“Non paragonare le mele con le pere”

Ricordate l’annuncio, di qualche giorno fa, fatto da Luis Durnwalder, del Partito Popolare Sudtirolese? In Alto Adige non festeggeranno l’Unità d’Italia, perché non si sentono italiani.

Il tesoretto annuo della Provincia di Bolzano è pari a 5,2 miliardi, di cui 3,5 miliardi derivanti da entrate tributarie. Da dove arriva questa montagna d’oro? Dalla devolution fiscale che oggi lascia sul territorio il 90% delle tasse raccolte a livello locale oltre a una quota di trasferimenti pubblici. Le entrate tributarie per abitante a disposizione di Durnwalder & C. sono pari a 8.514 euro l’anno contro ad esempio i 2.261 che gestisce la Lombardia di Roberto Formigoni e i 1.875 del Veneto.

Gli accordi sulla “compartecipazione” prevedono che Trento e Bolzano si tengono il 90% dell’Iva pagata in loco delle imposte sul registro, su successioni e donazioni, delle tasse automobilistiche, sulla benzina e le sigarette oltre ai proventi del lotto e al 100% dell’imposta sull’energia elettrica. Le regioni a statuto ordinario hanno diritto “solo” al 45% dell’Iva locale.

“Attenzione a non paragonare le mele con le pere”, replica il nume tutelare della Svp. “Noi con quei soldi dobbiamo far funzionare le scuole, le università e gli ospedali. E pure garantire le infrastrutture primarie. Spese che altrove garantisce lo Stato”. Certo. Di sicuro però i cittadini della provincia a più alto reddito d’Italia – 34.365 euro a testa, il 30,9% in più della media nazionale – pagavano nel 2008 meno tasse rispetto ai soldi che ricevevano da Roma.

A cercare il pelo (o forse qualcosa di più) nell’uovo, qualche problema c’è. Il federalismo sud tirolese, come capita spesso dove si accumula il denaro pubblico, ha creato anche una burocrazia costosa. Ogni altoatesino paga 1.231 euro l’anno per far funzionare gli uffici e gli organi istituzionali. I piemontesi ne sborsano 112, i lombardi 58. “In realtà noi spendiamo solo il 22% del budget per l’amministrazione – si difende Luigi Spagnolli, sindaco di Bolzano, appena punzecchiato sui costi comunali dai revisori – . La media nazionale è al 27%”. L’indennità lorda mensile per il borgomastro bolzanino, secondo “Il Sole 24 ore”, è pari a 13.312 euro contro la media nazionale di 3.842 euro. E Calderoli ha accusato Durnwalder di guadagnare 36mila euro l’anno più di Barack Obama.

L’articolo completo è qui.

(Grazie a Raffaele per la segnalazione).

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2 thoughts on ““Non paragonare le mele con le pere”

  1. Non ho capito cosa aspettiamo a raccogliere le firme per un referendum che consenta di passare tutti quanti in provincia di Bolzano. Se la Lombardia trattenesse il 90% delle entrate fiscali che genera, l’Italia farebbe bancarotta in 4 secondi. Se si aggiungessero anche Veneto ed Emilia, in 2.

    daniele,milano

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