La Corte Costituzionale? Per la Lega è come se non ci fosse

La Corte Costituzionale, pochi giorni fa, aveva bloccato le attuali graduatorie degli insegnanti, fatte sulla base di una legge del 2009 che impediva ai docenti che facevano domanda in un’altra Provincia di essere inseriti in graduatoria sulla base del proprio punteggio.
E, indovinate un po’, cosa fa la Lega? Fa passare in Commissione Affari Costituzionali e Bilancio un emendamento che aggira la sentenza e mantiene la stessa impostazione svantaggiosa per gli insegnanti del Sud.
Che roba.

Pietro Raffa anche su On The Nord

Annunci

5 thoughts on “La Corte Costituzionale? Per la Lega è come se non ci fosse

  1. Due premesse:
    il processo normativo nello Stato italiano fa schifo da tempo, quindi sarebbe meglio che i partiti avessero il coraggio di portare avanti le proprie battaglie in modo netto e non tramite scorciatoie; al Nord c’è una sostanziale tendenza diffusa a guardare dall’alto al basso il pubblico impiego, quindi è naturale che ci sia un certo squilibrio nella provenienza territoriale dei dipendenti della P.A.

    Detto questo, il tasso quantitativo di meridionalizzazione del pubblico impiego è arrivato ad un livello inaccettabile, soprattutto perchè la classe digerente del Lazio-Mezzogiorno ha fatto di tutto, negli ultimi decenni, per ampliare il bacino degli assunti, con scopi dichiaratamente clientelari. In questo contesto si inserisce a pennello l’utilizzo delle richieste di trasferimento al Sud dopo pochi anni di assunzione al Nord, con conseguente carenza d’organico laddove più servirebbe ed eccesso laddove non ce ne sarebbe alcun bisogno. Aggiungiamoci una contrattazione sindacale ricattatoria e completamente sbilanciata a favore del pubblico impiego (vedansi i livelli di incremento degli stipendi nella P.A. rispetto al settore privato, peraltro con tutte le tutele aggiuntive e il pressoché inesistente rischio del posto di lavoro) e il quadro è completo.

    A margine di queste considerazioni mi permetto di segnalare uno stimolante articolo di oggi del Sole24Ore ( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-02-12/piccola-hong-kong-ispanica-094313.shtml?uuid=AabjZk7C ), che dimostra in modo evidente cosa significhi “civilizzare” in senso socio-economico un determinato luogo. Significa, per esempio, fare il contrario di quanto accaduto dopo il 1861, allorché si sarebbe dovuto piemontesizzare il Sud e invece si è progressivamente assistito alla meridionalizzazione dello Stato italiano tutto.
    Considerando quest’altro articolo sul disastro calabro-campano ( http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-02-12/mitra-giubbe-kevlar-difesa-101741.shtml?uuid=AaY51k7C ) se ne deduce che l’unità d’Italia, quantomeno alle condizioni in cui è stata fatta, è stato un pessimo affare.
    Non si può partire con l’idea di unificare un territorio per farne un paese europeo e poi appaltarne la gestione alla parte più arretrata e feudale.
    Probabilmente, se la scuola italiana va piuttosto male nel suo complesso, una significativa fetta della responsabilità va attribuita allo stesso corpo docente, gran parte del quale proviene da zone del “paese” che non brillano per efficienza della P.A.
    Lo dico da figlio di una validissima professoressa che di colleghi lazzaroni in vita sua ne ha conosciuti fin troppi.

    • Secondo me la Corte costituzionale non è una scoricatoia. O meglio, lo può essere nella discussione politica (e spesso viene usata così), ma non lo è nella pratica politica.
      Nella pratica politica la scorciatoia è invece aggirare la dichiarazione di incostituzionalità di una legge approvandone un’altra simile (Una pratica cui Berlusconi ci ha abituato).
      Quando un partito o una persona decide liberamente di assumersi la responsabilità di governo, che è la responsabilità di far eseguire le leggi, è suo dovere conformarsi alle leggi, prima di tutto alla Costituzione, quale legge suprema.
      Se poi a quel partito o a quella persona non piace la Costituzione, allora apra una discussione e cerchi di cambiarla, ma fintanto che quella è, quella si applica senza tanti giochetti perditempo e senza cercare di sfuggire alle proprie responsabilità liberamente assunte.

