Forse a Roma, ma in provincia…

So che la Lega non è razzista.

L’invito a Bersani è di farlo, ogni tanto, un giro su On the Nord.

Update:

La prima pagina de La Padania di oggi:

L’«orda» nel titolo non è razzismo, tranquilli: è la citazione di un bel libro di Gian Antonio Stella. (Ciwati)

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30 thoughts on “Forse a Roma, ma in provincia…

  1. Oggi il Sole24Ore parla di “onda”.
    Certamente è più educato.
    Il problema però non è nominale, ma di contenuti. Cosa proponete voi di fronte a questa migrazione di massa?

    • E la Lega Nord che propone? Da quel che ho capito, Maroni ha proposto di mandare l’esercito in Tunisia per controllare i flussi (facilmente realizzabile, sì, ciao), di capire «chi viene per ragioni umanitarie, chi invece scappa dalle patrie galere o viene a far danni, ci vuole tempo per eseguire le necessarie verifiche» e chiede l’aiuto dell’UE. Un po’ comunista – ha scoperto le “ragioni umanitarie”, wow – questo Maroni, mentre il giornale del suo partito parla di “orde”. E vorrei capire che cosa passa al cittadino, se il discorso di Maroni o quello de La Padania.
      Tutte le altre forze politiche non hanno detto nulla.

      • No, Stefano, forse non ci siamo capiti.
        Io ho chiesto a voi voi, non ad altri. Voi di OnTheNord.

        Cosa proponga la Lega non mi è del tutto chiaro, se non a grandi linee come cittadino del Nord, ovvero: tutti gli immigrati e a qualunque condizione no. E’ questo il messaggio che arriva e mi pare che sia abbastanza univoco nella sostanza.
        Sul mandare i soldati in NordAfrica non mi scandalizzerei affatto, è esattamente quello che ha fatto Obama con Haiti dopo il terremoto. E ha fatto benissimo.

  2. Domanda agli sputatori di sentenze:
    Come mai la Caritas (mica La Padania) mette molti dei territori governati da quei razzisti della Lega tra quelli capaci di produrre i migliori livelli di accoglienza e integrazione, mentre, al contrario, quei territori calorosi, generosi e magnanimi, tutti sole, mare e pizza e per di più lungamente governati dal progressismo civile di uomini del centrosinistra come Bassolino o Loiero sono non solo tra i meno accoglienti e integranti (nonostante percentuali di presenza degli stranieri ridicole rispetto a quelle del Nord), ma anche quelli in cui gli immigrati possono essere tranquillamente presi a fucilate sulla schiena (Rosarno), abbattuti in gruppi (Castel Volturno) e i loro insediamenti essere messi a ferro e fuoco con efficacia militare (Ponticelli, Napoli)?

    daniele,milano

      • Come è noto, ampie parti della Padania sono governate da amministratori leghisti e nelle stesse non pare essere stato inserito fra gli sport la caccia all’immigrato. Anzi, poi scopri che nel paese della povera Yara, a guida Lega, gli immigrati ci stanno benissimo.
        Fra parentesi: tutta l’emigrazione dal Sud è la prova provata che non ci si sta molto bene. E non è questione del “lavoro che non esiste”. E’ questione di lavoro che non viene creato dai locali, salvo eccezioni e al netto dell’enorme massa di lavoro criminale/assistenziale/finto ecc.
        E’ questione di mafie e prepotenze, e di rivolte egiziane che non ci sono. Non bastano le manifestazioni dei liceali il sabato mattina: contro le mafie ci vuole la violenza, o lo si vuole capire o si fa finta di niente, e allora meglio mettersi l’anima in pace e tenersele. E non basta certo “lo Stato”, se poi buona parte della gente comune gira la testa, se le denunce sono ancora l’eccezione, se tantissimi vivacchiano di posti pubblici, di truffe alle assicurazioni, di furti di corrente elettrica, di tasse evase all’85% (la Tarsu a Napoli, ad esempio).
        E’ la terra delle cozze e dei cozzolini, ricordiamocelo e ricordatevelo.

        Il Nord, grazie a noi stessi -leghisti, comunisti, socialisti, fascisti, democristi, anarchici, libertari, radicali, atei, donne, uomini, giovani, vecchi, bianchi, neri, polentoni, terroni, culattoni, santi e poeti, tutti o quasi- no.

      • No, ti sto dicendo che le politiche messe in atto dalle amministrazione, secondo direttrici politiche dei partiti che le le governano hanno una loro incidenza, seppur non certo esclusiva ed esaudeinte nella soluzione dei problemi.

