Le strade dell’assurdo

Dunque, fateci capire: come misura antismog (che ha superato i livelli di guardia) si decide di portare il limite di velocità a 70 km ora su tangenziali, superstrade ecc.
Nel contempo, invece di favorire il trasporto pubblico e limitare il traffico, si continua a costruire tangenziali e superstrade, disboscando e asfaltando. E qualcuno ha il coraggio di chiamare tutto ciò “la politica casta“.
Ma dove stiamo andando?

P.S. anche per On the Nord

Annunci

16 thoughts on “Le strade dell’assurdo

  1. “invece di favorire il trasporto pubblico e limitare il traffico, si continua a costruire tangenziali e superstrade, disboscando e asfaltando”.

    Questo è oggettivamente vero. La questione non è tanto affermarlo, quanto chiedersi perché. Può darsi che ci siano ragioni culturali della classe dirigente, così come la potenza delle lobby dell’asfalto. In questi casi ci sarebbe da domandarsi perché chi abbia una cultura della mobilità più evoluta non sia in grado di incidere di una virgola nei processi di policy making oppure perché la lobby del ferro o delle due ruote sia altrettanto incapace di far pesare i suoi interessi.

    Però non basta. C’è un dato oggettivo che, per me, sta alla base del fatto che sia più facile costruire un’autostrada di una ferrovia:
    In condizioni di risorse pubbliche sempre più scarse, non si può investire in potenziamenti delle reti e dei servizi infrastrutturali senza coinvolgimento di capitali privati. Le autostrade sono investimenti che garantiscono ritorni, benché relativamente bassi e sul lungo periodo. Le ferrovie e il trasporto pubblico locale di norma No. E infatti non mancano certo i progetti di potenziamento della rete del ferro in Lombardia, ma mentre quelli per la gomma hanno trovato – e con fatica – alcuni miliardi di capitali privati disposti a essere finanziati, quelli ferroviari, del tutto dipendenti da finanziamenti pubblici solitamente da parte ello Stato, restana al palo.

    I casi sono tre (e non si eslcudono l’uno con l’altro):

    1) si “deviano” risorse pubbliche attualmente spese (male) altrove (tipo salerno-reggio calabria) su opere infrastrutturali su ferro in Lombardia (recuperando a questo territorio almeno una parte delle enormi risorse che produce);

    2) si aumentano talmente tanto le tariffe per gli operatori che utilizzano le infrastrutture ferroviarie (che poi almeno in parte ricadrebbero sugli utenti) da rendere vantaggioso investire per il potenziamento delle infrastrutture medesime. Oggi con il canone che gli oepratori ferroviari pagano l’utilizzo dell’infrastrttura, si coprono a malapena i costi di manutenzione ordianaria (cioè, restano fuori i costi per manutenzione straordinaria, figuriamoci quelli per investimenti e relativi ammortamenti).

    3) si costituiscono tasse di scopo da far pagare agli utenti delle infrastrutture su gomma aggiuntive alle tariffe già in essere (pedaggi autostradali, congestion charge, ecc.) che contribuiscano al finanziamento del trasporto pubblico (opere, materiale rotabile, oneri di mantenimento del servizio);

    Dunque, bene la denucia (peraltro pluridecennale), ma – come al solito – quale sarebbe la proposta?

    daniele,milano

    • Le riflessioni che esponi sono condivisibili.
      La proposta? Bah, io guardo ad esempio alla vicina Svizzera, dove si incentiva ad esempio il traffico pesante a viaggiare su rotaia. Da noi il traffico merci su rotaia è stato molto limitato. Si potrebbe invece incrementarlo creando punti di scambio intermodale. E’ vero, è più facile costruire un’autostrada che una ferrovia, e costa sicuramente meno. Però (sempre gli svizzeri) hanno calcolato che poi, nel tempo, i danni dovuti al traffico (smog e ambiente) costano ben di più. Di certo, costruire superstrade e poi chiuderle al traffico (o limitarle) per il troppo smog mi sembra assurdo. A meno che, una volta per tutte, non ci si decida a produrre sul serio auto ad idrogeno o simili. Ma qui, invece che quella dell’asfalto, entrerebbe in gioco la lobby del petrolio.

