Il problema è il traffico

Daniele Belotti – che nella vita non fa solo il capo ultras dell’Atalanta e l’esperto di spelling, ma anche l’assessore al Territorio della Regione Lombardia – annuncia trionfante di aver smascherato l’inganno:

Sono diversi i Comuni in cui capannoni artigianali sono stati trasformati in affollate moschee, stravolgendo oltre che la viabilità, anche e soprattutto la vivibilità di interi quartieri, vanificando così la pianificazione urbanistica adottata dalle amministrazioni comunali stesse.

Grazie a questa modifica legislativa i Comuni non saranno più lasciati soli. Senza specifiche previsioni di PGT, infatti, non sarà più possibile insediare liberamente centri culturali con finalità religiose e saranno proprio le Amministrazioni Comunali, alle quali viene attribuita la potestà di prevedere, all’interno del PGT, eventuali cambi di destinazione d’uso, a decidere se e quali spazi assegnare loro.

Questione di sicurezza e di viabilità. Sì, ciao:

Abbiamo inteso promuovere anche l’obiettivo di preservare l’integrità dei centri storici cittadini da un punto di vista commerciale, ma anche storico e di identità.

Già. Perché per fare il salto dal luogo di culto al kebab è davvero un attimo:

Siamo convinti, infatti, che, come già rilevato in diverse città, tra le quali per esempio Venezia e Lucca, la localizzazione di un kebab, di un ristorante cinese, di un phone center o di un sexy shop in una piazza medievale o a lato di una basilica rinascimentale costituisca tutt’altro che un elemento di pregio.

Sexy shop musulmani, ovviamente.

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9 thoughts on “Il problema è il traffico

  1. Domande:

    a) c’è qualcuno favorevole a che sul territorio ognuno faccia quel che vuole, invece di sottostare ai vincoli urbanistici?

    b) c’è qualcuno che preferisce la totale libertà di aprire qualunque servizio commerciale (a partire dai supermercati e dai centri commerciali, molto più che dai kebab) senza che sia valutato l’impatto in termini qualitativi prodotto sui contesti urbani, soprattutto quelli più consolidati e magari caratterizzati da elementi di pregio dal punto di vista storico e artistico, con alta qualità urbana ed eventuale potenziale turistico?

    Probabilmente sì, in genere i liberisti dal punto di vista ideologico e gli speculatori da quello pratico. Io no. Fa piacere che che la Lega -via moschee- arrivi a riconoscere il valore della pianificazione urbanistica e dei suoi vincoli. In Piemonte ha anche agito epr limitare l’apertura di grandi centri commerciali (una causa pensate di impoverimento del tessuto commerciale minuto, quello che dà qualità urbana, ambientale e di vita, anche se con prezzi più alti), perché non spornarla afficnhé faccia altrettanto in Lombardia, anziché dare manforte a liberisti e speculatori?

    daniele,milano

  2. liberisti speculatori??
    quindi i manifesti (ridicoli)della lega si alla polenta non al cous cous?
    Io non ho mai visto un kebabbaro vicino a chiese rinascimentali, ma al massimo nelle piazze, ma domando umilmente :perchè il kebabbaro no e il bar , mcdonald ecc si?

    • Sono una pirlata. Se non altro perché il cous cous è ottimo.
      No, non dico kebabbaro sì altri no. Dico kebabbaro o chiunque ma con condizioni. Tipo mcdondald’s della Galleria, che ha insegne “site-specific”, esattamente come Biffi o Prada.

      daniele,milano

  3. «Ma il grosso del progetto, e dell’affare, sta nel centro commerciale da 769 mila metri quadrati, nel parco tematico da 350 mila metri quadrati (il doppio della vicina Gardaland), nel polo tecnologico (268 mila metri quadrati), in alberghi, ristoranti e immancabili case. Poi caselli, strade e metropolitane. Insomma, cemento. «È un progetto colossale che rischia di stravolgere nostri paesi, di Vigasio e Trevenzuolo, che saranno divorati da Motorcity, diventeranno un’appendice della pista», sospira Cesare Nicolis. La sua storia racconta tante cose del Veneto di oggi che ha il record dei cantieri, ma anche dei comitati. […] La Lega Nord ha dimostrato ancora una volta la sua incoerenza. I leghisti avevano proclamato la loro contrarietà al Motorcity anche di fronte alla popolazione di Vigasio. Si sono rimangiati tutto dopo che Luca Zaia è stato indicato come candidato del centrodestra alla presidenza della Regione. Hanno barattato lo sviluppo equilibrato del territorio dei prossimi 50 anni con una poltrona» (L’Arena, 15 gennaio 2010).