        Se, per esempio, Treviso – famigerata città del sindaco-sceriffo – ha buone performace nell’accoglienza e dell’integrazione significa non solo che le imrpese, le organizzazioni di volontariato, la società nel suo complesso opera efficacemente in quella direzione, ma che anche che l’amministrazione lo fa. Esattamente come non mi sognerei mai di dire che le buone performace dell’Emilia-Romagna siano del tutto indipendenti dalle amminsitrazioni di quella regione e dai partiti che le governano, non capisco perché dovrei adottare un altro metro se parlo di Veneto e di Lombardia. No?

        Visto che, sull’argomento specifico, proprio Veneto, Emilia e Lombardia sono eccellenti, tanto quanto si riconosce il merito alle società, tanto lo si riconosce alle amministrazioni che le società stesse si eleggono per essere rappresentate. Altrimenti il ragionamento mi sembrerebbe un attimo schizzofrenico.

        daniele,milano

      • Bonus bebè solo se entrambi i genitori sono italiani. Invitare a non affittare agli stranieri. Bruciare i campi rom. Proposta di posti sulla metro riservati ai milanesi. Versare sul terreno urina di maiale per evitare di costruire Moschee. Vietare i ristoranti etnici in centro. Ingressi separati sugli autobus per gli stranieri. Sussidi di disoccupazione solo (o prima) agli Italiani.
        Cioè, quali sono le direttrici politiche alla base di queste politiche? (Che sono – specifichiamo – assolutamente non razziste).

  3. Pingback: Forse a Roma, ma in provincia… | Cronache dal nord Italia

  4. Alessandro, ma noi di On the Nord chi? Siamo dei blogger – tra l’altro con idee non sempre coincidenti -, non un partito politico e nemmeno un movimento.

    Per me, al cittadino, di quello che dice la Lega, arriva: “immigrati a casa loro, sono tutti criminali e vengono qui per delinquere”. “Ne abbiamo già tanti di criminali nostri, ora dobbiamo prenderci anche loro”. “Le case agli immigrati? Prima la nostra gente”. “Si fanno curare a spese nostre, e i nostri anziani sono gli ultimi della fila”. “Islam a scuola? No, fermiamo l’invasione”. O almeno, questi sono i manifesti che vedo dalle mie parti (spesso simili ai titoli de La Padania).

    Permettimi, eh, ma B non mi sembra abbia lo stesso “peso” di Obama, sulla scena internazionale, e manco Frattini quello di Hilary 🙂

    (Dovremmo chiede a Beppe Grillo che ne pensa)

    • Naahhh Stefano, stai svicolando…
      Questo sito, nel momento stesso in cui esprime critiche e opinioni, dimostra di avere una ben precisa linea di condotta “editoriale”, esattamente come un giornale. E proprio come un giornale, che ospita tante voci ma può fare endorsement, anche questo sito può esprimere una (o più, perchè no?) opinioni “programmatiche” sull’emergenza immigrazione post crisi nordafricane. Altrimenti, senza offesa, siamo ai commenti del gruppetto di dodicenni all’oratorio sui colleghi di sette anni -e guarda che così sto dando a voi dei dodicenni e ai leghisti dei settenni o come si dice…- Ripeto, senza offesa, però per favore non ciaparmi per il cü, dài 😀

      Quanto al peso di Berluscono e di Obama… ma come mai Prodi che mandava i nostri gloriosi militi sul confine libanese a proteggere i miliziani di Hamas era un genio e invece Berlusconi che vuol mandare i soldati in NordAfrica è uno stronzone? Spiegami, che non lo capisco.

      • In realtà Berlusconi non ha detto proprio nulla, al riguardo. E’ troppo impegnato in altre cose, dal 1994.

        Per il resto, è vero quello che ho detto. Non conosco nessun blog a più mani che faccia endorsement. Posso dirti la mia, al massimo, ma non quella di On the Nord…

    • Sul fatto che abbiamo già tanti criminali a casa nostra – detto nel paese che ha “inventato” la mafia e ha 4 regioni sostanialmente controllate palmo a palmo dalla criminalità organizzata – mi pare difficile dissentire.

      Sull’islam a scuola, non ho alcun dubbio. No, no e poi no esattamente come farei con il cristianesimo. E come fa la Francia senza che nessuno -tranne i fondamentalisti islamici- si sognino di paragonare la Repubblica a un covo di nazisti.