      • Ein moment! La Svizzera – amata Svizzera! – è un’altra cosa.

        Primo: sono 7 milioni di abitanti ricchissimi, persino più dei lombardi ma senza il fardello di un territorio di 25 milioni di abitanti appestato di criminalità organizzata da mantenere (il Mezzogiorno);

        Secondo: in conseguenza del punto precedente, non hanno un debito/PIL al 120% e relativi interessi miliardari da pagare ogni anno (sai quante ferrovie faresti con i 60-80 miliardi/anno che la Repubblica Italiana paga in interessi sul suo debito? potresti costruirle coi binari in oro!);

        3) per far viaggiare il traffico pesante su rotaia hai bisogno di qualche condizione:

        a) una domanda tendenzialmente concetrata (l’esatto opposto di quella costituita dal sistema di piccole e picolissime imrpese sparpagliate sul territorio com’è qui);

        b) infrastrutture che lo consentano (sagome delle gallerie, armamento, materiale rotabile, tecnologie di linea per esempio per il sezionamento dei treni, e persino una normativa adeguata). Tutte cose che costano una baraccata di soldi e che in larga parte non abbiamo.

        c) imprese del settore (gestore dell’infrastruttura e operatoti) in grado di guadagnarci, non solo eprché gestite in modo più efficiente ma perché beneficiarie di tariffe e canoni adeguati. In Italia il cargo ferroviario è strutturalmente in deficit e se sei un operatore ferroviario efficiente l’unica scelta razionale che puoi fare è dismettere il ramo d’impresa.

        Ripeto, non ci sono molte scelte:
        1) cambi strutturalmente il contesto entro cui agisci portandoti in condizioni di minore debito pubblico e minori “oneri di solidarietà”: secessione

        2) aumenti le tariffe per l’utilizzo delle infrastrtture e dunque per l’utilizzo del servizio (dunque prelevi risorse agli utenti ferroviari che poi le rigirano sui passeggeri o sulle imprese che hanno merci da trasportare);

        3) inserisci tasse di scopo (dunque prelevi risorse agli utenti della strada, che poi tendenzialmente le rigirano sugli utenti finali dei loro servizi, epr esempio su chi acquista merci trasportate in autostrada);

        daniele,milano

  2. Ovviamente io voto per la 1)
    In effetti, basta vedere come vanno le gare per le metropolitane e ci si rende subito conto che, in presenza di capitali pubblici lombardi, che oggi vanno a finire in tutt’altri luoghi con i ben noti e nefasti esiti, noi avremmo già le 11 linee milanesi previste per il lontano 2030.
    Meglio stare meglio, meglio l’indipendenza.

  3. Voto epr la 1 anch’io.
    Però guarda che quello dei metrò è uno dei pochi ambiti di TPL dove sono entrati capitali privati, come la M5. Benché frutto di una bufala: a) perché in realtà 2/3 del finanziamento comunque è pubblico, b) perché garantisce ai privati introiti per così tanti anni che il fattore di rischio è pressoché inesistente.

    daniele,milano

    • Sì sì, certo.
      Lo citavo solo come esempio di ambito di intervento in cui l’ente pubblico potrebbe far da sè senza richieste di “elemosina” a Roma o imbarcamento di privati con conseguenti papocchi. In fondo, sulla scorta di tue osservazioni fatte in altri contesti, il cittadino medio lombardo viene fregato due volte in ambito di logistica: una prima volta perchè vede disperse le sue tasse in altri luoghi, una seconda volta perchè deve pagarsi taluni servizi a peso d’oro (autostrade per esempio) a beneficio di “imprenditori” privati che hanno fiutato l’affare. Correggimi se sbaglio.

      Traduzione: con le nostre tasse potremmo avere ottima logistica pubblica gratis (o giù di lì), invece “grazie” al combinato disposto Lazio-Mezzogiono/salotto-buono-di-Milano-&-C. ce l’abbiamo scarsa, scadente e pure a caro prezzo.