    • Nel 1860 il Piemonte era pieno di debiti, e l’unificazione d’Italia (con annessione del regno borbonico) avvenne per prendere le ricche casse di quello stato e risanare così i debiti. Il sud non è stato piemontesizzato? Mai sentito parlare della guerra contro i briganti? La leva militare nel sud non esisteva (l’esercito borbonico era composto da professionisti e volontari), per cui quando i Savoia imposero la leva militare per tante famiglie del sud (tutte di contadini) fu un bel dramma, visto che per vivere dovevano contare sulle braccia dei propri figli. Per questo tanti di loro disertavano la leva e si davano alla macchia.
      In ogni caso, la questione non è la provenienza geografica, ma il merito, le capacità. Per cui, perché non UNIFORMARE il metodo di valutazione per stilare questa benedetta graduatoria? Ogni regione fa un suo test per il concorso e la graduatoria viene stilata in base al risultato del test.
      Io nella mia esperienza scolastica ho avuto docenti del nord e del sud: bravi o meno da tutte e 2 le parti. senza distinzioni.

      • non sono d’accordo sulla leva nel sud.
        vigeva un sistema per cui si chiamava alle armi un individuo tramite estrazione ,dopodichè poteva rifiutarsi e pagare per non fare il militare ,quindi alla fine lo facevano solo i poveri.
        Il sud non è stato piemontesizzato, ma molti già all’epoca videro che se non si metteva mano ai problemi del sud ,allora sarebbe stata l’italia a meridionalizzarsi.
        D’accordo sul merito ,ma in italia la pubblica amministrazione è monopolizzata da cittadini del meridione ,semplicemente perchè in assenza di lavoro ,l’unica strada è il posto pubblico,noltre nel nord c’è una sostanziale cattiva opinione sulla pubblica amministrazione lenta,inefficente ecc quindi per molti non ha “appeal “,insomma è una situazione complessa.

      • I piani di Cavour, come ormai noto, prevedevano la costituzione di un Regno dell’Italia del Nord. Il Sud era giustamente escluso da quel progetto. Fu solo la sfortunata piega degli eventi (per usare un’espressione alla Brizzi) che condusse il processo di annessione ben oltre gli originari obiettivi.
        Inoltre la piemontesizzazione si rivelò fallimentare fin da subito, come dimostra il fatto che buona parte dell’esercito venne borbonizzato. Lo stesso accadde con la pubblica amministrazione, nella quale i funzionari e le borghesie meridionali si riversarono in massa. Con lo spostamento della Capitale il disastro si compì del tutto.

        Per quanto poi riguarda la supposta contrapposizione merito/provenienza geografica, mi spiace contraddirti, ma non sussiste. Non è che le persone le scegli solo per il merito. Le scegli anche per la proveninenza geografica, e questo per il semplice motivo che essa rappresenta un contesto di natura giuridica/tecnica/socio-economica che forma le persone stesse.
        Uno può anche essere capacissimo, ma se viene da un mondo in cui hanno più importanza le marche da bollo rispetto ai contenuti di un accordo, non andrà comunque bene per una realtà dove prevale la visione contraria. E cito proprio le marche da bollo perchè mi risulta che in Germania, ad esempio, non esistono. Poi non lamentiamoci se loro hanno il PIL che aumenta del 3% e noi dello 0,5. Quando i ceti produttivi parlano di lacci e lacciuoli burocratici si riferiscono esattamente a queste cose. E io che per mestiere frequento spesso e (mal)volentieri gli uffici pubblici, ti assicuro che l’aria di formalismo (direi borbonico) che là si respira è tutto fuorché invitante.

        Non si può fingere che le persone siano tutte uguali. La razza è una cosa, la cultura è un’altra. Non puoi appaltare quasi tutta l’amministrazione pubblica a una popolazione abituata al despotismo monarchico, all’arretratezza socio-economica e alla convivenza quotidiana con diffusissimi fenomeni feudal-mafiosi sulla quasi interezza del proprio territorio. Altrimenti come si spiegherebbero i differenti livelli qualitativi fra amministrazioni locali?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...