      Sul diritto alla casa e sulla sanità, credo che una riflessione andrebbe aperta. Nel senso che quel rifiuto -al di là dlle connotazioni che può assumere quando diventa materia di propaganda per le masse o di ciancia da bar per le stesse- può essere correlato alle dimensioni del fenomeno. Nessuno, neppure la Lega, nei primi anni Novanta si sognava di parlarne. Semplicemente perché dimensione e dinamica del fenomeno non erano ancora percepiti come problema su vasta scala. Quando invece hai la percezione -peraltro avvalorata dai dati- che sia in atto un fenomeno rapidissimo di cambiamento radicale di equilibri consolidati e questa nuova condizione rischia di mettere a repentaglio la sostenibilità di tuoi diritti che davi per scontati fino a ieri, allora è normale (anzi è segno di buona salute del corpo sociale) che si producano forme di resistenza al cambiamento, tra le quali anche forme estreme di rifiuto.
      In questo senso credo che non sia il fenomeno di per sé , ma sono i suoi tempi e le sue modalità a produrre quegli impatti. Qui la Politica avrebbe un ruolo, innanzitutto per intepratare le forme di resistenza e poi per governare il fenomeno. La risposta classica secondo cui “sono persone che hanno bisgono, dunque non rompete i coglioni brutti razzisti schifosi, plebaglia ignorante ed egoista”, non mi pare la più appropriata a risolvere alcunché. Anzi, lascia campo libero alla peggiore politica del “daghel al negher”.

      daniele,milano

      • Sì, ok sulla criminalità, il problema è la seconda parte dello slogan, che presuppone che tutti gli immigrati siano criminali.

        Quella sull’Islam, secondo me, è paradossale: io non ho mai sentito nessuno – a parte qualche pazzo, forse – proporre di insegnare la religione islamica a scuola…

        Sulla sanità, forse ne avevamo già discusso 🙂

    • Eh ma guarda che i leghisti mica sono marziani…
      Io sono stato leghista (nel senso di militante/sostenitore attivo) dal 1990 al 2002. Non è che allora la Lega fosse tenera con il fenomeno migratorio. E tuttavia i dati sull’integrazione parlano chiaro. Un conto quindi è fare la voce grossa, ben altra cosa è mettere in atto azioni violente o cose del genere. Non ti è mai passato per la testa il pensiero, scomodo, lo capisco, che forse molti nuovi lombardi apprezzino anche l’idea che le porte non siano del tutto aperte e spalancate a chiunque? Non pensi che molti di loro desiderino regole e ordine?
      Non pensi che sia un po’ paternalistico vederli tutti come buoni e indifesi?

  5. @daniele, milano
    correlazione (lega-buona integrazione) c’è. ma correlazione non è causalità ( voti alla lega -> buona integrazione). può essere che i due effetti scaturiscano dalla medesima causa (qualcosachecèalnord -> voti alla lega+ buona integrazione). oppure la causalità può essere inversa (buona integrazione -> voti alla lega). quest’ultima intepretazione sembra assurda di primo acchito (anche di secondo, va), ma la sto rivalutando, ascoltando meglio le lamentele (o “le legittime richieste politiche”) di alcuni elettori leghisti.

    • Non ho capito bene l’ultima parte.
      Vuoi dire che per “ritorsione” verso la buona integrazione molti voterebbero Lega oppure che molti, vedendo che c’è buona integrazione, pensano che ciò avvenga grazie alla “supervisione” della Lega?

      • Beh, adesso mi spiego.
        La prima volta che ho iniziato a parlare di politica con gli amici (al liceo) c’era uno che era (ed è) leghista.
        Una delle cose che mi ha impressionato era che sosteneva che non era giusto che i musulmani potessero effettuare in italia il
        loro tipo di macellazione per dissanguamento, mentre noi italiani non potessimo farlo (perché è crudeltà su animali).
        A parte che mi chiedo tutt’ora come uno possa essere nostalgico del “metodo tradizionale” di ammazzamento dei maiali
        (e lasciamo perdere che succedeva agli agnellini, avete presente i mercati di campagna del Vietnam? ecco 50 anni fa, il Veneto era così) tanto da far vagamente intendere di volerlo riesumare, è chiaro che la protesta arriva proprio da un esempio di buona inclusione: il rituale religioso di macellazione musulmano che viene rispettato dalla legge italiana.
        Poi ho altri aneddoti in cui la buona inclusione dà effetti del genere: c’è la commessa del supermercato che si lamenta per i troppi bengalesi in piazza la domenica, il meccanico di autobus che si lamenta dell’ufficio dei sindacati che è sempre pieno di immigrati, le puerpere che (come abbiamo visto) si lamentano delle perpuere extracomunitarie nello stesso reparto, la mamma italiana che si lamenta perché c’è un bambino rumeno che va dal dentista della mutua in ospedale (invece di pagare quello privato), c’è il pallavolista che si lamenta perché i bengalesi hanno occupato la palestra per il loro torneo regionale di badmignton proprio quando voleva giocare un’amichevole, c’è il vice sindaco che si lamenta perché l’altra contrada vince la gara di staffetta 4×400 perché schiera due nigeriani, c’è pure la bimba senegalciadiana che mangia a scuola senza pagare! (Senza tralasciare l’operaio che si lamenta che i suoi colleghi albanesi “sanno come sistemare” chi importuna la loro gente, mentre noi siamo troppo pappamolla…).
        L’unico partito al nord che dà dignità politica a queste lamentele è la lega nord (gli altri invece non le ritengono abbastanza degne d’attenzione politica).