  4. Daniele, il traffico merci in Lombardia c’era ed è stato praticamente eliminato. Invece di usare i soldi per asfaltare li investivi in quel settore: il problema è che non si deve guardare all’oggi, ma al domani. Se si ha una visione limitata, è ovvio che si va sulla scelta che si ritiene nell’immediato più conveniente, ma che alla lunga penalizza.
    Le tariffe aumentano comunque ogni anno (l’ultimo a febbraio è stato superiore del 10% ed a maggio ne arriverà un altro simile), però il servizio peggiora sempre.
    Le piccole imprese qui in Lombardia si trovano sempre più raggruppate in zone industriali piuttosto concentrate. E comunque la creazione di nodi di scambio intermodali servirebbe proprio a sopperire a quella necessità.
    Come struttura del territorio dovremmo essere più avvantaggiati rispetto agli svizzeri a costruire ferrovie: non abbiamo tutte quelle montagne da traforare.
    Binari in oro: ho visto lenzuola d’oro, vagoni d’oro, anche liquidazioni d’oro date a supermanager che hanno combinato disastri. E qui c’entra poco il Mezzogiorno da mantenere. Sulla tanto agognata secessione: mi sarebbe piaciuto vedere la Lombardia (o il Veneto) chiederla ed ottenerla 70 anni fa, dopo la guerra, giusto per vedere oggi come saremmo messi. Chissà…
    Investimenti per le infrastrutture lombarde ne sono stati stanziati molti, in parte dalla regione, ma in buona parte dallo Stato (vedi in ultimo la Pedemontana). E con i fondi dell’Expo ne arriveranno mica pochi. Il problema rimane sempre come li si usa.
    Riguardo alla criminalità mi sono già espresso, e direi che i fatti di cronaca giudiziaria parlino chiaro di quanto, purtroppo, accade anche da noi.

    • “Sulla tanto agognata secessione: mi sarebbe piaciuto vedere la Lombardia (o il Veneto) chiederla ed ottenerla 70 anni fa, dopo la guerra, giusto per vedere oggi come saremmo messi”

      Saremmo messi meglio, Pino, credimi.
      E guarda che i soldi che lo Stato spende in infrastrutture da noi sono solo una piccola parte di quelli che noi versiamo ogni anno allo Stato stesso. In quanto a come vengono spesi, beh, certamente meglio che altrove. E per ciò che riguarda la criminalità, ti suggerisco di guardare i Soprano: dovremmo forse invocare l’annessione di New York e del New Jersey alla Sicilia, dato che i mafiosi abbondano da quelle parti? Non scherziamo. Sarebbe davvero tragicomico che a fondamento dell’unità d’Italia, nel 150esimo, venisse portato come argomento quello della presenza di mafiosi su tutto il territorio “nazionale”, anche lasciando stare i ben diversi tassi di presenza e i ben diversi sostrati socio-economici e culturali delle varie Regioni.

      Comunque la rigiri, Pino, la Lombardia starebbe meglio se fosse indipendente. Può non piacere, ma è così.

      • Sarebbe davvero tragicomico che a fondamento dell’unità d’Italia, nel 150esimo, venisse portato come argomento quello della presenza di mafiosi su tutto il territorio “nazionale”: caspita, stai a vedere che la mafia si è portata avanti con il federalismo!
        Cmq, l’indipendenza o meno non è una questione di piacere o non piacere: non stiamo parlando di mode. Bisogna giudicare la cosa soppesando dati storici, economici e sociali.

    • Scusa, vedo che non sono stato sufficientemente chiaro.

      Mi sembra di aver fatto abbastanza chiaramente cenno a ragioni sia concernenti l’approccio culturale al tema da parte delle classi dirigenti locali e nazionali, sia a un oggettivo problema di debolezza relative delle lobby eventualmente portatrici di altra visione e altri interessi più sostenibili.

      Però ho rimarcato una serie di ostacoli incontrovertibilmente registrabili nel contesto reale (non nella fantasia dei desiderata delle anime belle) italiano e lombardo:

      – non mi pare che siano un mistero per nessuno né la struttura economica per micro-piccole-medie imprese italiane, né le modalità di urbanizzazione tipiche di questo territorio (sprawl). Bene, come facile immaginare, si tratta di due fattori altamente ostativi alla realizzazione di servizi di trasporto pubblici in generale, e merci nel nostro caso. Questa è UNA DELLE ragioni (mica l’unica) per le quali in italia è più diffuso che altrove il trasporto su gomma.

