., ecc.. Non hanno ottenuto tutti i diritti che volevano (cioé andarsene dall’Italia ed unirsi all’Austria), ma con la Repubblica hanno comunque ottenuto un MIGLIORAMENTO della situazione: un miglioramento che p ritenuto degno di essere festeggiato.
    L’Unità d’Italia invece ha prodotto un PEGGIORAMENTO per la popolazione tirolese: è diventata minoranza in un paese di lingua e cultura diversa dopo che il loro territorio è stato preso con la forza (la prima guerra mondiale). Che c’è da festeggiare?
    E mi sembra anche coerente lasciare liberi gli assessori della minoranza italiana in Sud Tirolo di festeggiare a nome degli italiani ivi residenti: fantasiosa ma coerente. Se gli altoatesini ritengono di avere avuto un vantaggio con l’Unità d’Italia sono liberi di festeggiare.

    Ciò che non trovo assolutamente coerente (e sicuramente autolesionista) sono invece le richieste del gruppo regionale veneto del Pd, che, stante la crisi economica, chiede di ridurre le spese regionali per la cultura veneta, e, contestualmente, chiede che la giunta stanzi delle risorse per festeggiare l’Unità d’Italia.
    Ora, dal mio punto di vista, dato che si festeggia l’Unità d’Italia, sarebbe cosa buona e giusta che fosse il Governo a metterci i soldini.

  2. Molto interessante, davvero. In sostanza, con la nascita della Repubblica, i Sud Tirolesi rinunciano al sogno di andarsene dall’Italia in cambio di alcune concessioni. A me sembra una “non sconfitta”. Festeggiarla è comunque legittimo.

  3. allora dal punto di vista storico nulla da dire sono tedeschi ,dal punto di vista cittadinanza(non nazionalità ,criteri sempre confusi)sono italiani ,ma devono rinunciare allo statuto speciale ,poichè sono foraggiati con bei soldoni pubblici, per il resto giusto tutelare lingua a scuola ,in tv ,sui cartelli ,sono di lingua madre tedesca è giusto che possano conservarla,la costituzione non cerca di eliminare gli impedimenti che impediscono agli individui a esprimere le loro personalità , e la lingua non lo è (magari anche i “dialetti” )?

    • alberto, per favore metti lo spazio DOPO la virgola, non prima, sennò mi viene la nausea a leggere i tuoi commenti. grazie. 🙂

      p.s.
      non vedo perché debbano rinunciare allo statuto speciale. è vero che la Repubblica spende in Alto Adige più di quanto riceve in tasse (residuo fiscale positivo), ma si tratta di una spesa modica, ed in linea con la necessità di dover sussidiare in modo particolare regioni montane e bilingui (circa 350€ euro procapite l’anno, pari a circa il 3% delle spese nella Provincia autonoma). La Regione siciliana, per fare un paragone, riceve il 30% in più di quanto da, come la Basilicata o la Calabria.
      In realtà sembra che il Sud Tirolo riceva molto per due motivi: il primo perché il Sud Tirolo ha un reddito molto più alto della Sicilia in valori assoluti (e quindi può disporre di risorse proprie molto più alte di quelle di cui può disporre la Sicilia); il secondo è che confina con Regioni, come Lombardia e Veneto, che, pur avendo circa lo stesso reddito del Sud Tirolo (Lombardia un po’ di più, Veneto un po’ di meno), hanno un residuo fiscale negativo verso lo Stato la prima di circa il 50%, la seconda di circa il 35%: c’è quindi un pesante contrasto.
      La mia proposta quindi è: il Sud Tirolo mantenga lo statuto Speciale e pure il sussidio di un euro a persona al giorno a carico della Repubblica (o anche a carico solo del Veneto, perché siamo generosi), purché quello statuto speciale venga esteso a tutte le Regioni d’Italia. Tanto siamo tutti italiani uguali. O no?

      • Potremmo lanciare la campagna “Adotta un Tirolese”.
        Statuto speciale per i Veneti a soli dieci centesimi al giorno, e per ogni dieci Veneti che aderiscono all’iniziativa, un’opera buona: un Tirolese potrà andare in una scuola di lingua tedesca, parlare tedesco in tribunale, avere le strade prive di neve pure in inverno, ed il prato del maso tagliato gratuitamente dalla provincia, il tutto rimanendo in Italia.