        Cioè, supponiamo che si vivesse in un posto in cui gli immigrati stanno nelle baracche e non in piazza, che non sappiano cosa sia un sindacato, che si rechino in ospedale (forse) quando sono in fin di vita, che guadagnano 2 euro l’ora per 12 ore di lavoro al giorno e che se protestano non vengono chiamati i carabinieri, ma vengono direttamente presi a fucilate dalla cittadinanza?
        Cosa si può recriminare contro gli immigrati? Quale forma di invidia o di competizione con lo straniero può nascere?
        Ma che a che cavolo serve un partito come la lega nord (lato anti-immigrati)?

  6. @ Stefano
    ma a me interessa proprio la tua, di opinione. Così come quella di chiunque faccia politica con un minimo di volontà costruttiva. E vorrei che quell’opinione fosse il cuore del “racconto politico” (ciao Marta!) di OnTheNord, e non solo l’accessorio casuale in un thread di commenti.
    O volete rassegnarvi a morire (anti)leghisti?
    Siete del Nord, Stefano, il vostro punto di vista è importante. Però esponetelo, a prescindere da quello che dice la Lega. E mi auguro che tale punto di vista sappia conciliarsi con le ragioni e gli interessi del Nord, e non solo con una visione pregiudiziale della società (perchè è proprio nel tuo campo politico che molti ormai identificano Nord e Lega e in virtù di ciò criticano le ragioni del Nord pensando di diminuire le ragioni della Lega).
    Altrimenti si rimane velleitari.
    Con simpatia, Alessandro

    • Il mio punto di vista sulla gestione della crisi migratoria sulla sponda Sud del Mediterraneo è quella di Maroni, che tutto a un tratto ha scoperto i “condomini orizzontali”, le “ragioni umanitarie” e l’Unione Europea.
      Non per questo – ripeto – posso dire che la Lega non sia un partito razzista.
      Con simpatia,
      stefano

  7. @ stefano

    guarda, ci sono due livelli. Uno è quello della propaganda e degli slogan “digeribili” per il corpo largo del partito e della comunità di interessi di riferimento. Di solito non è un granché raffinato. Non lo è oggi con la Lega e, se vuoi essere onesto, non lo è neppure per gli avversari della Lega esattamente come non lo è mai stato nell’intera storia repubblicana. Oppure i “comunisti che mangiano i bambini”, i “bolscevichi che abbeverano i cavalli in piazza san pietro”, “la mano fascita e la regia democrsitiana”, “i padroni porci”, eccetera ti sembravano analisi effettivamente strutturate e comprensive della realtà?

    Poi c’è un altro piano, è quello dell’analisi e della riflessione. In questo senso l’osservazione di valerio mi pare interessante (e comunque ci penso). Perché se invece giochiamo a chi infila più gol, allora posso dirti senza alcuna possibilitià di essere smentito che a bruciare i campi rom sono molto più efficaci quei “terroni” della camorra che non quei quattro sfigati polentoni della Lega, per esempio. Che le fucilate agli immigrati sono anch’esse merito dei “focosi” meridionali. Oppure che quei romanacci schifosi si sono eletti un sindaco che è salito al Campidoglio tra un tripudio di braccia destre alzate (saluto “romano”, appunto”), scena inaudita in ogni capitale del mondo e sinceramente mai vista in alcuna città del Nord.