      – non mi pare neppure che sia un mistero per nessuno che se hai da pagare interessi più alti su un debito più alto, come paese hai sicuramente da spendere meno per tutto il resto: servizi, prestazioni e, ovviamente, investimenti;

      – non mi apre che sia un mistero per nessuno che il mezzogiorno rappresenti di gran lunga la più vasta area di sottosviluppo europea e che se devi in qualche modo supportare con PIL “derivato” (cioè con spesa pubblica) un’area tanto vasta e tanto povera, ragionevolmente hai molte meno risorse per investire altrove.

      – Se tu fossi stato alla MCE 2011 avrestio potuto ascoltare Mauro Moretti parlare dei differenziali tariffari riconisciuti agli operatori ferroviari , così come ai gestori delle infrastrutture ferriviarie in Europa. Con ricavi così enormemente più bassi rispetto ad altri, gli operatori non hanno il becco di un quattrino da investire. Moretti farà pure il suo gioco, ma non ritengo di poterlo classificare come del tutto inaffidabile, tanto più che lo stesso identico ragionamento lo puoi fare sul TPL come sul trasporto aereo.

      – Non è un mistero per nessuno l’ipetrofia della legislazione e della normativa italiana rispetto agli altri paesi Ue. Si tratta di un insieme di vincoli capaci nel contempo di impedire innovazione (per esempio sul sezionamento dei treni) e impedire investimenti (certezza dei tempi e degli iter autorizzativi inesistente).

      – infine, ti informo di due cose:
      1) che sì, hai ragione, la morfologia del territorio della Pianura Padana sarebbe in sé meno complicata delle alpi svizzere per costruire grandi infrastrutture. Abbiamo solo un paio di limiti:
      a) comunque il 40% del territorio lombardo è montano (non è poco)
      b) il costo del suolo qui è estremamente più alto che altrove (fattore che incide molto pesantemente sui costi di esproprio)
      c) alcune scelte politiche connesse alle caratteristiche tecniche delle infrastrutture si sono rivelate eccezionalmente costore (p.es. l’abbinamento tra alta velocità e alta capacità).
      Dunque non è tutto così semplice quanto puotrebbe apparire a una lettura superficiale.

      2) che no, Pedemontana è finanziata con risorse pubbliche per meno del 25% del costo totale. Per il resto si tratta di risorse reperite sul mercato. Ed è possibile repereire risorse sul mercato proprio perché tramite il sistema tariffario autostradale è ragionevolmente possibile garantire remunerazione del capitale investito. Ed è questa – lo ripeto per la terza volta – la principale causa del fatto (NON L’UNICA) che, al di là del colore politico delle giunte e dei governi, è più facile costruire un’autostrada che una ferrovia. L’investimento sul ferro – date le condizioni generali di contesto, principalmente normativo e di regolazione dei rapporti economici tra operatori, NON GRARANTISCE ritorni, anzi è strutturalmente in deficit quando si parla di merci. Se le risorse pubbliche sono scarse (come lo sono, e sempre di più per le ragioni accennate precedentemente) e quelle private non trovano conveniente investire, come fai a costruire?

      Sarebbe interessante sentire una proposta articolata, informata e fondata sul tema, dopo le consuete e un po’ logore critiche (e lagne) ai cementificatori e ai loro amici al governo.

      Sono stato abbastanza chiaro a ‘sto giro?

      daniele,milano

      • Daniele, non è questione di chiarezza, è la solidità degli argomenti. Innanzitutto, Moretti continua a menarla con ‘sta differenza dei costi con gli altri operatori europei: poi vai a verificare e ti accorgi che il rapporto qualità/prezzo degli altri non è il baratro che dipinge lui. Intanto, la differenza notevole è di sicuro tra il suo stipendio e quelli dei suoi corrispettivi europei (e ricordiamoci anche della buonuscita di Cimoli, per favore: e lì è un discorso che coinvolge destra e sinistra, giusto per essere chiari). Altra cosa: il costo del suolo è più alto se costruisco ferrovie invece che autostrade? Mi pare ci sia una incoerenza. Poi hai ragione quando dici che è più facile ed economico costruire un’autostrada che una ferrovia: però, nel lungo periodo, è un concetto che decade. Gli stessi svizzeri, hanno calcolato che ora gli costa di più costruire ferrovie e dirottare il traffico pesante sui treni merci, però riparare i danni provocati alla lunga dal traffico pesante e dallo smog costerebbe di più. Ogni tanto copiare non sarebbe mica un peccato mortale… Perché non provare?