      • ma se estendessimo uno statuto speciale del genere a tutti come ci si potrebbe permettere di dare più di ciò che si riceve?autonomi , per me, significa che ognuno deve provvedere a sè .
        Io rifarei tutto da capo (se si potesse),federalismo vero .
        E magari mettere mano ai confini regionali non sarebbe una cattiva idea.
        Siamo tutti italiani? si dal punto di vista della cittadinanza , siamo cittadini italiani ma esistono i veneti , i friulani ecc e le loro storie e lingue .

  4. scusa ma forse ci siamo fraintesi entrambi.
    Allora io parlavo di residuo fiscale poichè in veneto per esempio nel 2007 è stato di 20 miliardi (mica bruscolini eh),inoltre se vedi qui :
    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/2145
    vedi che al netto del residuo fiscale e dei prezzi del paniere il trentino se la passa molto ,molto , molto bene .
    Guarda la lombardia ,addiritura 3 euro in meno rispetto ad un calabrese!
    Prima volevo dire che è impossibile organizzare autonomie fiscali e redistributive del genere in tutte le regioni italiane.
    Se lo stato da più di ciò che riceve da tutti come fà a non fare debiti ?
    Comunque in italia una riforma federalista è strutturalmente impossibile a mio parere , l ‘Italia mi ricorda la Venezia della fine , irriformabile in attesa della sua fine.
    Se volevi dire qualcos’altro e io ho capito male esponi il tuo punto di vista 🙂 .ciao

    • Pizzati usa dati più recenti dei miei (la mia è una media tra 2002 e 2006).

      Non ho tempo per fare tutto il ragionamento. Comunque sappi che:
      – il Trentino si mangia circa il 75% di quel residuo fiscale, lasciando al Sud Tirolo circa il 25%;
      – che il residuo fiscale è un fenomeno inevitabile in qualunque paese con più livelli amministrativi;
      – che il residuo fiscale esiste anche in un eventuale paese iperautonomista, dove ogni ente (Stato centrale e autonomie locali) si finanzia esclusivamente attraverso le tasse riscosse sul proprio territorio e non vi sono trasferimenti tra ente ed ente;
      – che il residuo fiscale positivo o negativo di un territorio può essere anche dovuto alle condizioni individuali della popolazione e non a qualche forma di discriminazione clientelare del governo centrale a favore di zone amiche;
      – che è conveniente dare qualche soldo pubblico in più ai montanari, purché se ne stiano sopra le loro montagne a cantare lo jodel.
      Il problema dell’Italia è l’entità del residuo fiscale, che, come evidenzia Pizzati, da più ad un calabrese che ad un lombardo. Che è la stessa cosa che dice il sen. Stradiotto quando torna a casa (a Roma è molto più soft): com’è possibile che un Comune veneto abbia meno trasferimenti dallo Stato di uno del Sud se qui costa tutto di più? (anche se questo non è vero: al Sud all’amministrazione pubblica spesso le forniture costano di più, ma non è perché li il mercato è più ricco…)

      “Se lo stato da più di ciò che riceve da tutti come fà a non fare debiti?”
      Era una provocazion, ovvio.
      E sta’ attento con gli accenti, accidenti! “Fa”, va senza accento! Non vorrai mica passare per il solito polentone ignorante! E ti prego: non dirmi che la tua insegnante di italiano veniva dal Sud… 😉

  5. Accidenti scusi professore ! ma devo deluderti in quanto la mia insegnante era siciliana , ma era molto brava !
    Ma allora il problema è l’elevato residuo fiscale giusto? E ti sembra poco?
    Su Stradiotto sempre su noisefromamerika c’è anche questo post http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Ingegneria_fiscale
    Io rimango dell’idea che una situazione del genere non si cambia facilmente ci sono troppi interessi di tutti i partiti e corporazioni nazionali , troppe clientele da alimentare per cui non vedo propio come alcuni politici(magari dello stesso schieramento) rappresentanti di determinati interessi di determinate aree
    possano rinunciare a queste preziosi “schei”.
    Ho commesso errori grammaticali prof? 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...