    «L’eco mostro più grande della Lombardia, il centro commerciale della varesina, la Fornace, a due passi da Tradate, è stato colpito da un avviso di garanzia della Procura di Varese inviato al sindaco leghista di Tradate, anche a seguito delle inchieste giornalistiche (anche di Casa&Case) sull’eccessiva cementificazione di questa zona. Intorno a Tradate in pochissimi anni il Comune ha concesso la decuplicazione dell’attività edilizia, creando un parco di invenduto impressionante, in alcuni casi con immobili mal costruiti. E di conseguenza i prezzi sono crollati a poco più di mille euro al metro quadrato». (Il Sole 24 Ore, 14 giugno 2008).
    Il sindaco di Tradate è il segretario provinciale della Lega Nord.

    Fortuna che sono arrivate le moschee.

    • Ho appunto parlato del Piemonte di Cota, non ella Lombardia di Formigoni, né del Veneto di Zaia (il quale per me è comunque un rande) che avrebbero da imparare.

      E comunque il punto non sono le nefandezze di Formigoni o Zaia, ma: siete o non siete d’accordo con una politica di maggiori vincoli e restrizxioni all’apertura di esercizi commerciali, specialmente in contesti con valore storico, artistico, ecc.? Cioè, al di là della critica -come sempre- quale sarebbe la pèroposta? E’ questo che non si capisce mai: se la Lega o berlsuconi fanno bianco, si critica il bianco. Se fanno nerto, si critica il nero. ma il Pd è per il bianco o per il nero? Boh!

      daniele,milano

      daniele,milano

      • a) Daniele Belotti – citato nel post – è assessore in Lombardia. Per la cronaca, giusto in questi giorni Regione Lombardia ha prorogato la scadenza per l’adozione dei PGT.

        b) E’ la seconda volta che lo scrivo. Io non sono il PD, non rappresento il PD, non mi sono candidato a nulla. E’ inutile chiedere qui cosa pensa il PD. Io esercito il mio diritto di critica. Ad ogni modo, certo che sono per la gestione del territorio, non sono per provvedimenti razzisti (sì, razzisti: dire che un kebabbaro deturpa l’ambiente è razzista) camuffati in gestione del territorio o in misure di sicurezza.

        c) Sono sicuro che eri documentatissimo sull’amico cinese di Zaia che cucina giapponese – se era in centro o no, se di qualità, se aveva le insegne “site-specific” e avrai “valutato l’impatto in termini qualitativi prodotto sui contesti urbani” – quando hai scritto “Dove sarebbe lo scandalo? Mi pare che i rapporti tra Veneto e Cina risalgano al 1.200, che 800 anni dopo un veneto mangi cinese non mi pare ‘sta gran novità”. In quel caso, le foto di Zaia che si rimangiavano le sue campagne per la gastronomia locale andavano bene a prescindere. Tra l’altro, il sushi è Giapponese.

        Ma Zaia è della Lega. E non guardiamo a Lombardia e Veneto.

  4. @Daniele, ma non hai ancora capito il giochetto della Lega?
    Ti racconto un aneddoto. In commissione consigliare a Como un leghista propone un punteggio premiante per le graduatorie dei consigli comunali se il bambino è figlio di genitori con meno di 26 anni.
    Gli altri consiglieri dicono: “va bene, ma avete capito che gli under 26 sono quasi tutti extracomunitari, vero?”
    La risposta è stata: “Ah no, allora no, ritiro la proposta.”
    Questa storiella è un esempio, ma dice molto del modi di comportarsi della Lega e dei leghisti, anche in campo urbanistico ovviamente.
    Chi ha orecchie per intendere intenda.

    • A me pare abbastanza ridicolo che la gauche pretenda di sventolare l’identità italiana quando la Lega parla di decostruzione dello stato italiano, salvo poi rimangiarsi tutto quando la Lega cerca di sostenere la popolazione italiana in ambito welfarista, perchè a quel punto ogni cittadino del mondo ha diritto di fruire dello stato sociale e dei suoi benefit, costruiti e pagati in stragrandissima prevalenza da cittadini italiani.
      Propongo uno scambio: welfare per tutti e alla pari senza distinzioni di origine e provenienza, però italia affanculo da subito. Così noi Lombardi ci teniamo i nostri soldi e con quelli state sicuri che ci organizziamo un welfare della madonna, in cui il punticino in più o in meno per l’extracomunitario non avrà alcuna ragion d’essere.
      Traduzione: non continuiamo a prenderci per il culo: o l’italia la pianta di rubarci 40 miliardi di Euro all’anno, o l’integrazione di tutti coloro che vengono qui finirà in disastro, perchè è chiaro che la Lombardia non può mantenere il Lazio-Mezzogiorno e al contempo integrare tutti, considerando per giunta che le tasse e i contributi pagati dai nuovi venuti finiscono egualmente a Roma e non certo a finanziare il welfare lombardo cui essi poi inevitabilmente si rivolgono.
      Saluti non troppo cordiali.

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