Incostituzionali sarete voi

Qualche giorno Affaritaliani ha reso pubblico un sondaggio in cui veniva chiesto agli italiani (su un campione di 1500 soggetti) cosa pensassero della Lega. Ebbene, due italiani su tre ritengono che il partito di Bossi rappresenti un danno per il Paese.
Restando in tema, vari esponenti leghisti si sono lamentati poiché a parer loro la festa del 17 marzo sarebbe incostituzionale.
Proprio loro che fanno parte di un partito palesemente incostituzionale:

Art. 1 dello Statuto leghista:
Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” (in seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord – Padania), costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana.

P.R. anche per On The Nord

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16 thoughts on “Incostituzionali sarete voi

  1. Mi spiace dirlo ma questo post è pericoloso, in quanto cita un articolo di giornale che parte da un presupposto fascista (in quanto in linea con le previsioni del codice penale Rocco sui reati politici d’opinione contro lo Stato): chi ha idee diverse rispetto all’articolo della Costituzione italiana sull’indivisibilità della Repubblica dovrebbe essere messo al bando (e chissà, magari anche arrestato e perseguitato). La cosa è ancor più assurda se si considera che la Lega Nord, ben lungi dal mettere in atto anche la più piccola forma di serio autogoverno territoriale, si è caratterizzata al contrario per essere la stampella non di Silvio Berlusconi, bensì dello Stato italiano stesso.

    Quanto ai due terzi del pubblico non pagante che ritiene la Lega un male per l’Italia, forse non hanno capito che la Lega è il sintomo, non la malattia. Sarebbe più bello affondare la testa sotto la sabbia ascoltando entusiastici resoconti del Paese do Sole, in stile libico-tunisino, ma ahimè la realtà non è fatta solo di luci. Del resto è la sinistra, cui il quotidiano Europa dovrebbe appartenere giuridicamente come testata giornalistica, a spiegarci quotidianamente (anche più volte al giorno) che lo Stato italiano è corrotto, governato da una loggia massonica, impestato di mafie ad ogni latitudine e livello, ecc. ecc.
    Sembra ragionevole che fra le soluzioni proposte possa trovar spazio anche una decostruzione dello stato stesso in senso territoriale, oppure qualsiasi altra possibile cura, ma questa no?

    Ripeto, un post sbagliato e un articolo pericoloso.
    La strada per il fascismo è lastricata di scorciatoie autoritarie a cui non si è saputo resistere.
    Hasta la secesion, siempre.

    • Scusa, ma quello che faceva “entusiastici resoconti del Paese do Sole, in stile libico-tunisino” fino a qualche mese fa non è il principale alleato della Lega?
      Scusa ma la riforma del titolo V della costituzione in senso federalista mi pare che l’abbia fatta il centrosinistra, SENZA i voti della Lega…
      Mah.

      • la riforma del titolo V? le timide e confuse autonomie ?l’autonomia non è federalismo,sono due cose diverse .
        IL C. sinistra (come gli altri del resto)ha mai parlato di abolire le regioni a statuto speciale? no,come potrebbe perderebbe voti in determinate realtà (e già non se la passa bene).

  2. ma la lega non vuole la secessione,e anche se la volesse con individui simili non la vorrei .
    La lega prende per i fondelli chi vuole un cambiamento,federale,più giustizia fiscale ,territoriale ecc.
    Ci vuole ben altro e ben altri metodi per cercare di ottenre l’indipendenza politica.
    Ma come si fà a pensare che un partito ,in cui milita renzo bossi ,possa ottenere un risultato del genere ,hanno solo fatto danni e incasinato la strada a chi vuole la medesima cosa ,ma con metodi,discorsi,finalità lontane km.
    Come ha scritto poco tempo fà il mio conterraneo Michele Boldrin che scrive su noisefromamerika la lega da cura si è trasformata a cancro .
    Serve la chemioterapia allora.

  3. e comunque dal 2006 è possibile mirare all’indipendenza politica di un territorio con metodi democratici.Legge statale n. 85 del 24 febbraio 2006.
    Personalmente penso che il diritto alla secessione sia un diritto civile ,la lega però è incivile,allora basta batterla con le proposte e i metodi.

  4. Adesso vado a controllare quella legge. Intanto:
    Art. 5
    La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

    • Dunque, chiarisco:
      – l’articolo ha un presupposto fascista, in quanto senza troppi giri di parole ipotizza la necessità di mettere al bando un partito politico, peraltro non secondario in termini di consenso
      – il Codice Rocco, nella versione originaria rimasta in vigore fino a pochi anni orsono, prevedeva persecuzioni legali a carico di chi avesse attentato all’unità dello stato, anche senza azioni violente, ma semplicemente con azioni politiche(in merito a questi aspetti problematici e alla contrarietà della stessa sinistra, ti cito questo vecchio articolo http://archiviostorico.corriere.it/2001/giugno/19/Critiche_codice_Rocco_anche_sinistra_co_0_01061911701.shtml ); ecco l’estratto dell’originario articolo 241: “[…] è punito con l’ergastolo […] chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l’unità dello Stato […]”

      Ergo: l’articolo citato costitisce un arretramento ideologico e giuridico rispetto alla versione del codice penale attualmente in vigore e sostanzialmente più garantista. Ho riletto bene l’articolo citato e non ci sono dubbi sulla sua natura totalitaria e illiberale. Anzi su questo tema chiedo apertamente ed espressamente che la “redazione” (seppur informale, ma richiamata come riferimento collettivo al blog in varie occasioni, se non erro) si esprima in modo chiaro e netto contro questa visione.
      Chi fa tintinnare le manette in tema di rappresentanza politica e di espressione del pensiero non può essere considerato un soggetto con cui interloquire su un piano di parità dialettica.

