Roma, assaggio di Federalismo

Ottimizzare, responsabilizzare, razionalizzare. Sono queste, e diverse altre, le parole d’ordine del Federalismo, la madre di tutte le riforme. Di sicuro, non rientra tra le parole d’ordine l’aumento della pressione fiscale che anzi, dovrebbe rimanere invariata o, si spera, diminuire. Questo è e deve essere un caposaldo della riforma.

Roma, però, proverà sulla sua pelle un antipasto di Federalismo, che va nella direzione opposta:

Secondo l’inchiesta del Sole 24 Ore curata da Gianni Trovati, la capitale batte Milano, nella partita dell’Irpef locale, 3 a 1, visto che nel 2011 debuttano le super addizionali decise dal comune e dalla regione. La “botta” è di quelle forti: chi risiede a Roma dedicherà da fine gennaio a comune e regione il 2,6% delle proprie entrate mentre un milanese, a seconda del reddito, oscillerà tra lo 0,9% e l’1,4 per cento. Tradotto in soldi, ciò significa che il romano con un reddito di 40mila euro pagherà quest’anno 1.040 euro di Irpef locale, 280 euro in più rispetto al 2010, mentre un milanese si ferma a 467 euro.

Prima della razionalizzazione e del taglio degli sprechi, almeno qualcuno dovrà ripagare i debiti, nonostante la Legge delega preveda che

2. I decreti legislativi di cui all’articolo 2 individuano meccanismi idonei ad assicurare che:

b) sia garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale nonché del suo riparto tra i diversi livelli di governo e sia salvaguardato l’obiettivo di non produrre aumenti della pressione fiscale complessiva anche nel corso della fase transitoria.

Update, daniele,milano ci segnala:

L’aumento delle addizionali Irpef comunali e/o regionali è contemplato dagli accordi governo comuni/regioni nell’ambito dei piani di rientro dagli enormi deficit e debiti accumulati. Questo indirizzo, peraltro, non ha niente a che vedere né con il federlaismo fiscale né con la Lega. E’ stato avviato dal Governo Prodi nel 2006 con Padoa Schioppa all’Economia, la Turco alla Santità el’ausilio di Kpmg, quando si è “scoperto” che la Regione Lazio aveva accumulato qualcosa come 15 miliardi di debito sanitario. E’ stato portato avanti in piena continuità dal governo berlsuconi, con Tremonti all’Economia e ribadito quando si è “scoperto” che il Comune di Roma ha accumulato qualcosa come 12 miliardi di debito.
A fronte di queste belle “scoperte” il governo conferisce sia finanziamenti a fondo perduto fottuti agli enti locali virtuosi, sia prestiti a tasso agevolato il cui costo finisce analogamente in groppa agli enti virtusi. in cambio gli enti disastrati – tra cui spiccano la Regione lazio e il Comune di Roma, si impegnano in una serie di azioni di riduzione dei deficit sia mediante taglio dei costi sia mediante, appunto, l’aumento delle aliquote.

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One thought on “Roma, assaggio di Federalismo

  1. No Stefano, guarda che le conlusioni che tiri sono errate perché è errato il presupposto.
    L’aumento delle addizionali Irpef comunali e/o regionali è contemplato dagli accordi governo comuni/regioni nell’ambito dei piani di rientro dagli enormi deficit e debiti accumulati. Questo indirizzo, peraltro, non ha niente a che vedere né con il federlaismo fiscale né con la Lega. E’ stato avviato dal Governo Prodi nel 2006 con Padoa Schioppa all’Economia, la Turco alla Santità el’ausilio di Kpmg, quando si è “scoperto” che la Regione Lazio aveva accumulato qualcosa come 15 miliardi di debito sanitario. E’ stato portato avanti in piena continuità dal governo berlsuconi, con Tremonti all’Economia e ribadito quando si è “scoperto” che il Comune di Roma ha accumulato qualcosa come 12 miliardi di debito.
    A fronte di queste belle “scoperte” il governo conferisce sia finanziamenti a fondo perduto fottuti agli enti locali virtuosi, sia prestiti a tasso agevolato il cui costo finisce analogamente in groppa agli enti virtusi. in cambio gli enti disastrati – tra cui spiccano la Regione lazio e il Comune di Roma, si impegnano in una serie di azioni di riduzione dei deficit sia mediante taglio dei costi sia mediante, appunto, l’aumento delle aliquote.

    Dunque se a Roma pagano più Irpef non devono prendersela con la Lega o con il federalsimo, ma con loro stessi che si sono votati per anni una serie di amminsitrazioni “de destra e de sinistra” (Storace, Marrazzo, Veltroni, Rutelli per rimanere alle ultime) che hanno provocato giganteschi buchi di bilancio.

    Mi pare davvero scorretto mettere in mezzo la Lega e, ancor più, il federalsimo fiscale il cui senso di fondo sarebbe proprio quello di responsabilizzare i governi locali rispetto alle spese, sia mediante l’introduzione dei costi standard, sia mediate appunto meccanismi che prevedano l’aumatico aumento delle addizionali locali in caso di malgoverno, sia, infine, persino con l’ineleggibilità di amminsitratori che abbiano compiuto tali disastri.

    daniele,milano

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