Succede a Milano

A primavera inoltrata, Milano sarà chiamata ad eleggere il suo Primo Cittadino, e l’aria che si repira profuma di voglia di trainare il Paese verso una nuova politica.

Saranno forse le numerose delusioni di un governo locale più bravo con le parole che con i fatti[1]. Forse, chissà, il Sindaco Moratti ha dedicato troppe attenzioni al progetto Expo2015, dimenticando che la città presenta dei deficit strutturali che ora la obbligano a rincorrere (tralasciando urgenze maggiori) la scadenza dell’esposizione.  Forse, anche la realtà di una Lega appassionata alla sedia più di quanto volesse far credere gioca un ruolo importante in quasta aria di rinnovo.

Ma è sicuramente lo sfidante, l’Avv. Giuliano Pisapia, il fattore più trainante. Nonostante da anni ormai avesse abbandonato istituzioni e partiti per dedicarsi  alla brillante attività professionale, non ha potuto resistere alle insistenze dei suoi nipoti.

I ragazzi hanno deciso che lui era il candidato giusto, hanno sondato per un anno le possibilità aprendo una pagina Facebook che ha raggiunto subito migliaia di sostenitori, ed hanno lavorato così seriamente che alla fine hanno vinto le primarie meneghine e portato Giuliano alla sfida per il Comune.

I milanesi vedono in lui anzitutto una “persona per bene”, dote rara in politica. Percepiscono il valore del suo amore per la legalità, garanzia di maggiore controllo nelle istituzioni locali; apprezzano la lungimiranza del voler costruire una città “a misura di bambino”, e quindi più vivibile per tutti; si sentono finalmente coinvolti nelle decisioni che riguardano quella che è, in fondo, la loro casa e sentono finalmente un legame diretto tra politica e realtà.

Giuliano Pisapia ha aperto al pubblico la discussione per definire il programma di governo, creando le Officine per la Città e invitando i suoi concittadini a decidere inseme a lui e ad esperti quale debba essere la nuova Milano, che riparte dal lavoro ed ha lo sguardo rivolto al futuro.

Nel frattempo, i comitati che sostennero Giuliano durante le primarie continuano nella loro azione di ascolto e propagazione capillare delle idee.

Ma soprattutto, si preparano al dopo elezioni.

L’onda di Giuliano, infatti, non vuole frangersi sugli scogli, ma irrorare il tessuto comunale senza sosta e con l’ambizione di rimanere per sempre finestra di dialogo per il Comune: si tratta del primo progetto di comitati elettorali che nascono per rimanere aperti anche dopo il voto, con il compito di garantire un dialogo ed un controllo continui tra residenti e governanti.

Milano ha saputo e sa usare il proprio voto per imporre una svolta: il turno elettorale di maggio profuma decisamente di buona occasione!


[1] Se fosse ancora reperibile online il programma con cui Letizia Moratti ottenne la maggioranza dei voti, la scorsa volta, tutti potrebbero accorgersi di quanto poco sia stato effettivamente concretizzato; ma, ovviamente, tale documento risulta non disponibile sul web

Viola Nicodano

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5 thoughts on “Succede a Milano

  1. Quando l’altro giorno, facendo il Palmanova, ho visto il megacartellone di Pisapia parlarmi di “forza gentile”, ho avuto un attacco di orticaria.
    Io penso che la sinistra democrat, lo dico proprio senza peli sulla lingua, abbia rotto il cazzo a forza di usare espressioni che non vogliono dire nulla e che fanno l’occhiolino a presunti approcci amministrativi fondati sulla gentilezza, la serenità, la pacatezza, tutte cose che nella concreta realtà di governo del territorio sono del tutto inesistenti. La politica dovrebbe essere l’arte della scelta e dell’azione, non quella dell’ipocrisia e dell’affabulazione. Altrimenti tanto varrebbe prenderci direttamente il Grande Fratello, che chiamava Ministero della Pace quello che si occupava di fare la Guerra…

    Saluti non cordiali al comitato Pisapia,
    Alessandro Storti

  2. Libere idee in libero (?) Paese.
    SOlo una cosa: non è l’approccio all’amministrazione, ad essere gentile, ma quello al dialogo: sai, quella cosa che dovrebbe permettere il confronto di idee, e invece ultimamente è fugato dalle urla di protagonisti privi di argomenti. In secondo luogo, per quanto tradotto possa risultare un po’ triste come slogan, si tratta di una citazione di buon auspicio, la celeberrima “firce tranquille” che ha accompagnato Mitterand nella sua carriera.
    Grazie del commento e dei saluti
    Il comitato si augura che voterai per il bene della città, non per la simpatia del candidato
    Viola

  3. Cara Viola,
    sono perfettamente d’accordo sulla necessità di dialogare, altrimenti non sarei qui a scrivere su questo blog. Può essere che io mi sbagli, o che sia prevenuto, tuttavia la prima impressione che traggo da slogan come quello di Pisapia (che non sono nuovi nell’ambito della sinistra nostrana) è che essi si riferiscano proprio all’azione amministrativa. Con il carico di ipocrisia che ne consegue. Un giorno magari proverò a raccontare le difficoltà che svariati lombardi-non-italiani stanno incontrando in alcuni Comuni di centrosinistra per ottenere l’attestazione di idoneità alloggiativa, essenziale per la richiesta di residenza e il permesso di soggiorno. Il tutto nel nome di rigidità interpretative e formalismi burocratici degni di miglior causa.

    Saluti, cordiali, a te e al comitato Pisapia.
    Alessandro

    p.s. sono dell’East Side, non voto a Milano città…

  4. Caro Alessandro,

    non ho certo la pretesa di credere che un uomo possa, da solo, migliorare la situazione della burocrazia tutta. Ma vorrei anche che si ricordasse che uno slogan è solo uno slogan, i meriti di una persona derivano da altro. Giuliano Pisapia ha tanti meriti. Uno che gli riconosco sopra tutti è il suo Non estremismo. Ogni posizione è ponderata rispetto alla realtà delle cose. Non prometterà mai l’impossibile, ma si attiverà per iniziare quel cambiamento delle regole necessario affinchè il trend negativo dell’amministrazione pubblica inverta la rotta.
    Ha preso un impegno, lo sta portando avanti cercando soluzioni realistiche.
    Non ha certo i mezzi a disposizione di altri politici, ma ha la costanza e il rigore morale.
    Per questo, al di là degli slogan, visto che non puoi votare, ti invito però a far votare un candidato finalmente credibile e pulito.

    Grazie ancora!

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