    • ciao , scusa ma mi sono espresso male .
      La legge dice che è reato cercare di “staccare” parti del paese con azioni violente,quindi per chi afferma ,con volontà pacifica (e non violenta),di seguire tale strada non è previsto più il reato descritto bene da alessanndro.
      Pardon,mi sono espresso ,male .
      Quindi ,sostenere l’indipendenza con metodi non violenti ma democratici non è reato,ma la costituzione recita (seguendo la filosofia politica 800 giacobina accentratrice)la repubblica è una e indivisibile (poi però afferma di riconoscere le autonomie locali che è roba ben diversa dal federalismo).
      Allora cercare di ottenere un referendum ,cioè votare ,far leva su leggi internazionali (recepite anche dall’italia,quindi pre-costituzionali),non è reato(sarebbe reato quando quella faina di bossi parla di fucili ma va beh ).
      Penso come alessandro che il diritto alla secessione sia la radice della democrazia ,T.jefferson diceva che bisognerebbe cambiare la costituzione ogni 25-30 perchè non si può costringere una generazione a essere “succube “della precedente ,i valori,i problemi, il mondo ,le comunità possono cambiare e così le loro esigenze .
      Un giorno ,spero non troppo lontano,vorrei vedere in veneto ciò che succede in catalogna ossai un milione di persone in piazza che canta e balla per l’indipendenza ,senza fucili ,magari facendosi bastonare dalla “civilissima polizia “italiana.
      Gandi diceva :
      prima di ignorano,
      poi ti deridono,
      poi ti combattono,
      po vinci.
      Ciao

  5. Alessandro, per quanto riguarda la legge mi riferivo a quella citata da albert.
    Per quanto riguarda il resto, non esiste nessuno più lontano di me dal manettarismo. Però mi pare tu stia facendo confusione. Se in uno statuto ci fosse scritto “crediamo sia giusta l’estinzione dei rom” per me sarebbe giusto non farlo concorrere alle elezioni, per te? I partiti devono rispettare la costituzione, che è la legge fondamentale. Mi pare una cosa ovvia. E lo Statuto è lo specchio di un partito.

    • Parlo di quello su Europa.
      Per quanto riguarda la provocazione, sono un appassionato di provocazioni, ma la tua è un conto, quella dell’editorialista di Europa non è una provocazione. E’ un articolo molto serio.
      Relativamente alla legge citata da Albert, ok.

      Infine, sull’ultimo punto, il più importante, ovvero quello relativo alle norme di statutarie/costituzionali di una società e sul diritto di gestire la società stessa da parte di chi è radicalmente avverso a parte di quelle stesse norme, ti faccio un esempio semplice semplice: PCI, Partito Comunista Italiano. Contrario alla proprietà privata e di fatto ai principi democratico-elettorali. Te lo dico da ex iscritto e da figlio di una famiglia di quella precisa estrazione. Non a caso secondo Salvemini, se non erro, ma anche secondo un sacco di altra gente, il PCI sarebbe dovuto essere messo fuori legge. Forse la DC lo fece di fatto (questa è un’affermazione un po’ provocatoria, ma tant’è…). In alcuni Stati est-europei tale norma è effettivamente in vigore.

      Un conto è parlare di campi di sterminio et similia. Io sono a favore della libertà di espressione in ogni sua forma, ma capisco che gli animi più sensibili possano essere turbati dal fatto stesso che talune idee vengano apertamente professate e quindi posso anche accettare che un esempio come quello che hai fatto possa giustificare il divieto di competizione elettorale e di partecipazione al governo. In ogni caso, pur essendo fervente filoisraeliano, ritengo sbagliata la messa al bando dei cosiddetti revisionisti, dei neonazisti e in generale di qualsiasi partito politico o fazione pur distante e impresentabile.

      Comunque la messa al bando della secessione proprio no. La secessione è tal quale il divorzio in ambito familiare e civilistico. Negare il diritto di professarsi separatisti e negare il diritto a chi si professi tale di andare al governo sarebbe semplicemente negare la democrazia alla radice. La secessione non viola alcun diritto naturale, semmai rappresenta essa stesa una facoltà prepolitica che non può essere limitata da alcun atto scritto. Altrimenti non saremmo in una Repubblica, ma in un Impero. E dall’impero alla tirannide il passo è brevissimo.

      • In effetti. Il PCI sarebbe stato “incostituzionale”. Pur avendo approvato la Costituzione. Curioso, ma l’analogia mi pare perfetta.

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