  5. Eh no Pino, qui ti sbagli.
    Perchè se guardiamo i dati storici, economici, e sociali, tutto dimostra che i vantaggi per la Lombardia sarebbero superiori agli svantaggi, e presumibilmente di parecchio, così come non c’è scritto da nessuna parte che lo Stato italiano debba durare per sempre (in fondo, 151 anni fa, non c’era…)
    Il problema invece è proprio di “piacere”, almeno da parte di tantissimi che avversano l’ipotesi secessionista.
    Ovvero: tale scelta viene valutata di per sè come negativa in termini morali, come egoistica. E in quanto tale condannata. Dimostrami che non è così…
    Che poi la Lega ci abbia messo ampiamente del suo per sputtanare il progetto, siamo d’accordo, ma non possiamo fingere che in una fetta molto ampia della popolazione lombarda la secessione venga condannata a prescindere, anzi tanto più per il fatto che essa finirebbe per obbligare il Sud a cambiare se stesso.

    • Io non la valuto negativamente per questioni morali o egoistici, ma proprio pratici. Cmq, l’altro giorno ero a pranzo con un ragazzo di origini siciliane, nato qui e titolare di una bella officina meccanica (avrà una decina di dipendenti) e quando ho accennato a federalismo, secessione, Lega e quant’altro ti posso lasciare immaginare quali siano stati i suoi commenti. E con noi c’erano 2 fratelli, lombardi di nascita e titolari di un’azienda produttrice di macchine utensili, che erano in linea sia con me che con l’altro commensale. Forse prima di pensare ai sistemi di governo, sarebbe meglio pensare prima a chi ci governa: in sintesi (e messo giù in maniera presentabile) il pensiero emerso.

      • Se ci fossi stato io magari avrebbero cambiato opinione. O forse si sarebbero alzati da quel tavolo con qualche dubbio in più. A volte basta soltanto far cambiare gli “occhiali” con cui si osserva la realtà, per avere un punto di vista diverso sui problemi, sulla loro genesi, sui modi per risolverli.

        Un giorno, non so quanto lontano, ciascuno di noi si troverà in una cabina con davanti una scheda, una matita copiativa in mano, due riquadri di fronte. Una scelta semplice fra un no e un sì. Solo allora sapremo quanti porteranno ancora i tuoi occhiali e quanti, invece, avranno scelto di mettere i miei.

        Hasta la victoria

  6. Pino!
    “Sarebbe davvero tragicomico che a fondamento dell’unità d’Italia, nel 150esimo, venisse portato come argomento quello della presenza di mafiosi su tutto il territorio “nazionale” ”
    Altro che tragicoico, l’ha detto BERSANI DA FABIO FAZIO!

    Il minuto non me lo ricordo, ma la frase mi si è stampata nel cervello!

  7. Alessandro: io non porto occhiali, non ne ho bisogno, ci vedo bene. All’ultima visita della patente (un paio di settimane fa) mi hanno riscontrato 10 decimi.
    In questo momento la gente ha ben altri problemi che non la secessione.
    E poi qualcuno mi dovrà raccontare quando mai la Lombardia è stato uno Stato sovrano dal 2.000 AC ad oggi. A guardare bene, ai tempi della Repubblica di Venezia, nemmeno i veneti avevano aderito di propria volontà alla Serenissima: mi pare che allora ci fossero state guerre e non plebisciti.
    Questo dal punto di vista storico. Poi se vogliamo invece farne un discorso sotto il profilo economico, sinceramente non metto la mano sul fuoco sulla mia opinione. E cmq non sto a pensarci nemmeno più di tanto: lo ripeto, in questo momento i problemi sono ben altri e ben più gravi.
    Se poi un domani, come affermi tu, si arriverà pacificamente all’autodeterminazione, non c’è problema: se non mi sta bene vado altrove, altrimenti continuo a vivere qui, adeguandomi e rispettando le leggi, festeggiando la nuova festa nazionale e quant’altro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...