Qual soddisfazione

Devo dire che sono felice per le tante, più o meno attempate, care signore che ieri affollavano il Dal Verme.
Sono lieta del fatto che, finalmente, abbiano potuto gridare anche loro “è mia e me la gestisco io!”.
Signore impittate che dichiaravano candidamente il loro appoggio a queste giovani ragazze, accolte nelle sere d’inverno tra le braccia di uomini importanti:  la giovinezza è un bene che, come tutte ben sanno, fugge presto via; ed allora bisogna approfittarne.
Pensare a queste donne una trentina di anni fa, fanciulle avvenenti contrite nei loro scialli, mentre lanciavano occhiate tra i banchi della messa la domenica ad amanti discreti, per poi pronunciare nelle sale da thè parole di sdegno per quelle giovani che si permettevano di sfilare senza reggiseno per le strade.
Oggi finalmente i loro rappresentanti politici hanno sdoganato l’idea che si possa prendere la comunione al mattino, e la sera dedicarsi legittimamente al Bunga Bunga! Qual soddisfazione!

Immagino, però, che siano anche confuse: come mai quelle altre signore, quelle che difendevano il diritto a concedersi liberamente anni fa, ora si indignano per questa libertà sessuale?
Ebbene, care signore, è molto semplice: quella alla quale assistiamo oggi non si chiama libertà sessuale. Questa pratica odierna è puro schiavismo sessuale: si trasmette l’idea che per raggiungere certi salotti, nonchè certi posti di lavoro, sia necessario concedersi. Una donna, nell’Italia di oggi, raggiunge un traguardo solo grazie “alla fortuna sulla quale è seduta”. Il suo valore intellettuale deve essere comunque presentato a seguito di una prestazione fisica. Ecco perché oggi c’è sdegno: perchè nella più totale coerenza, le allora femministe oggi tornano a combattere per il riconoscimento della dignità e libertà femminile. E tante giovani, stufe del mito del culo sodo da far toccare in discoteca a Lele Mora per un ruolo in Tv, si uniscono a loro.

In finis, un appunto: la prostituzione legale, nuovo cavallo di battaglia delle signore del PDL, rappresenta una libera professione, fine a se stessa. Sulla riapertura delle case chiuse possiamo essere tutte d’accordo.
A noi basta che la libera prestazione di servizi sessuali non rappresenti un mezzo per raggiungere posizioni istituzionali. Dopodichè, dialoghino loro con il Vaticano, e risolvano nelle loro coscienze l’enorme ipocrisia del farsi difensori dei valori cattolici mentre si battono per la libertà di “gestirsela da sole”.

Viola Nicodano

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...