    Su un fatto mi pare che non ci siano molti dubbi. La Lega è un partito che intercetta, interpreta e talvolta sfrutta domnande oggettivbamente emergenti dalla società del Nord in relazione a problemi oggettivamente emergenti al Nord. Le risposte che fornisce in termini di propaganda (e qualche volta anche di policy) possono essere inaccettabili sia da sinistra sia da un punto di vista di una democrazia liberale. Ma mi pare difficle – valerio – escludere del tutto l’ipotesi che ujn risultato complessivamente positivo ottenuto da un intero territorio non sia frutto del combinato disposto dell’insieme di soggetti che operano su quel territorio stesso. Onestamente faccio fatica a distinguere tra correlazioni e nessi causali e ancor più ad attribuirgli direzione univoca. però è un buon campo per esercitare un po’ di analisi e riflessione.

    daniele,milano

    • “Ma mi pare difficle – valerio – escludere del tutto l’ipotesi che ujn risultato complessivamente positivo ottenuto da un intero territorio non sia frutto del combinato disposto dell’insieme di soggetti che operano su quel territorio stesso.”
      Infatti io non lo escludo. Escludo che l’attività politica della lega nord sia la componente causale principale.

  8. C’entra niente,
    ma mi dite di fronte a notizie come questa, come diavolo potete immaginare che il Nord -Lega o non Lega- non s’incazzi?

    Schiaffo alla montagna I fondi (quasi) tutti al Sud
    A Campania (29%) e Calabria (17,5) la parte del leone. La Comunità agordina: «Assegnato al Veneto solo il 2,66% dei fondi».

    http://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/notizie/politica/2011/16-febbraio-2011/schiaffo-montagna-fondi-quasi-tutti-sud-19025185026.shtml

    daniele,milano

  9. Posto qui la mia risposta alla tua perchè non vedo un altro tasto “replica”.
    Mi riferisco al tuo commento sulle “lamentele” relative alle forme di inclusione.
    A mio parere, come ha fatto già Stefano in precedenza, metti insieme molte cose che non sono tutte valutabili con lo stesso metodo.
    Parto proprio dalla macellazione islamica: da noi il divieto si fonda sul presupposto animalista che l’animale non debba eccessivamente soffrire, quindi non si tratta di includere un rituale religioso o meno, si tratta di decidere se i “diritti degli animali” devo essere rispettati da tutti gli uomini (che si presumono uguali, almeno in un determinato contesto statuale), oppure se c’è qualcuno “più uguale degli altri” che, in virtù delle prorprie credenze religiose, può esimersi dal rispettare tali diritti.

    In effetti molte norme hanno alla propria base la negazione radicale di determinate credenze. Ecco, la macellazione islamica, da questo punto di vista, dovrebbe essere considerata su un piano di inferiorità morale/etica che dir si voglia, in quanto eccessivamente violenta per gli animali che la subiscono.

    Sugli altri esempi si potrebbero fare ulteriori osservazioni, infatti alcuni sono certamente esemplificativi di un atteggiamento di sciocca diffidenza, ma altri mi sembrano perfettamente legittimi (un conto è lamentarsi dei nigeriani che fanno vincere una squadra, il che è un’evidente puttanata, un discorso diverso è quello, ad esempio, sulla sanità, come già detto in altre occasioni).

    • Non sono entrato nel merito delle lamentele, sono solo esempi che servono a sostenere l’ipotesi che esempi di buona inclusione (che può andare dalla partecipazione alla corsa in staffetta nella festa del paese ai reparti ospedalieri non divisi per origine geografica del paziente) possano aumentare i consensi ad un partito come la Lega Nord.
      Quanto alla macellazione islamica, in cui sono entrato nel merito, ciò che è chiaro è che la richiesta venga spessissimo formulata sotto forma di ripicca (“loro sì, noi no”), e non per interesse verso la dignità dell’animale. Ciò è evidenziato dal fatto che chi la racconta in giro, omette sempre di ricordare (anche perché spesso nessuno glielo dice) che la legge che permette la macellazione religiosa senza stordimento è stata fatta per rispetto verso gli ebrei italiani e non per i musulmani sauditi. A te magari non cambia un granché, ma in termini di propaganda cambia eccome.
      “sai che i musulmani possono uccidere un animale senza stordirlo, invece a noi no?” oppure “sai che gli ebrei possono ucciedere un animale senza stordirlo, invece a noi no?”
      Suona MOLTO diverso.

      • Sì ma il problema resta. Perchè (ti rigiro la domanda) noi giustamente no, e loro ingiustamente sì?
        Peraltro tieni conto che gli ebrei non obbligano le “loro” donne ad andare in giro sepolte sotto veli integrali, molti islamici invece sì. E questo non mi sembra un punto a favore dell’integrazione.
        In poche parole, a forza di puntare il dito contro i rutti leghisti, ci si scorda che attorno si stanno diffondendo pratiche contrarie ai diritti dell’uomo (e della donna). Si tratta di scegliere fra le Rivoluzioni del Settecento occidentale o le involuzioni del Novecento mediorientale. Io non ho dubbi in merito. Ma il PD?

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